
Sulcis in crisi, circa 1.500 lavoratori a rischio.
Fiom, Fsm e Uilm incontrano il prefetto di Cagliari e lanciano l’allarme sul futuro del polo industriale del Sulcis Iglesiente. Incertezza per Sider Alloys, Portovesme srl e appalti della centrale Enel.
Sono circa 1.500 i lavoratori metalmeccanici a rischio nel Sulcis, in un territorio dove la crisi del polo industriale continua ad aggravarsi e le prospettive di rilancio appaiono sempre più incerte. Per questo Fiom, Fsm e Uilm sono pronte a una nuova mobilitazione, con una trasferta a Roma per portare la protesta davanti ai palazzi del governo e far sentire la voce degli operai e delle loro famiglie. Questa
mattina una delegazione di una ventina di rappresentanti sindacali è stata convocata dal prefetto di Cagliari per un incontro dedicato alla crisi industriale del Sulcis Iglesiente.“Sta crollando tutto – afferma Roberto Forresu della Fiom – non ci sono prospettive per il rilancio della Sider Alloys, dove per 60 dipendenti la cassa integrazione scadrà a maggio“. Secondo il sindacato restano forti incertezze anche sugli altri fronti industriali del territorio. “La mobilità in deroga è stata salvata per quest’anno, ma non sappiamo cosa accadrà nel prossimo”, prosegue Forresu.
Preoccupazione anche per gli appalti della Portovesme srl, dove resta un punto interrogativo sulla cassa integrazione per le aree di crisi complessa e continua a pesare la minaccia di possibili licenziamenti. Infine resta incerto anche il futuro delle lavorazioni legate alla centrale Enel, dove le attività sul versante degli appalti risultano ferme e non è chiaro quale sarà il destino delle maestranze.
Nessun commento:
Posta un commento