sabato 14 marzo 2026

pc 14 marzo - a Torino si torna a manifestare - sabato 14 marzo ore 14.30 corteo da Porta Susa: «Noi continuiamo a lottare»

 L’appuntamento è alle 14.30 in piazza XVIII Dicembre. Poi la sfilata in città

«Non c’è altro da fare che continuare a lottare». Così, poche ore dopo l’esecuzione di 18 misure cautelari, il comitato Torino per Gaza aveva annunciato un corteo regionale per la Palestina.sabato 14 marzo pomeriggio i manifestanti pro Pal torneranno a sfilare per le strade del centro cittadino. L’appuntamento è alle 14.30 in piazza XVIII Dicembre per una manifestazione che vuole tenere alta l’attenzione sulla Palestina e «rispondere» all’operazione della Digos dopo i disordini di settembre e ottobre.

«Sappiamo di essere dalla parte giusta della storia e l’accanimento dello Stato contro chi si assume la responsabilità di lottare per la giustizia ce lo conferma — spiegano gli attivisti di Torino per Gaza nell’annunciare il corteo regionale —. Se per loro siamo un problema, allora rappresentiamo un pezzo della soluzione alle barbarie che la storia sta consumando contro i popoli di tutta la terra. Ovunque nel mondo si lotta in maniera sempre più determinata, la mobilitazione popolare continua a vincere e supportare la resistenza del popolo palestinese. Dobbiamo guardare oltre i confini e renderci conto che siamo ancora, nonostante tutto, una forza dirompente che non potranno annientare facilmente. Non c’è altro da fare che continuare a lottare».

I manifestanti torneranno così in piazza dopo un’operazione che ha portato a cinque arresti domiciliari e all’applicazione di 12 obblighi di firma per i disordini dello scorso autunno. Gli attivisti, undici uomini e sette donne di età compresa tra i 19 e i 29 anni, sono indagati a vario titolo per danneggiamento, violenza privata aggravata, resistenza aggravata e lesioni a pubblico ufficiale. La lunga lista di episodi contestati si apre con le occupazioni dei binari di Porta Nuova e Porta Susa di fine settembre e prosegue con le mobilitazioni per la Flotilla del 2 e 3 ottobre: il blitz sulla pista di Caselle che ha portato a mezzora di stop per i voli, l’assalto alle Ogr alla vigilia dell’arrivo di Bezos, Elkann e Von der Leyen e la guerriglia urbana davanti allo stabilimento di Leonardo

Si arriva quindi al corteo studentesco che il 14 novembre si è introdotto nella sede della Città Metropolitana a quello che, due settimane più tardi, ha fatto irruzione nella redazione de La Stampa. Le persone identificate e denunciate dagli investigatori della Digos sono diverse decine e comprendono anche alcuni minorenni, per 18 di loro sono intanto scattate le misure cautelari.

«Sono colpevoli, insieme ad altre milioni di persone, di aver partecipato a quel movimento oceanico che per settimane ha inchiodato il governo Meloni alle proprie responsabilità — ribatte Torino per Gaza —. Cioè nelle complicità nel genocidio del popolo palestinese, nella sudditanza agli Stati Uniti e al regime israeliano e nell’aggravarsi dello scenario di guerra globale in cui ci troviamo». Nel mirino ci sono anche la politica e il ddl Romeo: «È una manipolazione del significato di antisemitismo. Fascisti con busti di Mussolini sulla scrivania vogliono riscrivere la storia e insegnarci che cosa sia il razzismo. E vogliono controllare la magistratura stravolgendo la nostra Costituzione: crediamo sia necessario impegnarci per votare e far votare No al referendum». 

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