sabato 1 febbraio 2020

pc 1 febbraio - India - documento per la giornata internazionale di informazione e sostegno alla guerra popolare in India verso fabbriche e posti di lavoro

nel quadro di 3 giornate di azione indette dal Comitato internazionale di sostegno alla guerra popolare 

per la prima di esse 30 gennaio è stato diffuso e fatto circolare in fabbriche e posti di lavoro un Documento - elaborato nei mesi scorsi - e che acquista oggi - dopo il grande sciopero di 250 milioni di lavoratori dell'8 gennaio scorso - una significato particolare 

Mentre si è intensificato il lavoro per approntare l'importante dossier su l'impero Mittal in uscita a febbraio

Pensiamo che tutte le organizzazioni operaie e popolari vanno coinvolte nella campagna india che è partita-

a differenza di una precedente decisione le altre 2 giornate avverranno in date successive - concordate nei limiti del possibili con gli altri comitati presenti in Europa e con le solidali nel mondo

info csgpindia@gmail.com



Il Documento 

1) Nei primi anni di questo secolo, l’economia indiana ha registrato tassi di crescita senza precedenti nella sua storia. Uno “sviluppo” modellato secondo i diktat delle istituzioni internazionali imperialiste (BM, FMI, WTO ecc.), subordinato agli interessi della borghesia burocratica compradora e dei latifondisti indiani in collusione con le multinazionali e i grandi investitori internazionali che non ha prodotto alcun significativo miglioramento nelle condizioni di vita delle sterminate masse povere dell’India, di cui l’80% continuano a sopravvivere con meno di un euro al giorno.Quelle che si sono effettivamente sviluppate e cresciute “spettacolarmente” sono tutte le disuguaglianze: reddito, patrimonio, casta, regione, stato. Poche decine di magnati hanno accumulato ricchezze favolose. I grandi gruppi indiani di cui sono a capo, Jindal, Mittal e Tata in testa, sono cresciuti al punto da conquistare mercati, proprietà e quote di produzione negli stessi paesi imperialisti, in particolare nel settore dell’acciaio, dove in diversi paesi i gruppi indiani sono divenuti i primi produttori.Con Narendra Modi, le classi dominanti indiane e i loro padroni imperialisti hanno “l’uomo forte” che cercavano, per tentare di uscire dalla fase di relativa rallentamento dovuta alla crisi mondiale e alla crescente resistenza delle masse alle loro politiche.Con un ritmo ed efficienza senza precedenti, in pochi giorni il governo Modi ha approvato centinaia di progetti minerari, industriali, di Zone Economiche. Ha sistematicamente aperto all’imperialismo tutti i settori dell’economia indiana: dalla difesa alle assicurazioni alle risorse naturali - tutto è in vendita. Ha approvato la sua riforma del lavoro, che rende parola morta diritti e conquiste di decenni lotte dei lavoratori in tutto il mondo, portando indietro l’orologio della storia.
Così l’India entra prepotentemente nello scenario mondiale dell'imperialismo con le suemultinazionali che guadagnano posizioni e un ruolo attivo, mentre si consolidano nei paesi imperialisti i legami tra le multinazionali indiane e i padroni locali in un rapporto di collusione e alleanza – pur sempre all'interno della contesa e concorrenza sul mercato mondiale attraversato dalla crisi economica e finanziaria. Così le multinazionali indiane diventano per il proletariato dei paesi imperialisti anche un nemico interno e, d’altra parte, le multinazionali dei paesi imperialisti partecipano pienamente al supersfruttamento del proletariato indiano e alla rapina delle sue risorse.

I proletari indiani e del mondo stanno sperimentano sulla propria pelle che i padroni, dall’America, all’Europa all’India, sono uniti nel portare avanti i loro profitti di sangue sulla pelle dei proletari e delle masse. Questo legame sul piano economico si traduce in una nuova sintonia politica tra il governo fascista Indù di Modi e i governi di stampo moderno fascista delle potenze imperialiste. Questi governi vogliono camminare mano nella mano e il governo indiano chiede ai governi di fermare il sostegno alla guerra popolare e alle lotte del popolo indiano. Ma gli operai sono una sola classe a livello internazionale e devono stringere in maniera forte i loro legami di solidarietà e di lotta.

Per questo  facciamo appello per il 30 gennaio 2020 a una giornata internazionale di azioni alle fabbriche delle multinazionali indiane, Jindal Mittal e Tata in particolare, che porti forte questo messaggio, tanto agli operai quanto ai padroni, indiani e del mondo.

Facciamo appello a realizzare presidi, comizi, scritte e ogni altra forma di mobilitazione e azione che si ritenga opportuna a livello di ciascun paese. Una ampia gamma di materiali di agitazione e propaganda e una mappatura degli obiettivi di possibili mobilitazione è in preparazione 
Richiedeteli a csgpindia@gmail.com


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