lunedì 14 giugno 2021

pc 14 giugno - Verso il G20 a Catania su Lavoro e Istruzione: si ridisegna il sistema della "protezione sociale" in funzione del "nuovo" sfruttamento capitalistico

         
Nel documento n. 2 del G20 si parla dei "Sistemi di protezione sociale in un mondo del lavoro in continuo cambiamento": “La pandemia di Covid-19 ha costretto molti Paesi ad adottare rapidamente misure straordinarie per mitigare gli effetti negativi della crisi sull’occupazione, sul reddito delle famiglie e sulla liquidità delle aziende, erogando aiuti per un importo stimato di oltre 10.000 miliardi di dollari.”

10mila miliardi di dollari per la maggior parte come si può bene comprendere, andati a “sostenere” la liquidità delle “aziende”. (I dati sono dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro)

Il documento dice che le politiche adottate dai vari paesi sono tanti e diversi e ne elenca quelli comuni un po’ a tutti: “ … ad esempio gli schemi di riduzione dell’orario di lavoro (come, ad esempio, la cassa integrazione guadagni in Italia), i sussidi ai salari, le indennità di disoccupazione e i programmi di sostegno al reddito. Nella maggior parte dei Paesi, pratica comune è stato il ricorso al congedo straordinario per consentire ai lavoratori di ridurre il proprio rischio di esposizione al Covid-19 e, al contempo, occuparsi dei bambini e dei membri della famiglia bisognosi di cure durante il lockdown. Gli schemi di reddito minimo (già in vigore o introdotti come misura di emergenza) hanno ulteriormente contribuito a prevenire un aumento della povertà nelle fasce più deboli della popolazione.”

La “conciliazione tempo lavoro/tempo di vita” è uno dei cavalli di battaglia dei padroni e dei governi! Su cui insistono molto perché li fa sembrare vicini alle esigenze dei lavoratori e delle loro famiglie!

Il documento n.2 del G20 riconosce che bisogna “ridisegnare i sistemi di protezione sociale” visto che “La pandemia di Covid-19 ha confermato che alcune categorie di lavoratori (atipici, informali e autonomi) sono più esposte alle conseguenze della crisi, giacché hanno un accesso limitato, se non nullo, alle misure di protezione sociale e occupazionale. Più in generale, in alcuni Paesi, la fascia più colpita è stata quella dei giovani.”

Ma naturalmente ogni nuovo “disegno” non può che parlare di “crescita”: “I nuovi modelli di protezione sociale devono sostenere una crescita inclusiva e sostenibile nonché accompagnare le transizioni in corso nell’economia globale, principalmente verso un’economia digitale e green.”

E quindi ancora una volta, come in tutti questi documenti, alle belle parole segue la sostanza della produzione capitalistica alla quale deve essere sottomessa ogni altra iniziativa.

E guarda caso anche la modernissima e promettente “… economia digitale ha anche contribuito alla proliferazione di forme di occupazione atipiche, che pongono nuovi interrogativi e sfide in termini di regolamentazione, protezione del lavoro e accesso alla previdenza sociale.” E anche l’economia verde “Oltre a ciò, la transizione verde pone delle sfide al mondo del lavoro.” Soprattutto nel campo dei licenziamenti che si prevedono a milioni: se, infatti, da un lato, il documento parla di aumento di posti di lavoro, dall’altro deve ammettere che se ne perderanno moltissimi nei settori tradizionali che hanno ancora un peso notevole in termini di occupazione e prodotto interno lordo, in tutto il mondo.

Da qui la necessità della “protezione sociale” che “svolgerà un ruolo chiave nel sostenere quei lavoratori che dovranno cambiare settore o impiego.”

“La Presidenza italiana” conclude tra l’altro il documento  intende portare avanti il dibattito sui sistemi di protezione sociale e sulle loro prospettive di evoluzione al fine di adattarli alle forme di lavoro emergenti e alle nuove esigenze, continuando quanto fatto recentemente dalla Presidenza dell’Arabia Saudita nel 2020.”

Ecco, il riferimento all’Arabia Saudita, paese denunciato da diversi organismi internazionali, tra cui Human Rights Watch per il trattamento riservato ai lavoratori migranti, per i morti sul lavoro, per i diritti inesistenti, per i salari da fame e di fatto per il lavoro da schiavi, dice esattamente cosa ci si deve aspettare dai “lavori” di questo G20!

Nessun commento:

Posta un commento