Nella serata di sabato 3 gennaio, Luigia, compagna di proletari comunisti de l'Aquila è stata aggredita da un poliziotto-energumeno delle forze dell'ordine.
In occasione del passaggio da L'Aquila della fiaccola olimpica, una decina di attivisti avevano improvvisato una contestazione al bordo della strada, con volantinaggio ed esposizione di uno striscione "la guerra non è sport, fuori l'imperialismo dalle olimpiadi".
La polizia aveva già puntato e circondato il gruppo di compagni, compagne.
Quando ormai tutti i mezzi della carovana olimpica erano passati, un poliziotto è "piombato" sulla compagna, che con la bandiera palestinese era andata un pò più avanti, l'ha spinta brutalmente mettendole volutamente le mani sui seni e l'ha buttata a terra. Al grido della compagna: "giù le mani!", questo lurido, porco poliziotto ha risposto "giù le mani tu, che mi fai schifo" e ha poi cercato di strapparle con forza dalle mani la bandiera palestinese, difesa strenuamente da Luigia.
La compagna è ora al pronto soccorso in attesa di diagnosi. Il suo polso destro è gonfio e ha difficoltà ad articolare il pollice.
E' chiaro che lì a L'Aquila Luigia è un pò sotto "tiro" per la sua continua e combattiva attività sulla Palestina, per la libertà di Anan; poco fa le è arrivata una denuncia penale e ora questa aggressione mirata.
Il 23 dicembre un articolo pubblicato dal Messaggero, subdolamente associava la compagna, indicata nel titolo come indagata per un flash-mob contro il genocidio del popolo palestinese, con la decisione, riportata nel lucchetto, di mettere sotto scorta il PM e il giudice del processo contro Anan Yaeesh e i resistenti palestinesi giudicati a L'Aquila, come se tra i due fatti ci fosse un qualche nesso.
Oggi quell'attacco mediatico è diventato violenza fisica. Cercano di stringere il cerchio intorno a Luigia. Ma il cerchio della solidarietà per questa compagna, che tutti quanti la conoscano rispettano e amano, è assai più grande e forte e saprà fermarli!

Nessun commento:
Posta un commento