Morte all'imperialismo principalmente yankee
yankee go home
solidarietà al Venezuela e alle masse popolari venezuelane
Il vaso è colmo - denuncia mobilitazione azione
proletari comunisti/PCm Italia
Intorno alle 2 del mattino (ore 7 in Italia) alcune esplosioni si sono verificate nella capitale del Venezuela mentre il rombo di alcuni aerei veniva avvertito in tutta la città. E’ stato confermato che si tratta di un attacco aereo da parte delle forze armate statunitensi.
Sui social network sono visibili immagini di grandi incendi con colonne di fumo nella parte sud e est della capitale. Le prime notizie parlano di fiamme (nella foto d’apertura) nell’aeroporto di La Carlota. Ma l’attacco sarebbe esteso anche ad altre zone della città. In particolare si segnalano bombardamenti su Fuerte Tiuna e 4F.
Esplosioni sono state registrate anche a El Valle, Los Proceres, La Pastora, 23 de Enero. Sarebbe stato colpito anche un centro comunicazioni a El Hatillo. Sono state segnalate detonazioni in altre zone del Paese, come La Guaira (a nord, vicino a Caracas), Higuerote (a nord, nello stato di Miranda) e Maracay, capitale dello stato di Aragua (a nord).
Il Canal 24 di TVE riferisce che sono state registrate esplosioni anche all’aeroporto di Higuerote, a circa due ore dalla capitale del paese, così come a La Guaira, una zona costiera situata a circa 30 minuti dalla città.
Il presidente della Colombia, Gustavo Petro, ha assicurato che “in questo momento stanno bombardando Caracas”. “Allertate tutti, hanno attaccato il Venezuela. Bombardano con missili,” ha detto Petro nel suo account su X, in cui ha convocato una riunione di emergenza dell’Organizzazione degli Stati Americani e dell’ONU.
Venerdì scorso, Trump aveva annunciato un attacco contro “una grande struttura” nell’ambito della sua campagna contro il Venezuela.
Trump ha indicato che l’attacco è avvenuto su un molo, ma non ha specificato l’area geografica dell’attentato. Come riportato dal New York Times lunedì, la Central Intelligence Agency (CIA) degli Stati Uniti ha effettuato un attacco con droni su una struttura portuale in Venezuela la scorsa settimana.
comunicato emesso dalla Repubblica Bolivariana del Venezuela:
La Repubblica Bolivariana del Venezuela respinge, condanna e denuncia alla comunità internazionale la gravissima aggressione militare perpetrata dal Governo attuale degli Stati Uniti d’America contro il territorio e la popolazione venezuelana nelle località civili e militari della città di Caracas, capitale della Repubblica, e negli stati di Miranda, Aragua e La Guaira. Questo atto costituisce una violazione flagrante della Carta delle Nazioni Unite, in particolare dei suoi articoli 1 e 2, che sanciscono il rispetto della sovranità, l’uguaglianza giuridica degli Stati e il divieto dell’uso della forza. Tale aggressione minaccia la pace e la stabilità internazionale, in particolare dell’America Latina e dei Caraibi, e mette gravemente a rischio la vita di milioni di persone.
L’obiettivo di questo attacco non è altro che impadronirsi delle risorse strategiche del Venezuela, in particolare del suo petrolio e dei suoi minerali, tentando di spezzare con la forza l’indipendenza politica della Nazione. Non ci riusciranno. Dopo più di duecento anni di indipendenza, il popolo e il suo Governo legittimo restano fermi nella difesa della sovranità e del diritto inalienabile di decidere il proprio destino. Il tentativo di imporre una guerra coloniale per distruggere la forma repubblicana di governo e forzare un “cambio di regime”, in alleanza con l’oligarchia fascista, fallirà come tutti i tentativi precedenti.
Il Governo Bolivariano chiama tutte le forze sociali e politiche del paese ad attivare i piani di mobilitazione e a condannare questo attacco imperialista. Il popolo del Venezuela e la sua Forza Armata Nazionale Bolivariana, in perfetta fusione popolare-militare-poliziesca, sono schierati per garantire la sovranità e la pace. Simultaneamente, la Diplomazia Bolivariana di Pace eleverà le corrispondenti denunce davanti al Consiglio di Sicurezza dell’ONU, al Segretario Generale di detta organizzazione, alla CELAC e al MNOAL, esigendo la condanna e il rendiconto del Governo statunitense.
Il Presidente Nicolás Maduro ha predisposto tutti i piani di difesa nazionale per essere implementati nel momento e nelle circostanze appropriate, in stretto rispetto di quanto previsto dalla Costituzione della Repubblica Bolivariana del Venezuela, dalla Legge Organica sugli Stati di Eccezione e dalla Legge Organica sulla Sicurezza della Nazione.
In questo senso, il Presidente Nicolás Maduro ha firmato e ordinato l’implementazione del Decreto che dichiara lo stato di Commozione Esterna su tutto il territorio nazionale, per proteggere i diritti della popolazione, il pieno funzionamento delle istituzioni repubblicane e passare immediatamente alla lotta armata. L’intero paese deve attivarsi per sconfiggere questa aggressione imperialista.
Allo stesso modo ha ordinato l’immediato schieramento del Comando per la Difesa Integrale della Nazione e degli Organi di Direzione per la Difesa Integrale in tutti gli stati e municipi del paese.
In stretto rispetto all’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite, il Venezuela si riserva il diritto di esercitare la legittima difesa per proteggere il suo popolo, il suo territorio e la sua indipendenza. Convochiamo i popoli e i governi dell’America Latina, dei Caraibi e del mondo a mobilitarsi in solidarietà attiva di fronte a questa aggressione imperialista.
Come sottolineò il Comandante Supremo Hugo Chávez Frías “di fronte a qualsiasi circostanza di nuove difficoltà, per grandi che siano, la risposta di tutti e di tutte le patriote… è unità, lotta, battaglia e vittoria”.
Caracas, 3 gennaio 2025
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Negli Stati Uniti la Coalizione Answer ha chiamato già per oggi una mobilitazione di emergenza.
A Roma è stato convocato un primo appuntamento per oggi pomeriggio alle 17.30 in Piazza dell’Immacolata.
A Livorno ci si vede alle 18.00 in Piazza Grande.
A Bologna alle ore 18.00 appuntamento in Piazza del Nettuno
A Milano alle ore 16.00 in via Principe Amedeo/Largo Donegani
A Napoli, ore 16.00 via De Pretis
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