venerdì 3 maggio 2019

pc 3 maggio - Un primo maggio di violenza poliziesca e di resistenza a Torino e Parigi - un contributo

stralci da    La bottega del Barbieri

di Natale Salvo (*)
I fattacci di Torino e di Parigi ma in Italia tutto è silenziato

Scene da “macelleria messicana”. Sono quelle con le quali, sempre più, stiamo convivendo. Oramai sembriamo assuefatti a tale violenza, stiamo arrivando a credere che, in una società civile e democratica, sia normale che la polizia preventivamente “carichi” cittadini, manifestanti.
La colpa, il “reato” di questi cittadini? Essere là, in piazza. La punizione per questo reato? Erogazione sul posto di abbondanti piogge di gas tossici e “sane” manganellate “nel mucchio”, a chi capita capita. Le normali procedure di un paese civile, identificazione, denuncia e processo per chi personalmente s’è macchinato di un qualche reato? Quelle sono sospese. Com’è sospesa la Costituzione e la democrazia.
Scene da “macelleria messicana”. Le abbiamo viste, da settimane, 24 ormai, in Francia. Ieri, ma non è la prima volta, in Italia, a Torino.

I fatti di Torino: la polizia carica i No Tav

A Torino, la Polizia “allontana”, a forza manganellate, dei manifestanti da una piazza piuttosto che altri. Quasi che – grida qualcuno all’altoparlante – fosse il ministro dell’interni Salvini a poter stabilire chi possa manifestare e cosa si possa dire.
Le immagini dei fatti sono eloquenti e crude. La cosa che fa più senso è l’immunità che tali “operatori” si sentono garantita nonostante la loro azione sia fotografata e filmata da numerose persone.
«In via Roma, a pochi passi dall’arrivo in Piazza San Carlo, luogo del comizio finale, la polizia ha spezzato il corteo e caricato i notav, semplicemente per non farci arrivare mentre ancora parlavano i sindacati dal palco. Insomma per evitare qualche fischio non hanno esitato a picchiare giovani ed anziani provocando almeno una decina di feriti», raccontano i No Tav sul proprio sito web.......



I fatti di Parigi: la polizia gasa anche il sindacato

Eventi analoghi, se non più gravi, avvengono in Francia, soprattutto a Parigi, in occasione delle manifestazioni del movimento dei “Gilet Jaunes”, i gilet gialli. Centinaia di arresti, spesso illegali, zone “rosse” vietate ai cortei, giornalisti impediti nel proprio lavoro di documentazione, gente selvaggiamente picchiata dai poliziotti, manifestanti svenuti per i ravvicinati scoppi delle bombe a gas scagliate dagli agenti, numerosi cittadini rimasti senza un occhio o una mano.
La differenza, tra l’Italia e la Francia, però, è lì c’è stampa che denuncia i fatti, tanto le violenze di alcuni manifestanti, quanto di alcuni gendarmi.

Philippe Martinez, segretario generale del sindacato CGT – la nostra CIGL -, ha deciso di non svolgere il previsto comizio di fine corteo del 1° maggio per denunciare una «repressione inaudita e senza discernimento» da parte della polizia, secondo quanto riportato dal giornale “Le Figaro”. Lui stesso ha subito, nelle proprie vicinanze, lo scoppio di una bomba a gas lacrimogeno: «non è piacevole essere gasati!», ha spiegato.
(*) da www.pressenza.com/it. La vignetta invece è di Mauro Biani ed è stata scelta dalla “bottega” … tanto per ricordare qualche precedente.

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