.mentreil mare continua ad inghiottire vite.
di Fulvio Vassallo Paleologo
1. Chi credeva che bloccando le navi delle Organizzazioni non governative avrebbe “governato” i “flussi migratori” dal nordafrica è stato smentito dalla raffica di arrivi dalla Libia, ed in misura più consistente dalla Tunisia.
Ancora una volta si è ignorata la situazione dei paesi di partenza, la Libia divisa ed in guerra, la Tunisia in piena crisi economica e politica, con sei ministri dimissionari ed un nuovo premier ancora in cerca di una maggioranza stabile, mentre le organizzazioni criminali hanno facile transito alla frontiera tra i due paesi, ed una parte dei migranti subsahariani e bengalesi che prima partivano da Zuwara o da Sabratha adesso vengono fatti partire da Sfax o da Mahdia.
Le cifre degli sbarchi in Italia confermano che non si tratta di una emergenza, anche se gli arrivi di persone attraverso il Mediterraneo, ai tempi del COVID 19, pongono problemi mai così gravi prima, e stanno comportando uno snaturamento dei centri Hotspot e dei centri di prima accoglienza trasformati in strutture fortemente militarizzate, ma malgrado questo, caratterizzati da fughe costanti e da conseguenti arresti. Con il solito contorno di governatori che invocano l’intervento dell’esercito e la moltiplicazione delle navi prigione per la quarantena, e di politici che da Minniti a Salvini, passando per la Meloni, pensano più alle prossime scadenze elettorali che al rispetto dei diritti umani e delle Convenzioni internazionali. Ovunque sul territorio scoppiano focolai di protesta contro l’arrivo o i trasferimenti dei naufraghi soccorsi in mare o arrivati a Lampedusa autonomanente, senza pensare che questi sono tutti rigidamente controllati, a differenza delle centinaia di migliaia di turisti che si stanno muovendo in tutte le regioni italiane, senza esssere sottoposti ad alcun controllo.
1. Chi credeva che bloccando le navi delle Organizzazioni non governative avrebbe “governato” i “flussi migratori” dal nordafrica è stato smentito dalla raffica di arrivi dalla Libia, ed in misura più consistente dalla Tunisia.
Ancora una volta si è ignorata la situazione dei paesi di partenza, la Libia divisa ed in guerra, la Tunisia in piena crisi economica e politica, con sei ministri dimissionari ed un nuovo premier ancora in cerca di una maggioranza stabile, mentre le organizzazioni criminali hanno facile transito alla frontiera tra i due paesi, ed una parte dei migranti subsahariani e bengalesi che prima partivano da Zuwara o da Sabratha adesso vengono fatti partire da Sfax o da Mahdia.
Le cifre degli sbarchi in Italia confermano che non si tratta di una emergenza, anche se gli arrivi di persone attraverso il Mediterraneo, ai tempi del COVID 19, pongono problemi mai così gravi prima, e stanno comportando uno snaturamento dei centri Hotspot e dei centri di prima accoglienza trasformati in strutture fortemente militarizzate, ma malgrado questo, caratterizzati da fughe costanti e da conseguenti arresti. Con il solito contorno di governatori che invocano l’intervento dell’esercito e la moltiplicazione delle navi prigione per la quarantena, e di politici che da Minniti a Salvini, passando per la Meloni, pensano più alle prossime scadenze elettorali che al rispetto dei diritti umani e delle Convenzioni internazionali. Ovunque sul territorio scoppiano focolai di protesta contro l’arrivo o i trasferimenti dei naufraghi soccorsi in mare o arrivati a Lampedusa autonomanente, senza pensare che questi sono tutti rigidamente controllati, a differenza delle centinaia di migliaia di turisti che si stanno muovendo in tutte le regioni italiane, senza esssere sottoposti ad alcun controllo.











