"In piazza fino a caduta del governo"
"I violenti siete voi, ci riprendiamo il futuro"
"In piazza fino a caduta del governo"
Una pagina appena nata sui social inaugura il "Movimento 17 ottobre", inneggia agli scontri di ieri e del 17 e dà appuntamento ogni sabato alle 15 "fino alla caduta di questo governo".
"Siamo quelli delle piazze. Quelli che vedono l'unica violenza nel manganello degli sbirri. Violenti siete voi che ci avete negato futuro: ce lo riprendiamo".
Intanto il Pm milanese ha chiesto il carcere per 5 maggiorenni fermati negli scontri di due giorni fa: resistenza e devastazione e saccheggio le ipotesi di reato contestate loro.
I giovani del "Movimento 17 ottobre": "Pronti ad alzare l'asticella | Perché voler bene a un mondo che ci demonizza?"
Parlano i ragazzi che hanno saccheggiato i negozi in centro: "È la violenza dell'oppresso, abbiamo il terrore del futuro. Ora faremo crollare il governo"
© IPA
"Prendiamoci cura gli uni degli altri, così da poter essere pericolosi insieme". Nero su bianco, a caratteri cubitali, sono queste le prime parole del vademecum "Guida tascabile alle manifestazioni di piazza". A diffonderlo sui suoi canali social il neonato "Movimento 17 ottobre", protagonista dei saccheggi e della guerriglia in centro a Milano dello scorso fine settimana. Nelle chat tramite cui giovani e giovanissimi - anche 11enni e 12enni - si contattano e programmano nuove azioni, c'è chi si dà alla filosofia e cita Bertolt Brecht: "Chi combatte rischia di perdere, chi non combatte ha già perso". All'origine di tutto un forte sentimento di rabbia e terrore per il futuro, che serpeggia nelle frange più giovani della società. Questa la spiegazione di alcuni dei membri del movimento che abbiamo raggiunto telefonicamente. Una vera e propria "rivoluzione fai da te".
Cosa c'è alla base delle vostre azioni? Qual è il vostro messaggio?
"Quello che ci spinge è una stanchezza e una rabbia profonda per la società in cui viviamo: esclusi, emarginati e senza futuro. Chi ha le possibilità economiche va all'estero, chi non può farlo rimane qui, sottopagato e sfruttato. In Italia ormai è impossibile vivere. Per questo siamo scesi in piazza, per difendere un nostro diritto fondamentale: avere una vita dignitosa. Sulla scia di quanto accaduto in Francia, crediamo che sia arrivato il momento anche per l'Italia".
Com’è nato il movimento del 17 ottobre?
"È nato in modo spontaneo, come tanti movimenti di massa, da una pluralità di richieste e istanze che condividiamo. Con una costante di fondo: noi giovani non stiamo trovando alcuno spazio per esprimerci e nessuna possibilità di dialogo con le istituzioni. Vediamo leggi approvate che vanno nella direzione opposta rispetto ai nostri bisogni: si fanno tagli alla scuola e all'università, mentre i soldi pubblici vengono dirottati sulla guerra. Noi parliamo a nome di noi stessi e ci esprimiamo con diverse modalità in base alle città in cui ci troviamo. Ogni contesto si regola sulle richieste specifiche che portiamo avanti: povertà, carovita e la mancanza di finanziamenti per la scuola e per la sanità pubblica. Un giorno ci chiederanno di combattere per loro, ma noi non abbiamo alcuna intenzione di piegare la testa ai loro voleri".
Chi c’è dietro l’organizzazione?
"Nessuno, o meglio solo i giovani. Non c’è alcuna organizzazione partitica o sindacale. È un movimento spontaneo che appartiene alle piazze. È l’unico modo che abbiamo trovato per incanalare la rabbia in una qualche forma politica. Siamo costantemente demonizzati, descritti come criminali, come se fossimo noi il problema della società. Ma noi siamo il futuro".
A Milano nasce il "Movimento 17 ottobre": manifestazioni ogni sabato contro il governo
La neonata organizzazione annuncia una mobilitazione permanente ogni settimana a partire dal capoluogo lombardo, rivendicando i saccheggi come "esproprio proletario"
Una mobilitazione permanente fissata per ogni sabato alle 15, con il primo appuntamento in programma proprio nelle piazze del capoluogo lombardo. È la linea lanciata dal neonato "Movimento 17 ottobre", che attraverso i propri canali social ha annunciato l'intenzione di scendere in piazza con cadenza settimanale in diverse città italiane "fino alla caduta del governo".
Il tam tam della protesta sui social
La propaganda del gruppo è partita direttamente su Instagram e Telegram. Sulle piattaforme social la descrizione della pagina riassume l'orientamento dell'organizzazione: "Siamo quelli delle piazze. Quelli che vedono l'unica violenza nel manganello degli sbirri". Nei messaggi diffusi dagli amministratori viene respinta ogni accusa relativa ai recenti disordini di piazza, ribaltando le responsabilità sulle istituzioni: "I violenti siete voi che ci avete negato il futuro, ora quel futuro ce lo prendiamo", aggiungendo la formula "Rigettiamo tutte le accuse al mittente. Violento è questo sistema che ci uccide".
"Esproprio proletario a Milano"
A far discutere sono anche i contenuti multimediali pubblicati sul profilo Instagram. Tra i pochi filmati diffusi compare un video in cui alcuni dei giovani responsabili dei recenti saccheggi ai danni dei negozi del centro di Milano mostrano la consegna della merce rubata a un senzatetto. L'azione è stata espressamente etichettata dal gruppo con la dicitura "Esproprio proletario a Milano". Le autorità monitorano la situazione in vista del primo appuntamento di sabato pomeriggio.
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A Milano nasce il "Movimento 17 ottobre": manifestazioni ogni sabato contro il governo
https://www.milanotoday.it/cronaca/cos-e-movimento-17-ottobre.html
© MilanoToday
A Milano nasce il "Movimento 17 ottobre": manifestazioni ogni sabato contro il governo
La neonata organizzazione annuncia una mobilitazione permanente ogni settimana a partire dal capoluogo lombardo, rivendicando i saccheggi come "esproprio proletario"
Una mobilitazione permanente fissata per ogni sabato alle 15, con il primo appuntamento in programma proprio nelle piazze del capoluogo lombardo. È la linea lanciata dal neonato "Movimento 17 ottobre", che attraverso i propri canali social ha annunciato l'intenzione di scendere in piazza con cadenza settimanale in diverse città italiane "fino alla caduta del governo".
Il tam tam della protesta sui social
La propaganda del gruppo è partita direttamente su Instagram e Telegram. Sulle piattaforme social la descrizione della pagina riassume l'orientamento dell'organizzazione: "Siamo quelli delle piazze. Quelli che vedono l'unica violenza nel manganello degli sbirri". Nei messaggi diffusi dagli amministratori viene respinta ogni accusa relativa ai recenti disordini di piazza, ribaltando le responsabilità sulle istituzioni: "I violenti siete voi che ci avete negato il futuro, ora quel futuro ce lo prendiamo", aggiungendo la formula "Rigettiamo tutte le accuse al mittente. Violento è questo sistema che ci uccide".
"Esproprio proletario a Milano"
A far discutere sono anche i contenuti multimediali pubblicati sul profilo Instagram. Tra i pochi filmati diffusi compare un video in cui alcuni dei giovani responsabili dei recenti saccheggi ai danni dei negozi del centro di Milano mostrano la consegna della merce rubata a un senzatetto. L'azione è stata espressamente etichettata dal gruppo con la dicitura "Esproprio proletario a Milano". Le autorità monitorano la situazione in vista del primo appuntamento di sabato pomeriggio.
i gruppi Movimento 17 ottobre e Italia in piazza
Annunciate mobilitazioni a oltranza fino alla caduta del "governo ladro". Cosa si dice dentro le chat e quali sono i messaggi, tra "espropri proletari", manuali per sabotaggi, guerriglia urbana e rivendicazioni sociali
Dopo le proteste distruttive in piazza a Milano e in altre città italiane sono arrivate più rivendicazioni da parte di neonati gruppi e collettivi. Il passaparola corre grazie agli strumenti ideali, tra hashtag su social come Instagram e TikTok e gruppi Telegram. Non sembra essere finita qui: il "Movimento 17 ottobre" ha lanciato una "mobilitazione permanente", ogni sabato, fino alla caduta del governo Meloni.

La pagina Instagram, @movimento17ottobre, è nata da pochi giorni e rivendica l'identità politica di chi è sceso in strada. In uno dei contenuti pubblicati, la violenza viene attribuita al sistema politico e alle forze dell'ordine, respingendo le accuse dopo le violenze e i danni causati. In un altro compare un video, accompagnato dalla dicitura "Esproprio proletario a Milano", che mostra la consegna a una persona senza dimora di merce sottratta durante i saccheggi. La pagina rimanda al gruppo Telegram, dove si discute e si organizzano le prossime iniziative: la rete sembra più articolata di quanto suggerisca il nome del movimento.
La rete social del Movimento 17 ottobre
Il profilo ha superato i 2.500 followers, ma i seguaci aumentano in fretta, così come la pagina Telegram che ha superato da poco il migliaio di follower. Gli amministratori si firmano "M1710" e descrivono il gruppo come uno spazio di confronto e organizzazione per le future manifestazioni.
Come detto, è stato fatto annuncio della mobilitazione permanente ogni sabato alle 15, con otto appuntamenti indicati nelle grafiche diffuse dagli amministratori:
- Milano, piazza Duomo;
- Bologna, piazza Nettuno;
- Torino, piazza Castello;
- Roma, Circo Massimo;
- Firenze, piazza Santa Maria Novella;
- Padova, piazza Mazzini;
- Bari, piazza Umberto I;
- Genova, piazza De Ferrari.
Il primo appuntamento è il 24 ottobre. Nella chat vengono richieste grafiche specifiche per le diverse città, da stampare e diffondere. La galassia della pagina Instagram ha legami con la rete cosiddetta "antagonista" e collettivi di sinistra, anche universitari e No Tav. Tra questi, Csa Lambretta e Deriva, che hanno attivato un servizio di assistenza legale per i giovani fermati durante gli scontri di Milano.
Cosa si dice nelle chat
Nel gruppo Telegram compaiono anche documenti destinati ai partecipanti alle manifestazioni. Tra quelli diffusi dagli amministratori c'è "Safer in the street", una guida che offre informazioni e consigli pratici per affrontare le proteste di piazza.
Dagli screenshot risultano inoltre contributi pubblicati da singoli utenti, compresi un manuale anarchico già disponibile da anni online e discussioni sulla preparazione agli scontri con le forze dell'ordine.
Tanti rimandi ad altri gruppi esistenti sui social e su WhatsApp. In molti si dissociano da contenuti e violenze o da indicazioni, come si vede in un gruppo in cui si lancia un sondaggio sui negozi da devastare. È evidente che ci siano più anime e che non tutti i partecipanti siano orientati alle proteste distruttive.
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