lunedì 26 ottobre 2026

pc 26 ottobre – Cinque vite spezzate in una sola notte: la Tunisia sta uccidendo i propri figli e le proprie figlie

Riceviamo e pubblichiamo tradotto in italiano questo testo di denuncia ricevuto dai compagni tunisini. Dopo le proteste estive per i blackout continui e la mancanza di acqua minerale, il regime Saied da stato di polizia, duramente contestato dalla grande manifestazione di 5.000 persone lo scorso 17 ottobre, continua ad uccidere il proprio popolo.

Tra la notte del 21 e quella del 22 ottobre, cinque regioni della Tunisia si sono sollevate in seguito alla morte di cittadini le cui uniche speranze — di un ambiente salubre, una vita dignitosa, un’istruzione pubblica e un lavoro decoroso — sono state infrante.

🔴 Menzel Bouzelfa: Houssine Dridi è morto dopo essere stato investito da un veicolo guidato da un funzionario dello stabilimento "Black Flies", un investimento a capitale francese. L'uomo stava partecipando a un sit-in per chiederne la chiusura, dato che l'impianto inquina l'ambiente circostante, trovandosi proprio accanto a una scuola e a un ospedale. L'episodio ha portato all'incendio della fabbrica e a proteste davanti alla sede amministrativa locale (delegazione), con richieste di smantellamento dell'attuale sistema.

🔴 Hay Ettadhamen: Un giovane, Souheil Bakouche, è stato picchiato dalla polizia dopo essere stato fermato con l'accusa di possesso di cannabis; il pestaggio si è rivelato fatale. Il ragazzo aveva un solo rene, che è stato distrutto durante l'aggressione. Successivamente, il Ministero dell'Interno ha sostenuto, attraverso i propri organi di informazione, che il giovane sarebbe morto dopo aver ingerito la sostanza stupefacente. Ciò ha scatenato proteste popolari, guidate dai giovani, nel quartiere di Hay Ettadhamen, represse con la violenza dalla polizia.