Riceviamo e pubblichiamo tradotto in italiano questo testo di denuncia ricevuto dai compagni tunisini. Dopo le proteste estive per i blackout continui e la mancanza di acqua minerale, il regime Saied da stato di polizia, duramente contestato dalla grande manifestazione di 5.000 persone lo scorso 17 ottobre, continua ad uccidere il proprio popolo.
Tra la notte del 21 e quella del 22 ottobre, cinque regioni
della Tunisia si sono sollevate in seguito alla morte di cittadini le cui
uniche speranze — di un ambiente salubre, una vita dignitosa, un’istruzione
pubblica e un lavoro decoroso — sono state infrante.
🔴 Menzel Bouzelfa:
Houssine Dridi è morto dopo essere stato investito da un veicolo guidato da un
funzionario dello stabilimento "Black Flies", un investimento a
capitale francese. L'uomo stava partecipando a un sit-in per chiederne la
chiusura, dato che l'impianto inquina l'ambiente circostante, trovandosi
proprio accanto a una scuola e a un ospedale. L'episodio ha portato
all'incendio della fabbrica e a proteste davanti alla sede amministrativa
locale (delegazione), con richieste di smantellamento dell'attuale sistema.
🔴 Hay Ettadhamen: Un giovane, Souheil Bakouche, è stato picchiato dalla polizia dopo essere stato fermato con l'accusa di possesso di cannabis; il pestaggio si è rivelato fatale. Il ragazzo aveva un solo rene, che è stato distrutto durante l'aggressione. Successivamente, il Ministero dell'Interno ha sostenuto, attraverso i propri organi di informazione, che il giovane sarebbe morto dopo aver ingerito la sostanza stupefacente. Ciò ha scatenato proteste popolari, guidate dai giovani, nel quartiere di Hay Ettadhamen, represse con la violenza dalla polizia.
