mercoledì 28 ottobre 2026

pc 28 ottobre – Carovita, carovita… è il governo degli aumenti di tutti i prezzi dal gas agli alimentari a tutto il resto e il governo della diminuzione del potere d’acquisto dei lavoratori…

I dazi, le guerre commerciali, le guerre guerreggiate “locali” e la crisi dell’imperialismo, sono queste le cause del continuo arricchimento dei padroni imperialisti e dell’impoverimento costante dei proletari e delle masse popolari…

riportiamo stralci di un articolo del quotidiano il manifesto di oggi

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Il costo del gas da record fa impennare le bollette

Caro vita Nuovi blocchi stradali dei tir. Sul mercato tutelato le utenze domestiche pagano tariffe più alte del 9%

Edizione 28/10/2026

Il prezzo del gas continua ad aumentare e farà impennare le bollette del prossimo inverno. Le quotazioni sul mercato Ttf di Amsterdam (riferimento per l’intera Europa) hanno superato i 96 euro/megawattora: è il livello più alto da giugno 2022. Allora il motivo era il conflitto in Ucraina, oggi sono la guerra in Medio Oriente e la chiusura dello stretto di Hormuz che continuano a generare turbolenze nei mercati. A febbraio, prima che Usa e Israele provocassero la guerra in Iran, il gas era intorno ai 30 euro/mwh. A fine settembre è arrivato a 70 euro/mwh e nell’ultimo mese c’è stato un ulteriore picco del più 34,5% fino agli attuali 96 euro.

Significa che oltre al caro carburanti, i cittadini e le imprese dovranno affrontare un maggiore costo sia per il riscaldamento sia per l’elettricità. Questa infatti in Italia viene ancora prodotta per il 47% bruciando metano, il dato più alto dell’Ue, dove la media è del 16,7%. Perciò nel nostro paese le bollette elettriche risentono più che altrove delle oscillazioni sui mercati del gas. La percentuale aumenta anziché diminuire: nel 2025 le centrali italiane alimentate a gas naturale hanno prodotto 126,9 terawattora di elettricità, più 7% rispetto al 2024 secondo Terna. È un problema strutturale che penalizza i consumatori e che può essere risolto solo aumentando la percentuale di energia prodotta da fonti rinnovabili, ferma al 42% nei primi nove mesi del 2026. La scorsa settimana l’amministratore delegato di Snam, Agostino Scornajenchi, ha annunciato con toni trionfali che l’Italia ha raggiunto l’obiettivo del 90% di riempimento degli stoccaggi di gas con dieci giorni di anticipo rispetto all’avvio della stagione invernale.

Intanto le bollette aumentano: secondo Arera la spesa annua di un’utenza domestica sul mercato tutelato è passata da 608 euro del 2025 a 665 euro nel 2026, il 9% in più. Aziende e famiglie non potranno reggere ancora a lungo i rincari delle bollette e dell’inflazione dovuti alle tensioni geopolitiche, soprattutto se in inverno ci saranno altre fiammate sui prezzi. Lo sanno bene gli autotrasportatori che ieri hanno ricominciato coi blocchi stradali in Toscana, Campania e Calabria nonostante l’avvio del tavolo permanente al Mit. Protestano anche i tassisti che hanno proclamato lo sciopero nazionale il 15 dicembre contro il caro carburanti.

Meloni continua a incentrare le politiche energetiche sull’acquisto di grandi quantitativi di gas naturale per stoccarli nei 13 depositi sotterranei esistenti in Italia, ma non si sta dimostrando in grado di concretizzare le sue promesse sulla riduzione dei costi energetici inserite nel decreto Bollette.

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