Moussef Siher, il 30enne ricercatore e attivista pro-Pal arrestato nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre, è stato scarcerato. La giudice per le indagini preliminari (gip) di Milano, Tiziana Landoni, non ha convalidato il fermo e ha disposto la sua immediata liberazione dal carcere di San Vittore.
Siher è indagato per aver creato e amministrato il canale Telegram «Movimento 17 ottobre», aperto il 18 ottobre dopo gli scontri e le devastazioni avvenuti nel centro di Milano durante le manifestazioni del 17 e 18 ottobre. Gestiva anche una pagina Instagram. I due canali avevano raggiunto rispettivamente 11mila e 50mila iscritti.
La Procura di Milano gli contestava i reati di istigazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo e di violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche.
Secondo la gip, però, non sussistono gravi indizi dei reati contestati. In particolare, la giudice ha ritenuto che le condotte attribuite a Siher, legate alla creazione e alla gestione dei canali social, non siano riconducibili alle fattispecie penali ipotizzate dalla Procura.
Nella richiesta di convalida del fermo, i magistrati avevano sostenuto che i contenuti pubblicati esercitassero una forza di suggestione e persuasione tale da alimentare una situazione di tensione e destabilizzazione, pur riconoscendo l’assenza di riferimenti diretti alla commissione di atti di devastazione e saccheggio.
La decisione della gip non equivale a un’assoluzione: l’inchiesta proseguirà e Siher rimane indagato a piede libero.
Youssef Siher è libero. La gip: “Disobbedienza civile, non violenza. Nessun piano eversivo”
di Ilaria Carra, Rosario Di Raimondo
La decisione giudice non convalida il fermo del ricercatore di 30 anni, creatore degli account “Movimento 17 ottobre”. Cade l’aggravante di terrorismo e il nuovo reato previsto dal governo. Niente carcere: “Non c’è il pericolo di fuga”. La premier Meloni: “Decisione vergognosa
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