domenica 18 ottobre 2026

pc 18 ottobre - Massimo sostegno alla mobilitazione e lotta delle migliaia di studentesse e studenti in tante piazze, contro la repressione del governo moderno fascista Meloni/Piantedosi/Valditara

Migliaia di studentesse e studenti sono scesi in piazza in tutta Italia il 16 ottobre, animando una grande mobilitazione in tante città dal nord al sud del paese contro le politiche reazionarie del governo Meloni, i tagli alla scuola pubblica, contro il razzismo sparso dall’alto da questo governo, contro le politiche al servizio della guerra imperialista e anche in sostegno della Palestina. Da Milano a Torino a Roma, passando per Bologna, Napoli, ecc. i cortei studenteschi hanno riempito le strade, cortei a cui questo Stato borghese e il governo Meloni hanno dato solo una risposta repressiva con cariche della polizia contro i determinati studenti in lotta, tra cui molti giovanissimi.





Nelle giuste ragioni della protesta degli studenti anche il caro affitti, la precarizzazione, il carovita che colpiscono soprattutto i figli, le famiglie della classe lavoratrice. Così gli studenti anche organizzati in diversi collettivi hanno denunciato la trasformazione della scuola in una caserma, carri armati di cartone sono stati dati alle fiamme, e in un'azienda al servizio del profitto. E mentre si tagliano i fondi per l'istruzione, la sanità e i servizi, il governo Meloni mette sempre più soldi per il riarmo e l’economia di guerra, dirottando risorse preziose verso la guerra imperialista.
A Roma lanciati petardi contro il ministero l'Istruzione, bruciate anche bandiere di Usa e Israele.


Un elemento significativo emerso in questa giornata di lotta è stato il legame di forte solidarietà creatosi tra studentesse e studenti e lavoratrici e lavoratori della scuola, numerosi docenti, come avvenuto a Torino, sono scesi in piazza al fianco degli studenti schierandosi con le ragazze e i ragazzi, quegli studenti che il ministro Valditara, continuando a dire falsità sul buon funzionamento della scuola pubblica ha definito teppisti, condannando la repressione poliziesca e la criminalizzazione del dissenso che questo governo vuole imporre, facendo in piazza davanti ai poliziotti in assetto antisommossa anche uno scudo umano contro le cariche, i lacrimogeni, gli idranti, dicono gli studenti “se non cambia sarà come la Francia” …

                             

Siamo senza se e senza ma al fianco delle studentesse, e degli studenti sosteniamo la loro giusta e più che legittima rabbia che si è espressa nella tante manifestazioni e che come hanno annunciato gli stessi studenti continuerà perché nell’insieme delle molteplici e particolari istanze gli studenti, giovani e giovanissimi, stanno denunciando quello che è un sistema sociale ed economico di sfruttamento e di oppressione di classe, il sistema capitalista.


Massima solidarietà agli studenti
che hanno risposto con grande coraggio e determinazione alla vigliacca repressione poliziesca, libertà immediata per gli studenti minorenni arrestati, come a Torino.
E’ giusto ribellarsi contro le politiche di un governo quale quello Meloni di attacco sempre più pesante alla vita di lavoratori, operai, donne, studenti, giovani immigrati, nel solco dell’avanzamento del moderno fascismo.

Che le lotte, dagli studenti ai lavoratori ai proletari, confluiscano in un’unica lotta di classe per cacciare il governo Meloni e ogni governo al servizio di padroni e guerra imperialista nella prospettiva di spazzare via la reale e profonda causa di tutti questi attacchi alla nostra condizione di vita, il sistema sociale capitalista.

Mfpr

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