martedì 4 agosto 2020

pc 4 agosto - Tunisia - Segreti di stato ed omissioni di soccorso non bloccano lo sciacallaggio sovranista

.mentreil mare continua ad inghiottire vite.

di Fulvio Vassallo Paleologo
1. Chi credeva che bloccando le navi delle Organizzazioni non governative avrebbe “governato” i “flussi migratori” dal nordafrica è stato smentito dalla raffica di arrivi dalla Libia, ed in misura più consistente dalla Tunisia.
Ancora una volta si è ignorata la situazione dei paesi di partenza, la Libia divisa ed in guerra, la Tunisia in piena crisi economica e politica, con sei ministri dimissionari ed un nuovo premier ancora in cerca di una maggioranza stabile, mentre le organizzazioni criminali hanno facile transito alla frontiera tra i due paesi, ed una parte dei migranti subsahariani e bengalesi che prima partivano da Zuwara o da Sabratha adesso vengono fatti partire da Sfax o da Mahdia.
Le cifre degli sbarchi in Italia confermano che non si tratta di una emergenza, anche se gli arrivi di persone attraverso il Mediterraneo, ai tempi del COVID 19, pongono problemi mai così gravi prima, e stanno comportando uno snaturamento dei centri Hotspot e dei centri di prima accoglienza trasformati in strutture fortemente militarizzate, ma malgrado questo, caratterizzati da fughe costanti e da conseguenti arresti. Con il solito contorno di governatori che invocano l’intervento dell’esercito e la moltiplicazione delle navi prigione per la quarantena, e di politici che da Minniti a Salvini, passando per la Meloni, pensano più alle prossime scadenze elettorali che al rispetto dei diritti umani e delle Convenzioni internazionali. Ovunque sul territorio scoppiano focolai di protesta contro l’arrivo o i trasferimenti dei naufraghi soccorsi in mare o arrivati a Lampedusa autonomanente, senza pensare che questi sono tutti rigidamente controllati, a differenza delle centinaia di migliaia di turisti che si stanno muovendo in tutte le regioni italiane, senza esssere sottoposti ad alcun controllo.

pc 4 agosto - BERGAMO - LE LOTTE DEGLI OPERAI NON SI FERMANO E SI ESTENDONO

(dal blog slai cobas per il sindacato di classe)

RAVELLI/AICO NON DEVE CHIUDERE
GLI OPERAI NON SONO USA E GETTA
DIFENDIAMO IL POSTO DI LAVORO CON LA LOTTA

PADRONI E PROFITTO
CON GLI OPERAI IN AFFITTO

Un pezzo alla volta, padroni, vecchi e nuovi, i direttori, uno dopo l’altro, che ogni volta trattano gli

pc 4 agosto - PONTE DI GENOVA - DAI VIGILI DEL FUOCO

Una lettera firmata da 75 vigili del fuoco di Genova e Liguria
in solidarietà coi parenti delle vittime del crollo Ponte Morandi.

SOLIDARIETÀ AI PARENTI DELLE VITTIME DEL CROLLO DEL PONTE MORANDI.
NON C'È NULLA DA CELEBRARE!

Al Comitato Parenti Vittime Ponte Morandi,

noi vigili del fuoco genovesi e liguri firmatari di questa lettera esprimiamo la nostra solidarietà e condividiamo la vostra scelta di non partecipare alla cerimonia di inaugurazione del nuovo ponte.
Non c'è nulla da celebrare, tanto meno da festeggiare.
Ciò che si apprestano a celebrare – in pieno spirito di unità nazionale – non è solo la ricostruzione di un ponte indegnamente crollato ma è il cosiddetto “modello Genova” che vogliono estendere a tutta Italia con la scusa della crisi economica, cioè la costruzione di grandi opere infrastrutturali con ancora meno controlli, causa stessa dei disastri.

Come nella sanità le patologie più gravi attirano la maggior parte dei finanziamenti perché portano

lunedì 3 agosto 2020

pc 3 agosto - La Sicilia non sarà la portaerei della NATO! Sigonella: i droni AGS della NATO - - tecnologia Finmeccanica - sono già quattro e a fine mese arriverà il quinto

Grazie alla tecnologia di Finmeccanica. Selex ES partecipa al programma NATO AGS (Alliance Ground Surveillance), fornendo il Mission Operation Support e le due stazioni di terra trasportabili (Transportable General Ground Stations -  TGGS) per il segmento terrestre del sistema che includerà anche sei stazioni mobili (Mobile General Ground Stations -MGGS) sviluppate da Airbus. Finmeccanica/Selex ES fornirà anche il Wide Band Data Link (WBDL), che assicura la comunicazione nella linea di vista tra i componenti di terra e i velivoli senza pilota.

di Antonio Mazzeo
lunedì 3 agosto 2020

Con un laconico comunicato il Comando generale della NATO ha reso noto l’arrivo a Sigonella del quarto velivolo a pilotaggio remoto RH-4D “Phoenix” del programma Alliance Ground Surveillance

pc 3 agosto - MIGRANTI: "RIPORTARLI NEL LORO PAESE..."... "NO MIGRANTI ECONOMICI..." - ALLORA FANNO BENE I MIGRANTI A SCAPPARE

Le modifiche dei decreti sicurezza sono poche e minime e restano all'interno di una politica razzista, di attacco ai diritti umani dei migranti. Non intaccano assolutamente l'impianto repressivo dei decreti. E confermano ampiamente che non di modifiche si tratta ma di loro cancellazione. 
Tra i punti cambiati vi è la cancellazione delle multe milionarie alle navi ong, ma le sanzioni non spariscono. Da amministrativo l’illecito torna penale - quindi paghi meno ma rischi il carcere - con pene fino a due anni di reclusione e una multa compresa tra i 10 mila e i 50 mila euro e a comminarla sarà un giudice dopo un processo. Viene allargato il numero dei casi in cui è possibile vedersi riconosciuta la protezione umanitaria. Inoltre il permesso di soggiorno per protezione speciale potrà essere convertito in permesso di lavoro. Infine i richiedenti asilo potranno di nuovo iscriversi all’anagrafe e richiedere una carta di identità. Questa possibilità, cancellata dai decreti sicurezza, era stata giudicata incostituzionale dalla Consulta. «Negare l’iscrizione all’anagrafe a chi dimora abitualmente in Italia – è spiegato nelle motivazioni della sentenza depositate ieri – significa trattare in modo differenziato e indubbiamente peggiorativo, senza una ragionevole giustificazione, una particolare categoria di stranieri». Poi c'è la revisione del sistema di accoglienza Siproimi. 

Ma la realtà di questi giorni è ancora peggiore. 
I migranti vengono ammassati, uomini, donne, bambini, in alcuni centri di accoglienza, in una condizione di assoluta invivibilità; come conseguenza anche dell'abolizione del sistema Sprar, che ha lasciato in piedi questi mega centri/carcere. Vengono amplificati i numeri di arrivo, e l'affollamento di Lampedusa e altre realtà con una politica pianificata di allarme, per giustificare l'effettiva "modifica" dei decreti sicurezza: ripresa alla grande degli annunci di provvedimenti di respingimento, in cui Di Maio/M5S cerca in un disperato tentativo di rimonta elettorale di fare il Salvini della situazione - "Vito Crimi si affretta a rassicurare che da parte del Movimento non ci sarà nessun cedimento: «Dobbiamo dare il segnale che non ci saranno politiche più morbide – spiega –  Il primo messaggio riguarda i rimpatri: il ministro dell’Interno e il ministro degli Esteri stanno lavorando su questo»; ripresa da parte della Lamorgese del blocco per i migranti "economici" di memoria Minniti, con il M5S che rincara: «Chi non ha diritto di rimanere, deve tornare nel proprio Paese».

Di Maio poi gioca a fare il duro: chiede di bloccare i fondi destinati alla Tunisia per progetti che dovrebbero aiutare la ripresa economica del Paese, per la precisione 6,5 milioni di euro che andrebbero tenuti fermi fino a quando, ha spiegato Di Maio, non si vedrà la «collaborazione che abbiamo chiesto alle autorità tunisine in materia migratoria».
Lo stesso Di Maio che invece continua a dare fondi e sostegno ai regimi della Libia, e alla sua guardia costiera di torturatori, stupratori e assassini.

E mentre il governo ammassa i migranti, alla faccia di ogni distanziamento, non solo per il Covid ma per ogni umana convivenza, a tutela della salute, della dignità; mentre la soluzione per questo è peggiore del male, con le "navi da quarantena" che riportano in mare centinaia di migranti che finalmente avevano toccato terra, esponenti del parlamento, in maniera trasversale, non solo di centro-destra, con la grancassa della maggiorparte dei mass media, amplificano e seminano terrorismo con l'allarme contagio portato dai migranti. 
Cosa che è prima di tutto molto ridotta, visto che buona parte dei nuovi focolai è frutto di gente che vive in Italia e che è andata momentaneamente all'estero; o di realtà di assembramento turistico o da movida; si tratta comunque di una realtà che più di altre in Italia è tenuta sotto controllo; ma soprattutto viene taciuto che la diffusione del contagio è provocata dalla criminale azione di ammassamento, chiusura nei centri/carcere degli stessi migranti.  

OCCORRE RIPRENDERE LA MOBILITAZIONE AL FIANCO DEI MIGRANTI, SOSTENENDO SENZA SE E SENZA MA LE LORO PROTESTE, COMUNQUE SIANO.
RIPRENDERE LA LOTTA PER LA CANCELLAZIONE DEI DECRETI SICUREZZA  

pc 3 agosto - TNT-FEDEX a che punto è la lotta infosolidale

TNT-Fedex: continua la lotta contro il “piano-Marchionne” della logistica
Dopo la tre giorni di sciopero nazionale con cui il SI Cobas ha bloccato l’intera filiera TNT-Fedex e da cui i padroni si stanno ancora leccando le ferite, nella giornata di ieri (lunedì), si è svolto fino a tardo pomeriggio il tavolo in Prefettura convocato dal Prefetto di Milano nel tentativo di trovare una soluzione a questa lunga e dura vertenza.
All’incontro presso l’ufficio territoriale del Governo abbiamo ribadito i 3 punti-cardine delle nostre rivendicazioni:
1- reintegro di tutti i licenziati Adecco che su indicazione del SI Cobas non hanno accettato l’incentivo all’esodo proposto dall’azienda.
2- presentazione da parte di Fedex-TNT di un Piano industriale che chiarisca una volta e per tutte quali sono gli orientamenti presenti e futuri dell’azienda in Italia.
3- convocazione di un tavolo di confronto nazionale sulle molteplici problematiche e vertenze aperte

pc 3 agosto - I decreti sicurezza dietro il focolaio dell’ex caserma di Treviso - info commento

I migranti hanno manifestato per il rischio contagi. Ora la Lega li accusa. E già a giugno le associazioni denunciavano il sovraffollamento nel centro, dovuto all’abolizione degli Sprar
Succede quando l’accoglienza finisce in caserma, quando il Covid non esiste e, se esiste, lo diffondono i migranti. Succede al centro di accoglienza situato nell’ex caserma Serena di Dosson di Casier, piccolo borgo a ridosso di Treviso, oggi trasformatosi in uno dei più pericolosi focolai di infezione del Veneto.
Gli ultimi tamponi effettuati dall’Ulss tra venerdì e sabato mattina hanno accertato la presenza di 137 positivi su 297 ospiti testati della struttura.
IL FORTE RISCHIO di diffusione della pandemia tra i migranti ammassati nei dormitori comuni dell’ex caserma era già stata denunciata dalle associazioni per i diritti umani sin da metà giugno. Un operatore della struttura appena rientrato dal Pakistan era stato spedito a lavorare senza fargli rispettare il periodo di quarantena.
Per paura di perdere il lavoro, nella mensa della struttura, l’uomo nascondeva la febbre con le Tachipirine. Solo al momento del suo ricovero in ospedale, è stato scoperto positivo al Covid-19.
I MIGRANTI HANNO organizzato anche alcune manifestazioni di denuncia del rischio di diffusione della pandemia, ma non sono stati ascoltati dal sindaco di Treviso, il leghista Mario Conte,

pc 3 agosto - I 'negazionisti' sono fascio populisti reazionari da combattere


Condividiamo questo commento - Redazione Contropiano
I “negazionisti” della pandemia non sono uno “sparutissimo gruppetto di cretini”, avendo espressione politica con gente come Trump negli Usa, Bolsonaro in Brasile o Salvini in Italia. Lo status quo si conserva in molto modi, ad esempio con lo “stato di emergenza”, ma anche con un concetto di “libertà” che vorrebbe essere anarchico ma coincide con quello di Confindustria. L’uso del linguaggio deve naturalmente essere critico, perché nessun termine che appaia sui media mainstream è neutro (o meglio: usato in modo neutro); ma sarebbe sommamente stupido inibirsi l’uso di qualsiasi termine usato dal potere. Banalmente, dovremmo restare muti per mancanza di parole…"

pc 3 agosto - Patto d'azione... Un intervento per il dibattito

La giornata nazionale di lotta del 6 giugno è stata l’effettiva data di nascita del Patto d’azione. Ed è nato nelle piazze con il lockdown operante per affermare l’unità di classe nel fronte di lotta contro il capitale e il suo governo.
E’ stato il frutto di lotte già cominciate in piena pandemia, di proposte operanti già nei mesi precedenti e di un dibattito che ha partorito una piattaforma nazionale in 12 punti che sommariamente raccoglievano le indicazioni delle lotte e che indicavano le battaglie da fare, fondandole sul protagonismo di operai e lavoratori. Il Patto nasce ed è contro la logica di un raggruppamento burocratico intersindacale che da sempre ha costituito più un freno e una palude che l’affermazione dell’unità di classe attraverso le lotte.
Una piattaforma che si è fatto carico di questioni importanti come la lotta contro i decreti sicurezza, la lotta contro la repressione, la lotta contro spese militari e interventi imperialisti, la battaglia dei migranti e che afferma netta e chiaro: “non vogliamo pagare la crisi dei padroni”, attraverso anche la netta affermazione di difficile realizzazione, ma di necessaria battaglia, per una patrimoniale che colpisca padroni, banche e grandi ricchezze e metta questi soldi a disposizione, come tutti gli altri soldi di provenienza europea, comunque denominate ,per la difesa del salario, del reddito ai senza reddito e soprattutto delle grandi necessità poste dall’emergenza sanitaria.
Noi non siamo contenti di come sono andate le cose dopo il 6 giugno.
All’interno del Patto, troppe chiacchiere, in particolare dei gruppi e poca intensità, organizzazione per rendere il passaggio del Patto d’azione una forza materiale e una battaglia determinata e prolungata.
Alcune lotte hanno avuto un sostegno generale – vedi la Tnt – tante altre altrettanto importanti, invece, se la sono dovuto cavare da sole. Il settarismo egemonista comunque è presente nel Patto e va criticato e combattuto.

I piani del governo annunciati e avviati non hanno ricevuto la risposta che si meritavano; né la lotta contro la repressione ha visto una mobilitazione nazionale congiunta che ponesse il Patto d’azione come referente di questa battaglia.
La necessaria proposta di un’assemblea dei delegati, divenuta poi dei lavoratori combattivi è decollata a fatica, e troppa “corte” viene fatta a delegati dell’opposizione Cgil, rispetto a quello che hanno prodotto in termini di lotta reale in prima persona nelle fabbriche e posti di lavoro.
Ma si sa, la marcia è complessa e ognuno deve fare la sua parte.
Quello che è sicuro che non ci sono “padri fondatori” e padroni del Patto e volenterosi “ruote di scorta”; né teste politiche impegnate a raccontarci l’ala e la fava e compagni a seguire. Come non ci piace la questione della piattaforma che ora viene “accennata” invece che intensamente assunta e praticata. Alcune battaglie peraltro vanno considerate che sono solo cominciate e anche se in alcune realtà sono già intense, a livello nazionale siamo ancora agli inizi.
La prima questione è il salario e i soldi per gli operai in cigs, per i lavoratori a basso reddito o senza reddito.
Se non si mette in prima linea questa battaglia non si raccolgono le esigenze e condizioni delle masse. Le decine di migliaia di cassintegrati devono avere un’indennità pari al 100% e questo domanda assedi, blocchi per strappare realmente risultati. Così come, evidentemente, le condizioni dei senza reddito, se non si affrontano non ci permette di mobilitare questa parte dell’esercito proletario, non solo a Napoli, non solo al Sud ma in tutt’Italia.
L’altra questione è evidentemente la guerra che si sta combattendo in diversi posti di lavoro che è fa da base di chi nel Patto ci sta perché è parte delle lotte proletarie così come il Patto deve invadere il campo delle fabbriche a rischio chiusura che non vanno lasciate alla gestione disastrosa dei confederali e ne alla presuntuosa autosufficienza dei delegati interni che finiscono di legare tutta la lotta agli incontri con il governo all’immagine mediatica ecc.
Il fronte della sanità, dellea scuola, dei lavoratori precari di ogni tipo ha bisogno di rivendicazioni generali per potere cambiare realmente le cose, in particolare l’assunzione di massa nella sanità, nella scuola, la rimessa al lavoro con contratti a tempo indeterminati nei settori colpiti dalla crisi covid.
Queste situazioni costituiscono l’emergenza nel nostro campo che deve permetterci di costruire la forza per lla battaglia a riduzione dell’orario di lavoro a parità di paga.
Sugli altri terreni.
La questione dei migranti: vanno innanzitutto appoggiate e sostenute le proteste in corso e le realtà che stanno conducendo una battaglia di prima fila là dove i migranti stanno arrivando, là dove sono rinchiusi e vessati, oltre che naturalmente la lotta dei braccianti.

Il punto, quindi, non è: ognuno fa da sé e poi c’è l’assemblea di fine settembre, ma il ruolo di queste lotte, di queste battaglie, l’affermazione della piattaforma per fare davvero un’assemblea nazionale a fine settembre che serva a cambiare le cose e i rapporti di forza; e non a partorire l’inutile sciopero generale secondo una logica, che sarebbe inutile oggi come lo è stato nei scorsi mesi prima della pandemia. Per essere chiari, alle realtà del Patto non può interessare l’appello che circola in internet da parte di alcuni organismi.
Si parla infine di lotte internazionali, ed è bene che se ne parli, ma per favore prendiamone esempio per rinnovare realmente e radicalmente nei contenuti e forme di lotte necessari allo sviluppo della lotta di classe, della guerra di classe, del fronte unito proletario e popolare contro il capitale e i suoi governi.

Slaicobas per il sindacato di classe/ Coord Naz.
3 agosto 2020

pc 3 agosto - Le protezioni israeliane del neofascista Alibrandi



Inedito – Un documento rinvenuto recentemente presso l’archivio centrale dello Stato getta nuova luce sugli appoggi internazionali ai gruppi della estrema destra italiana degli anni 80
Le continue indiscrezioni sul “lodo Moro” (il protocollo segreto messo a punto nel 1973 dai Servizi di sicurezza italiani con le forze della resistenza palestinese, Olp-Fplp, che trasformava l’Italia in una zona franca dove le forze palestinesi si astenevano dal commettere azioni armate in cambio del libero passaggio di loro esponenti e di armi e del sostegno politico-diplomatico, italiano alla loro causa), e la campagna della Destra sulla cosiddetta «pista palestinese» nella vicenda della strage di Bologna, hanno fortemente condizionato l’opinione pubblica, deformando la percezione attuale del contesto storico presente agli inizi del decennio 80 del secolo scorso.
Una semplificazione che ha ridotto l’estrema complessità della realtà mediorientale all’interno della quale non operavano solo le forze palestinesi e arabe ma avevano un peso ed un ruolo, certamente non meno significativo se non forse più decisivo, altri Paesi la cui attività resta ancora oggi sottovalutata e poco studiata.
Mi riferisco, ad esempio, al ruolo giocato dallo stato d’Israele, un attore della scena mediterranea che ha inciso non poco, stando anche ad alcune inchieste condotte dalla magistratura, in alcuni momenti chiave del nostro Paese, cercando di condizionare la politica energetica e l’orientamento della politica estera italiana.

I neofascisti italiani e le milizie maronite

E’ nota da tempo la presenza, a partire dall’estate del 1980, di un nutrito gruppo di

pc 3 agosto - ISPEZIONE DELL'INPS DI TARANTO PER L'USO ILLEGITTIMO DI ARCELORMITTAL DELLA CIG COVID - L'IPOCRISIA DELLA FIOM

Dal blog tarantocontro
"Parte oggi la nuova tranche di cassa integrazione, nel siderurgico ArcelorMittal, ex Ilva di Taranto, annunciata da tempo. Riguarderà, anche stavolta, un numero massimo di 8.150 addetti ma sarà cassa integrazione ordinaria e non Covid e durerà 13 settimane. La stessa utilizzata ininterrottamente da luglio 2019 a metà marzo 2020 con la motivazione della crisi di mercato. Cassa ordinaria che potrebbe tuttavia essere tramutata in cassa Covid qualora intervenissero alcune novità normative, come ha già comunicato l’azienda ai sindacati.
Anche su questa tranche di cassa integrazione non c’è stato accordo con il sindacato.
Sulla gestione della cassa, intanto, l’Inps ha avviato una ispezione anche per Taranto così come ha fatto a Genova“. Da Corriere di Taranto
 *****
A Taranto è stata presentata alla Procura, all'Inps e all'Ispettorato del Lavoro una lunga e articolata denuncia, anche dallo Slai cobas per il sindacato di classe.
Giovedì 30 luglio, la coordinatrice dello Slai cobas è stata convocata e sentita da funzionari dell'Inps, a cui è stata esposta tutta la situazione di illegalità continua da parte di ArcelorMittal, prima, durante e dopo il lockdown, con grave via libera da parte della Prefettura.
All'Inps lo Slai cobas ha chiesto:
- di non autorizzare la cassintegrazione Covd-19, per tutti i periodi richiesti da ArcelorMittal;
- di disporre che ArcelorMittal restituisca agli operai posti in cig Covid la differenza tra l’indennità e la retribuzione normale.


PS - Va chiaramente bene che la Fiom, soprattutto di Genova, seguita poi da Taranto, abbia fatto la denuncia per la gestione della cassintegrazione da parte di ArcelorMittal.
Ma sia durante i periodi di cig ordinaria sia nei periodi di cig covid la Fiom, come gli altri sindacati presenti in fabbrica a Taranto, pur non avendo firmato all'inizio verbali di accordo (perchè AM ha sempre avviato la procedura unilateralmente), poi ha fatto gli incontri con l'azienda per la gestione della cassintegrazione nei vari reparti e aree, secondo la necessità di AM - come si evince dal quadro di sotto. 
Su questa cogestione, per onestà, la Fiom dovrebbe pur dire qualcosa, non semplicemente farsi autopropaganda per un tardivo esposto.
Lo Slai cobas aveva denunciato già dall'inizio della cig ordinaria resa permanente - come poi si è dimostrato - e motivata unicamente dall'interesse di Mittal a non perdere profitti scaricando la crisi di mercato sui lavoratori - l'uso illegittimo della cassintegrazione; ma fino a maggio la stessa Fiom non l'ha affatto contrastata. 

QUADRO DELLE CASSINTEGRAZIONI

domenica 2 agosto 2020

pc 2 agosto - Mali: l'imperialismo italiano «è attivamente interessato allo sfruttamento delle ricchezze del sottosuolo del Sahel»

stralci da Internazionale
Lo strano silenzio che circonda la missione militare italiana nel Sahel

Il 16 luglio il nostro parlamento ha deciso l’invio di un contingente militare nel Sahel. Questa desertica regione dell’Africa occidentale, fino a ieri fuori dalle attenzioni della politica estera italiana -spiega Andrea de Georgio su Internazionale-, «sta assumendo un peso sempre più importante nella strategia geopolitica di Roma».
«Del futuro impegno militare italiano in Mali al momento si conosce l’entità (duecento soldati delle forze speciali, venti mezzi terrestri e otto elicotteri), la base (Ansongo, sperduta località del nord Mali), il raggio d’azione (il feudo jihadista del Liptako-Gourma, la cosiddetta zona “delle tre frontiere” a cavallo fra Mali, Niger e Burkina, dove regnano gruppi legati ad Al Qaeda e allo Stato Islamico) e l’onere finanziario (quasi 16 milioni di euro per il solo 2020)».
Dal 2017 ad oggi accordi militari bilaterali dell’Italia con Niger, Burkina Faso e Ciad «ed è attivamente interessata allo sfruttamento delle ricchezze del sottosuolo del Sahel», precisa Internazionale. Non è quindi un caso che Roma negli ultimi due anni abbia aperto tre ambasciate nella zona (in Guinea, Niger e Burkina Faso) e che a breve, la quarta sarà proprio in Mali. «Annunciata in calce alla partecipazione alla task force Takuba».

pc 2 agosto - Uno speciale tutto da leggere

pc 2 agosto - Aboubakar Suhamoro ha torto a prescindere

La sua scelta è quella di servire ed essere parte di una frazione del capitale contro un'altra e portargli in dote un pezzo del consenso di massa conquistato con le lotte
proletari comunisti


Aboubakar merita affetto, ma ha torto....  da Contropiano

Abou espone in un video le ragioni del suo abbandono della militanza sindacale in USB

Abou espone in un video le ragioni del suo abbandono della militanza sindacale in USB rispondendo ad una serie di critiche che sostanzialmente mettono in discussione la sua onestà intellettuale e più o meno velatamente lasciano intendere che le reali motivazioni risiedano nella seduzione che il PD, o comunque quell’area magmatica, hanno esercitato su di lui in termini di potere e magari anche di poltrone parlamentari.
Io credo ad Abou quando nega tutto ciò! Non dubito della sua sincerità, ma trovo nella sua risposta

pc 2 agosto - Il segreto di Pulcinella che si nasconde dietro la mascherina di Conte è l'interesse dei padroni a sfruttamento e profitti

In democrazia dovrebbe essere un obbligo rendere chiari i passaggi che portano il Governo a compiere determinate scelte. Ora, il governo Conte ha deciso di tenere segreti i documenti del Comitato Tecnico Scientifico, cioè di quell’organismo che lo ha supportato nelle decisioni da prendere sulla pandemia. Perché?
Anche il meno “complottista” degli umani, come in fondo sono io, di fronte a questa

pc 2 agosto - Fascio imperialismo Usa - marcia moderno/fascista in ogni paese europeo con Italia importante crocevia... al servizio dell'imperialismo e del capitale contro gli operai e le masse popolari.

Se non si chiama il nemico per nome non si riesce a combatterlo con le armi giuste

proletari comunisti/PCm Italia

pc 2 agosto - Quella di Bologna fu strage fascista e di Stato, come le altre - un contributo

Quella di Bologna fu strage fascista e di Stato, come le altre

Il 2 agosto sono quaranta anni da quella strage alla stazione di Bologna che fermò il paese – spezzandolo in due – e il cuore di milioni di persone convinte che la stagione delle Stragi di Stato fosse ormai alle spalle. Il costo umano fu enorme, 85 morti e 200 feriti, solo poche settimane dopo la strage di Ustica in cui venne abbattuto un aereo civile dell’Itavia, anch’esso partito da Bologna.
La strage della stazione di Bologna, da un lato, fu la continuazione della politica delle stragi di Stato tesa a condizionare nel profondo i rapporti politici e di classe nella società, nonché a confermare la collocazione dell’Italia nelle relazioni internazionali. Dall’altro materializzò agli occhi di tutti il significato di una guerra concepita e combattuto sul “fronte interno”, in cui i killer fascisti sono stati utilizzati come manovalanza per il lavoro sporco.
In molti continuano a chiedersi che faccia e che logica possano avere i personaggi che collocano una bomba ad alto potenziale nella affollata sala d’attesa della principale stazione dell’Italia centrale, nei giorni della partenza per le vacanze (che allora, con un’altra organizzazione della produzione, avveniva in contemporanea quasi per tutti).
E’ la stessa faccia di chi aveva collocato bombe in una banca nel giorno di maggiore affollamento, in una piazza riempita da una manifestazione sindacale antifascista, in un treno affollato d’agosto e negli anni successivi durante le feste natalizie.
Li abbiamo denominati come gli esponenti della rete degli “uomini neri”. Non numerosissimi, ma operativi, pronti a fare il lavoro sporco per lo Stato; anzi per il deep state, quello secondo cui ci sono prezzi da pagare per un “fine superiore”, che può essere la stabilità o l’instabilità, a seconda delle fasi storiche e delle esigenze delle classi dominanti.
A febbraio di quest’anno la Procura di Bologna ha chiuso le indagini sulla strage del 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna.
Per gli inquirenti bolognesi i colpevoli che si aggiungono a quelli già condannati sono: Paolo Bellini fascista di Avanguardia nazionale, in qualità di esecutore; Licio Gelli, fascista fin dai tempi della guerra di Spagna e poi con Salò, capo della Loggia P2, in qualità di mandante e finanziatore; Umberto Ortolani banchiere e bancarottiere, in quanto finanziatore e mandante; Federico Umberto D’Amato, prefetto e capo dell’Ufficio Affari Riservati, legato alla CIA, in qualità di mandante e depistatore, e Mario Tedeschi, altro fascista della Repubblica di Salò, senatore del MSI e direttore del settimanale Il Borghese.
I tentativi di depistaggio sulla strage di Bologna sono stati numerosi, a cominciare dai neofascisti, così come avvenuto per Piazza Fontana, Piazza della Loggia, il treno Italicus.
Quello perseguito con maggiore sfrontatezza e pervicacia è stato quello di cercare di addossare la strage alla resistenza palestinese. Un depistaggio che ha visto protagonisti non solo Cossiga, ma anche giornalisti “di sinistra” occhieggianti ai favori di Israele o di qualche cordata islamofobica e filo-Usa sempre attiva.
Quale soluzione migliore che allontanare da sé la rabbia e le indagini?
Per quaranta anni le autorità politiche del paese hanno cercato di tenere alla larga dallo “Stato” ogni responsabilità. Ma le sistematiche contestazioni di massa in Piazza Medaglie d’Oro hanno impedito, anno dopo anno, ogni autoassoluzione. Quest’anno non si faranno eccezioni.

pc 2 agosto - Bologna strage fascista protetta dallo Stato... Tutto il resto sono fake news

La strage di Bologna del 2 agosto 1980, avvenuta alle 10:25 presso la Stazione Centrale, provocò la morte di 85 persone, ne ferì o mutilò oltre 200 e, secondo la sentenza di primo grado emessa l’11 luglio 1988, fu causata da una carica esplodente, collocata nella sala d’aspetto di seconda classe, probabilmente all’interno di una borsa-valigia.
Di preciso, non sappiamo se oltre alla bomba collocata nella sala d’aspetto di seconda classe ce ne fosse un’altra, esplosa per “contagio”, nelle vicinanze.
Possiamo, ad ogni modo, cercare di conoscere quali fossero i materiali esplosivi che provocarono quella colossale tragedia senza dover credere che si tratti di una scelta bizzarra. L’argomento è di per sé ostico ma affrontarlo ci permetterà di capire qualcosa in più a livello politico e storico.
Mentre si potrebbero fare tante discussioni – per lo più indiziarie come purtroppo succede in Italia – sugli esecutori, sui mandanti, sulle motivazioni o sulla presunta “involontarietà” della strage in questione, non c’è davvero molto da discutere sulla composizione dei materiali esplosivi che la provocarono.
Per questo motivo, l’attenzione è qui concentrata sull’“arma del delitto”, l’unico punto rispetto al quale ci dovrebbero essere minori possibilità di errore.

L’odore del tritolo e la necessaria presenza anche del T4

Prima delle perizie ufficiali, il maresciallo artificiere dell’esercito Salvatore Scrofani (“Un

pc 2 agosto - Il 'negazionismo' del virus è fascio populismo che serve il capitalismo e la reazione e va espulso dalle file delle masse

senza se e senza ma - Leggi a questo proposito i due numeri "speciali coronavirus" realizzati 
da proletari comunisti

Berlino, marcia dei "no-mask" "Derubati della nostra libertà"

Circa 17mila persone sono scese in strada oggi per manifestare contro le misure restrittive imposte dal governo, fra loro no-vax e rappresentanti dell'estrema destra.

pc 2 agosto - Trieste - contro il mostro razzista che bisogna combattere con tutti i mezzi anche nelle file del popolo

Balkanroute Trieste 31 luglio - IL VIRUS DELL'ODIO
ore 21.15: arriva l'ambulanza. Il ragazzo, 20 anni, giunto dalla rotta balcanica in condizioni estreme, ha tutti i sintomi di una colica renale. Non ha la febbre. Chiamiamo l'ambulanza.
"de dovi te so" chiede alto e mastodontico l'infermiere in dialetto triestino
"Bosnia";
"ohh NO. Mi non salgo in ambulanza se questo qua prima non lo perquisemo"
Rivolto a noi: "non lo avete denunciato? non avete chiamato la polizia di frontiera? questi sono tutti da denunciare"
Non basta
"gli homless, i room, i disturbatori seriali, i signori e le signorine perbene, sputano invidia, rabbia e veleno".
Siamo gli unici ad occuparci della salute di chi arriva dalla rotta in condizioni disastrose _ siamo gli unici a tutelare la loro salute e di conseguenza quella della comunità. Lo facciamo in modo serio, professionale, con i soldi che ci provengono dalle donazioni. Non riceviamo soldi pubblici.  L'unica risposta di questa città è stata chiudere l'HELP CENTER e il centro diurno, impedire una doccia ai migranti che transitano, non offrire neppure un gabinetto pubblico. Questa è  la Trieste di oggi, quella che deporta e che chiama i militari ai confini.
Lorena Fornasir- Gianandrea Franchi