lunedì 31 ottobre 2016

pc 31 ottobre - Turchia: il fascista Erdogan vuole introdurre la pena di morte nel tentativo di annientare ogni tipo di opposizione



Il presidente turco Erdogan ha dichiarato oggi, sabato, che il ripristino della pena di morte sarebbe stato presentato al Parlamento, senza però dare una data precisa, aggiungendo che le critiche fatte su di esso dall'Occidente "non contano". Durante un discorso ad Ankara, in risposta alla folla che cantava "vogliamo la pena di morte" per gli autori del fallito colpo di stato nel mese di luglio, Erdogan ha detto: "Il nostro governo sottoporrà la questione al Parlamento. E io sono convinto che il Parlamento l’approverà e, quando arriverà a me, io la ratificherò".

La pena di morte in tempo di pace è stata abolita nel 2001 (mentre si discuteva sull’impiccagione di Abdullah Ocalan che era stato portato in Turchia) e la pena di morte in tempo di guerra è stata abolita nel 2004 con il relativo consenso. Più di 35.000 persone sono state arrestate in Turchia e un totale di 82.000 sono stati oggetto di un'indagine dal tentato colpo di stato del 15 luglio. Tra coloro che sono stati indagati, 26.000 sono stati liberati sotto controllo giudiziario.

pc 31 ottobre - ALMAVIVA: L'AZIENDA CONFERMA LE SUE POSIZIONI, LA LOTTA DEI LAVORATORI NON PUO' FERMARSI NEMMENO UN MOMENTO

Come si vede dal comunicato ufficiale i padroni di Almaviva continuano esattamente come prima a piangere miseria sui conti dell'azienda e a proporre al governo, ai sindacati e ai lavoratori di essere "responsabili" "di fronte a crisi  di mercato conclamate"... e quindi al governo di dare soldi, ai sindacati confederali di continuare a sostenere l'azienda nella ristrutturazione e ai lavoratori... di continuare a subire gli effetti di questa "nuova sfida industriale"!
 

pc 31 ottobre - Contro i politicanti razzisti idioti nei grandi o piccoli centri! Solidarietà con gli immigrati!

Una corrispondenza

LA CROCE VERDE DI BUSALLA E' UN COVO DI RAZZISTI?
L’Inchiostro Fresco di sabato ventinove ottobre riporta un articolo del bravo Fabio Mazzari dal Comune di Busalla, il ‘capoluogo’ della porzione ligure della valle Scrivia; il titolo del pezzo è: “Busalla, l’arrivo di nuovi profughi pone interrogativi”.
All’interno dello scritto si dà ampio spazio alle opinioni di tale Giuseppe Coniglio, presidente della locale Croce Verde: costui straparla di “politica dell’accoglienza” come se si trattasse di un problema esclusivamente di ordine pubblico, esattamente come potrebbe fare un qualsiasi servo di Tombini di Ghisa.
Si chiede se questa sia “gratuita o a pagamento”, per poi proseguire con lo stigmatizzare il fatto che, i diciotto richiedenti asilo arrivati nei giorni scorsi, siano un numero troppo grosso per un Comune che non è certamente a vocazione turistica, ma conta più di cinquemila residenti.
Non manca poi il riferimento all’impiego delle ‘persone in cammino’ in lavori socialmente utili – che servirebbero a ricambiare l’ospitalità – e soprattutto al solito vergognoso ritornello della richiesta di sottoporre gli stessi a visite mediche per verificarne le condizioni di salute.
Chissà se, il signor Coniglio, riserverebbe lo stesso trattamento anche a tutti i villeggianti italiani che riempiono le casse dell’amministrazione con gli introiti derivanti dalle tasse pagate sulle seconde case: chi scrive ha il timore che non si permetterebbe mai di proporre una cosa del genere.
Bosio (Al), 31 ottobre 2016

Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova
http://pennatagliente.wordpress.com

pc 31 ottobre - LA LOTTA NOTAV CONTINUA CONTRO MILITARIZZAZIONE E REPRESSIONE

Continua il fine settimana di lotta no tav! Fuochi e militarizzazione al cantiere di Chiomonte 

 Continua il fine settimana di iniziative no tav al cantiere di Chiomonte. E’ sabato sera e dalle 19.00 Giaglione si ritrova militarizzata in ogni suo ingresso. Camionette di polizia, agenti in borghese e pattuglia di carabinieri sbarrano gli ingressi del paese. “Documenti, dove va? cosa trasporta? Apra il bagagliaio e favorisca i documenti” Questa l’accoglienza per i residenti e non che cercano di attraversare i posti di blocco. Agenti in borghese fanno domande e filmano in ogni particolare chi prova ad avvicinarsi, foto ai documenti, filmati ai vestiti e alle auto. Sembra un viaggio nel tempo e nel mondo, scenari di quotidiani soprusi riservati ai popoli in lotta e in guerra. Possiamo dirlo, Giaglione ieri sera era militarizzata, ogni accesso verso il cantiere controllato da filtri di militari e polizia.
Nonostante questo i no tav hanno saputo attraversare e aggirare gli ostacoli presentandosi in molti a ridosso dei new jersey che sbarravano l’antica strada rurale a collegamento dell’abitato con la vicina Chiomonte e il cantiere tav. Si inizia con una bella polentata, vino e canti popolari. Dalle 21 arrivano i rinforzi dalla valsusa e subito, per digerire, si parte con una piccola passeggiata dalle tavolate verso le recinzioni. Inizia quindi una battitura con slogan e si accende un falò che innervosisce e non poco le truppe di occupazione. In barba ai divieti e ai blocchi arriva anche Errico Canta Male, cantautore torinese che con la sua musica allieta le ore di attesa della serata. Le luci del bosco si accendono e si spengono, i plotoni di polizia nascosti tra il fogliame per non farsi individuare evitano di accendere le pile cercando, inutilmente, di non divenire un facile bersaglio. Quando tutto tace e le truppe ormai pensano di averla scampata, grazie ai posti di blocco ecco partire i primi fuochi d’artificio. Sono quasi le 3 di notte, ad illuminare la clarea e il cantiere sono i no tav sorprendendo chi aveva cantato vittoria troppo presto. Finiti i fuochi il presidio continua attorno ai falò a poche centina di metri dalle reti. Le forze di occupazione si agitano, cercano nei boschi, non dormono e non riposano ma per la mobilitazione sono arrivate le ore del riposo.
domenicanewjersey 300x224

Si riprende la mattina di domenica e i nuovi militanti giunti da Giaglione notano una strana operosità a ridosso dei blocchi. Operai e militari avanzano di circa un centinaio di metri verso i no tav con le recinzioni mobili. Saldano e legano, alzano e spostano presi da uno strano nervosismo mattutino. A rompere l’idillio lavorativo è però la questura di Torino, un solerte funzionario con tanto di cartina attorno all’ora di pranzo arriva sul luogo degli spostamenti e decreta lo stop. “Tutto da rifare”, la posizione dei nuovi blocchi è sbagliata, si retrocede nuovamente di alcune decine di metri. Nel cantiere del futuro succede anche questo, neanche buoni a leggere un disegno tecnico. Intanto il prefetto proroga l’ordinanza di divieto di transito e circolazione da Giaglione verso il cantiere e i no tav che chiedono spiegazioni vengono respinti. Uno strano nervosismo accompagna le risposte dei poliziotti alle domando poste dagli abitanti “… E poi ieri sera, di nuovo! Abbiamo un carabiniere ferito! Andate a chiedere al sindaco lui ha l’ordinanza depositata in comune, non si passa!…”
La giornata intanto continua con serenità, i no tav presidiano felici mentre le truppe nervose attendono la prossima fastidiosa”sorpresa”.
notav.info

domenica 30 ottobre 2016

pc 30 Ottobre - Per il dibattito - Discussione con una militante anti-imperialista e internazionalista franco-tunisina

Abbiamo incontrato Samira (nome di fantasia) una militante franco-tunisina che da decenni é attiva nei fronti anti-imperialista e internazionalista in entrambi i paesi. A causa della propria militanza, durante il regime di Ben Ali ha ingrossato le file dei rifugiati politici in Francia continuando la propria militanza. Infine dopo oltre 15 anni ritorna nel proprio paese natale all'indomani della caduta del regime, la discussione verte principalmente sulle sue impressioni circa lo stato attuale del movimento politico e sociale in Tunisia.

Circa il lavoro politico degli emigrati tunisini in Francia, da qualche tempo é attivo il Comitato 17 Gennaio, di cui io non ho mai fatto parte, quindi mi limito a dire che si tratta di

pc 30 ottobre - India sciopero generale il 3 novembre in 5 stati indiani contro il massacro di maoisti da parte del regime fascista di Modi a Malkangiri - grandi manifestazioni di protesta in India - immediata mobilitazione internazionale - a Berlino manifestazione - Il Comitato Internazionale di Sostegno alla Guerra Popolare in India per il 24 novembre indice una giornata internazionale di azione - info csgpindia@gmail.com

materiale in via di traduzione


CPI (Maoist) has called for bandh in Andhra Pradesh, Telangana, Odisha, Chhattisgarh and Maharashtra on November 3 to protest against the Malkangiri encounter in which 30 Maoists were killed.
In the statement, PCI(Maoist) confirmed that had suffered huge damage after the massive encounter in the deep forests of the Andhra-Odisha border.
CPI (Maoist) also alleged that PM Modi led-central government, along with Odisha and Andhra Pradesh governments, were favouring Bauxite mining in the tribal area against the will of the locals.
CPI (Maoist) East Division Committee secretary Kailash had released an audio tape holding the Chief Ministers of Odisha and Andhra Pradesh responsible for the encounter.

INDIA - Video - Masiva protesta popular contra la matanza de comunistas naxalitas en un falso encuentro en Odisha.


28 presuntos combatientes revolucionarios naxalitas, entre ellos 8 mujeres y varios supuestos cuadros dirigentes, según fuentes policiales, fueron asesinados el pasado 24 de octubre en un falso encuentro con las fuerzas de seguridad indias y en realidad ejecución sumaria.
El conocido poeta y escritor revolucionario Vara Vara Roa  denuncio los hechos como un "falso encuentro" técnica empleada por las fuerzas represivas indias para ocultar simples asesinatos extra judiciales de personas acusadas de simpatizantes del Partido Comunista de la India (Maoísta) y ha reclamado la realización de autopsias independientes y la posterior entrega de los cuerpos a sus familiares.
El video muestra una masiva protesta popular contra dichos asesinatos realizada hace unos días  y se puede ver el masivo apoyo y simpatía con que cuenta la guerrilla naxalita entre los sectores populares.

India - Condenar energicamente la ofensiva militar y la matanza de 28 maoístas en Malkangari. - manifestacion in Berlin

 

Según pasan los días se van conociendo detalles del combate en Malkangiri en el que fueron asesinados 28 combatientes del EGPL, el pasado lunes 24 de octubre.
A parecer el enemigo conocía, por labores de soplonaje o espionaje electrónico, la presencia en la zona del responsable del Andhra Odisha Border Special Zonal committee (AOBSZC) camarada RK, un veterano dirigente, de 60 años, miembro del Comité Central del PCI (maoísta) y otros responsables tanto militares como políticos.
El Partido y el EGPL han estado muy activos en la zona, como se ha podido conocer a través de la propia prensa reaccionaria.  El pasado septiembre se organizaron masivas asambleas populares para organizar el boicot a la farsa electoral y para la lucha contra las empresas mineras internacionales que pretenden destruir el distrito, despojando a los campesinos tribales de su tierras y de su medios de vida.
Una unidad conjunta de comandos policiales, aéreo-transportados, logró localizar a la unidad maoísta, de unos sesenta combatientes, en las cercanías, en una zona boscosa, del embalse de Balimela, entablándose un feroz combate con las unidades del EGPL. Todo parece indicar, que las mismas contuvieron de forma heroica, a costa de sus propias vidas, a los esbirros policiales, logrando retirarse el grueso de la unidad junto al camarada RK y otros cuadros y combatientes.
Entre los muertos están dos veteranos cuadros del Partido y del EGPL los camaradas Daya y Ganesh, reconocidos por sus familiares, así como el camarada Shivahi hijo del camarada RK, que era comandante de una unidad guerrillera. Su madre lo ha identificado. También murió la camarada Latha, miembro del Comité de Área, identificada por su hijo. El camarada Krishna, comandante del distrito de Medak y la camarada Budri del pelotón de seguridad del AOBSZC. El camarada Madhu, responsable del equipo técnico, nacido en West Godavari. El comandante del Área del Comité Regional Central, camarada Rajesh, los también comandantes de Area camarada Birsu, camarada Riono y la camarada Mamata, están entre los identificados.
En total se han identificado 14 cadáveres, de los 28 asesinados, por las fuerzas represivas.
El escritor y poeta revolucionario Varavara Rao, junto Padma Kumari, a la viuda del camarada Suresh asesinado en 1998, ha acompañado a los familiares y ha denunciado que algunos de los maoístas fueron capturados vivos y después asesinados simulando un encuentro. También protesto por el trato vejatorio de los cadáveres y señalo como objetivo de la operación el aplastar la resistencia contra las corporaciones mineras.
Lal Salaam ! 
¡Honor y Gloria a los heroes y heroinas caidas por el Partido y la Revolución!
¡Alto a la genocida operación "Green Hunt"! 

 Berlin: Lal Salaam den Märtyrern von Malkangiri - 


 29. Oktober Hermannplatz in Berlin-Neukölln eine Kundgebung in Anklage des Massakers des indischen Staats an 30 Kommunisten in Malkangiri durch.

Stoppt „Operation Green Hunt“ – den Krieg gegen das Volk!
Verteidigt die Kämpfe der Volksmassen in Indien!
Freiheit für alle politischen Gefangenen in Indien!
Es lebe die neudemokratische Revolution!
Unterstützt den Volkskrieg in Indien!

pc 30 ottobre - Le tragedie che si abbattono sulle masse popolari per eventi naturali come i terremoti sono causate da quello che è il marcio sistema sociale in cui viviamo, che attacca ogni giorno i territori, la condizione di vita delle popolazioni, della cui salute e sicurezza non gli interessa proprio nulla!

Continua la tragedia per le masse popolari del Centro Italia colpite dal terremoto e in questi giorni sono riprese scosse molto forti che stanno provocando altri ingenti danni e distruzioni, fortunatamente non ci sono  state altre vittime.

Dinnanzi al dolore e alla sofferenza delle popolazioni ancora più insopportabili e ipocrite risultano le facce e le parole delle istituzioni al potere, a partire da Renzi che parla di "nessun problema per i fondi" di "ricostruzioni che saranno le priorità", quando le persone hanno già perso tutto, familiari, case, lavoro, in molti casi rimanendo davvero senza nulla. E prima che succedessero queste tragedie??? 
Che diceva Renzi e che dicevano tutti i suoi lacchè??? Quali sono stati i suoi veri interessi, quelli della salute e sicurezza delle popolazioni a rischio nelle zone sismiche dell'Italia o emanare leggi scellerate come lo “Sblocca Italia”, dando il via libera ai padroni per le cosiddette Grandi Opere inutili e dannose sia per le masse che per il territorio, vedi la Tav che si deve fare  a tutti costi a suon di pesante repressione contro chi lotta giustamente da anni contro di essa, perchè utilissima ai profitti dei padroni, del Capitale con tutto il corollario di distruzione di interi territori, di ruberie e di malaffare???
Mettere in campo politiche reali per la "sicurezza" di cui Renzi si riempie la bocca, ma intanto la gente muore e perde tutto, mentre invece si fanno  riforme e leggi di stabilità che tagliano  per esempio le risorse per la scuola pubblica e per le strutture pubbliche come gli ospedali, la cui situazione per quanto riguarda la sicurezza degli edifici è assolutamente disastrosa. Il governo Renzi parla di spese per la “ricostruzione, risanamento ecc”, mentre il vero interesse è quello di potenziare le politiche  finalizzate alle spese militari per la guerra imperialista, il governo Renzi parla di "rilancio dell'economia" nelle zone colpite mentre nei fatti dà più soldi ai padroni sfornando leggi sempre più antioperaie e meno diritti per i lavoratori e i proletari.

Solidarietà verso le popolazioni colpite, ma RIBELLIONE senza se e senza ma! contro un governo e uno Stato al servizio del sistema del profitto sulla pelle dei proletari e delle popolazioni che devono essere rovesciati!

pc 30 ottobre - Verso il 25 Novembre a Roma... manifestazione delle lavoratrici, precarie, disoccupate, proletarie - NON CI AVERE FERMATO E NON CI FERMERETE! CONTRO LA VIOLENZA DEL GOVERNO, DEI PADRONI, DI QUESTO STATO SCATENIAMO LA NOSTRA RIBELLIONE

Il 25 novembre 2016, in occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne, delegazioni di lavoratrici, precarie, disoccupate... , manifesteranno a Roma contro la violenza che dai posti di lavoro, alla famiglia, al sociale si vive quotidianamente. 
 Le O.S. Slai Cobas per il sindacato di classe e l'Usi sostengono attivamente questa giornata di lotta delle lavoratrici con la proclamazione per l'intera giornata dello sciopero generale che investe tutti i settori lavorativi, pubbliici, privati, cooperativi. 
Dalle precarie delle Cooperative Sociali, assistenti agli studenti disabili, che lottano a Palermo da anni contrastando in diverse forme precarietà e disoccupazione, è partito un appello che sta raccogliendo adesioni  e sostegno di altre delegazioni di lavoratrici di altre città.  E' importante che nella giornata del 25 novembre sia visibile la lotta delle lavoratrici, delle precarie, delle disoccupate, immigrate, braccianti, ecc., che quasi sempre restano sotto silenzio o al massimo vengono fuori solo in casi estremi (vedi la morte di alcune donne braccianti uccise dal troppo lavoro nelle campagne da moderno schiavismo), contro l’insieme delle violenze che noi donne subiamo da questo sistema.
Riprendendo quanto hanno affermato le compagne del Movimento Femminista Proletario Rivoluzionario, che il 25 Novembre saranno in piazza al fianco delle lavoratrici, all'assemblea nazionale dell'8 ottobre a Roma in vista della manifestazione nazionale del 26 novembre contro la violenza "...la manifestazione del 25 non è in alternativa a quella nazionale del 26"... Le rivendicazioni delle donne non sono mai slegate e hanno un ben noto filo conduttore che passa dallo sfruttamento e dal non riconoscimento del lavoro delle donne fino ad arrivare alla violenza in tutte le sue forme, per questo è importante che le donne che subiscono non uno ma tutti gli attacchi e che già lottano quotidianamente suiposti di lavoro, nelle piazze, prendano in mano la battaglia. La nostra manifestazione avrà al centro questioni più generali rispetto alla violenza maschile sulle donne: le tematiche legate allo sfruttamento lavorativo, alla precarietà, alle disparità salariali, in un’ottica di denuncia nei confronti delle istituzioni e di assedio dei Palazzi del potere che puntualmente permettono e perpetuano condizioni di doppio sfruttamento e di oppressione che inevitabilmente creano l'humus reazionario e maschilista che legittima a livello di massa la violenza sulle donne.
Riteniamo importante portare queste posizioni con una delelgazione di lavoratrici anche nella manifestazione del 26 e porremo anche una questione importante successa pochi giorni fa a una nostra compagna dell’Aquila, denunciata per diffamazione e offesa da varie azioni repressive, per avere scritto una lettera che invitava a cancellare la partecipazione durante un incontro pubblico, dell’avvocato difensore di Francesco Tuccia, il militare in servizio all’Aquila che nel febbraio 2015 stuprò e abbandonò fuori da una discoteca di Pizzoli una giovane studentessa universitaria. Questo Stato invece di perseguire gli stupratori denuncia le donne che lottano contro" (dall'intervista di una compagna del Mfpr al Paese delle donne)

Per tutto questo invitiamo tutte a venire anche il 25 Novembre in piazza...
CONCENTRAMENTO ORE 9,30 PIAZZA MONTECITORIO ROMA

NON CI AVETE FERMATO E NON CI FERMERETE!
Venerdì 25 novembre alle ore 9:30
Roma-Piazza Montecitorio a Roma
Parteciperai
Come precarie delle Cooperative Sociali di Palermo lottiamo da anni in difesa del posto di lavoro. E in questi ultimi mesi lo stiamo facendo in forme ancora più intense, visto che una legge approvata di recente dal parlamento siciliano, a firma PD/M5S, stabiliva il licenziamento in tutta la regione di 2000 precari, di cui la maggioranza siamo donne.
Ma lottare per non farci ricacciare a casa significa difendere anche la nostra vita più generale di donne che ogni giorno viene attaccata dal governo, dai padroni, da questo Stato.
Come donne ne subiamo le conseguenze con una condizione di lavoro che è diventata sempre più precaria con contratti a termine sempre più ridotti, con riduzioni di ore per evitare licenziamenti, con salari bassi, contrastando con i padroncini delle Coop che nei confronti di noi precarie in alcuni casi fanno anche discriminazioni di genere; una condizione di lavoro precaria che si ripercuote inevitabilmente sulla nostra vita, a cui il governo e padroni ci costringono togliendoci ogni futuro, per inchiodarci ad un presente faticoso e instabile in cui non sai spesso come arrivare a fine mese, come campare i figli, o come andare avanti da single… , in cui devi far fronte alla mancanza sempre più pesante di servizi pubblici che aggrava il doppio lavoro - fuori e in casa - cui siamo soggette.

Per lottare contro tutto questo vogliamo unirci ad altre lavoratrici, operaie, precarie, disoccupate, migranti che lottano nel nostro paese, dobbiamo far confluire le varie proteste ed esperienze specifiche in un’unica voce, in un’unica denuncia, in un’unica lotta. E questo è cominciato ad avvenire con 'due scioperi delle donne' in Italia : il 25 novembre 2013 con la partecipazione di circa 20.000 donne e ancora tante donne hanno partecipato l'8 marzo.

Ora la situazione è ancora peggiorata. Leggi scellerate come il Jobs Act hanno attaccato nel profondo la nostra condizione di lavoro, aumentando le discriminazioni sul lavoro, sul salario, per l'assunzione e i licenziamenti; la riforma della “buona scuola” del governo Renzi ha colpito migliaia di insegnanti e lavoratrici ATA; i tagli alla sanità, ai servizi sociali, hanno ridotto pesantemente il lavoro e i diritti per le precarie e iperprecarie sempre più sfruttate, mentre il Ministero della sanità ci spinge a fare sempre più figli, pure colpevolizzandoci, le lavoratrici braccianti sono trattate come vere e proprie moderne schiave nelle campagne, e le donne migranti sono le ultime delle ultime per questo governo. E tutto questo mentre l’Italia è il paese che va sul podio in Europa per numero di donne disoccupate, quasi una su due non lavora, e sappiamo bene come la mancanza di lavoro è una delle principali cause che impediscono a tante donne di liberarsi da vincoli familiari oppressivi e repressivi a causa di cui si rischia di essere uccise.

Tutto questo è violenza contro le donne – tutto questo si unisce alle violenze sessuali – oppressione. E' giusto e necessario che questo si affermi nella giornata internazionale della violenza contro le donne.

Non possiamo e non vogliamo accettare tutto questo!
Prendiamo la lotta e la vita nelle nostre mani!

IL 25 novembre 2016, in concomitanza della giornata internazionale contro la violenza sulle donne che tocca ogni aspetto della nostra vita, manifestazione nazionale della lavoratrici, operaie, precarie, braccianti, migranti, disoccupate a Roma, che porti la nostra ribellione, le nostre richieste direttamente al Palazzo del governo, ai Ministeri.

lavoratriciprecariedisoccupate@gmail.com

pc 30 ottobre - SCONTRI AL CENTO GRIGIO, DUE NO TAV IN OSPEDALE

Scontri questa mattina tra forze dell'ordine e i manifestanti No Tav che tentavano di impedire l'accesso alla giornata di discussione, promossa dal commissario di Governo per il Terzo Valico, ai delegati. Due manifestanti finiti in ospedale per le medicazioni. Gentile, Rfi: "la direzione dei lavori tornerà in mano al committente". Promessi controlli sui lavori già eseguiti. E lancia l'idea: "cambiamo nome all'opera, si chiamerà Tunnel dei Giovi"
 
ALESSANDRIA - Avevano promesso di "rovinare la festa" gli attivisti No Tav che questa mattina hanno manifestato davanti al centro sportivo Cento Grigio,  dove si sta svolgendo una giornata di confronto sul tema del Terzo Valico.
Prima delle 8 del mattino erano già posizionati, con bandiere e striscioni. Imponente schieramento delle forze dell'ordine che, quando i manifestanti si sono mossi per bloccare l'accesso ai delegati iscritti (è partito anche qualche calcio), sono intervenuti.
Sono volati insulti, spintoni e manganelli. Due attivisti sono stati colpiti alla testa (foto in basso). Hanno dovuto ricorrere alle cure mediche del pronto soccorso.
I lavori dell'Ost (Open Space Technology) sono iniziati in ogni caso. Si doveva parlare di "60 milioni di opportunità per lo sviluppo del territorio". Il titolo è stato leggermente modificato in corso d'opera: "“Quali garanzie vogliamo per la sicurezza e la legalità e quali opportunità generate dal Terzo Valico possiamo cogliere per lo sviluppo del territorio".
Pesano ancora i 14 arresti effettuati da Carabinieri e Guardia di Finanza di imprenditori e dirigenti di Cociv, il General Contractor che ha progettato e portato avanti l'esecuzione dell'opera fino ad oggi.
"Si cambia marcia", hanno detto il presidente della provincia Rita Rossa, insieme al commissario del governo Iolanda Romano. Lo ha promesso anche Rfi, committente dell'opera da 6 miliardi di euro, Maurizio Gentile. "Direzione lavori gestita internamente da Rif e presenza del committente nelle commissioni di gara" sono le ipotesi a cui si lavora. Rete Ferroviaria ha anche ribadito l'importanza strategica dell'opera e l'intenzione di proseguire, "senza blocco dei lavori".
Propone anche un cambiamento di nome: non più Terzo Valico ("non si tratta di fatto di un valico", ha detto), ma "Tunnel dei Giovi". Ha anche promesso "maggiori risorse per il territorio", oltre ai 60 milioni stanziati.
Per fare cosa sarà deciso, al termine dell'Ost, dai sindaci. 

pc 30 ottobre - Adriana Chiaia ci ha lasciato - salutiamo la tenace combattente marxista-leninista contro la repressione e il revisionismo

pc 30 ottobre - PAGINE contro LA TORTURA - basta con la persecuzione in carcere! SRP Italia

Al Magistrato di Sorveglianza di Sassari
Oggetto: reclamo avverso rigetto acquisto libro “Le cayenne italiane” di Pasquale De Feo.
Il sottoscritto Alessio Attanasio nato a Siracusa il 16-07-1970: 
 Reclama
Ex art. 35bis O.P., in relazione agli artt. 21 Cost. e 18 comma 6 O.P., avverso il rigetto ( in virtù del principio “silenzio-rifiuto trascorsi trenta giorni dalla presentazione dell’istanza, senza che vi sia stata risposta) della richiesta inoltrata in data 31-08-2016 (che si allega),

pc 30 ottobre - GLI USA ASSOLVONO I LORO BIANCHI FIGLI PISTOLERI, MENTRE UCCIDE E ARRESTA LA GENTE DI COLORE

In Oregon Assolti tutti i cowboy che diedero vita a una rivolta armata
 
di Giuseppe Sarcina Corriere 29.10.16
 
NEW YORK Per quasi sei settimane avevano occupato, armi in pugno, un rifugio federale nei boschi di Burns, un remoto villaggio dell’Oregon, Stato sulla costa occidentale degli Usa. Alla loro testa i due fratelli Ammon e Ryan Bundy. Divise mimetiche, fucili di precisione, minacce di sparare a vista.
L’altro ieri, giovedì 27 ottobre, la Corte federale di Portland, nell’Oregon, ha assolto i Bundy e altri cinque imputati finiti a processo, tra cui una donna, Shawna Cox: i cowboy stavano esercitando il diritto alla protesta, «senza danneggiare nessuno»...
 
in questo stesso Paese proprio ieri (28/10) la polizia, in assetto anti sommossa, ha arrestato 141 persone che, ugualmente, «esercitavano il diritto alla protesta» contro la costruzione di un gasdotto nel Nord Dakota. Con la differenza che gli accoliti dei fratelli Bundy sono bianchi ed erano equipaggiati come un commando paramilitare, mentre gli attivisti «anti pipeline» sono in gran parte pacifici nativi americani, della antica tribù dei Sioux...
 
...molti americani, in tv, sui social network, sui giornali si chiedevano che cosa sarebbe successo se quel rifugio fosse stato occupato da militanti musulmani o afroamericani. Proprio in quei giorni si ragionava sull’alto numero di maschi neri uccisi dagli agenti solo nel 2015: 160.

pc 30 ottobre - Renzi in piazza a Roma per il Sì al referendum in seria difficoltà... i padroni corrono in aiuto

Renzi è in difficoltà e si vede. Il No al prossimo referendum incalza e non sono bastate certo le poche migliaia di persone che erano Piazza del Popolo a ridargli lo slancio necessario, soprattutto agli occhi dei padroni, per portare avanti il programma che tanto gli piace! Per questo corrono in aiuto con consigli su come deve fare, soprattutto dopo il confronto in tv con De Mita, il vecchio volpone (88 anni) della peggiore Democrazia Cristiana che lo ha apertamente sbeffeggiato.
 
Visto che la realtà di oggi (disoccupazione, crisi economica, migranti, terremoti…) è molto più dura delle sue chiacchiere, allora, mentre nel concreto regala miliardi di miliardi ai padroni, alle masse parla sempre del “futuro”; per sembrare credibile lancia “sfide” a destra e a manca gonfiandosi il petto… riprendendo anche la vecchia storia della “rottamazione”, la retorica del vecchio-nuovo che i padroni considerano ormai non più efficace! E per questo lo invitano a smetterla e pensare ad altro, dicono, infatti: “Ma dopo quasi tre anni di governo la retorica della rottamazione e del cambiamento rischia di trasformarsi in un boomerang per

pc 30 ottobre - 12 NOVEMBRE MANIFESTAZIONE NAZIONALE DEI MIGRANTI A ROMA

Lo Slai cobas per il sindacato di classe partecipa con migranti dei centri di accoglienza di Taranto e con lavoratori della logistica e in lotta nei quartieri da Bergamo

(dal comunicato di Campagne in lotta)

In questi giorni diversi di noi sono stati più volte in questura per pressare ulteriormente rispetto all'incontro da fare con il ministero nella giornata di piazza. Per ora, la questura e il ministero temporeggiano. Alla luce del divieto e della composizione del corteo, a forte presenza di irregolari, e del fatto che nella giornata di sabato potremo contare su una partecipazione più larga, i lavoratori hanno deciso che la cosa migliore sia confermare l'appuntamento della manifestazione per Sabato 12 Novembre.

Negli scorsi giorni siamo state a Rosarno, dove i lavoratori e le lavoratrici hanno confermato