domenica 27 maggio 2012

pc 27 maggio: BRINDISI: UNA GRANDE MANIFESTAZIONE DI STUDENTI - RESOCONTO E RIFLESSIONI

Ieri, una marea di studentesse, studenti hanno dato vita ad una grande manifestazione a Brindisi, ad una settimana dall'orribile attentato che ha ucciso Melissa e messo in pericolo la vita di Veronica e colpire altre 4 studentesse. Un attentato che ha colpito al cuore e alla mente la scuola 'Morvillo-Falcone' e tutte le scuole di Brindisi e del nostro paese.
Il movimento degli studenti non si è fermato un solo momento. Ha reagito prima con paura, preoccupazione, stringendosi intorno alle studentesse colpite, poi via via organizzando il proprio movimento e la propria valutazione, costringendo tutta la città, le istituzioni, il paese ad esprimersi, dare risposte, confrontarsi.
Ma questo sabato è stato qualcosa in più. Gli studenti come movimento, scuole, associazioni studentesche hanno chiamato ad una manifestazione nazionale, assumendo un ruolo di prima fila nella reazione all'attentato, di matrice ancora oscura.
'IO NON HO PAURA' è suonata come dichiarazione forte, individuale e collettiva, ma anche come sfida agli autori assassini, ai loro eventuali mandati e ispiratori.
Hanno voluto una manifestazione autonoma, nelle loro mani, non di dolore e timori ma di forza, autodeterminazione, volontà di riprendersi la scuola, la scena politico-sociale dell'attentato e di liberarla di ipocrisie, di falsi amici e di strumentalizzazioni della stampa.
E in questo, la manifestazione è stato un punto di arrivo di questa settimana ma anche un vero punto di partenza del movimento a Brindisi e nell'insieme del paese. Gli studenti stanno trovando le loro parole e il loro percorso, e puntano ad occupare la scena tragica creata dall'attentato per farne un motivo di cambiamento della scuola, della cultura – cosa molto sentita – del loro futuro anche come giovani del sud.
L'immagine di un nuovo Sud ribelle, ispirato dalla reazione dei giovani che diventi continuità e concretezza, sarebbe davvero il modo migliore per rendere il sacrificio di Melissa non solo non vano ma anche motivo di nuova vita e nuove speranze.

Noi come compagni e soprattutto compagne di Taranto, presenti sin dal primo giorno, poi al funerale e quindi a questa manifestazione, ne abbiamo sentito tutto il cammino e anche la responsabilità di dire cose giuste al momento giusto.
E' in questo spirito che abbiamo portato un volantino e uno striscione, bene accolti, e abbiamo cercato in questa manifestazione soprattutto di ascoltare gli slogan, le parole, gli argomenti, per cogliere il senso esplicito ed implicito, per entrarvi dentro e assumere l'impegno espresso dallo striscione: “IL NOSTRO IMPEGNO: LOTTARE CONTRO GLI ODIOSI ASSASSINI E QUESTO SISTEMA CHE LI PRODUCE”.
Essere uniti e dalla parte degli studenti in piazza, averne il massimo rispetto di idee e percorsi, significa dire chiara la nostra su tutto, contro il paternalismo strumentale presente anche nella manifestazione di Brindisi ad opera di associazioni che hanno contribuito a realizzarla ma che vogliono dire anche agli studenti come marciare, farli stare in un copione già scritto che finora, loro per primi dovrebbero riconoscere, non ha impedito che mafia e terrore sanguino le strade del nostro paese e che abbiano scritto questa altra pagina orribile.
Alla partecipazione così ampia degli studenti non ha corrisposto una adeguata partecipazione popolare. Tanta gente a Brindisi è stata a guardare, si è sottratta. E anche quelle organizzazioni sindacale che hanno i numeri, si sono ben guardati di mobilitare i lavoratori. Hanno dimostrato ancora una volta di fare più parte del Palazzo che della realtà viva.
Lo stesso movimento degli studenti su scala nazionale, le loro associazioni più numerose e rappresentative che pure hanno sentito come nazionale questa manifestazione, hanno fatto ben poco per venire realmente a Brindisi in questa occasione.
Per questo la manifestazione non va considerata come punto di arrivo. La partecipazione nazionale non può far leva solo sui sentimenti ma ha bisogno di tempi di costruzione e di organizzazione che gli studenti di Brindisi chiedono e meritano di ricevere.
La vicenda dell'attentato è solo agli inizi, la partita si è appena aperta. Gli studenti devono tornare a Brindisi a livello nazionale davvero in massa in tutte le loro componenti più significative.

Le responsabilità dell'attentato i suoi fini restano purtroppo ancora oscuri, nonostante che mai come in questo attentato ci siano tanti elementi: il filmato dell'autore, l'esplosivo, la scuola. E' giusto pretendere in nome di una legalità enunciata che si faccia luce subito su tutto questo. E' giusto non delegare agli organi inquirenti della magistratura, delle forze dell'ordine – peraltro divisi e con smanie di apparizione e di protagonismo – la “caccia” ai responsabili. Anche perchè chiunque essi siano, mafia o terrore reazionario, chiama subito in causa gli apparati dello Stato, dell'economia che possano aver avuto interesse a questo crimine, e anche se fosse da “gesto isolato”, isolato ne sarebbe l'autore ma non certo la cultura e il sistema che lo ha prodotto – gli esempi vicino di Norvegia, Finlandia non possono mancare di far riflettere.
E' necessario arrivare subito alla matrice, perchè serve al movimento degli studenti e a tutti coloro che sono sulla stessa sponda per individuare il nemico da combattere, trovare le forme per combatterlo fino in fondo, e anche per riempire di contenuto le parole d'ordini che gli studenti hanno urlato, rivendicando la difesa della scuola, la cultura, la partecipazione, l'altra legalità, il loro futuro come nuova generazione.

NOI ODIAMO GLI UOMINI CHE UCCIDONO LE DONNE
NOI ODIAMO I FEROCI ASSASSINI CHE HANNO CAUSATO LA MORTE DI MELISSA E IL FERIMENTO DELLE RAGAZZE. NOI ODIAMO CHI HA ATTACCATO AL CUORE GLI STUDENTI
NOI ODIAMO I RESPONSABILI, MANDANTI, POLITICI, ISTITUZIONI, CHE PER QUANTO SI DICHIARANO ASSOLTI, SONO COMUNQUE PER SEMPRE COINVOLTI.
NOI ODIAMO UNA SOCIETA' E UN SISTEMA DIVISO IN CLASSI CHE PRODUCE L'ORRORE QUOTIDIANO DELLA DISOCCUPAZIONE, DELLA POVERTA', DELLA VIOLENZA REAZIONARIA, DELL'OPPRESSIONE, DELLA MANCANZA DI VALORI, DEL CRIMINE ORGANIZZATO E SPESSO LEGALIZZATO.

E forti di questo odio pensiamo di essere parte di quell'amore per Melissa che gli studenti hanno espresso in forme così emozionanti e toccanti anche nella manifestazione di ieri.

Lo slogan di ieri: “La nostra risposta alla paura è la rivoluzione nella cultura” vogliamo che venga coniugato più chiaramente, anche se con meno rima, con un altro slogan: “LA MIGLIORE RISPOSTA ALLA PAURA È LA CULTURA DELLA RIVOLUZIONE”.

PER MELISSA, “IL FUTURO E' NOSTRO COME IL VOSTRO, MA IN ULTIMA ANALISI E' IL VOSTRO!” - Mao Tse Tung

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