domenica 27 maggio 2012

pc 27 maggio - MANIFESTAZIONE NAZIONALE LAVORATORI PRECARI SCUOLA - INTERVISTA


26 maggio a Roma - manifestazione nazionale dei lavoratori precari della scuola.
Intervista a Giuseppe, docente precario, del Coordinamento 3 Ottobre di Milano

Parlaci degli obiettivi di questa manifestazione dei lavoratori della scuola a difesa della scuola pubblica

Quest'anno sull'onda della manifestazione ben riuscita del 21 aprile a Milano, contro il progetto di chiamata diretta da parte dei presidi o comunque il piano di regionalizzazione della scuola, per cui vi è il trasferimento delle competenze che passano dallo Stato alle Regioni, si è sentita l'esigenza di organizzare una nuova manifestazione nazionale che in qualche maniera andasse a colpire chi realmente sta portando avanti una politica di smantellamento della scuola pubblica e di tagli che questo Governo Monti-Profumo sta portando avanti, uguale e meglio del governo Berlusconi- Gelimini, nel senso che, di fatto, i progetti che erano rimasti congelati durante il governo Berlusconi, soprattutto il progetto di privatizzazione delle scuola, cioè il pdl Aprea che darà la possibilità alle scuole di trasfomarsi in fondazioni e quindi di prendere i finanziamenti dai privati, dalle aziende, dai gruppi di interesse, di potere, gruppi confessionali, come in Lombardia CL che vuole entrare nel business della scuola. Contro questa legge i movimenti dei precari erano riusciti a bloccarla durante il governo Berlusconi, mentre quest'anno, con la trasversalità che esiste all'interno del governo, è passata con i voti del PD e dell'UDC alla commissione istruzione. Così come stanno anche per passare i decreti di riforma dell'art. V della Costituzione che trasferiranno le competenze della scuola alle Regioni sul modello della Sanità, quindi saranno le Regioni ad avere la gestione organizzativa e finanziaria delle scuole, con i danni che si sono visti anche nella Sanità, per cui, alla fine, i cosiddetti gruppi di interesse, di pressione, di potere, industriali, non faranno altro che intercettare i finanziamenti che arriveranno alla scuola per piegare l'istruzione ad interessi particolari. Soprattutto questo farà sì che a scuole d'”eccellenza”, privatizzate e finanziate, o a Regioni che emergeranno più di altre, di contro ci saranno scuole e Regioni che verranno abbandonate a sé stesse. I precari sono quelli che continuano a subire maggiormente questa situazione perchè dopo i 150 mila tagli della L.136 della Gelmini, i tagli stanno continuando, con la scusa della crisi, col l'abbassamento del PIL, con il protocollo del 3 maggio sul PI e altri provvedimenti. La chiamata diretta ha come obiettivo di cancellare le graduatorie, quindi non esisterà più un istituto giuridico che comunque testimonia l'esistenza di precari che hanno il diritto di lavorare, ma il reclutamento diventerà di forma privatistica, arbitrario, e dimostrerà che una scuola così non avrà bisogno di finanziamenti

Il modello di scuola, prima col governo Berlusconi, ora col governo di dittatura tecnocratica di Monti, da un punto di vista culturale, ideologico, persegue l'orientamento della borghesia. Dove vuole andare a parare?

Si vuole affermare una scuola classista che abbia come obiettivo quello di creare un sistema in cui la scuola perde totalmente quella funzione che la Scuola avrebbe dovuto avere, di promozione sociale, di opportunità per tutti di avere cultura, dei titoli che possano migliorare la condizione delle classi sociali più deboli.
E poi c'è il controllo ideologico delle coscienze, di azzeramento della capacità di critica. Noi difendiamo il diritto ad una scuola per tutti e la figura di un insegnante che non sia ricattabile.

Un docente precario è intervenuto all'assemblea qui a Roma dei delegati di base delle RSU/RSA. Un tema che sta venendo avanti tra i lavoratori è quello dell'unità, della costruzione di un nuovo strumento sindacale di lotta. Rispetto alla costruzione di un sindacato di classe e di massa, alternativo ai confederali, c'è discussione su questo nel movimento dei precari?

Il movimento dei precari paga ancora dazio per essere ancora troppo vincolato alle logiche sindacali e al ricatto dei sindacati, confederali così come di certi sindacati di base che cercano nella nostra lotta l'autopromozione, piuttosto che andare ad intercettare i bisogni e, su questi, costruire le lotte. Il bisogno di strumenti nuovi di lotta e di rappresentanza si sente, come il fatto di essere non adeguato. Questa manifestazione ha avuto l'adesione di varie sigle, ma è stata boicottata in primis dalla CGIL ma anche da parte dei sindacati di base che in questa occasione non hanno avuto la possibilità di avere uno spazio di protagonismo. Servirebbe fare un discorso che non cerchi sempre di recuperare questo terreno o di obbligare i soggetti sindacali a venirti dietro, come è stato a Milano, ma di porsi come un'alternativa reale. Il rischio della lotta corporativa c'è sempre, è la sfida che la Scuola ha sempre dovuto affrontare negli ultimi 20 anni, in cui soprattutto i confederali giocano molto il loro ruolo. La maturità del movimento non è ancora sufficiente per “saltare il fosso” e percorrere altre strade.

Nell'appello si dice che i fatti di Brindisi ancora più mostrano la necessità di scendere in piazza a difesa della scuola

La reazione dei precari è stata nel denunciare questa demagogia che subito è scattata da parte del ministro Profumo, dei confederali, sull'importanza della scuola, dell'istruzione, quando gli stessi soggetti sono i primi a mettere in continuazione “bombe” ideologiche, economiche, culturali alla Scuola pubblica, ai diritti degli studenti e dei lavoratori. L'attacco alla scuola non è solo quello operato da un pazzo, dalla mafia, con una bomba, ma è quotidiano. Non condividiamo l'idea di compattezza, di unità nazionale, che vogliono fare passare dopo la strage di Brindisi, ma quella di ulteriore rottura.
Abbiamo ritenuto di confermare la manifestazione, che non è in contrapposizione a quella di Brindisi, nonostante oggi la partecipazione degli studenti è a Brindisi. Però l'abbiamo confermata in senso critico, infatti lo striscione d'apertura è contro Monti e Profumo.

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