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In questo primo maggio tantissime operaie e tantissimi operai,
lavoratrici e lavoratori non hanno potuto “festeggiare” la giornata perché le
vertenze aperte, spesso da anni, o non trovano soluzione o si stanno chiudendo negativamente
Alla Isab di Priolo di proprietà dei russi di Lukoil, per
esempio, la tensione per migliaia di dipendenti, diretti e dell’indotto, complessivamente
fino a circa 10 mila dice il Sole24Ore, si fa sempre più alta a causa delle sanzioni
economiche messe in atto dal governo italiano.
E il quotidiano dei padroni ci ricorda quanto sia importante
questo settore: “La Raffineria Isab, che Litasco ha acquistato qualche anno fa
dal Gruppo Erg, lavora (oggi) 10,6 milioni di tonnellate (in media) di
greggio raffinato l’anno (il 13,6% del totale nazionale) ma con una
capacità di raffinazione che, secondo i dati registrati dall’Unem, raggiunge i
19,4 milioni di tonnellate di greggio l’anno pari a poco più del 22,2% del
totale del nazionale.”
E il problema principale adesso nasce dal fatto che “Fino a qualche mese fa Isab acquistava dalla Russia in media il 40% di petrolio, ora invece la totalità del greggio lavorato arriva dalla Russia e in
10-100-1000 AZIONI DI OPPOSIZIONE CONCRETA ALLA GUERRA IMPERIALISTA E ALL'AUMENTO DEL ARMAMENTO DEL GOVERNO DRAGHI
Ieri sera centinaia di persone hanno affollato la sala del circolo arci di Coltano per dire NO alla nuova Base navale
Da Riscatto
In primo luogo gli abitanti di Coltano, allevatorə, agricoltorə, e residenti di lungo corso e di nuova ventura, hanno messo in luce le ragioni di un NO secco, senza possibilità di mediare su compensazioni economiche o piccole variazioni progettuali, alla costruzione di questo nuovo eco-mostro. La marginalizzazione di Coltano e la non considerazione di un territorio con le proprie caratteristiche ambientali e produttive, è iniziata da tempo.
La stazione radio Marconi lasciata a se stessa, i progetti culturali e sociali non valorizzati dalle istituzioni, l’utilizzo del centro Radar e poi l’abbandono con tanto di filo spinato lasciato a deturpare il paesaggio.
I tentativi, falliti, delle istituzioni di far realizzare una centrale a biomasse, prima, e poi un centro di detenzioni per migranti (CIE), hanno lasciato nella popolazione residente una forte ostilità e sfiducia nei confronti degli apparati istituzionali.
La costruzione di questa base sarebbe devastante e la priorità è l’opposizione alla stessa. Movimenti e cittadini, nel corso della discussione, hanno allargato lo spettro dei contenuti di questa opposizione.
Il contesto di guerra in Ucraina fatta dalla Russia e la corsa al riarmo che anche il nostro governo sta perseguendo, al servizio delle potenze europee e nordamericane, rende sempre di più violenta la necessità dello Stato di creare il territorio come una grande piattaforma logistica al servizio della
Alcune considerazioni a caldo a partire dalla rappresentazione mediatica di questo Primo Maggio a Torino...
ascolta su infoaut - video intervento del partigiano Gastone Cottino,
video sulle cariche poliziesche e resistenza dei manifestanti
Questa mattina, sin dai primi momenti, abbiamo assistito alla dichiarazione d’intenti della questura nei confronti dello spezzone sociale. Tutto è iniziato appena il furgone è arrivato in piazza: un ingente schieramento di polizia in tenuta antisommossa si è frapposta tra lo spezzone sociale e il resto del corteo. Evidente era l’intento di provocare e di intimidire chi non si riconosceva nella manifestazione istituzionale e voleva portare in piazza una reale opposizione alla guerra ed al riarmo.
Nonostante l’atteggiamento muscolare della questura, una numerosissima partecipazione allo spezzone sociale e il fatto che componenti della piazza avessero preso parola ha permesso di porre fine all’atteggiamento intimidatorio della polizia e ha permesso al corteo di partire.
Durante il percorso si sono susseguiti interventi e performances da parte di lavoratori e lavoratrici,
Viva il Primo Maggio Rosso!
Il compito immediato del proletariato mondiale e delle forze marxiste-
leniniste-maoiste è approfittare della situazione rivoluzionaria in sviluppo a
livello internazionale
distruggere l’imperialismo che distrugge e stabilire il socialismo, dove non c’è spazio per la guerra !
Il Primo Maggio è la giornata in cui il proletariato mondiale esprime la sua determinazione a combattere. È la giornata in cui il proletariato valuta i rapporti di forza per la libertà, l'indipendenza, l'uguaglianza e la sovranità e mobilita tutte le sue forze per combattere instancabilmente e con ancora più determinazione. In questa giornata rinnova il suo impegno per la vittoria delle rivoluzioni proletarie nei rispettivi paesi e così per quella della Rivoluzione Socialista Mondiale. In occasione di questo Primo Maggio, rivolgiamo il saluto rosso al proletariato mondiale, in lotta senza tregua contro l'imperialismo.
È nella natura dell'imperialismo distruggere il mondo, l'ambiente e i popoli. Sopravvive solo grazie a una distruzione permanente. L'imperialismo, che ha creato il letale Corona virus, ristruttura ora le sue economie come parte delle politiche di globalizzazione per superare la crisi economica e finanziaria e scaricarne tutto il peso sui popoli. Nei paesi arretrati di Asia, Africa e America Latina collabora con le classi borghesi compradore burocratiche e dei grandi latifondisti e ne depreda indiscriminatamente le risorse naturali, la manodopera a basso costo e i mercati, in nome del capitale e della tecnologia, con accordi forzati e ineguali. Ciononostante non sembra che si stia riprendendo dalla sua crisi. Recessione, inflazione e disoccupazione si sono intensificate. Tutta la vita dei proletari e i popoli, la salute e l'istruzione, è in crisi ele masse si trovano ad affrontare difficoltà estreme. Cresce la disuguaglianza tra ricchi e poveri. L'economia americana, dipendente dalla guerra, istiga innumerevoli guerre in ogni angolo del mondo per vendere armi trarne super profitti. La vita è diventata durissima e proletari e popoli oppressi si stanno ribellando. Per reprimerli l'imperialismo sostiene forze fasciste. A causa delle politiche distruttive perseguite dall'imperialismo, le contraddizioni fondamentali a livello internazionale e interno si stanno intensificando e si sviluppano così condizioni rivoluzionarie.
Contraddizione tra imperialismo e popoli e nazionalità oppresse
I popoli di diversi paesi arretrati stanno combattendo con coraggio contro la globalizzazione imperialista e i governi che non garantiscono lavoro, istruzione, salute e altre strutture fondamentali ma causano carovita. Le nazionalità oppresse combattono contro la soppressione delle nazionalità. Il ritiro delle truppe americane che hanno oppresso l'Afghanistan negli ultimi 20 anni è uno degli sviluppi importanti dell'ultimo anno. Nel 2021 in Afghanistan gli USA hanno subito una sconfitta come quella in Vietnam nel 1975. Questi sviluppi dimostrano che se il popolo combatte con ferma determinazione, gli eserciti imperialisti moderni devono ritirarsi. In India, ad esempio, sono in corso lotte militanti di diverse classi e settori sociali, popolazioni tribali e nazionalità oppresse contro le politiche neoliberiste del governo brahmanico di Hindutva di Modi sponsorizzate dalle multinazionali. I lavoratori stanno lottando uniti contro i quattro codici introdotti in sostituzione della legislazione sul lavoro, contro le privatizzazioni, contro sistema di contratti occasionale, il controllo dell'intelligenza artificiale, il carico di lavoro sui lavoratori, l’aumento dell'orario di lavoro, il calo dei salari reali, condizioni di lavoro terribili e i tagli dei programmi di welfare e per il salario minimo e a garanzia dell'occupazione. Il successo senza precedenti dello sciopero nazionale indetto dai sindacati il 28-29 marzo, con l'ampio sostegno delle organizzazioni contadine, è un segno dell'unità operai-contadini.
Contraddizione tra borghesia e proletariato nei paesi imperialisti
Per superare la sua crisi, l'imperialismo sfrutta il proletariato e la classe media. Utilizzando la tecnologia dell'Intelligenza Artificiale per tagliare posti di lavoro stabili e i programmi di welfare, aggrava all’estremo il carico fiscale sul popolo. Le restrizioni COVID anche dopo la crisi della pandemia, la perdita di posti di lavoro, l'aumento dell'orario di lavoro, la diminuzione dei salari e il carovita stanno portando proletari, impiegati, studenti e attivisti ecologisti a mobilitazioni e scioperi su larga scala. In diversi paesi, le manifestazioni dei lavoratori stanno assumendo una forma militante.
Contraddizione tra i paesi imperialisti
Il nuovo presidente USA Joe Biden sta prendendo e attuando decisioni estremamente aggressive per sostenere l'egemonia mondiale americana in declino. Per controllare la Russia e la Cina che stanno emergendo come rivali imperialisti, ha sostenuto l'egemonia della NATO e dei paesi del G-7; ha rafforzato il "QUAD"; ha formato l’“AUKUS”. Ma l'Europa imperialista non è in condizione di collaborare con gli USA. Germania e Francia dipendono dalle importazioni di petrolio e gas dalla Russia. D'altra parte, sta intervenendo negli affari di Taiwan e la contesa crescente di esercitazioni militari di Cina e USA nel mare di Taiwan stanno rendendo quelle acque sempre più pericolose. Russia e Cina hanno stretto un accordo di cooperazione militare. Le tensioni e i conflitti tra i paesi imperialisti hanno raggiunto un livello di intensità senza precedenti dalla fine della guerra fredda. In questo processo la Russia ha lanciato una guerra di aggressione contro l'Ucraina. Gli USA non hanno mantenuto le promesse fatte alla Russia e hanno ampliato la NATO, con la forza o con lusinghe, a 30 paesi; hanno annunciato che si sarebbe unita anche l'Ucraina, che sarebbe la 3a maggiore forza militare in Europa nella NATO; hanno effettuato esercitazioni militari congiunte in l'Ucraina; hanno schierato forze militari, navi e missili a sostegno dell'Ucraina; la Russia ha risposto schierando un esercito di 50.000 uomini ai confini dell'Ucraina e le contraddizioni imperialiste sono precipitate e hanno portato alla guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina, che da due mesi sta andando avanti in forma devastante. Il 12 aprile sono falliti i negoziati tra Russia e Ucraina. Senza dubbio la guerra porterà ulteriori distruzioni, spingerà il popolo verso oppressione e crisi insopportabili. Il proletariato mondiale e le altre classi e nazionalità oppresse subiscono i giochi dei paesi imperialisti per i loro interessi economici ed egemonici.
Incombe il pericolo di una Terza Guerra Mondiale
La guerra che è scoppiata sotto forma di guerra di aggressione russa contro l'Ucraina è una guerra imperialista. L'Ucraina è un'esca nelle mani degli USA. Chiamiamo gli operai, i contadini, le classi medie e le altre classi e nazionalità oppresse a condannare la guerra. Chiamiamo in proletari di tutto mondo, le classi oppresse e le nazionalità oppresse a fare propri gli insegnamenti di Karl Marx e Friedrich Engels secondo cui "il proletariato non ha nazione … i comunisti in ogni luogo sostengono sempre ogni movimento rivoluzionario contro il sistema socio-politico (capitalista) esistente", "lavoratori di tutti i paesi, unitevi!" così come l'insegnamento del grande maestro marxista Lenin, "…il proletariato cosciente non sostiene nessuno dei lupi dell'orda imperialista…”, e a non schierarsi dalla parte di nessun paese imperialista in guerra. Proletari e popoli in tutto il mondo stanno conducendo lotte militanti esigendo il ritiro dalla NATO a guida USA, per opporsi alle manovre devastanti degli USA a sostegno della loro egemonia mondiale in declino, che fanno dell'Ucraina una pedina da sacrificare, per la fine immediata e incondizionata dell’aggressione Russa all'Ucraina e il ritiro delle truppe russe. Si stanno sviluppando sempre più condizioni rivoluzionarie. È compito del proletariato mondiale approfittarne e intensificare la lotta antimperialista, fare pressione sul governo Putin. Se la Russia ricorre alla guerra nucleare e scoppia la Terza Guerra Mondiale, il proletariato deve trarre lezione dalla grande esperienza rivoluzione d'ottobre, dalla vittoria di tutte le classi e nazionalità oppresse guidate dal proletariato diretto dai compagni Lenin e Stalin nel 1917, che trasformarono la prima guerra mondiale in guerra civile, e raccoglierne l'eredità, abbattere il governo Putin, stabilire un nuovo e superiore governo socialista sotto la direzione del proletariato. I proletari e masse popolari degli Stati Uniti e dei paesi europei devono sviluppare movimenti militanti sotto la guida del proletariato, richiedendo la fine dell’istigazione dell'Ucraina in questa guerra. Se l'alleanza USA-NATO scatena la Terza Guerra Mondiale, devono trasformarla in guerra civile.
Allo stesso modo, deve trarne lezione il proletariato della neo-potenza socialimperialista cinese. Facciamo appello al proletariato mondiale e ai popoli oppressi affinché proteggano con spirito umanitario il popolo ucraino in fuga come profughi. Il proletariato e il popolo oppresso dell'Ucraina devono denunciare i sostenitori della NATO, in particolare le politiche filo-imperialiste pro-USA-UE del governo Zelensky, che ha trasformato il paese in un satellite della NATO, in particolare degli imperialisti americani. Devono trasformare la guerra imposta loro dagli imperialisti in guerra civile, per difendere la sovranità del loro paese e la sopravvivenza della loro nazionalità. Il popolo ucraino oppresso, guidato dal proletariato, deve combattere contro ogni tipo di imperialismo e conquistare la sovranità. Le nazionalità oppresse e le popolazioni delle Repubbliche di Donetsk e Luhansk nel Donbass devono realizzare il loro futuro basandosi sulle proprie forze, guidate del proletariato, e non sull'imperialismo russo. I popoli dei paesi oppressi devono lottare per la revoca di ogni tipo di accordo, compresi gli accordi militari stipulati dai governi capitalisti compradori con i paesi imperialisti. L'unica via e compito immediato del proletariato mondiale e delle forze marxiste-leniniste-maoiste per ottenere la liberazione dallo sfruttamento e dall'oppressione imperialisti e stabilire la pace nel mondo è cancellare l'imperialismo dalla faccia della terra e stabilire il socialismo, dove non c'è posto per le guerre.
Per realizzare questo compito è necessario formare un'adeguata Organizzazione Proletaria Rivoluzionaria Internazionale, secondo le condizioni concrete attuali. Negli ultimi tempi, gruppi e organizzazioni d'avanguardia di tutto il mondo stanno raccogliendo l'esigenza attuale delle masse lavoratrici e si stanno progressivamente consolidando per fornire una guida unita alle lotte per la loro liberazione, per il socialismo, per rivoluzioni di nuova democrazia e lotte di liberazione nazionale e rivoluzioni socialiste. Tra questi si stanno sviluppando unità e solidarietà. È uno sviluppo positivo che alcuni partiti e organizzazioni maoiste abbiano accolto la proposta sulla necessità di costruire un forum internazionale e adottare immediatamente misure in questa direzione. Questo è segno dello sviluppo della forza soggettiva del proletariato mondiale. Sulla base di ciò, creiamo forum internazionali uniti con un piano specifico per fornire una leadership unita per combattere ogni tipo di attacco e guerra degli imperialisti, per stabilire la pace nel mondo, in particolare in Ucraina, e per la lotta antimperialista.
Avanziamo nella Rivoluzione Socialista su scala mondiale
Uniamoci sempre più in questa direzione.
Communist Party of India (Maoist)
Communist Party of Turkey/Marxist-Leninist
Construction Committee of the Maoist Communist Party of Galicia
Maoist Communist Party – Italy
Communist Party of Nepal (Revolutionary Maoist)
Communist (Maoist) Party of Afghanistan
Communist (Maoist) Party of Afghanistan – Shola Jawid
El Kadehines Party – Tunisia
Maoist Revolutionary League - Sri Lanka
Revolutionary Communists (RK) of Norway
Revolutionary Collective Britain (Formerly RVM)
Red Road Maoist Group of Iran
Communist Party of Switzerland (RedFraction)
Il Partito Comunista maoista - Italia sottoscrive e invita a sottoscrivere l’appello del Partito Comunista dell’India (Maoista) per trasformarlo in una Dichiarazione Congiunta in occasione di questo 1° Maggio.
Oggi, a fronte della crisi mondiale dell’imperialismo, aggravatasi con la pandemia e trasformatasi ora in marcia verso una guerra inter-imperialista mondiale, è importante lavorare per l’unità del proletariato internazionale sulla base del marxismo-leninismo-maoismo applicato alla realtà dei diversi paesi, al servizio della rivoluzione proletaria mondiale.
La Rivoluzione proletaria mondiale ha come forze d’avanguardia del proprio esercito mondiale le guerre popolari dirette dai Partiti marxisti-leninisti-maoisti. Per questo è discriminante oggi l’unità a sostegno della più grande e forte guerra popolare nel mondo guidata dal PCI(Maoista) in uno dei paesi chiave del sistema imperialista mondiale e dei rapporti di forza tra imperialismo e proletariato e popoli oppressi.
Siamo impegnati, e in questo 1° Maggio lo riaffermiamo netto e chiaro, per costruire una Conferenza Internazionale dei Partiti e Organizzazioni mlm che dia vita, nelle condizioni possibili attualmente, a una nuova Organizzazione Internazionale mlm, dopo il collasso del Rim.
Il comunicato dei compagni indiani permette di fare un passo avanti in questa direzione, anche là dove vi possono essere analisi e posizioni che vanno discusse e approfondite.
La proposta del Forum internazionale può essere una tappa nella marcia verso la Conferenza Internazionale, rispetto all’obiettivo indicato dal messaggio di ‘sviluppare la forza soggettiva del proletariato mondiale’ per far progredire la rivoluzione socialista in tutto il mondo.
In occasione di questo 1° Maggio, giornata internazionale di lotta del proletariato, salutiamo tutte le manifestazioni che i lavoratori realizzano in tutto il mondo. Esse sono la dimostrazione che il proletariato è una classe internazionale che combatte in tutti i paesi per lo stesso obiettivo: rovesciare il sistema capitalista, abbattere il sistema imperialista mondiale per realizzare il potere proletario, costruire il socialismo e marciare insieme verso il comunismo.
Quest’anno ricorre il 150° anniversario del “Che fare?” di Lenin, arma teorica consegnataci dal grande maestro della rivoluzione socialista mondiale per costruire Partiti comunisti, oggi marxisti-leninisti-maoisti, come reparto avanzato della classe operaia, macchina da guerra e guida necessaria per realizzare la rivoluzione proletaria in ogni paese.
Senza teoria rivoluzionaria niente partito rivoluzionario. Senza partito rivoluzionario niente rivoluzione.
Lenin ha dimostrato con la vittoria della Rivoluzione socialista d’Ottobre che questa è l’unica via per trasformare la guerra imperialista in rivoluzione socialista.
E oggi più che mai è questa la parola d’ordine che dobbiamo trasformare in guida per l’azione nelle condizioni attuali del sistema imperialista in crisi che marcia verso una terza guerra imperialista mondiale.
Mao ci ha insegnato: “il mezzo per opporsi ad una guerra di questo genere è fare tutto il possibile per impedirla prima che scoppi, ma una volta scoppiata bisogna opporsi alla guerra con la guerra, opporsi alla guerra ingiusta con la guerra giusta ogni volta che sia possibile” (Mao sulla guerra di lunga durata, maggio 1938).
L’invasione dell’Ucraina da parte dell’imperialismo russo è l’esito attuale delle contraddizioni interimperialiste. La campagna e l’azione dell’imperialismo Usa/Nato/UE per poter portare ai confini della Russia, utilizzando il suo Stato fantoccio ucraino governato da forze capitaliste reazionarie che includono il revanscismo nazista, le proprie truppe imperialiste ha interagito con l’invasione imperialista russa che a sua volta vuole cancellare i diritti di sovranità del popolo ucraino, con bombe, assedi, massacri, distruzioni di intere zone del paese e che provocano morte, e fuga di milioni di profughi.
Il carattere di questa guerra è dentro la tendenza accelerata alla guerra interimperialista mondiale per una nuova ripartizione del mondo.
I proletari e i popoli oppressi di tutto il mondo sostengono la resistenza proletaria e popolare delle masse ucraine, ma essa necessariamente deve dirigersi contro Russia, Usa, Nato, i paesi della UE e contro il proprio governo Zelensky al servizio dell’imperialismo occidentale.
Tutti i governi imperialisti sviluppano una nuova corsa agli armamenti, un aumento delle spese militari una economia di guerra che scaricano sui proletari e i popoli, un posizionamento per allargare il conflitto a difesa dei profitti delle borghesia imperialiste e dei loro interessi economici e geostrategici.
La guerra interimperialista è intersecata con la crisi economica mondiale, crisi di sovrapproduzione, con la pandemia che l’ha aggravata, e mostra ancora una volta le leggi fondamentali del sistema capitalista/imperialista mondiale che è sempre sfruttamento, miseria, repressione e oppressione dei popoli e che diventa, nelle congiunture storiche determinate dalle sue stesse leggi e contraddizioni, guerra imperialista e reazione.
In questo 1° Maggio bisogna intensificare la lotta di classe contro i propri governi e Stati in tutto il mondo, unire tutte le forme di lotta dei proletari e delle masse popolari negli obiettivi necessari alla resistenza delle masse e farne leva per la trasformazione in lotta rivoluzionaria.
Gli strumenti fondamentali per questa lotta sono il Partito Comunista marxista-leninista-maoista, il Fronte unito dei proletari e delle masse popolari, la Forza combattente, perchè nel corso dello sviluppo della lotta avanzi la guerra di classe, guerra rivoluzionaria, guerra popolare fino all’insurrezione.
I nodi dei compiti dei comunisti è il sostegno alle guerre popolari in corso nel mondo e la costituzione/costruzione dei Partiti comunisti in funzione delle rivoluzioni di Nuova democrazia e socialiste, a seconda delle condizioni di ciascun paese.
Il nemico principale e l’alleato principale delle borghesie in questo lavoro sono i revisionisti e tutte le forme di opportunismo di destra, ma chiaramente possiamo vincere questo nemico se ci liberiamo delle influenze secondarie ma dannose dell’opportunismo di ‘sinistra’ fatto di estremismo ideologico, rivoluzionarismo piccolo borghese, soggettivismo militarista.
In questo 1° Maggio facciamo appello ad unirci per una Conferenza Internazionale realmente unificata, che possa dare vita a una nuova Organizzazione Internazionale mlm, teorica, politica e pratica.
Per realizzare questa Conferenza necessaria e urgente bisogna intensificare l’unità d’azione, gli incontri bilaterali e multilaterali, meeting e Forum internazionali, e all’interno di questi sviluppare la lotta ideologica attiva e la lotta tra le due linee al servizio dell’unità.
L’unità che noi vogliamo deve essere capace di rispondere agli interessi e ai bisogni delle masse proletarie e popolari nel mondo che si ribellano all’orrore senza fine del capitalismo e dell’imperialismo.
Se il Movimento Comunista Internazionale mlm sarà capace di unirsi e assolvere ai compiti attuali della lotta. potremo passare dall’attuale difensiva strategica all’equilibrio e all’offensiva strategica e tradurre nei fatti le nostre parole d’ordini storiche.
Proletari e popoli oppressi di tutto il mondo unitevi!
Viva l’Internazionalismo proletario!
La rivoluzione è l’unica soluzione!
Morte all’imperialismo!
Viva il socialismo e il comunismo!
Partito Comunista maoista - Italia
1° Maggio proletario
Ci trascinano nella guerra... ci fanno la guerra... siamo in guerra!
Il governo Draghi al servizio dei padroni e sempre più pericolosamente dell’imperialismo guerrafondaio Usa ci sta trascinando nella guerra scatenata dall’invasione russa dell’Ucraina che sta facendo tante morti e distruzioni, alimentata dall’imperialismo Usa, dalla Nato, dai governi europei usando la pedina a loro servizio che è il governo Zelensky infestato dai nazisti.
Una guerra per i profitti, per il controllo delle fonti energetiche, per gas, petrolio, materie prime, per una nuova spartizione del mondo.
Il governo Draghi invia armi, missili, mezzi militari, soldati, con accordi segreti anche al di là dell’approvazione parlamentare, violando la Costituzione che nell’art. 11 ripudia la guerra.
Un governo che a cuore solo gli interessi dei padroni, della grande finanza italiana e internazionale e che scarica sui lavoratori e le masse popolari italiane i costi di questa guerra sporca con il carovita, aumenti di bollette, tagli dei fondi per il lavoro, la sanità, la scuola, la salute, l’ambiente; con il risultato che i padroni diventano sempre più ricchi e i proletari sempre più poveri.
Un governo che mentre toglie lo stato d’emergenza sanitario rischiando di precipitarci in una nuova ondata di pandemia con tanti nuovi contagi e tanti morti e la sanità al collasso, dichiara uno “stato di emergenza bellico” che è una decisione di guerra contro le lotte dei lavoratori, degli studenti, delle forze popolari che lottano per la difesa dell’ambiente, contro la Tav, la Tap e tante altre grandi opere, inutili, dannose e speculative.
Sempre nel sistema capitalista e imperialista: le guerre, i profitti sono loro, lo sfruttamento, l’immiserimento, i morti sono nostri!
La guerra è la continuazione della politica con altri mezzi. E’ la continuazione dell’attacco ai posti di lavoro con le chiusure di fabbriche, le delocalizzazioni, le mega cassintegrazioni permanenti, l’attacco ai salari, la continuazione delle morti sul lavoro, da lavoro e da inquinamento, la continuazione della negazione dei diritti ai giovani, alle donne, agli immigrati, al sud.
Ci avvelenano la vita nel presente e ci negano il futuro.
Dobbiamo ribellarci e rispondere a questa guerra del capitalismo e dell’imperialismo con la nostra guerra.
Scioperi veri che blocchino le fabbriche e il paese, manifestazioni vere unitarie e di massa, come quelle che avvengono in tanti paesi più sfruttati e oppressi dell’Asia, Africa, America Latina.
Dobbiamo ricostruire per questa guerra di classe, popolare, rivoluzionaria gli strumenti necessari liberandoci dei parassiti che abbiamo sulle nostre spalle e nelle nostre fila, sindacati e sindacalisti collaborazionisti, partiti politici corrotti, affaristi, attaccati alle poltrone e tutti uniti intorno a Draghi, dai miserabili, ex sinistra del PD ai confusi populisti del 5stelle, ai fascio razzisti della Lega e della Meloni, ecc. ecc.
Dobbiamo ricostruire un Partito della classe operaia per il potere dei lavoratori, un sindacato di classe nelle mani dei lavoratori, insorgere come alla Gkn di Firenze, dobbiamo costruire un Fronte unito popolare come ai tempi della Resistenza e dell’Autunno caldo. Dobbiamo costruire la Forza militante proletaria combattiva che risponda alla violenza diretta e indiretta dello Stato del capitale, alla repressione, alla dittatura di oggi, travestita da democrazia.
Il cammino è lungo e l’edificio di un nuovo potere e di una nuova società è tutto da costruire, ma serve un nuovo inizio e un primo passo a cui siamo chiamati. E questo passo va fatto qui ed ora, all’ex Ilva come alla ex Fiat/Stellantis, al nord come al sud, nei campi come nelle cooperative della logistica, nelle ditte del massimo sfruttamento degli appalti privati e pubblici come nei call center, ecc.
Un 1° Maggio, quindi, proletario, rivoluzionario, per preparare dal giorno dopo la nostra lotta.
Un 1° Maggio internazionalista che guarda e si unisce alle grandi lotte, rivolte dei proletari e dei popoli oppressi di tutto il mondo, perché dobbiamo, tutti insieme, spezzare le catene, perché abbiamo un mondo da conquistare!
Proletari comunisti/PCm pcro.red@gmail.com blog proletaricomunisti.blogspot.it

Intervento della coordinatrice Slai cobas sc di Palermo
Siamo orgogliosi di fare questa inaugurazione. Questo trasloco nella nuova sede non è stata una scelta facile. La sede che lasciamo è stata teatro di lotte sindacali importanti con risultati raggiunti per i lavoratori, ma anche di attività politica e del Mfpr (tra le tantissime iniziative voglio ricordare in particolare il 200° di Marx, dove abbiamo fatto una celebrazione/festa e l’organizzazione del riuscito convegno dell’anniversario del 20° del Mfpr); ma ci vorrebbero anni per raccontare cosa abbiamo fatto in quella sede, dove siamo stati più di 15 anni, lì è nata l’organizzazione della lotta più lunga e grande delle lavoratrici delle cooperative sociali iniziata 12 anni fa; è stata anche la sede di Red Block, un gruppo di giovani maoisti.
Non si tratta, quindi, solo di freddi locali che si lasciano per altri locali. Per noi compagni che portiamo avanti la militanza rivoluzionaria come scelta di vita e ci sforziamo di metterci al servizio della classe, la sede ha un valore profondo che ora portiamo nella sede nuova.
Ma i cambiamenti sono anche un bene, servono per rompere la normalità di tutti i giorni, una normalità che rientra sì nel necessario “grigio lavoro quotidiano” ma in cui c’è anche il rischio di una cristallizzazione. Per questo lo spirito con cui siamo venuti in questa sede è da un lato teso a prendere lezioni/fare un bilancio di quello che abbiamo fatto nella sede precedente per metterlo al servizio del nuovo percorso; dall’altro lato è una nuova sfida, venire in questo nuovo quartiere per nuovi percorsi che ci portino a rafforzarci ogni giorno, a portare avanti quel “servire il popolo” che noi viviamo, con tutte le difficoltà ma anche con tutti i lati positivi.
Tutto il circondario del quartiere si è dispiaciuto che noi siamo andati via, ma noi il quartiere non lo abbandoniamo, continuerà ad essere terreno del nostro lavoro sindacale, politico, sociale, verso le donne. Ci trasferiamo ora in un quartiere sempre popolare, proletario in particolare, abitato anche da immigrati, sia pure vicino al centro città; la sede è nei pressi di un grande Istituto superiore e di una sezione dell’Università.
Intervento della lavoratrice rappresentante della lotta delle assistenti igienico personali
Saluto questa sede a nome di tutti. Lasciare la vecchia sede non è facile, almeno per la nostra categoria di lavoratrici igienico personali. Abbiamo condiviso tantissime giornate di lotta, abbiamo un bagaglio che ci portiamo appresso tutti i giorni. Ora a parte l’augurio che questa nuova sede diventi un posto più grande nei numeri di lavoratrici e lavoratori, piuttosto che nei metri quadri, dico di non dimenticare quella che è stata la nostra esperienza di lotta a 360°. Tutto quello che abbiamo fatto deve essere per noi lo stimolo per andare sempre avanti.
Non dobbiamo dimenticare la nostra storia, a partire dal 25 aprile, quello che è stata la Resistenza. Anche la nostra è stata una “resistenza” nelle giornate di lotta. Perchè noi abbiamo resistito, abbiamo anche conquistato. Oggi l’augurio che ci dobbiamo fare è ripartire da qui con uno spirito di carica, di voglia di continuare a lottare, non dimenticando la nostra storia, la storia di ognuno di noi.
Intervento della Coordinatrice nazionale dello Slai cobas sc
Anche noi siamo contenti per lo spirito con cui si sta facendo questo trasferimento. Non è un lasciare la vecchia sede che è piena di tutte le lotte, di tutte le battaglie ad ogni livello che sono state fatte. Ora con questa nuova sede c’è una nuova prospettiva che sicuramente farà avanzare quello che c’è stato finora.
A livello nazionale la nostra organizzazione in tutti questi anni ha sempre considerato Palermo la base rossa dell’organizzazione, non solo per i compagni che hanno diretto questa sede, sempre con uno spirito di sfida verso la borghesia, le Istituzioni, le difficoltà, ma anche di orgoglio, di ottimismo perchè questo, anche nelle difficoltà, è la nostra caratteristica, ma per le lotte per i diritti dei lavoratori e lavoratrici, e su tutti i fronti che si sono fatte. Questo ora dà l’impronta a questa nuova sede, che in breve sarà conosciuta anche in questo quartiere.
Per noi a livello nazionale questa nuova sede è una conquista, è un orgoglio, è una nuova sfida che abbiamo davanti. Questo passaggio non è solo di Palermo, perchè sempre ciò che avviene a Palermo ha dato forza, coraggio, stimolo anche alle altre realtà in cui siamo, con la sua la forza ideologica che ne è la caratteristica principale – pensiamo alla questione delle donne, sempre Palermo è stata ed è tuttora l’anima della battaglia che portiamo a livello nazionale, anche da Taranto, da Milano, da L’Aquila, ecc. guardano a voi.
Intervento di proletari comunisti
Le sedi, le sedi… Pensate: i sindacati confederali hanno costruito sedi enormi in cui vivono funzionari che si autoalimentano sulle lotte dei lavoratori; più grandi sono diventate le sedi, più sofisticate (sembrano oramai palazzi governativi) e meno sono stati i diritti, le conquiste dei lavoratori. Via via che si ingrandivano queste sedi, i lavoratori perdevano salario, perdevano lavoro, perdevano i diritti… Il contrario di quello che deve essere un sindacato, che vive peraltro con i soldi di lavoratori, le deleghe. Prima i soldi venivano dalle lotte, dal sangue dei lavoratori, per aprire le sedi – pensiamo al periodo del fascismo, della Resistenza – i lavoratori sono morti. Negli anni dell’affermazione del fascismo le camere del lavoro furono bruciate, i lavoratori venivano uccisi.
Via via invece che succede? Dal dopoguerra in poi vediamo questi sindacati diventare sempre meno difensori dei diritti dei lavoratori, più legati ai governi, ai partiti, al sottobosco, al sottogoverno… Il sindacato viene vissuto come una normale carriera. Si sono ingranditi le sedi, si sono ingranditi i soldi, i patronati sono diventati questa specie di commercio di pratiche che dovrebbero fare gli uffici dello Stato e non invece i sindacati E via via che si sono ingrassati i sindacati si sono ingrassati i sindacalisti e via via il sindacato non è stato più il sindacato dei lavoratori-
Allora, la sede… La sede sono le lotte, la sede sono le persone che lottano, le conquiste dei lavoratori. Questo è la sede, i luoghi dove si organizzano queste lotte che non hanno bisogno di avere begli uffici, impiegati e così via. Hanno bisogno di gente dedita ai lavoratori, al servizio dei lavoratori.
Quindi le sedi devono rimanere nelle mani dei lavoratori, sempre, piccole o grandi che siano, per fare le assemblee, per riunirsi, per organizzare i diversi settori, questo ci vuole! Ma se si perde la ragione per cui esistono le sedi abbiamo perso tutto!
In questo senso l’esperienza di Palermo è un esempio. Finché c’è stata la vecchia sede, quella è stata una sede di lotte di ogni genere e tipo, di crescita della coscienza dei lavoratori. Certo lavoratori che vanno e vengono, lavoratori che si sfiduciano e lavoratori che rimangono organizzati, ecc.; ma tutto questo è normale non è la fine del mondo. La lotta dei lavoratori è un esercito continuamente in movimento, finché non trova la quadra, l’organizzazione, lo stato maggiore, la condizione oggettiva e soggettiva perché questa forza dei lavoratori diventi un reale esercito e cambi realmente le cose.
La sede di prima è una sede gloriosa, conosciuta in tutto il mondo, compagni. Quando abbiamo detto: dobbiamo fare una riunione a Palermo internazionale i compagni della Turchia, dell’India, della Germania, della Francia, sono stati contenti. Anche ora i compagni esteri non vedono l’ora di poter fare una riunione a Palermo, perché conoscono attraverso le lotte dei lavoratori di Palermo l’importanza di questa sede.
Ora cambiamo sede. Bene è un nuovo inizio e dobbiamo vederlo come un nuovo inizio!
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| Ambra, postina di 29 anni, l'ultima che ha perso la vita |
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Nello stesso tempo continuerà il nuovo blog/sito https://proletaricomunisti.wordpress.com/ (migliorando anche tecnicamente la sua lettura) con lo scopo di mettere a disposizione dei proletari, dei rivoluzionari, dei comunisti, evidenziare quegli articoli più determinanti della lotta di classe attuale nazionale e internazionale che caratterizzano il lavoro politico, teorico, ideologico dell'insieme della nostra organizzazione proletari comunisti-PCm.
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