venerdì 24 marzo 2017

pc 24 marzo - Bergamo - guerra ai lavoratori in lotta della logistica - serve massima solidarietà - convochiamo una manifestazione a Milano nei prossimi giorni

Perchè attaccano i lavoratori in lotta?
Lavoratori indagati perchè scioperano
lavoratori sanzionati perchè lavorano in sicurezza
lavoratori allontanati perche non tengono la media produttiva
lavoratori licenziati perchè la lotta diventa cospirazione contro l'azienda


Se toccano uno toccano tutti!

Facchini in lotta Bergamo
Slai cobas per il sindacato di classe

pc 24 marzo - OGGI A NAPOLI RICORDIAMO IL COMPAGNO SERGIO MANES- ore 17 presso la "Citta del Sole"

Da uno dei suoi recenti impegni editoriali, al servizio della classe operaia:


LOTTE DI CLASSE

"Con questa collana le Edizioni "La Città del Sole" intendono contribuire ad una maggiore circolazione dei materiali prodotti da esperienze di lotta che - nonostante la multidecennale disgregazione culturale, politica e organizzativa del proletariato e delle classi subalterne - tengono vivo lo scontro di classe e la speranza nel futuro opponendosi alle politiche che, sempre più ferocemente, fanno ricadere sui popoli e sulle classi dominate le conseguenze della crescita del capitalismo nella sua crisi... La pubblicazione... vuole concretizzare la funzione di servizio delle Edizioni per una migliore informazione su quelle lotte, per stimolare il dibattito, per favorire la sintesi"

giovedì 23 marzo 2017

pc 23 marzo - Logistica Kamila: la repressione non ferma la lotta - massimo sostegno e solidarietà


pc 23 Marzo - 1956-2017 nel sessantunesimo dell’indipendenza formale la Tunisia è sempre più pervasa dallo spettro della rivolta sociale

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Questo sessantunesimo anniversario dell’indipendenza formale della Tunisia é stato caratterizzato particolarmente dalla retorica istituzionale. Già pochi giorni prima il primo ministro Chahed, per lungo tempo al servizio dell’ambasciata americana, in un suo discorso aveva citato la celebre frase di Marx “finora i filosofi hanno provato ad interpretare il mondo adesso si tratta di cambiarlo” al limite tra il ridicolo e la farsa data la politica del suo governo tutt’altro che “marxista”…
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Lo scorso 20 Marzo, in occasione dei festeggiamenti istituzionali lo stesso primo ministro ha inaugurato nella capitale un pilastro metallico alto decine di metri su

pc 23 marzo - Imperia - sempre e solo razzismo di Stato

La misura promossa dal prefetto di Imperia Silvana Tizzano

Parco Roja di Ventimiglia, impronte digitali per identificare i migranti

lunedì 20 marzo 2017
Parco Roja di Ventimiglia, impronte digitali per identificare i migranti
VENTIMIGLIA -  Nuova disposizione arriva dalla prefettura di Imperia. Gli stranieri che desiderano essere ospitati nel campo Roja di Ventimiglia devono prima essere identificati. La disposizione è stata promossa dal prefetto Silvana Tizzano. L'obiettivo numero uno dalla misura è quello di regolare gli ingressi all'interno del centro.
Nella struttura è infatti presente un presidio delle forze dell'ordine composto da carabinieri e polizia. Ora gli aspiranti ospiti dovranno fornire le impronte digitali. Il fine è quello di sapere se sono già stati identificati al momento dello sbarco in Italia. Nel caso in cui l'identificazione non fosse già avvenuta lo straniero può scegliere di recarsi in caserma per le procedure di riconoscimento oppure uscire dal campo.
Al momento, nella struttura del Parco Roja sono ospitati 110 migranti, in media, su una capacità di 150 posti letto. Mercoledì prossimo dovrebbero iniziare i lavori di restyling, in attesa di salire di nuovo a 250 posti letto. La prima grande conseguenza dell'obbligo di ingresso al campo soltanto per i migranti identificati è il nuovo affollamento della stazione ferroviaria, soprattutto nelle ore notturne. La maggior parte degli stranieri, infatti, non vuole essere identificata.

pc 23 marzo - Torino, finalmente si fa chiaro - Corteo anti sfratti, "Con Appendino non è cambiato niente"

Il corteo antisfratti nel centro di TorinoIl corteo antisfratti nel centro di Torino

Il corteo antisfratti nel centro di Torino

Il corteo antisfratti nel centro di Torino

Il corteo, circa 200 persone, da piazza Carlo Felice a piazza Castello

Sfila in centro il corteo di lotta per la casa contro gli sfratti. La manifestazione, organizzata da Askatasuna, e dai comitati come Prendo Casa e Lucento-Vallette, è sostenuta anche da Rifondazione e da una delegazione del Moi. Il corteo, partito da piazza Carlo Felice si è diretto verso piazza Castello passando da Via XX settembre dove alcuni manifestanti con la maschera di Anonimous hanno attaccato manifesti contro le vetrate della  banca Bnl e hanno chiuso l'ingresso con una striscia di cellophane su cui è stato scritto: "sopra la casa la banca campa sotto la banca la casa crepa".  Qualcuno ha anche imbrattato il nuovo infopoint  di piazza Carlo Felice con la scritta :" Come Rovinare Torino"
Nella città della crisi noi contiamo. Contro i padroni della città. Casa, reddito dignità", si legge sullo strisicione che apre il corteo che sfila. "A Torino ci sono 5mila appartamenti vuoti", dicono i manifestanti  che protestano  contro quelli che chiamano 'i padroni della città".  "La sindaca Chiara Appendino non ha fatto niente, siamo tornati a giocare a guardie e ladri come la precedente amministrazione". L'intera manifestazione è stata seguita dalla polizia e dalla digos che ha controllato non ci fossero deviazioni dal percorso stabilito. Chiusi tutti gli accessi in piazza San Carlo.

pc 23 marzo - Senza limiti il razzismo borghese e piccolo borghese in Liguria

Class action contro 1363 migranti: danni arrecati al turismo

L’ex caserma Crespi dovrebbe ospitare un centinaio di migranti
Imperia - La mappa dell’accoglienza prevede che a Imperia (seconda provincia in Liguria, dopo Genova, per numero di profughi da ricevere ), ospiti in totale 1363 migranti. Numeri usciti dall’ultima audizione della commissione parlamentare d’inchiesta che tengono conto dalla ripartizione fatta dal Viminale sulla stima di 200 mila arrivi complessivi nel 2017.
L’argomento tiene banco soprattutto nel Dianese. Una mozione della maggioranza con cui si chiede al sindaco, nel caso si concretizzi l’accoglienza di nuovi

pc 23 marzo - I legami tra la Juventus e la 'ndragheta' confermati - malavita e fascisti devono essere spazzati via dalle società e dagli stadi di ogni squadra

'Ndrangheta in curva, un'intercettazione di Agnelli: "Quelli hanno ucciso gente..."

'Ndrangheta in curva, spunta un'intercettazione di Andrea Agnelli: "Quelli hanno ucciso gente..."

Colpo di scena, riportato dall'Huffington Post, nelle indagini sui rapporti tra la Juve e capi ultrà legati ai clan: l'ipotesi degli investigatori è che il presidente sapesse dello spessore criminale di alcuni personaggi. La Commissione antimafia precisa: "Il problema riguarda anche altre società, le sentiremo"

Andrea Agnelli, presidente della Juve, incontrava i capi ultrà. E sembrava essere bene a conoscenza dello spessore criminale di alcuni di essi. Lo rivela un'intercettazione ancora secretata, e che gli stessi avvocati della società bianconerfa chiedono di de-secretare, diffusa dall'Huffington Post. In essa

pc 23 marzo - Dalla Tunisia all'India per la liberazione di Saibaba

Noi docenti e studenti tunisini e attivisti nei movimenti sociali nel nostro paese, denunciamo con forza l'illegittimità della recente condanna all'ergastolo del prof. G. N. Saibaba dell'università di Nuova Delhi e dello studente Hem Misra pronunciata da un tribunale dello stato indiano del Marhastra lo scorso 7 Marzo.
I compagni hanno avuto una condanna cosi grave in quanto sono accusati di avere dei legami con il PCI(m) anche se non vi sono prove di cio' e inoltre un paese che pretende di essere "la più grande democrazia al mondo" non dovrebbe condannare i propri cittadini per reati d'opinione. Infatti tutti

pc 23 marzo - La repressione in Sardegna

Vogliamo parlare di repressione e di come prenderne le contromisure , ecco gli appuntamenti in cui ne parleremo :

- Sassari martedi 28 marzo ore 18.30 Culletivu S’idea Libera via Casaggia 12 ; 
-
Nuoro mercoledi 29 marzo ore 18.30 biblioteca S. Satta via Asproni 8 ; 
-
Cagliari giovedi 30 Marzo ore 18.30 biblioteca BAZ via San Giacomo 117 . 

Interveranno :
 

-
Paola Staccioli (centro documentazione lotta rosso 17 ) ; 
-
Italo Di Sabato (osservatorio sulla repressione) ;

A Nuoro e Cagliari prima del dibattito ci sarà un monologo dell’attore Carlo Valle sulla situazione carceraria del 41 bis .

Negli ultimi anni le manifestazioni di conflittualità sociale e politica sono oggetto di attacchi sempre più duri, in Italia come nel resto d’Europa. Ogni espressione radicale di conflitto

pc 23 marzo - marzo 1985 - marzo 2017 PEDRO VIVE - A Trieste 25 marzo

IL 9 MARZO DEL 1985 LO STATO BORGHESE UCCIDEVA A TRIESTE IL MILITANTE COMUNISTA PIETRO GRECO “PEDRO”.

SABATO 25 MARZO ALLE ORE 20.30 A TRIESTE PRESSO LA LIBRERIA IN DER TAT IN VIA DIAZ 22 RICORDEREMO IL COMPAGNO PEDRO CON LA PRESENTAZIONE DELL'OPUSCO-LO “1985 – 2015 PEDRO VIVE NELLE LOTTE”, ACCOMPAGNANDO LA LETTURA CON LA MUSICA E IL CANTO.
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Il 9 marzo del 1985 in via Giulia 39, a Trieste, il militante comunista Pietro “Pedro” Greco

pc 23 marzo - MINNITI/GENTILONI/UE: ACCORDO CON LA LIBIA PER MANDARE I MIGRANTI NEI CAMPI DI CONCENTRAMENTO DELLE VIOLENZE, TORTURE, STUPRI

L'accordo siglato nei giorni scorsi nella riunione dei ministri dell’Interno della rotta del Mediterraneo (Europa, Africa, con la presenza della Svizzera) presieduta da Marco Minniti, costituisce un altro passo della politica dell'imperialismo italiano e dei paesi imperialisti dell'Europa di attacco verso i popoli dell'Africa e del Medio Oriente.

Per le migliaia di migranti, uomini, donne, bambini che subiscono la guerra e/o la rapina/miseria portata e provocata da questi stessi paesi imperialisti e che hanno l'unica "colpa" di voler vivere, ciò che accadrà sta anche nelle parole, di un'intervista al CdS del 22 marzo, dell'ammiraglio Enrico Credendino, comandante dell'operazione UE per bloccare i barconi dal nord Africa: "L'anno scorso ci sono stati 4-500 morti perchè i libici non sanno intervenire, ora stiamo insegnando a farlo. Quando li recuperano sappiamo dove li portano. Ma è sempre meglio mandarli nei campi, piuttosto che farli annegare". 
Tutti sanno bene che in questi campi accadono le peggiori violenze, di cui il minimo sono le bastonate, la fame, il carcere, a cui si aggiungono le "normali" torture, come gli stupri verso donne e bambine; questi campi sono poi una sorta di pozzo nero da cui attingono i padroni locali e internazionali per avere braccia da supersfruttare.

L'imperialismo è orrore senza fine, e per i suoi interessi economici, politici non si ferma davanti a niente.

E sulla pelle e sulla vita dei migranti sta avvenendo una sorta di contrattazione: con la Libia che coglie l'occasione per avere molto di più e il governo italiano, il nero Minniti che taglia il "fondo per l'Africa" per dare più mezzi al governo libico di Serraj perchè blocchi con la forza i migranti e li rinchiuda nei campi in Libia.
Per controllare i flussi migratori e fermare le partenze il governo Serraj chiede infatti navi, elicotteri, fuoristrada, macchine, ambulanze, sale operative, apparecchiature. Per questo ha presentato un elenco delle forniture lungo e costoso da avere in 24 mesi. "In particolare sono state chieste 10 navi per la ricerca e il soccorso (alcune da oltre trenta metri) e 10 motovedette che devono essere utilizzate per i controlli sotto costa in modo da impedire alle “carrette” dei trafficanti di salpare. E poi quattro elicotteri, 24 gommoni, 10 ambulanze, 30 jeep, 15 automobili, 30 telefoni satellitari Turaya oltre a mute da sub, bombole per l’ossigeno, binocoli diurni e notturni... Uno dei punti fondamentali dell’intesa riguarda la creazione di una sala operativa uguale a quelle che si trovano in tutti gli Stati dell’Unione e consentono di tenere sotto controllo costantemente il tratto di Mediterraneo che separa la Libia dall’Europa, dunque dall’Italia". (dal CdS)
L’accordo bilaterale prevede, inoltre, «l’addestramento, l’equipaggiamento dei poliziotti libici ed il sostegno alla guardia costiera libica». da parte delle Forze dell'ordine italiane

Mentre è già avviato un altro "negoziato per la creazione di campi di accoglienza per i profughi in alcuni Paesi africani in modo da alleggerire la pressione proprio sulla Libia" (idem).

Occorre sempre più comprendere che la lotta dei rivoluzionari, degli antimperialisti, antirazzisti in solidarietà e a sostegno dei migranti e delle loro proteste e lotte, non è solo una lotta di solidarietà ma è parte oggi centrale della lotta contro l'imperialismo, contro il nostro imperialismo, perchè la questione dei migranti è il cuore della contraddizione strategica, oggi centrale, tra imperialismo e popoli oppressi. 
Questo richiede una pratica conseguente di unità tra proletariato e masse popolari del nostro paese e immigrati e masse popolari dei paesi oppressi dall'imperialismo, per rovesciare questo sistema barbaro di guerra, miseria e oppressione.

pc 22 marzo - BUONA ASSEMBLEA INTERNAZIONALE A PARIGI PER GEORGE IBRAHIM ABDALLAH - Da Soccorso Rosso Proletario Italia

L'assemblea tenutasi il 18 marzo a Parigi ha avuto una buona partecipazione nazionale e internazionale, ed è stata complessivamente bene organizzata e ben diretta. Si è tenuta nella libreria “Resistance”, nata da 10 anni e gestita da una associazione pro Palestina, una libreria importante che ha grandi spazi e sistemazione particolarmente adatta per assemblee e meeting di questo tipo.
L'assemblea ha approvato un testo che raccoglie tutte le proposte fatte nella discussione (in attesa di pubblicazione) e ha deciso un piano di lavoro molto importante e articolato, sia a livello locale, nazionale che internazionale.

Il Soccorso rosso proletario Italia vi ha partecipato. E' stata una prima partecipazione ad un'assemblea di questo tipo, mentre alla campagna generale aveva dato finora un appoggio soprattutto informativo e di partecipazione alla manifestazione tenutasi a Milano.

L'assemblea generale, seguita dal meeting pubblico molto partecipato del pomeriggio dimostra che questo Comitato e questo movimento internazionale è davvero importante in Francia e raccoglie l'adesione di parti significative del movimento pro Palestina e degli organismi operanti nel mondo arabo, raggiungendo una presenza in diverse città della Francia. Anche sul piano internazionale ha raggiunto e coinvolto la maggiorparte delle organizzazioni di solidarietà coi prigionieri ed è quindi in grado di estendersi anche a livello internazionale; è molto importante che questa campagna si sia diffusa anche direttamente in Libano, Palestina, Tunisia, ecc.

Del Comitato organizzatore dell'assemblea generale sono parte i compagni del PCm Francia; il loro riconoscimento è aumentato anche per affetto della lotta tra le due linee che vi è stata nel Comitato che ha portato alla fuoriuscita delle componenti ostili a questi compagni e alla nostra tendenza in generale.
La direzione del Comitato è dell'organismo, Cri, che partecipa abbastanza stabilmente al Comitato India.

La presenza del Soccorso Rosso Proletario Italia si è svolta con un intervento che ha portato la visione del nostro lavoro e raccontato gli impegni effettivi finora svolti e soprattutto che da svolgere.
Tra questi, importante è l'intenzione di fare il 19 giugno una giornata di mobilitazione centrata principalmente su Milano per George Ibrahim Abdallah, come uno dei maggiori prigionieri politici nel mondo, insieme al prof. Saibaba, Pres. Gonzalo.
Questa proposta non solo è stata recepita nel piano di lavoro generale dell'Assemblea, ma il Comitato ha deciso di fare questa iniziativa, anche in Francia. 

Nell'assemblea vi è stato anche l'intervento del Comitato di sostegno alla guerra popolare in India che portato l'habitat generale intorno a cui far avanzare la conoscenza per la campagna India.

Il Comitato India ha sottolineato in particolare tre punti su di essa:
- la vicenda Abdallah è una delle manifestazioni della contraddizione principale tra imperialismo e popoli oppressi;
- è una manifestazione dello scontro tra rivoluzione e controrivoluzione, per queste ragioni è una battaglia che bisogna vincere e la cui vittoria aiuta l'affermarsi della contraddizione principale dal lato dei popoli e della rivoluzione dal lato della tendenza. Se si colgono questi due aspetti si può riconoscere e cogliere l'importanza della guerra popolare in India e della necessità del suo sostegno;
- la terza questione è propria la questione dei prigionieri politici; in India vi sono 10mila prigionieri politici, la più grande concentrazione al mondo di prigionieri politici, fondamentalmente legati alla guerra popolare maoista. La persecuzione del prof. Saibaba, in parte simile a quella di GI Abdallah, richiede una campagna simile a quella per GI Abdallah. Nello stesso tempo, la repressione e gli arresti in India sono espressione della più grande lotta armata, di liberazione che esiste attualmente al mondo, in un paese che è il 2° più grande paese del mondo.

Il meeting pubblico del pomeriggio e ha dimostrato il forte intreccio tra la battaglia per la liberazione di GI Abdallah, il movimento complessivo della Palestina e il movimento degli immigrati in lotta contro violenze poliziesche e razzismo.
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L'appello che ha convocato l'assemblea scriveva: “Forte del successo nazionale e internazionale della campagna unitaria per la liberazione di George Ibrahim Abdallah facciamo appello a moltiplicare, unire e coordinare le nostre forze, per fare del 2017 un anno decisivo di lotta per la liberazione del nostro compagno. Facciamo appello a tutti coloro che sono al fianco dei popoli in lotta, a fianco della resistenza palestinese, che combattono il capitalismo, l'imperialismo, il sionismo, il colonialismo e gli Stati reazionari arabi, a formare un fronte unitario d'azione per la liberazione di George I.A. Ricordiamoc he questo prigioniero politico è incarcerato dal 1984 per complicità in atti di resistenza all'invasione sionista del suo paese, il Libano e mantenuto in prigione su ingiunzione del governo Usa, malgrado due librerazioni pronunciate dal Tribunale di appliaczione delle pene. Ricordiamo che questo militante comunista rivoluzionario in tutto il periodo della sua carcerazione non ha mai rinnegato il suo impegno politico antimperialista e che conferma ancora oggi la sua indoimabile volontà e attaccamento alla giusta causa dei popoli oppressi di Palestina, Libano e ovunque nel mondo. La lotta per la sua liberazione si inscrive, dunque, pienamente nella lotta più larga per la difesa di tutti i prigionieri politici rivoluzionari nel mondo”.

In un depliand di Solidaritè per George si riporta una sua dichiarazione in cui dice: “In tempi di crisi, tempi di grande lotta, la borghesia imperialista non cessa di rafforzare sempre più il suo arsenale repressivo, decretando nuove leggi sempre più assurde, colpendo le nuove categorie di strati popolari... la barbarie del capitale, le sue guerre devastatrici nelle periferie del sistema e la miseria che essa genera ormai dapertutto non possono che suscitare la mobilitazione e la combattività delle masse popolari e attizzare sempre più rivolte e proteste su scala planetaria... Resistere e sempre resistere finbo al cambiamento dei rapporti di forza”.
La battaglia per la libertà di GIA è legata al sostegno a tutti i progionieri palestinesi “Dal '67 circa 700mila palestinesi sono passati nelle galere sioniste, cioè circa il 20% della popolazione. Dal 2002 l'esercito di occupazione israeliana ha arrestato, interrogato e detenuto 7mila ragazzi palestinesi tra i 12 e i 17 anni... Nell'aprile 2013 203 ragazzi palestinesi di cui 44 meno di 16 anni si trovano nei centri di detenzione militare degli israeliani. Tra i prigionieri vi sono poi numnerosi membri del Consiglio legislativo palestinese, tra cui Ahmad Sa'adt, segretario generale del FPLP...”.

Soccorso Rosso Proletario - Italia
18.3.17

pc 23 marzo - G7 di Taormina: l'ordinanza prefettizia per la ZONA ROSSA







pc 23 marzo - CHI NON HA MEMORIA NON HA FUTURO: 23 marzo 1950 San Severo (FG) una pagina di Rivolta di Popolo


Il 23 marzo 1950 i lavoratori di San Severo, all'indomani di uno sciopero generale, insorsero contro le forze di polizia, innalzando barricate e assaltando le armerie e la sede del MSI. Gli scontri causarono un morto e circa quaranta feriti tra civili e militari, e l'esercito occupò coi carri armati le principali vie della città. Nei giorni seguenti, coll'accusa di insurrezione armata contro i poteri dello Stato, furono arrestate centoottantaquattro persone, assolte e rilasciate dopo il processo, un anno dopo.




Il ventitré di marzo
Successe ‘n’arruina pe’ ddu belle San Sevjire
Nnand’a la Cammera del lavoro
Vulevene eccide a li lavoratour’

U commessarie Fratelle
Ne pers’ li cerevelle andù ‘rriga’ li femenelle
Avevane deic’ come diceve jsse
Pe’ ‘rrista’ li comunist’

Alleghete è jut’a Rouma
Purtete i connutete de li povere carcirete
Ha pigghiete la parola
Cacciete four’ li lavoratour’

Ha pigghiete la parola
L’aveite misse jind’ pe’ pane e lavour’ .

Il 23 marzo che giorno di coraggio,
uomini e donne siamo stati coraggiosi.
Alle 10 eravamo in sezione
e gli scelbini salivano dal balcone,
col mitra ci hanno fatto alzare le mani,
di parole siamo stati insultati.
Alle 10 il maresciallo e i suoi uomini
ci hanno aggrediti, ma non siamo spaventati,
perché loro lo sanno, siamo coraggiosi.
Ma la lotta continuerà e bandiera rossa trionferà.
Con autoblindo e carrarmati ci hanno trasportati
e alle carceri di Lucera ci hanno portati.
Siamo stati consegnati al presidente.
Noi tutti coraggiosi siamo stati spontanei:
signor presidente, siamo innocenti,
sono stati i fascisti a infamarci.
Ma la lotta continuerà e bandiera rossa trionferà.

Oggi, 23 marzo 1950, la sanguinosa rivolta popolare di S. Severo fermata coi carri armati

S. Severo, 23/03/1950. Alcune donne arrestate vengono tradotte al carcere di Lucera.
Oggi, 23 Marzo del 1950, manifestazione del Pci-Cgil a San Severo. La sommossa che ne deriva viene repressa ricorrendo ai carri armati. Drammatico il bilancio: muore l'operaio Michele Di Nunzio e in 40 restano feriti*.

Italia, 1950. L’eco degli eccidi di lavoratori a Melissa, Montescaglioso, Modena e, per la Puglia, San Ferdinando, Torremaggiore, rimbalza nelle città e nelle campagne scatenando la rabbia di chi vive già afflitto da problemi esistenziali e dalla dura realtà quotidiana. Il 23 marzo 1950 anche San Severo, in Puglia, vive un capitolo di questo

pc 23 marzo - Tentato omicidio a sfondo razziale, ferito richiedente asilo a Rimini. E' frutto delle politiche razziste/imperialiste di questo governo

Nigeriano 25enne aggredito ieri sera da 39enne arrestato da Ps

E' un nigeriano di 25 anni richiedente asilo, il giovane aggredito ieri sera intorno alle 19 in una traversa di via Trieste a Rimini davanti ad un supermercato. Ha fratture multiple, la milza spappolata e varie emorragie interne, ma ha superato la notte ed ora è stabile ricoverato in terapia intensiva dell'ospedale Infermi. Poco dopo il fatto, l'aggressore - un 39enne nato a Roma ma residente a Rimini - è stato arrestato dagli uomini delle Volanti della Questura per tentato omicidio aggravato da futili motivi e da motivi razziali, così come disposto dal sostituto procuratore, Davide Ercolani. Il 39enne, che ha diversi precedenti, ha prima preso a pugni e calci il nigeriano poi con un coltello lo ha colpito all'addome. Quando il ferito ha tentato di fuggire, l'italiano è salito in auto, lo ha inseguito e quindi investito lasciandolo a terra insanguinato. Il giovane nigeriano è arrivato in Italia, sbarcando in Sicilia, a settembre scorso, poi è stato smistato attraverso il progetto Hub (Human Ecosystems) di Bologna ed assegnato a Rimini. E' di religione cristiana e ha presentato istanza per l'asilo politico. Dopo l'accaduto - ora che lotta tra la vita e la morte - il questore di Rimini, Maurizio Improta, sta valutando il rilascio di un permesso di soggiorno per motivi umanitari. Sperando che le condizioni del giovane migliorino, il provvedimento di iniziativa del questore potrebbe accelerare le pratiche sull'asilo politico.
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pc 23 marzo - INDIA: l’esercito usa armi modernissime contro il popolo in lotta… L’esercito maoista risponde

L’India è uno dei paesi più poveri al mondo, ma i cui governi spendono di più per l’ammodernamento militare (circa 50 miliardi di dollari nel 2015), soprattutto per la guerra contro “la più grande minaccia interna”, come si espresse l’ex primo ministro Manmohan Singh riferendosi alla guerra popolare diretta dai maoisti, ma anche per l’occupazione militare del Kasmir ecc.; spende così tanto che i mass media parlano, anche per questo paese, di nuova corsa agli armamenti. E negli scontri con l’EGPL dei maoisti questo viene a galla come raccontato dall’articolo che riportiamo sotto.

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Una settimana dopo lo scontro di Sukma, i maoisti rilasciano le fotografie di armi moderne in possesso della CRPF (Central Reserve Police Force – Forze Centrali di Riserva di Polizia)
Una settimana dopo lo scontro di Sukma, in cui sono stati uccis 12 militari della CRPF, il partito maoista ha rilasciato un comunicato stampa che riporta l'immagine di armi moderne che erano in

pc 23 marzo - 23/3/1944 Ora e Sempre Via RASELLA

Da Via Rasella alle Fosse Ardeatine, il racconto di Rosario Bentivegna
Qualche anno fa la trasmissione Rai TV Mixer, di Giovanni Minoli, mandò in onda un’intervista a Rosario Bentivegna, il partigiano dei GAP, oggi scomparso, che il 23 marzo 1944 collocò la bomba in via Rasella. L’esplosione dell’ordigno provocò la morte di trentatré soldati del reggimento “Bozen” appartenente alla Ordnungspolizei dell’esercito tedesco, reclutato in Alto Adige. La rappresaglia dei tedeschi fu terribile e immediata. Dopo 24 ore dall’attentato, presso le Fosse ardeatine vennero trucidati 335 tra civili e militari italiani. Di seguito pubblichiamo l’adattamento ed elaborazione dell’intervista originale realizzata dal regista Enzo Cicchino nel corso della sua inchiesta sull’azione partigiana di Via Rasella e pubblicata sul sito www.instoria.it.
D.: Mi fa una cronaca dettagliata del preambolo dell’azione di Via Rasella?
R.: Beh, Via Rasella fu organizzata dal Comando Centrale dei G.A.P., che dipendevano direttamente da Giorgio Amendola, il quale partecipò all’elaborazione del piano insieme a Carlo Salinari e a Calamandrei, Franco Calamandrei, Manrio Fiorentini ed io. Avevamo studiato le cose in modo che

pc 23 marzo - FORMAZIONE OPERAIA - GLI OPERAI DIVENTANO "FILOSOFI" - 2° parte dal Libro "Dalla Cina dopo la rivoluzione culturale"

Pubblichiamo la seconda parte dello tratto dal libro di Maria Antonietta Macciocchi: "DALLA CINA dopo la rivoluzione culturale", che negli anni della Rivoluzione culturale proletaria in Cina fece un lungo viaggio, visitando le fabbriche cinesi e parlando con gli operai. 

Gli operai in Cina durante la Rivoluzione culturale proletaria per affermare la parola d'ordine "La classe operaia deve dirigere tutto", dovettero fare una dura lotta contro i vecchi sfruttatori e la  nuova borghesia rossa; per questo dovettero impugnare la teoria rivoluzionaria, dando anche in questo campo che fino ad allora si credeva monopolio degli intellettuali l'assalto al cielo. 
Ma la filosofia degli operai non resta nel cielo delle idee ma si trasforma in forza pratica.
Anche oggi gli operai avanzati, senza teoria rivoluzionaria, sono disarmati di fronte alla borghesia, ai suoi intellettuali. Per questo, perchè gli operai abbiano autonomia di pensiero, di valutazione, di decisione, di lotta, devono far propria la teoria del proletariato. 
(Questo è lo scopo della Formazione Operaia)

Verso le ciminiere di Tientsin

La fabbrica di orologi che visitiamo ha piú di mille operai e impiegati, divisi in otto reparti, di cui due sono reparti di riparazione delle macchine utensili, e sei fabbricano gli orologi. Cominciamo dalla visita ai reparti, dove le ragazze del montaggio orologi ci mostrano una macchina fabbricata dagli operai, dopo che il culto della tecnica straniera è stato eliminato. Comunque quasi tutte le attrezzature e le macchine utensili della fabbrica sono ancora straniere. Ma gli operai vi hanno apportato ben piú di novanta innovazioni, cosí da aumentarne il rendimento.
un piccolo treppiedi, giusto davanti alla sua lente d'in-
Il responsabile del Comitato rivoluzionario ci spiega la breve ma intensa vita della fabbrica, che si chiamava nel 1958 “1° maggio"... “proprio mentre la nostra fabbrica si sviluppava, il Kruscev cinese, Liu Shao-chi, fece arrivare gli specialisti sovietici. In un primo tempo ne eravamo contenti, ma poi questi dissero che tutto era da rifare, e che bisognava acquistare le attrezzature Kirov, vale a dire le loro, per fabbricare buoni orologi. Ma gli orologi che facemmo con le macchine Kirov erano grossi come palloni. La qualità era cosí inferiore che la gente diceva: 'Sei cattivo come un orologio 1º maggio'. Oppure li chiamavano 'orologi applauso': si battevano le mani, e quelli non funzionavano piú. Le lettere di protesta fioccavano. Noi possedevamo una macchina, continua il responsabile del Comitato rivoluzionario, ma i tecnici ci dissero che occorreva averne una con una ruota di legno speciale per fabbricare i bilancieri. Ma questo legno, dopo molte ricerche, scoprimmo che esisteva solo nel Sinkiang, una piccola pianta, con poche foglie. O dovevamo aspettare cento anni perché gli alberi crescessero oppure, come dicevano gli specialisti russi, potevamo importare questo legno dall'URSS.
Liu Shao-chi accettava le proposte dell'URSS come ordini dell'imperatore, e chi vi si opponeva era criticato nell'assemblea degli operai, e talora punito.
Abbiamo fatto grandi sforzi. Eliminato il sistema Kirov, e con esso il culto verso le macchine straniere, abbiamo riorganizzato daccapo il lavoro, secondo le nostre esigenze. Tecnici qualificati e operai hanno lavorato a fianco a fianco per rivoluzionarizzare i progetti. E cosí abbiamo prodotto l'orologio 'Vento dell'est', con una carica di 48 ore, mentre prima essa era di 30, e sottile come una sfoglia, rispetto all'orologio '1° maggio'. Ma l'importante è che abbiamo progettato noi stessi gli orologi. E che si sono cominciate a rinnovare le macchine, oltre che ad inventarle.
“Che facevate prima di essere responsabile del Comitato rivoluzionario? chiedo al giovane di trent'anni, che riveste le funzioni di direttore, e che fino ad ora ci ha parlato. “Stavo, risponde con timidezza, “nell'ufficio del direttore...". Gli altri ridacchiano attorno a lui, e si capisce che forse aveva funzioni molto modeste, un passacarte insomma. "E il direttore dov'è?"
"E' qui; è entrato ora nella triplice unione dopo la critica. È diventato un quadro rivoluzionario, e i quadri rivoluzionari hanno grande esperienza nella gestione della fabbrica, noi dobbiamo contare su di loro. Abbiamo adesso un buon rapporto fra tecnici e operai, non c'è piú una rigida spartizione tra di noi, anche se nella fabbrica vi sono divisioni di compiti. L'atmosfera è di franca cooperazione.
Esiste, anche tra gli operai, un diverso livello politico e tecnico, ma le loro relazioni sono quelle tra
compagni. L'importante è come si lega con la massa operaia e come se ne potenziano le energie, per quel che riguarda i quadri dirigenti.

La filosofia tiene cattedra in fabbrica

“La filosofia marxista reputa che l'essenziale non è di comprendere le leggi del mondo oggettivo per poterlo spiegare, ma di utilizzare la conoscenza di queste leggi per trasformare attivamente il mondo. Dal punto di vista marxista la teoria è importante e la sua importanza si esprime pienamente nella

pc 23 marzo - Campagna internazionale per la difesa della vita e la salute del Presidente Gonzalo

  Proletari di tutto il mondo, unitevi!

Campagna internazionale per la difesa della vita e la salute del Presidente Gonzalo

A fronte dei gravissimi fatti resi pubblici a fine febbraio sulla salute e la vita del Presidente Gonzalo, il più grande Marxista-Leninista-Maoista vivente in terra e raccogliendo l'appello lanciato dal PCP  chiamiamo il movimento comunista internazionale, tutte le organizzazioni rivoluzionarie, democratiche e le masse popolari di tutto il mondo a dare forte impulso alla Campagna Internazionale a Difesa della Vita e d la Salute del Presidente Gonzalo, promuovendo iniziative di piazza e pubbliche presso rappresentanze diplomatiche e commerciali del vecchio Stato peruviano, con dichiarazioni pubbliche, scritte, striscioni, con la parola d'ordine “Difendere la vita e la salute del Presidente Gonzalo e il pensiero Gonzalo!”, in forma coordinata in tutti i continenti e culminando la questa parte della campagna il 23 marzo 2017, con una giornata internazionale cdi azione.
ONORE E GLORIA ALL' EROICO POPOLO PERUVIANO! 
DIFENDERE LA VITA DEL PRESIDENTE GONZALO E IL PODEROSO PENSIERO GONZALO!
Partido Comunista do Brasil (Fração Vermelha) – PCB (FV)
Marzo 2017
Aderisce:
Comitato Internazionale di Sostegno alla Guerra Popolare in India - Sezione Italiana