Perchè attaccano i lavoratori in lotta?
Lavoratori indagati perchè scioperano
lavoratori sanzionati perchè lavorano
in sicurezza
lavoratori allontanati perche non tengono la media
produttiva
lavoratori licenziati perchè la lotta diventa cospirazione contro
l'azienda
Se toccano uno toccano tutti!
Facchini in lotta Bergamo
Slai cobas per il sindacato di classe
venerdì 24 marzo 2017
pc 24 marzo - OGGI A NAPOLI RICORDIAMO IL COMPAGNO SERGIO MANES- ore 17 presso la "Citta del Sole"
Da uno dei suoi recenti impegni editoriali, al servizio della classe operaia:
LOTTE DI CLASSE
"Con questa collana le Edizioni "La Città del Sole" intendono contribuire ad una maggiore circolazione dei materiali prodotti da esperienze di lotta che - nonostante la multidecennale disgregazione culturale, politica e organizzativa del proletariato e delle classi subalterne - tengono vivo lo scontro di classe e la speranza nel futuro opponendosi alle politiche che, sempre più ferocemente, fanno ricadere sui popoli e sulle classi dominate le conseguenze della crescita del capitalismo nella sua crisi... La pubblicazione... vuole concretizzare la funzione di servizio delle Edizioni per una migliore informazione su quelle lotte, per stimolare il dibattito, per favorire la sintesi"
LOTTE DI CLASSE
"Con questa collana le Edizioni "La Città del Sole" intendono contribuire ad una maggiore circolazione dei materiali prodotti da esperienze di lotta che - nonostante la multidecennale disgregazione culturale, politica e organizzativa del proletariato e delle classi subalterne - tengono vivo lo scontro di classe e la speranza nel futuro opponendosi alle politiche che, sempre più ferocemente, fanno ricadere sui popoli e sulle classi dominate le conseguenze della crescita del capitalismo nella sua crisi... La pubblicazione... vuole concretizzare la funzione di servizio delle Edizioni per una migliore informazione su quelle lotte, per stimolare il dibattito, per favorire la sintesi"
giovedì 23 marzo 2017
pc 23 Marzo - 1956-2017 nel sessantunesimo dell’indipendenza formale la Tunisia è sempre più pervasa dallo spettro della rivolta sociale
da Tunisie resistant
Questo sessantunesimo anniversario dell’indipendenza formale della Tunisia é stato caratterizzato particolarmente dalla retorica istituzionale. Già pochi giorni prima il primo ministro Chahed, per lungo tempo al servizio dell’ambasciata americana, in un suo discorso aveva citato la celebre frase di Marx “finora i filosofi hanno provato ad interpretare il mondo adesso si tratta di cambiarlo” al limite tra il ridicolo e la farsa data la politica del suo governo tutt’altro che “marxista”…

Lo scorso 20 Marzo, in occasione dei festeggiamenti istituzionali lo stesso primo ministro ha inaugurato nella capitale un pilastro metallico alto decine di metri su
pc 23 marzo - Imperia - sempre e solo razzismo di Stato
La misura
promossa dal prefetto di Imperia Silvana Tizzano
Parco Roja di Ventimiglia, impronte digitali per identificare i migranti
lunedì 20 marzo 2017
Nella struttura è infatti presente un presidio delle forze dell'ordine composto da carabinieri e polizia. Ora gli aspiranti ospiti dovranno fornire le impronte digitali. Il fine è quello di sapere se sono già stati identificati al momento dello sbarco in Italia. Nel caso in cui l'identificazione non fosse già avvenuta lo straniero può scegliere di recarsi in caserma per le procedure di riconoscimento oppure uscire dal campo.
Al momento, nella struttura del Parco Roja sono ospitati 110 migranti, in media, su una capacità di 150 posti letto. Mercoledì prossimo dovrebbero iniziare i lavori di restyling, in attesa di salire di nuovo a 250 posti letto. La prima grande conseguenza dell'obbligo di ingresso al campo soltanto per i migranti identificati è il nuovo affollamento della stazione ferroviaria, soprattutto nelle ore notturne. La maggior parte degli stranieri, infatti, non vuole essere identificata.
pc 23 marzo - Torino, finalmente si fa chiaro - Corteo anti sfratti, "Con Appendino non è cambiato niente"


Il corteo, circa 200 persone, da piazza Carlo Felice a piazza Castello
Sfila in centro il corteo di lotta per la casa contro gli sfratti. La manifestazione, organizzata da Askatasuna, e dai comitati come Prendo Casa e Lucento-Vallette, è sostenuta anche da Rifondazione e da una delegazione del Moi. Il corteo, partito da piazza Carlo Felice si è diretto verso piazza Castello passando da Via XX settembre dove alcuni manifestanti con la maschera di Anonimous hanno attaccato manifesti contro le vetrate della banca Bnl e hanno chiuso l'ingresso con una striscia di cellophane su cui è stato scritto: "sopra la casa la banca campa sotto la banca la casa crepa". Qualcuno ha anche imbrattato il nuovo infopoint di piazza Carlo Felice con la scritta :" Come Rovinare Torino"
Nella città della crisi noi contiamo. Contro i padroni della città. Casa, reddito dignità", si legge sullo strisicione che apre il corteo che sfila. "A Torino ci sono 5mila appartamenti vuoti", dicono i manifestanti che protestano contro quelli che chiamano 'i padroni della città". "La sindaca Chiara Appendino non ha fatto niente, siamo tornati a giocare a guardie e ladri come la precedente amministrazione". L'intera manifestazione è stata seguita dalla polizia e dalla digos che ha controllato non ci fossero deviazioni dal percorso stabilito. Chiusi tutti gli accessi in piazza San Carlo.
pc 23 marzo - Senza limiti il razzismo borghese e piccolo borghese in Liguria
Class action contro 1363 migranti: danni arrecati al turismo
Imperia - La mappa dell’accoglienza prevede che a Imperia (seconda
provincia in Liguria, dopo Genova, per numero di profughi da ricevere ), ospiti
in totale 1363 migranti. Numeri usciti dall’ultima audizione della
commissione parlamentare d’inchiesta che tengono conto dalla ripartizione fatta
dal Viminale sulla stima di 200 mila arrivi complessivi nel 2017.
L’argomento tiene banco soprattutto nel Dianese. Una mozione della
maggioranza con cui si chiede al sindaco, nel caso si concretizzi l’accoglienza
di nuovi
pc 23 marzo - I legami tra la Juventus e la 'ndragheta' confermati - malavita e fascisti devono essere spazzati via dalle società e dagli stadi di ogni squadra
'Ndrangheta in curva, un'intercettazione di Agnelli: "Quelli hanno ucciso gente..."
Colpo di scena, riportato dall'Huffington Post, nelle indagini sui rapporti tra la Juve e capi ultrà legati ai clan: l'ipotesi degli investigatori è che il presidente sapesse dello spessore criminale di alcuni personaggi. La Commissione antimafia precisa: "Il problema riguarda anche altre società, le sentiremo"
Andrea Agnelli, presidente della Juve, incontrava i capi ultrà. E sembrava essere bene a conoscenza dello spessore criminale di alcuni di essi. Lo rivela un'intercettazione ancora secretata, e che gli stessi avvocati della società bianconerfa chiedono di de-secretare, diffusa dall'Huffington Post. In essa
pc 23 marzo - Dalla Tunisia all'India per la liberazione di Saibaba
Noi docenti e studenti
tunisini e attivisti nei movimenti sociali nel nostro paese,
denunciamo con forza l'illegittimità della recente condanna
all'ergastolo del prof. G. N. Saibaba dell'università di Nuova Delhi
e dello studente Hem Misra pronunciata da un tribunale dello stato
indiano del Marhastra lo scorso 7 Marzo.
I compagni hanno avuto
una condanna cosi grave in quanto sono accusati di avere dei legami
con il PCI(m) anche se non vi sono prove di cio' e inoltre un paese
che pretende di essere "la più grande democrazia al mondo"
non dovrebbe condannare i propri cittadini per reati d'opinione.
Infatti tutti
pc 23 marzo - La repressione in Sardegna
Vogliamo
parlare di repressione e di come prenderne le contromisure , ecco gli
appuntamenti in cui ne parleremo :
-
Sassari
martedi 28 marzo ore 18.30 Culletivu S’idea Libera via Casaggia 12
;
- Nuoro mercoledi 29 marzo ore 18.30 biblioteca S. Satta via Asproni 8 ;
- Cagliari giovedi 30 Marzo ore 18.30 biblioteca BAZ via San Giacomo 117 .
Interveranno :
- Paola Staccioli (centro documentazione lotta rosso 17 ) ;
- Italo Di Sabato (osservatorio sulla repressione) ;
A Nuoro e Cagliari prima del dibattito ci sarà un monologo dell’attore Carlo Valle sulla situazione carceraria del 41 bis .
Negli ultimi anni le manifestazioni di conflittualità sociale e politica sono oggetto di attacchi sempre più duri, in Italia come nel resto d’Europa. Ogni espressione radicale di conflitto
- Nuoro mercoledi 29 marzo ore 18.30 biblioteca S. Satta via Asproni 8 ;
- Cagliari giovedi 30 Marzo ore 18.30 biblioteca BAZ via San Giacomo 117 .
Interveranno :
- Paola Staccioli (centro documentazione lotta rosso 17 ) ;
- Italo Di Sabato (osservatorio sulla repressione) ;
A Nuoro e Cagliari prima del dibattito ci sarà un monologo dell’attore Carlo Valle sulla situazione carceraria del 41 bis .
Negli ultimi anni le manifestazioni di conflittualità sociale e politica sono oggetto di attacchi sempre più duri, in Italia come nel resto d’Europa. Ogni espressione radicale di conflitto
pc 23 marzo - marzo 1985 - marzo 2017 PEDRO VIVE - A Trieste 25 marzo
IL 9
MARZO DEL 1985 LO STATO BORGHESE UCCIDEVA A TRIESTE IL MILITANTE COMUNISTA
PIETRO GRECO “PEDRO”.
I
Il 9 marzo
del 1985 in via Giulia 39, a Trieste, il militante comunista Pietro “Pedro”
Greco
pc 23 marzo - MINNITI/GENTILONI/UE: ACCORDO CON LA LIBIA PER MANDARE I MIGRANTI NEI CAMPI DI CONCENTRAMENTO DELLE VIOLENZE, TORTURE, STUPRI
L'accordo siglato nei giorni scorsi nella riunione dei ministri
dell’Interno della rotta del Mediterraneo (Europa, Africa, con la
presenza della Svizzera) presieduta da Marco Minniti, costituisce un altro passo della politica dell'imperialismo italiano e dei paesi imperialisti dell'Europa di attacco verso i popoli dell'Africa e del Medio Oriente.
Per le migliaia di migranti, uomini, donne, bambini che subiscono la guerra e/o la rapina/miseria portata e provocata da questi stessi paesi imperialisti e che hanno l'unica "colpa" di voler vivere, ciò che accadrà sta anche nelle parole, di un'intervista al CdS del 22 marzo, dell'ammiraglio Enrico Credendino, comandante dell'operazione UE per bloccare i barconi dal nord Africa: "L'anno scorso ci sono stati 4-500 morti perchè i libici non sanno intervenire, ora stiamo insegnando a farlo. Quando li recuperano sappiamo dove li portano. Ma è sempre meglio mandarli nei campi, piuttosto che farli annegare".
Tutti sanno bene che in questi campi accadono le peggiori violenze, di cui il minimo sono le bastonate, la fame, il carcere, a cui si aggiungono le "normali" torture, come gli stupri verso donne e bambine; questi campi sono poi una sorta di pozzo nero da cui attingono i padroni locali e internazionali per avere braccia da supersfruttare.
L'imperialismo è orrore senza fine, e per i suoi interessi economici, politici non si ferma davanti a niente.
E sulla pelle e sulla vita dei migranti sta avvenendo una sorta di contrattazione: con la Libia che coglie l'occasione per avere molto di più e il governo italiano, il nero Minniti che taglia il "fondo per l'Africa" per dare più mezzi al governo libico di Serraj perchè blocchi con la forza i migranti e li rinchiuda nei campi in Libia.
Per controllare i flussi migratori e fermare le partenze il governo Serraj chiede infatti navi, elicotteri, fuoristrada, macchine, ambulanze, sale operative, apparecchiature. Per questo ha presentato un elenco delle forniture lungo e costoso da avere in 24 mesi. "In particolare sono state chieste 10 navi per la ricerca e il soccorso (alcune da oltre trenta metri) e 10 motovedette che devono essere utilizzate per i controlli sotto costa in modo da impedire alle “carrette” dei trafficanti di salpare. E poi quattro elicotteri, 24 gommoni, 10 ambulanze, 30 jeep, 15 automobili, 30 telefoni satellitari Turaya oltre a mute da sub, bombole per l’ossigeno, binocoli diurni e notturni... Uno dei punti fondamentali dell’intesa riguarda la creazione di una sala operativa uguale a quelle che si trovano in tutti gli Stati dell’Unione e consentono di tenere sotto controllo costantemente il tratto di Mediterraneo che separa la Libia dall’Europa, dunque dall’Italia". (dal CdS)
L’accordo bilaterale prevede, inoltre, «l’addestramento, l’equipaggiamento dei poliziotti libici ed il sostegno alla guardia costiera libica». da parte delle Forze dell'ordine italiane
Mentre è già avviato un altro "negoziato per la creazione di campi di accoglienza per i profughi in alcuni Paesi africani in modo da alleggerire la pressione proprio sulla Libia" (idem).
Occorre sempre più comprendere che la lotta dei rivoluzionari, degli antimperialisti, antirazzisti in solidarietà e a sostegno dei migranti e delle loro proteste e lotte, non è solo una lotta di solidarietà ma è parte oggi centrale della lotta contro l'imperialismo, contro il nostro imperialismo, perchè la questione dei migranti è il cuore della contraddizione strategica, oggi centrale, tra imperialismo e popoli oppressi.
Questo richiede una pratica conseguente di unità tra proletariato e masse popolari del nostro paese e immigrati e masse popolari dei paesi oppressi dall'imperialismo, per rovesciare questo sistema barbaro di guerra, miseria e oppressione.
Per le migliaia di migranti, uomini, donne, bambini che subiscono la guerra e/o la rapina/miseria portata e provocata da questi stessi paesi imperialisti e che hanno l'unica "colpa" di voler vivere, ciò che accadrà sta anche nelle parole, di un'intervista al CdS del 22 marzo, dell'ammiraglio Enrico Credendino, comandante dell'operazione UE per bloccare i barconi dal nord Africa: "L'anno scorso ci sono stati 4-500 morti perchè i libici non sanno intervenire, ora stiamo insegnando a farlo. Quando li recuperano sappiamo dove li portano. Ma è sempre meglio mandarli nei campi, piuttosto che farli annegare".
Tutti sanno bene che in questi campi accadono le peggiori violenze, di cui il minimo sono le bastonate, la fame, il carcere, a cui si aggiungono le "normali" torture, come gli stupri verso donne e bambine; questi campi sono poi una sorta di pozzo nero da cui attingono i padroni locali e internazionali per avere braccia da supersfruttare.
L'imperialismo è orrore senza fine, e per i suoi interessi economici, politici non si ferma davanti a niente.
E sulla pelle e sulla vita dei migranti sta avvenendo una sorta di contrattazione: con la Libia che coglie l'occasione per avere molto di più e il governo italiano, il nero Minniti che taglia il "fondo per l'Africa" per dare più mezzi al governo libico di Serraj perchè blocchi con la forza i migranti e li rinchiuda nei campi in Libia.
Per controllare i flussi migratori e fermare le partenze il governo Serraj chiede infatti navi, elicotteri, fuoristrada, macchine, ambulanze, sale operative, apparecchiature. Per questo ha presentato un elenco delle forniture lungo e costoso da avere in 24 mesi. "In particolare sono state chieste 10 navi per la ricerca e il soccorso (alcune da oltre trenta metri) e 10 motovedette che devono essere utilizzate per i controlli sotto costa in modo da impedire alle “carrette” dei trafficanti di salpare. E poi quattro elicotteri, 24 gommoni, 10 ambulanze, 30 jeep, 15 automobili, 30 telefoni satellitari Turaya oltre a mute da sub, bombole per l’ossigeno, binocoli diurni e notturni... Uno dei punti fondamentali dell’intesa riguarda la creazione di una sala operativa uguale a quelle che si trovano in tutti gli Stati dell’Unione e consentono di tenere sotto controllo costantemente il tratto di Mediterraneo che separa la Libia dall’Europa, dunque dall’Italia". (dal CdS)
L’accordo bilaterale prevede, inoltre, «l’addestramento, l’equipaggiamento dei poliziotti libici ed il sostegno alla guardia costiera libica». da parte delle Forze dell'ordine italiane
Mentre è già avviato un altro "negoziato per la creazione di campi di accoglienza per i profughi in alcuni Paesi africani in modo da alleggerire la pressione proprio sulla Libia" (idem).
Occorre sempre più comprendere che la lotta dei rivoluzionari, degli antimperialisti, antirazzisti in solidarietà e a sostegno dei migranti e delle loro proteste e lotte, non è solo una lotta di solidarietà ma è parte oggi centrale della lotta contro l'imperialismo, contro il nostro imperialismo, perchè la questione dei migranti è il cuore della contraddizione strategica, oggi centrale, tra imperialismo e popoli oppressi.
Questo richiede una pratica conseguente di unità tra proletariato e masse popolari del nostro paese e immigrati e masse popolari dei paesi oppressi dall'imperialismo, per rovesciare questo sistema barbaro di guerra, miseria e oppressione.
pc 22 marzo - BUONA ASSEMBLEA INTERNAZIONALE A PARIGI PER GEORGE IBRAHIM ABDALLAH - Da Soccorso Rosso Proletario Italia
L'assemblea tenutasi il 18 marzo a Parigi ha avuto una buona partecipazione nazionale e internazionale, ed è
stata complessivamente bene organizzata e ben diretta. Si è tenuta
nella libreria “Resistance”, nata da 10 anni e gestita da una
associazione pro Palestina, una libreria importante che ha grandi
spazi e sistemazione particolarmente adatta per assemblee e meeting
di questo tipo.
Del Comitato organizzatore dell'assemblea generale sono parte i compagni del PCm Francia; il loro riconoscimento è aumentato anche per affetto della lotta tra le due linee che vi è stata nel Comitato che ha portato alla fuoriuscita delle componenti ostili a questi compagni e alla nostra tendenza in generale.
L'assemblea
ha approvato un testo che raccoglie tutte le proposte fatte nella
discussione (in attesa di pubblicazione) e ha deciso un piano di lavoro molto importante e
articolato, sia a livello
locale, nazionale che internazionale.
Il Soccorso rosso proletario Italia vi ha partecipato. E' stata una prima partecipazione ad un'assemblea di
questo tipo, mentre alla campagna generale aveva dato finora un
appoggio soprattutto informativo e di partecipazione alla manifestazione tenutasi a Milano.
L'assemblea
generale, seguita dal meeting pubblico molto partecipato del pomeriggio dimostra che questo Comitato e questo movimento internazionale è
davvero importante in Francia e raccoglie l'adesione di parti
significative del movimento pro Palestina e degli organismi operanti
nel mondo arabo, raggiungendo una presenza in diverse città della
Francia. Anche sul piano internazionale ha raggiunto e coinvolto la
maggiorparte delle organizzazioni di solidarietà coi prigionieri ed
è quindi in grado di estendersi anche a livello internazionale; è molto importante che questa campagna si sia diffusa anche direttamente in Libano, Palestina, Tunisia, ecc.
Del Comitato organizzatore dell'assemblea generale sono parte i compagni del PCm Francia; il loro riconoscimento è aumentato anche per affetto della lotta tra le due linee che vi è stata nel Comitato che ha portato alla fuoriuscita delle componenti ostili a questi compagni e alla nostra tendenza in generale.
La
direzione del Comitato è dell'organismo, Cri, che partecipa abbastanza stabilmente al Comitato India.
La presenza del Soccorso Rosso Proletario Italia si è svolta con un intervento che ha portato la
visione del nostro lavoro e raccontato gli impegni effettivi finora svolti e
soprattutto che da svolgere.
Tra questi, importante è l'intenzione di fare il 19 giugno una giornata di mobilitazione centrata principalmente su Milano per George Ibrahim Abdallah, come uno dei maggiori prigionieri politici nel mondo, insieme al prof. Saibaba, Pres. Gonzalo.
Questa
proposta non solo è stata recepita nel piano di lavoro generale dell'Assemblea, ma il Comitato ha deciso di fare questa iniziativa, anche in Francia.
Nell'assemblea vi è stato anche l'intervento del Comitato di sostegno alla guerra popolare in India che portato l'habitat generale intorno a cui far
avanzare la conoscenza per la campagna India.
Il Comitato India ha sottolineato in particolare tre
punti su di essa:
- la
vicenda Abdallah è una delle manifestazioni della contraddizione
principale tra imperialismo e popoli oppressi;
- è
una manifestazione dello scontro tra rivoluzione e controrivoluzione,
per queste ragioni è una battaglia che bisogna vincere e la cui
vittoria aiuta l'affermarsi della contraddizione principale dal lato
dei popoli e della rivoluzione dal lato della tendenza. Se si colgono
questi due aspetti si può riconoscere e cogliere
l'importanza della guerra popolare in India e della necessità del suo sostegno;
- la
terza questione è propria la questione dei prigionieri politici; in India vi sono
10mila prigionieri politici, la più grande concentrazione al mondo di prigionieri politici, fondamentalmente legati alla guerra popolare maoista. La
persecuzione del prof. Saibaba, in parte simile a quella
di GI Abdallah, richiede una campagna simile a quella per GI Abdallah. Nello stesso tempo, la
repressione e gli arresti in India sono espressione della più grande
lotta armata, di liberazione che esiste attualmente al mondo, in un
paese che è il 2° più grande paese del mondo.
Il meeting pubblico del pomeriggio e ha dimostrato il forte
intreccio tra la battaglia per la liberazione di GI Abdallah, il movimento
complessivo della Palestina e il movimento degli immigrati in
lotta contro violenze poliziesche e razzismo.
****
L'appello
che ha convocato l'assemblea scriveva: “Forte del successo
nazionale e internazionale della campagna unitaria per la liberazione
di George Ibrahim Abdallah facciamo appello a moltiplicare, unire e
coordinare le nostre forze, per fare del 2017 un anno decisivo di
lotta per la liberazione del nostro compagno. Facciamo appello a
tutti coloro che sono al fianco dei popoli in lotta, a fianco della
resistenza palestinese, che combattono il capitalismo,
l'imperialismo, il sionismo, il colonialismo e gli Stati reazionari
arabi, a formare un fronte unitario d'azione per la liberazione di
George I.A. Ricordiamoc he questo prigioniero politico è incarcerato
dal 1984 per complicità in atti di resistenza all'invasione sionista
del suo paese, il Libano e mantenuto in prigione su ingiunzione del
governo Usa, malgrado due librerazioni pronunciate dal Tribunale di
appliaczione delle pene. Ricordiamo che questo militante comunista
rivoluzionario in tutto il periodo della sua carcerazione non ha mai
rinnegato il suo impegno politico antimperialista e che conferma
ancora oggi la sua indoimabile volontà e attaccamento alla giusta
causa dei popoli oppressi di Palestina, Libano e ovunque nel mondo.
La lotta per la sua liberazione si inscrive, dunque, pienamente nella
lotta più larga per la difesa di tutti i prigionieri politici
rivoluzionari nel mondo”.
In un
depliand di Solidaritè per George si riporta una sua dichiarazione
in cui dice: “In tempi di crisi, tempi di grande lotta, la
borghesia imperialista non cessa di rafforzare sempre più il suo
arsenale repressivo, decretando nuove leggi sempre più assurde,
colpendo le nuove categorie di strati popolari... la barbarie del
capitale, le sue guerre devastatrici nelle periferie del sistema e la
miseria che essa genera ormai dapertutto non possono che suscitare la
mobilitazione e la combattività delle masse popolari e attizzare
sempre più rivolte e proteste su scala planetaria... Resistere e
sempre resistere finbo al cambiamento dei rapporti di forza”.
La
battaglia per la libertà di GIA è legata al sostegno a tutti i
progionieri palestinesi “Dal '67 circa 700mila palestinesi sono
passati nelle galere sioniste, cioè circa il 20% della popolazione.
Dal 2002 l'esercito di occupazione israeliana ha arrestato,
interrogato e detenuto 7mila ragazzi palestinesi tra i 12 e i 17
anni... Nell'aprile 2013 203 ragazzi palestinesi di cui 44 meno di 16
anni si trovano nei centri di detenzione militare degli israeliani.
Tra i prigionieri vi sono poi numnerosi membri del Consiglio
legislativo palestinese, tra cui Ahmad Sa'adt, segretario generale
del FPLP...”.
Soccorso Rosso Proletario - Italia
18.3.17
18.3.17
pc 23 marzo - CHI NON HA MEMORIA NON HA FUTURO: 23 marzo 1950 San Severo (FG) una pagina di Rivolta di Popolo
Il 23 marzo 1950 i lavoratori di San Severo, all'indomani di uno sciopero generale, insorsero contro le forze di polizia, innalzando barricate e assaltando le armerie e la sede del MSI. Gli scontri causarono un morto e circa quaranta feriti tra civili e militari, e l'esercito occupò coi carri armati le principali vie della città. Nei giorni seguenti, coll'accusa di insurrezione armata contro i poteri dello Stato, furono arrestate centoottantaquattro persone, assolte e rilasciate dopo il processo, un anno dopo.
Il ventitré di marzo
Successe ‘n’arruina pe’ ddu belle San Sevjire
Nnand’a la Cammera del lavoro
Vulevene eccide a li lavoratour’
U commessarie Fratelle
Ne pers’ li cerevelle andù ‘rriga’ li femenelle
Avevane deic’ come diceve jsse
Pe’ ‘rrista’ li comunist’
Alleghete è jut’a Rouma
Purtete i connutete de li povere carcirete
Ha pigghiete la parola
Cacciete four’ li lavoratour’
Ha pigghiete la parola
L’aveite misse jind’ pe’ pane e lavour’ .
Il 23 marzo che giorno di coraggio,
uomini e donne siamo stati coraggiosi.
Alle 10 eravamo in sezione
e gli scelbini salivano dal balcone,
col mitra ci hanno fatto alzare le mani,
di parole siamo stati insultati.
Alle 10 il maresciallo e i suoi uomini
ci hanno aggrediti, ma non siamo spaventati,
perché loro lo sanno, siamo coraggiosi.
Ma la lotta continuerà e bandiera rossa trionferà.
Con autoblindo e carrarmati ci hanno trasportati
e alle carceri di Lucera ci hanno portati.
Siamo stati consegnati al presidente.
Noi tutti coraggiosi siamo stati spontanei:
signor presidente, siamo innocenti,
sono stati i fascisti a infamarci.
Ma la lotta continuerà e bandiera rossa trionferà.
uomini e donne siamo stati coraggiosi.
Alle 10 eravamo in sezione
e gli scelbini salivano dal balcone,
col mitra ci hanno fatto alzare le mani,
di parole siamo stati insultati.
Alle 10 il maresciallo e i suoi uomini
ci hanno aggrediti, ma non siamo spaventati,
perché loro lo sanno, siamo coraggiosi.
Ma la lotta continuerà e bandiera rossa trionferà.
Con autoblindo e carrarmati ci hanno trasportati
e alle carceri di Lucera ci hanno portati.
Siamo stati consegnati al presidente.
Noi tutti coraggiosi siamo stati spontanei:
signor presidente, siamo innocenti,
sono stati i fascisti a infamarci.
Ma la lotta continuerà e bandiera rossa trionferà.
Oggi, 23 marzo 1950, la
sanguinosa rivolta popolare di S. Severo fermata coi carri armati
S. Severo, 23/03/1950. Alcune donne arrestate vengono
tradotte al carcere di Lucera.
Oggi, 23 Marzo del 1950, manifestazione del Pci-Cgil a
San Severo. La sommossa che ne deriva viene repressa ricorrendo ai carri
armati. Drammatico il bilancio: muore l'operaio Michele Di Nunzio e in 40
restano feriti*.
Italia, 1950. L’eco degli eccidi di
lavoratori a Melissa, Montescaglioso, Modena e, per la Puglia, San Ferdinando,
Torremaggiore, rimbalza nelle città e nelle campagne scatenando la rabbia di
chi vive già afflitto da problemi esistenziali e dalla dura realtà quotidiana.
Il 23 marzo 1950 anche San Severo, in Puglia, vive un capitolo di questo
pc 23 marzo - Tentato omicidio a sfondo razziale, ferito richiedente asilo a Rimini. E' frutto delle politiche razziste/imperialiste di questo governo
Nigeriano 25enne aggredito ieri sera da 39enne
arrestato da Ps
E' un nigeriano di 25 anni richiedente asilo, il
giovane aggredito ieri sera intorno alle 19 in una traversa di via Trieste a
Rimini davanti ad un supermercato. Ha fratture multiple, la milza spappolata e
varie emorragie interne, ma ha superato la notte ed ora è stabile ricoverato in
terapia intensiva dell'ospedale Infermi. Poco dopo il fatto, l'aggressore - un
39enne nato a Roma ma residente a Rimini - è stato arrestato dagli uomini delle
Volanti della Questura per tentato omicidio aggravato da futili motivi e da
motivi razziali, così come disposto dal sostituto procuratore, Davide Ercolani.
Il 39enne, che ha diversi precedenti, ha prima preso a pugni e calci il
nigeriano poi con un coltello lo ha colpito all'addome. Quando il ferito ha
tentato di fuggire, l'italiano è salito in auto, lo ha inseguito e quindi
investito lasciandolo a terra insanguinato. Il giovane nigeriano è arrivato in
Italia, sbarcando in Sicilia, a settembre scorso, poi è stato smistato
attraverso il progetto Hub (Human Ecosystems) di Bologna ed assegnato a Rimini.
E' di religione cristiana e ha presentato istanza per l'asilo politico. Dopo
l'accaduto - ora che lotta tra la vita e la morte - il questore di Rimini,
Maurizio Improta, sta valutando il rilascio di un permesso di soggiorno per motivi
umanitari. Sperando che le condizioni del giovane migliorino, il provvedimento
di iniziativa del questore potrebbe accelerare le pratiche sull'asilo politico.
Copyright ANSA
pc 23 marzo - INDIA: l’esercito usa armi modernissime contro il popolo in lotta… L’esercito maoista risponde
L’India è uno dei paesi più poveri al mondo, ma i cui
governi spendono di più per l’ammodernamento militare (circa 50 miliardi di
dollari nel 2015), soprattutto per la guerra contro “la più grande minaccia
interna”, come si espresse l’ex primo ministro Manmohan Singh riferendosi alla
guerra popolare diretta dai maoisti, ma anche per l’occupazione militare del
Kasmir ecc.; spende così tanto che i mass media parlano, anche per questo
paese, di nuova corsa agli armamenti. E negli scontri con l’EGPL dei maoisti
questo viene a galla come raccontato dall’articolo che riportiamo sotto.
***
Una settimana dopo lo
scontro di Sukma, i maoisti rilasciano le fotografie di armi moderne in
possesso della CRPF (Central Reserve Police Force – Forze Centrali di Riserva
di Polizia)
Una settimana dopo lo scontro di Sukma, in cui sono stati
uccis 12 militari della CRPF, il partito maoista ha rilasciato un comunicato
stampa che riporta l'immagine di armi moderne che erano in
pc 23 marzo - 23/3/1944 Ora e Sempre Via RASELLA
Da Via Rasella alle Fosse
Ardeatine, il racconto di Rosario Bentivegna
Qualche anno fa la trasmissione Rai TV Mixer, di
Giovanni Minoli, mandò in onda un’intervista a Rosario Bentivegna, il
partigiano dei GAP, oggi scomparso, che il 23 marzo 1944 collocò la bomba in
via Rasella. L’esplosione dell’ordigno provocò la morte di trentatré soldati
del reggimento “Bozen” appartenente alla Ordnungspolizei dell’esercito tedesco,
reclutato in Alto Adige. La rappresaglia dei tedeschi fu terribile e immediata.
Dopo 24 ore dall’attentato, presso le Fosse ardeatine vennero trucidati 335 tra
civili e militari italiani. Di seguito pubblichiamo l’adattamento ed
elaborazione dell’intervista originale realizzata dal regista Enzo Cicchino nel
corso della sua inchiesta sull’azione partigiana di Via Rasella e pubblicata
sul sito www.instoria.it.
D.: Mi fa
una cronaca dettagliata del preambolo dell’azione di Via Rasella?
R.: Beh, Via Rasella fu organizzata dal Comando
Centrale dei G.A.P., che dipendevano direttamente da Giorgio Amendola, il quale
partecipò all’elaborazione del piano insieme a Carlo Salinari e a Calamandrei,
Franco Calamandrei, Manrio Fiorentini ed io. Avevamo studiato le cose in modo
che
pc 23 marzo - FORMAZIONE OPERAIA - GLI OPERAI DIVENTANO "FILOSOFI" - 2° parte dal Libro "Dalla Cina dopo la rivoluzione culturale"
Pubblichiamo la seconda parte dello tratto dal libro di Maria Antonietta Macciocchi: "DALLA CINA dopo la rivoluzione culturale", che negli anni della Rivoluzione culturale proletaria in Cina fece un lungo viaggio, visitando le fabbriche cinesi e parlando con gli operai.
Gli operai in Cina durante la Rivoluzione culturale proletaria per affermare la parola d'ordine "La classe operaia deve dirigere tutto", dovettero fare una dura lotta contro i vecchi sfruttatori e la nuova borghesia rossa; per questo dovettero impugnare la teoria rivoluzionaria, dando anche in questo campo che fino ad allora si credeva monopolio degli intellettuali l'assalto al cielo.
Ma la filosofia degli operai non resta nel cielo delle idee ma si trasforma in forza pratica.
Anche oggi gli operai avanzati, senza teoria rivoluzionaria, sono disarmati di fronte alla borghesia, ai suoi intellettuali. Per questo, perchè gli operai abbiano autonomia di pensiero, di valutazione, di decisione, di lotta, devono far propria la teoria del proletariato.
(Questo è lo scopo della Formazione Operaia)
Verso le ciminiere di Tientsin
La
fabbrica di orologi che visitiamo ha piú di mille operai e
impiegati, divisi in otto reparti, di cui due sono reparti di
riparazione delle macchine utensili, e sei fabbricano gli orologi.
Cominciamo dalla visita ai reparti, dove le ragazze del montaggio
orologi ci mostrano una macchina fabbricata dagli operai, dopo che il
culto della tecnica straniera è stato eliminato. Comunque quasi
tutte le attrezzature e le macchine utensili della fabbrica sono
ancora straniere. Ma gli operai vi hanno apportato ben piú di
novanta innovazioni, cosí da aumentarne il rendimento.
un
piccolo treppiedi, giusto davanti alla sua lente d'in-
Il
responsabile del Comitato rivoluzionario ci spiega la breve ma
intensa vita della fabbrica, che si chiamava nel 1958 “1°
maggio"... “proprio mentre la nostra fabbrica si sviluppava,
il Kruscev cinese, Liu Shao-chi, fece arrivare gli specialisti
sovietici. In un primo tempo ne eravamo contenti, ma poi questi
dissero che tutto era da rifare, e che bisognava acquistare le
attrezzature Kirov, vale a dire le loro, per fabbricare buoni
orologi. Ma gli orologi che facemmo con le macchine Kirov erano
grossi come palloni. La qualità era cosí inferiore che la gente
diceva: 'Sei cattivo come un orologio 1º maggio'. Oppure li
chiamavano 'orologi applauso': si battevano le mani, e quelli non
funzionavano piú. Le lettere di protesta fioccavano. Noi possedevamo
una macchina, continua il responsabile del Comitato rivoluzionario,
ma i tecnici ci dissero che occorreva averne una con una ruota di
legno speciale per fabbricare i bilancieri. Ma questo legno, dopo
molte ricerche, scoprimmo che esisteva solo nel Sinkiang, una piccola
pianta, con poche foglie. O dovevamo aspettare cento anni perché gli
alberi crescessero oppure, come dicevano gli specialisti russi,
potevamo importare questo legno dall'URSS.
Liu
Shao-chi accettava le proposte dell'URSS come ordini dell'imperatore,
e chi vi si opponeva era criticato nell'assemblea degli operai, e
talora punito.
Abbiamo
fatto grandi sforzi. Eliminato il sistema Kirov, e con esso il culto
verso le macchine straniere, abbiamo riorganizzato daccapo il lavoro,
secondo le nostre esigenze. Tecnici qualificati e operai hanno
lavorato a fianco a fianco per rivoluzionarizzare i progetti. E cosí
abbiamo prodotto l'orologio 'Vento dell'est', con una carica di 48
ore, mentre prima essa era di 30, e sottile come una sfoglia,
rispetto all'orologio '1° maggio'. Ma l'importante è che abbiamo
progettato noi stessi gli orologi. E che si sono cominciate a
rinnovare le macchine, oltre che ad inventarle.
“Che
facevate prima di essere responsabile del Comitato rivoluzionario?
chiedo al giovane di trent'anni, che riveste le funzioni di
direttore, e che fino ad ora ci ha parlato. “Stavo, risponde con
timidezza, “nell'ufficio del direttore...". Gli altri
ridacchiano attorno a lui, e si capisce che forse aveva funzioni
molto modeste, un passacarte insomma. "E il direttore dov'è?"
"E'
qui; è entrato ora nella triplice unione dopo la critica. È
diventato un quadro rivoluzionario, e i quadri rivoluzionari hanno
grande esperienza nella gestione della fabbrica, noi dobbiamo contare
su di loro. Abbiamo adesso un buon rapporto fra tecnici e operai, non
c'è piú una rigida spartizione tra di noi, anche se nella fabbrica
vi sono divisioni di compiti. L'atmosfera è di franca cooperazione.
Esiste,
anche tra gli operai, un diverso livello politico e tecnico, ma le
loro relazioni sono quelle tra
compagni.
L'importante è come si lega con la massa operaia e come se ne
potenziano le energie, per quel che riguarda i quadri dirigenti.
La
filosofia tiene cattedra in fabbrica
“La
filosofia marxista reputa che l'essenziale non è di comprendere le
leggi del mondo oggettivo per poterlo spiegare, ma di utilizzare la
conoscenza di queste leggi per trasformare attivamente il mondo. Dal
punto di vista marxista la teoria è importante e la sua importanza
si esprime pienamente nella
pc 23 marzo - Campagna internazionale per la difesa della vita e la salute del Presidente Gonzalo
Proletari di tutto il mondo, unitevi!
Campagna internazionale per la difesa della vita e la salute del Presidente Gonzalo
A fronte dei gravissimi fatti resi pubblici a fine febbraio sulla salute e la vita del
Presidente Gonzalo, il più grande Marxista-Leninista-Maoista vivente in terra e raccogliendo l'appello lanciato dal PCP
chiamiamo il movimento comunista internazionale, tutte le
organizzazioni rivoluzionarie, democratiche e le masse popolari di
tutto il mondo a dare
forte impulso alla Campagna Internazionale a Difesa della Vita e d la Salute
del Presidente Gonzalo, promuovendo iniziative di piazza e pubbliche
presso rappresentanze diplomatiche e commerciali del vecchio Stato
peruviano, con dichiarazioni pubbliche, scritte, striscioni, con la
parola d'ordine “Difendere la vita e la salute del Presidente Gonzalo e
il pensiero Gonzalo!”, in forma coordinata in tutti i continenti e
culminando la questa parte della campagna il 23 marzo 2017, con una
giornata internazionale cdi azione.
ONORE
E GLORIA ALL' EROICO POPOLO PERUVIANO!
DIFENDERE
LA VITA DEL PRESIDENTE GONZALO E IL PODEROSO PENSIERO GONZALO!
Partido
Comunista do Brasil (Fração Vermelha) – PCB (FV)
Marzo 2017
Aderisce:
Comitato Internazionale di Sostegno alla Guerra Popolare in India - Sezione Italiana
Comitato Internazionale di Sostegno alla Guerra Popolare in India - Sezione Italiana
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