giovedì 7 ottobre 2021

Editoriale - Elezioni, situazione politica, compiti e azione dei comunisti

Il risultato principale di queste elezioni è il massiccio e inequivocabile astensionismo di massa che ha raggiunto oltre il 50% in tutte le grandi città in cui si è votato. I dati indicano che sono state le periferie, in cui già da tempo vi era un forte astensionismo, che in questa occasione hanno ulteriormente incrementato la loro non partecipazione al voto. Si tratta, quindi, fondamentalmente delle masse proletarie. E' un dato obiettivamente positivo perchè significa che è caduto completamente l'inganno populista del M5S e che questo non è stato recuperato dall'asse fascio-razzista-populista Salvini/Meloni.
Questo dato per noi comunisti, però, non è sufficiente ne ci fa gridare vittoria, perchè resta chiaro che la non partecipazione o il rifiuto del voto non va oltre un dato statistico, perchè nessun altro dato - questo non virtuale, non elettorale - ci permette di parlare di periferie in rivolta, riorganizzazione proletaria e popolare delle lotte sui bisogni, dentro la crisi e la pandemia che ha peggiorato le condizioni di vita e di lavoro, ha abbassato ulteriormente salari e redditi, ha esteso la mancanza di servizi sociali, e chiaramente ha mantenuto l'emergenza sanità e scuola. 
Per i comunisti dimostra soltanto che quello che ci serve è la lotta non il voto e che questo deve rimanere l'asse centrale del lavoro di massa. 

Si sbaglierebbe però a concentrare tutta l'attenzione su questo.

La questione politica, della rappresentanza politica è il problema principale nei settori operai e proletari che pure lottano, sia pure in una situazione a macchia di leopardo che vede lotte significative nella logistica, in alcune fabbriche - con il particolare della lotta della Gkn -, in alcuni settori dei lavoratori precari, a cui vanno aggiunti i fermenti nelle scuole e nelle realtà territoriali ben delimitate, dai Disoccupati di Napoli, al Movimento No Tav, ecc. 

Qui le lotte vanno intensificate ed estese, resistendo alla repressione e alle manovre e linee riformiste che le influenzano, ma siamo ben lontani dall'emergere di realtà d'avanguardia che si diano un'effettiva prospettiva politica che, al di là delle fumisterie, si chiama: ricostruzione del Partito della classe, fronte unito proletario e popolare, forza militante per fronteggiare la repressione e per trasformare il conflitto sociale in guerra di classe, scontro con lo Stato borghese, costruzione dell'alternativa di potere al potere della borghesia. 

Per proletari comunisti questo è il problema. Le forze che si presentano alle elezioni nel campo della sinistra, fuori dal Pd, non sono la soluzione ma parte del problema, sono energie sprecate e non recuperate alla lotta rivoluzionaria. 

Chiaramente nel campo lasciato libero dai proletari con la grande voce afona dell'astensionismo i partiti della borghesia ci sguazzano e marciano come un carro armato per realizzare i piani dei padroni.

Il fronte unico dei padroni, compattato intorno a Draghi, appare poco sensibile alle convulsioni dei partiti della maggioranza governativa; questo spinge Draghi a non tenerne conto e ad incassare a suo favore il risultato elettorale andando avanti lungo il piano di governo.

Prende peso, anche questo fuori dalla contesa elettorale, il 'Patto per l'Italia' di padroni/governo/sindacati, così come il ruolo militarista e imperialista che l'Italia si trova e vuole svolgere nella contesa mondiale interimperialista, sempre più caratterizzata dell'acutizzazione di contraddizioni e da venti di guerra, vedi in particolare nel pacifico.

Il risultato elettorale premia il PD come forza di governo e pretoriana del governo Draghi, ma nello stesso tempo vede l'ulteriore disfacimento del M5S, la cui rappresentanza parlamentare e peso nel governo non corrisponde più alla geografia elettorale del paese. 
L'altro polo della coalizione di Draghi e dell'arco parlamentare appare in crisi, contraddizione, anche se non è vero che sia stato ridimensionato nei numeri, al calo delle Lega corrisponde la crescita di Fratelli d'Italia e la palude centrista del centro destra e del centro sinistra costituisce comunque un'area politica determinante per qualsiasi maggioranza di governo. 
Dal punto di vista dei proletari e delle masse popolari, quindi, nulla di nuovo sotto il sole. 

Al fronte unico dei padroni bisogna contrapporre il fronte unico di classe.
Lo sciopero generale nazionale dell'11 ottobre è sicuramente parte di questa battaglia, in questo senso è importante. Estendere la partecipazione allo sciopero, costruire l'unità sindacale di classe, unire alla lotta proletaria di fabbrica, logistica, tutte le lotte dei lavoratori e lavoratrici, unire lavoratori e studenti, attrarre a questa lotta i settori della società e dei movimenti di lotta che siano fuori e contro partito parlamentari e sindacati confederali. 

Non siamo fuori dal "lungo inverno", ne appare ancora all'orizzonte un nuovo "autunno caldo"; ma questa resta la parola d'ordine importante di noi comunisti, la linea di azione e di condotta, il piano e il programma in questo mesi.  

Verso lo sciopero generale - DALLE FABBRICHE: DALL'11 OTTOBRE UN PERCORSO DI UNITA' DI LOTTA

 DAGLI OPERAI DELLA GKN -FIRENZE
"Parteciperemo allo sciopero generale del sindacalismo di base dell’11 ottobre. Questa del resto per noi non è una novità. I lavoratori Gkn hanno sempre aderito a scioperi, anche quando non convocati dalle proprie organizzazioni sindacali di appartenenza. Attraverseremo quella piazza mantenendo le nostre critiche verso le modalità con cui si è giunti a questo sciopero, ma convinti altrettanto che sia un generoso tentativo di risvegliare la mobilitazione nel paese. L’11 ottobre ha senso non come una tappa in sé, ma come parte di un percorso verso uno sciopero generale e generalizzato nel paese". (dal documento del 5.10.21)

 DAI LAVORATORI E DELEGATI DELLA PIAGGIO




 DAGLI OPERAI E OPERAIE DELLA 
TESSITURA ALBINI (Mottola/TA)
Dal gruppo di operai e operaie che si stanno riorganizzando in alternativa ai sindacati confederali, in rapporto con lo Slai cobas sc, partecipazione allo sciopero e al corteo a Taranto, portando la forte denuncia contro i licenziamenti di 118 operai, la delocalizzazione della Multinazionale. 


 DAGLI OPERAI EX ILVA/ACCIAIERIE D'ITALIA Taranto

Ieri volantinaggio, comizi alle portinerie A e D dell'ex Ilva, con la presenza insieme dello Slai cobas, degli studenti del Fronte della gioventù comunista e di lavoratori della "Casa occupata" di città vecchia.

Molte discussioni con gruppi di operai che hanno manifestato interesse verso lo sciopero generale dell'11 ottobre e la manifestazione, convenendo di come sia necessaria una ripresa della lotta, e denunciando che la linea dei sindacati confederali di Tavoli inconcludenti a Roma non sta portando a nulla, mentre in fabbrica la situazione peggiora: tanti in cassintegrazione, mentre chi sta in fabbrica lavora di più e deve fare straordinari; discriminazioni su chi viene messo in cassa e chi no; sempre meno manutenzione, e quindi più rischi di incidenti, infortuni, anche perchè buona parte di chi viene messo in cig è addetto alla manutenzione; sempre più Acciaierie d'Italia sostituisce propri lavoratori con lavoratori dell'appalto per tagliare i costi; clima di oppressione, di paura soprattutto tra i giovani, per una repressione, licenziamenti punitivi; nello stesso tempo, sindacati inesistenti tra gli operai.

L'intervento ha portato fiducia, coraggio nella lotta, nella possibilità di "cambiare le carte in tavola" e che gli operai possono pesare - portando l'informazione sulle realtà di fabbrica - in primis la Gkn di Firenze - che dimostrano che pur nelle difficoltà è possibile lottare, unirsi e pesare.      

Lotta di classe - UN RECENTE TESTO DEI LAVORATORI GKN - Informazione


Collettivo Di Fabbrica - Lavoratori Gkn Firenze

Un testo lungo e necessario, approvato dall'assemblea dei lavoratori per fare il punto della situazione

1. Articolo 28 dello Statuto dei Lavoratori, Contratto Nazionale, accordi interni: questi sono i testi che hanno permesso di annullare la procedura di licenziamento iniziata da Melrose-Gkn il 9 luglio.

Questi testi sono conquiste delle mobilitazioni passate. E senza l’assemblea permanente dei lavoratori, a sua volta, la vittoria dell’articolo 28 sarebbe servita a poco: l’azienda sarebbe con tutta probabilità già stata svuotata dei macchinari e ridotta a uno scheletro. Ma a sua volta l’articolo 28 ci ha dato solo tempo.

E questo tempo senza un intervento legislativo del Governo sarà sprecato. Noi non lo stiamo chiedendo o supplicando. Noi lo stiamo rivendicando. E la rivendicazione, senza mobilitazione, non è nulla. Si torna sempre lì: fuori dalla mobilitazione, non c’è salvezza.

2. Ai tavoli negoziali, a cui Melrose è stata obbligata dal Tribunale di Firenze, la proprietà si è presentata mantenendo l’azienda in liquidazione. Le motivazioni addotte per la chiusura dello stabilimento di Firenze sono aleatorie, generiche e contraddittorie. Abbiamo risposto e risponderemo in sede negoziale e non stiamo qua a riportare le nostre argomentazioni. Lo stabilimento viene chiuso sulla base di previsioni tendenziali che si realizzerebbero nel 2025. E involontariamente c’è stata la conferma che sarebbe in equilibrio nel 2022. La fretta di chiudere nasconde ragioni tutte dettate da meccanismi finanziari. Con tutta evidenza Melrose riaprirà la procedura di licenziamento appena possibile.

3. Si affacciano periodicamente le voci sull’eventuale presenza di un compratore. Invece di prestarsi a questi pettegolezzi da trattativa, i giornali raccontino come sono andate quasi tutte le precedenti

mercoledì 6 ottobre 2021

Politica proletaria - SULLA CONFERENZA "PRECOP26"

La conclusione della conferenza "PreCop26", si può dire che ancora più di altre volte, è stata un "bla, bla, bla"; «La discussione è stata estremamente costruttiva perché abbiamo avvertito l’urgenza, l’emergenza di agire prima"- ha detto Alok Sharma, presidente designato della Cop 26 - come se fosse stata scoperta ora questa "emergenza".

Le parole inutili sono aumentate proporzionalmente agli interventi di Greta e delle altre rappresentanti di Africa, Italia di "Friday for future", proporzionalmente agli incontri con Cingolani e Draghi e allo spazio dato da stampa e Tv. Le rassicurazioni e gli impegni (molto, molto futuri e astratti), fino alle parole provocatorie e stupide di Cingolani che "fuori onda" dice "ma in fondo diciamo le stesse cose... anzi, Greta è anche meno concreta...", hanno prodotto il nulla. 

E questo è ancora più osceno, perchè hanno usato le manifestazioni, gli incontri, ad usum mass media, per farsi clamore - «L’energia che è arrivata dai giovani ha galvanizzato il gruppo di ministri" - in una situazione in cui l'azione distruttiva del capitale e dell'imperialismo a livello mondiale e in ogni paese, è diventata tremenda.

Draghi è stato in questo show (l'incontro con Greta e le altre due rappresentanti di "Friday for future") il più  ipocrita - lui che qualche giorno prima era stato incoronato dai massimi rappresentanti del capitale, "il loro governo", "l'uomo della necessità" per difendere gli interessi, i profitti dei padroni.

Ma questo deve far cambiare le "carte in tavola" ai giovani, alle manifestazioni, alle iniziative di protesta.

Chi fa appello ai capi degli Stati, responsabili diretti del disastro ambientale, a smetterla, a passare dalle parole ai fatti (è stato presentato un documento, una «Dichiarazione per il futuro» che chiede il riconoscimento nel diritto internazionale del «diritto umano al clima», una carbon tax globale, il passaggio dalla fonti fossili alle fonti rinnovabili, aiuti ai Paesi poveri per la crisi climatica, una pianificazione industriale statale green) diventa, che lo voglia o no, che ne sia cosciente o no, parte del "gioco" del sistema del capitale; viene usato dal sistema del capitale per "dire di cambiare per non cambiare". 

Sindacato di classe - MANIFESTAZIONE A ROMA IL 9 OTTOBRE DELLE ASSOCIAZIONI VITTIME DEL PROFITTO

9 ottobre – in piazza a Roma

le associazioni delle vittime del profitto

MOZIONE

L’Assemblea nazionale dei lavoratori combattivi e il S.I. Cobas aderiscono alla manifestazione organizzata dal Comitato NOI, 9 OTTOBRE.

Nella Giornata Nazionale in Memoria delle vittime delle stragi industriali e ambientali (9 ottobre) le vittime del profitto scendono in piazza.

DAL VAJONT A VIAREGGIO, DALLA TORRE PILOTI AL PONTE MORANDI, DALLE STRAGI SUL LAVORO E DELL’AMIANTO ALLE TERRE DEI FUOCHI, DALLE LEGGI SU SICUREZZA E PREVENZIONE IGNORATE AI PROCESSI SENZA GIUSTIZIA E ALL’IMPUNITÀ PER I CRIMINI DELLE IMPRESE.

Con lo sblocco dei licenziamenti varato dal governo Draghi peggiorano le condizioni salariali e di vita di milioni di lavoratrici e lavoratori, proletarie e proletari. Più disoccupati, aumento della precarietà,

Verso lo sciopero generale - PALERMO: DARE VOCE ALLE LOTTE - UNIRE LE REALTA' NELLA CHIAREZZA

Ieri pomeriggio si è tenuta a Palermo, ai giardini della Zisa, la seconda assemblea in vista dello sciopero generale dell’11 ottobre, un’assemblea pubblica che mirava a dare voce alle lotte e/o alla denuncia  testimonianza sulla condizione di lavoro, non lavoro, precarietà…

L’intervento introduttivo di un delegato USB ha parlato della necessità di questa assemblea per la necessaria convergenza e solidarietà tra le lotte… se ogni sigla sindacale ha la sua lotta queste lotte però devono dialogare… l’obbiettivo è quindi quello dell’11, come un’occasione, un punto di inizio di un percorso che deve continuare

***

Tra gli interventi:

Una lavoratrice precaria dello Slai cobas sc ha parlato della lunga e resistente lotta degli assistenti igienico personale contro una pesante condizione di precarietà che si è aggravata via via, ma che in particolare si è acuita con l’emergenza pandemica in cui solo a Palermo circa 200 precari sono stati letteralmente buttati fuori dalle scuole dove si occupano degli studenti disabili, rimanendo senza lavoro e  senza ammortizzatori sociali a parte la misera cassa integrazione covid di pochissimi mesi. Un settore peraltro a maggioranza di donne che hanno subito doppiamente questa condizione con tutte le conseguenze anche nell’ambito familiare. Si è resistito e si è continuato a lottare sfidando anche divieti, restrizioni, si è continuato ad “assediare” i palazzi del potere contrastando da un lato anche la repressione, queste lavoratrici e questi lavoratori sono sotto processo, e dall’altro contrastando la becera ipocrisia della borghesia che in più occasioni si è presentata a questi precari con promesse di stampo elettorale e clientelare rimandate ogni volta al mittente. Una lotta difficile anche sul piano dei numeri in questa fase, ma tenace e determinata che ha portato però oggi a primi

martedì 5 ottobre 2021

Sindacato di classe - Verso lo sciopero generale - IL LAVORO NELLE FABBRICHE - BERGAMO

LO SCIOPERO GENERALE TRA LE OPERAIE E GLI OPERAI IN LOTTA, NELLE FABBRICHE IN RISTRUTTURAZIONE, MONTELLO E TENARIS DUE CASI ‘SCUOLA’

Alla Montello, i padrone con la complicità della Cgil sta preparando una nuova ristrutturazione da far pagare ancora alle donne, le più usurate dalle linee di selezione, quelle con l’anzianità più altra: progressiva automazione, aumento dei carichi, cig, esuberi incentivati.

Per lo Slai Cobas sc, nessuna operaia deve perdere il posto, Montello non ha mai chiuso nemmeno durante la pandemia, sulle linee ci sono le condizioni e la necessità per lavorare tutte 6 ore pagate 8, per difendere tutti i posti di lavoro, per la salute e la sicurezza delle operaie.


Tenaris Dalmine, la grande fabbrica siderurgica della bergamasca, che sta pagando il prezzo degli accordi sindacali, sulla flessibilità e quello dell’inverno 2020, in pieno blocco dei licenziamenti, per 180 esuberi in realtà arrivati ormai a 300, sostituiti parzialmente da apprendisti o precari.

Sugli impianti aumentano così i carichi individuali e il malcontento con punte di conflitto spontaneo nei vari reparti sono abbastanza diffusi.

È ancora forte il controllo confederale sulla fabbrica, che riesce a condizionare le proteste attraverso il monopolio della contrattazione o tenendole divise reparto per reparto, per farle rientrare. Esempio da manuale, l’accordo sindacale di pochi giorni fa in acciaieria, che ha chiuso il lungo ciclo di scioperi contro la diminuzione del numero degli operai nell’area del piano colata, con lo scambio organici/livelli. A parole la condivisione delle richieste, nei fatti un lavoro ai fianchi della protesta per aggregare la maggioranza necessaria alla votazione.


lunedì 4 ottobre 2021

Repressione e internazionalismo - Si estendono le adesioni alla manifestazione per la liberazione di Georges Abdallah

 info - contatti - aderioni dall'italia -srpitalia@gmail.com


campagne.unitaire.gabdallah@gmail.com

Premiers signataires : Campagne unitaire pour la libération de Georges Abdallah – Collectif pour la libération de Georges Ibrahim Abdallah (CLGIA) – ANC (Association Nationale des Communistes) - Le Parti des travailleurs de Turquie (DIP) – Le Collectif Rouge Internationaliste pour la défense des prisonniers révolutionnaires (Le CRI Rouge) - Les Amis de la Palestine contre l’impérialisme et le sionisme (Turquie) - Comité d’actions et de soutien aux luttes du peuple marocain – Comité de défense populaire de Tunisie – Comité pour le Respect des Libertés et des Droits de l’Homme en Tunisie – Secours Rouge International – Secours Rouge de Belgique – Secours Rouge arabe – L’Appel belge pour la libération de Georges Ibrahim Abdallah – Union syndicale solidaire – Collectif 65 pour la libération de Georges Abdallah – Réseau de solidarité des prisonniers palestiniens (Samidoun) – UL CGT Paris 18e – Collectif Palestine vaincra – L’Association Couserans-Palestine - Dimitri Konstantakopoulos, journaliste et écrivain, ancien membre du Secrétariat du Comité Central de SYRIZA (Grèce) – Comité international de soutien à la guerre populaire en Inde (Italie) - Proletari comunisti (Italie) - Soccorso rosso proletario (Italie) – Aline Pailler – L’AFPS 63 – Solidaire 31 – Ligue de la Jeunesse Révolutionnaire – A2C (Autonomie de classe) - Dominique Grange (Chanteuse engagée) - Tardi (Dessinateur) - Jean-Pierre Bastid et Emmanuelle de Bagnolet - Alima Boumediene Thiéry – Association Femmes Plurielles - Marie-France Pelletan (Ajaccio) - Helmuth Rudloff (Genève) - René Naba, journaliste- écrivain - Lise Bouzidi Vega, animatrice de radio et militante associative - Association Terre et Liberté pour Arauco - Ismaël Dupont, élu communiste à Morlaix et au département du Finistère, secrétaire du PCF Finistère - José Navarro - Annick Weiner, professeure émérite - Le Réseau international d'appui aux prisonnier.e.s politiques au Chili, (RIAPPECH) - la Plate-forme Charleroi-Palestine - Youssef Boussoumah (QG décolonial) et Houria Bouteldja (QG décolonial) - Comité poitevin Palestine – Front Uni de l’Immigration et des Quartiers Populaires (FUIQP) – L’Association des Résidents de Nanterre (ARENE) – Comité de solidarité tunisien pour la libération de Georges Abdallah – Union Juive Française pour la Paix (UJFP) – L’Union Prolétarienne M. L.(U.P.M.L.) – L’AFPS d’Albertville – L’AFPS Paris 14-6 - Commission Arabe des Droits Humains-Campagne libanaise pour la Libération de Georges Ibrahim Abdallah – Secours Rouge Montréal - Annie Fiore, auteure - Le Collectif Justice pour la Palestine - L'Orchestre Poétique d'Avant-guerre - O.P.A, le collectif Contre Les Abus Policiers - C.L.A.P33 et le collectif Jaunes Etc. - Collectif "Bassin minier" pour la libération de Georges Ibrahim Abdallah - Djelloul Khadir – Secours Rouge International Madrid - Association Per A Pace, Pour la Paix de Corse - Solidaires 09 - La Compagnie Jolie Môme - Le Collectif 69 de soutien au peuple palestinien - PRCF - Gabriel Casadesus (Collectif 65) - Corriente del Pueblo Sol Rojo (México) - Secrétariat international de la CNT-F - Corsica Palestina - Association des Travailleurs Maghrébins de France (ATMF) - La Fondation Frantz Fanon -P.I.R. - Ali El Baz, militant de l’immigration - Charles Hoareau - International Solidarity Movement (ISM-France) - Laurent DE WANGEN, militant antiraciste donc antisioniste – T.M. Labica, enseignant, université de Nanterre - Nordine Saidi, militant Décolonial membre de Bruxelles Panthères - Mouvement Citoyen Palestine - Bruxelles Panthères

Denuncia politica - DRAGHI E' IL GOVERNO MIGLIORE PER I PADRONI - LO DICONO I PADRONI...


Nell'assemblea della Confindustria del 23 settembre Bonomi conclude il suo intervento guardando a Mario Draghi: «Signor presidente, ci faccia realizzare i nostri bellissimi sogni».
 
I "sogni" di Bonomi, rappresentante dei padroni, sappiamo bene quali sono: riprendere e aumentare i profitti; ma i "sogni" dei padroni sono gli "incubi" degli operai, perchè si stanno realizzando sull'aumento dello sfruttamento e dell'attacco al salario, sui morti sul lavoro.

Draghi risponde subito: «La sfida per il Governo - e per tutto il sistema produttivo e le parti sociali - è fare in modo che questa ripresa sia duratura e sostenibile». «Le parole di Bonomi suggeriscono che si possa iniziare a pensare a un patto economico, produttivo, sociale del Paese, ci sono tantissime cose di cui discutiamo continuamente che possono essere materia di questo patto. La definisco una prospettiva economica condivisa. Bisogna mettersi seduti tutti insieme».
Poi l’esortazione alle imprese. «Oggi vi chiedo di fare di più. Vorrei che la pagina che state scrivendo oggi con il vostro impegno fosse ricordata come un momento storico. Sono certo, conoscendo le virtù dell'impresa, che sarà una pagina di cui l'Italia andrà fiera»
Draghi ringrazia la Confindustria anche per il lavoro svolto per arrivare all’accordo per l’estensione del green pass ai luoghi di lavoro, ribadendo come tutte le misure siano volte a evitare nuove chiusure, unica condizione perché si verifichi un’effettiva ripresa.

Il duetto amoroso tra Confindustria e governo è perfetto... Draghi rassicura i padroni che tutto sarà fatto perchè questa ripresa dei profitti sia "duratura", e tutti vi devono contribuire - questo è il Patto. Ma Draghi va oltre, chiama questo impegno a sostegno del capitale "momento storico"; perchè per la

domenica 3 ottobre 2021

Internazionalismo - La bellissima manifestazione in Bangladesh per il Presidente Gonzalo

Lotta delle donne - USA/AMERICA LATINA GRANDI MANIFESTAZIONI DELLE DONNE IN DIFESA DEL DIRITTO D'ABORTO

Oggi nel "ventre della bestia" imperialista Usa 

"Giù le mani dai nostri corpi!"

"Giù le mani dai nostri corpi!". Sono oltre 650 le manifestazioni in tutti e 50 gli Stati, a difesa dell'aborto dopo l'entrata in vigore in Texas di una nuova normativa, la più restrittiva mai avuta negli Usa; la più grande si è svolta a Washington .
Tra due giorni la Corte Suprema, a maggioranza conservatrice, si riunirà e potrebbe decidere di approvare la legge del texas, la più restrittiva contro l'aborto, che vieta l'aborto, "appena è possibile sentire il battito del feto".
«È una lotta contro i giudici della Corte Suprema, i legislatori statali e i senatori che non sono dalla nostra parte o non agiscono con l'urgenza che questo momento richiede», ha spiegato Rachel O'Leary Carmona, organizzatrice della marcia. Il timore è che la maggioranza della Corte Suprema, composta da 6 giudici conservatori su nove, tre dei quali nominati da Trump, e che si riuniranno domani per la sessione di ottobre, possa mettere in pericolo la storica sentenza Roe vs Wade, che nel 1973 legalizzò l'aborto negli Stati Uniti e ne tutela tuttora il diritto. Il tema dell'interruzione di gravidanza è diventato caldissimo negli States dopo la legge entrata in vigore il primo settembre in Texas, la più restrittiva dell'intero Paese, che vieta l'aborto oltre la sesta settimana, anche a chi è rimasta vittima di stupro o incesto, e consente di citare in giudizio cittadini che aiutano ad abortire, con un passaggio in auto o taxi oppure offrendo sostegno economico.
E il primo dicembre la Corte si pronuncerà anche sul diritto di abortire in Mississippi. 
I numeri e le posizioni della maggioranza dei suoi giudici rispecchiano le posizioni anti-abortiste di Trump, che nel gennaio 2020 fu il primo presidente a partecipare a una «Marcia per la vita», manifestazione anti-aborto, dopo aver ammesso di essere pro-life e favorevole all'interruzione di gravidanza solo in caso di incesto o violenza sessuale.

In America Latina dovunque le donne sono in lotta
"Uno Stato che non prevede l'aborto è uno stato femminicida"
Dal Cile, al Messico, dal Perù fino alla Colombia le donne dell'America Latina non conoscono confini. Sembrano un unico esercito coloratissimo che si fa strada per le vie e le piazze della città chiedendo a gran voce una sola cosa: libertà, libertà di autodeterminazione sul proprio corpo. Il 28 settembre, in occasione della giornata internazionale dell’aborto sicuro, ci sono state proteste anche

Internazionalismo - GROUP YORUM - DALL'ASSEMBLEA DEL 30 SETTEMBRE A TARANTO

Nel giro in Puglia fatto a settembre, il Group Yorum è venuto anche a Taranto a tenere un'assemblea organizzata dal Comitato di Quartiere 'citta vekkia' 

Riportiamo l'intervista al Group Yorum

Una compagna del Mfpr, presente all'assemblea, ha donato loro il calendario 2021 fatto dal Mfpr, in cui il mese di aprile è dedicato all'artista del Gruppo Yorum uccisa nel carcere in Turchia dallo Stato fascista di Erdogan. I 3 compagni presenti, tra cui una compagna, sono stati molto contenti.

Lotta contro la repressione - Leggi, diffondi e sostieni il blog soccorso rosso proletario - info contatti: srpitalia@gmail.com

 ultimi post pubblicati

Verso lo sciopero generale - Condizione delle fabbriche e necessità di garantire la difesa collettiva della sicurezza sul lavoro - la questione della vaccinazione per tutti i lavoratori

Riportiamo l'intervento dello Slai cobas Bergamo a Radio Onda rossa sulla situazione degli infortuni in fabbrica, e la preparazione e i motivi dello sciopero generale dell'11 ottobre a Bergamo; parla anche della battaglia per la vaccinazione collettiva come scelta di classe contro le posizioni individualistiche "no Green pass" che strizzano l'occhio ai Novax alimentando la destra Meloni-Salvini. 

 ascolta intervento slai cobas bergamo -morti-alla-humanitas-e-sciopero-vaccino


Verso lo sciopero generale - A TARANTO: UNITA' TRA LAVORATORI E STUDENTI

Buona assemblea presso la "Casa occupata" di Città vecchia - Unità tra lavoratrici/lavoratori e studenti verso lo sciopero dell'11 ottobre e oltre

E' stata un'assemblea che da tempo non si vedeva a Taranto, che dopo l'introduzione fatta dallo Slai cobas sc è stata presa in mano dai lavoratori dello spettacolo della Cub, dai lavoratori slai cobas rappresentanti del cimitero, dell'Ilva AS, dalle lavoratrici degli asili, dai lav. licenziati della ex Pasquinelli, dagli studenti del Fronte della Gioventù comunista.

L'introduzione ha sottolineato l'importanza di questo sciopero generale, convocato per la prima volta da tutti i sindacati di base, di classe e combattivi, come primo passo per costruire una forza alternativa, di reale opposizione ai piani dei padroni e del governo; l'importanza, al di là dei numeri, dell'unità tra diversi settori di lavoratori, perchè l'unità è la nostra forza!
Anche noi non dobbiamo fare i 'bla, bla, bla'; certo, lottando a volte si può vincere, altre volte si perde, ma dobbiamo avere una visione lunga e serena; questo sciopero non cambierà il mondo, ma può e deve mettere in moto un processo di lotta che deve via via crescere e rafforzarsi

Un'assemblea che attraverso il racconto, la conoscenza delle varie realtà dei lavoratori, delle lotte ha intrecciato i sentimenti di necessaria unità tra i lavoratori per cominciare a cambiare i rapporti di forza,

Lotte operaie - Stellantis FCA Melfi - La guerra dei padroni contro gli operai: attacco al salario e sfruttamento - E' giusto ribellarsi!

 da operai contro

STELLANTIS MELFI, GIOCANDO SUI TURNI TAGLIANO I SALARI

Quando servono un gran numero di vetture e pezzi da produrre, il padrone ha impostato che i propri

Lotta delle donne - L'11 ottobre delle donne proletarie - fai circolare, organizzati - info mfpr.naz@gmail.com

Lotta operaia - Ingegneri solidali con il Collettivo di fabbrica Gkn - una buona cosa ma è bene approfondire

Ingegneri solidali con il Collettivo di fabbrica e l'assemblea permanente dei lavoratori Gkn

"Come gruppo di ingegneri, alcuni dei quali ricercatori universitari, solidali con gli operai GKN, abbiamo avuto un confronto riguardo le criticità presenti in fabbrica. Ci siamo chiesti se ci fosse margine di miglioramento nella linea di produzione e come implementare eventuali migliorie. Tutto questo per permettere la ripresa della produzione, sostituendo alla catena di comando manageriale una sinergia collettiva tra chi facendo ricerca e progettazione sviluppa linee di produzione, processi di automazione ecc.; e chi, con la presenza quotidiana davanti alle macchine, ha sviluppato più di chiunque altro la coscienza di cosa significa una produzione efficiente, non alienante e che non comporti usura fisica per l’operaio.

“GKN è un’azienda all’avanguardia, altamente automatizzata e punto di riferimento per l’industria 4.0”: questo era lo slogan del management aziendale.

La verità emersa dalla discussione con gli operai è però molto diversa: un ammodernamento 4.0

Internazionalismo - Brasile - il regime fascio/militari di Bolsonaro torna all'attacco della Lega dei Contadini Poveri

 dal giornale dei compagni brasiliani A nova democracia


BRASIL: Urgente: Nova ordem de despejo é emitida contra Acampamento Tiago dos Santos (AND)

 Não completaram-se dois meses desde a chacina que ceifou a vida de quatro camponeses acampados em Nova Mutum Paraná, Rondônia, um novo ataque é anunciado na mesma cidade, também levado a cabo pelo velho Estado em conluio com o latifúndio. O alvo é o Acampamento Tiago dos Santos, onde vivem mais de 600 camponeses organizados pela Liga dos Camponeses Pobres (LCP). A nova ordem de despejo foi emitida em 28 de setembro pela "justiça" em  favor do latifundiário e grileiro, Galo Velho. 

A ordem de despejo, que já autorizou o “uso de reforço policial” para efetuar a expulsão, vem após recentes e sucessivos ataques das forças policiais e pistoleiros direcionados ao Acampamento Tiago dos Santos e Acampamento Ademar Ferreira, onde viviam os camponeses assassinados em agosto. 

O ACAMPAMENTO TIAGO DOS SANTOS   

A área ocupada faz parte de um grande latifúndio de mais de 57 mil hectares, cujo suposto proprietário seria a empresa Leme Empreendimentos Ltda, de propriedade de Antônio Martins (Galo Velho), citado no Livro Branco de Grilagem de Terras como grileiro de mais de 80 mil hectares de terras na região de Porto Velho, capital de Rondônia.

Desde que a área foi ocupada, em março de 2020, as famílias camponesas vivem e produzem. Naquelas terras que antes se encontravam paradas, sem qualquer utilidade, a organização popular fez o corte popular e entregou terra para os muitos desempregados que se juntaram aos camponeses pobres sem terra nos últimos anos de pandemia, crise e fome. Buscaram e conseguiram um pedaço de terra para nela viver com dignidade. Essas massas, após já terem resistido às tentativas de despejo (como a ocorrida em 10 de outubro de 2020, onde os trabalhadores impediram um massacre da Polícia Militar e, diante da tentativa de expulsão, dias depois os camponeses reocuparam as terras), estão novamente ameaçadas.

Leia também: Acampamento Tiago dos Santos é cercado pela PM, resiste e impede novo

Camponeses de punhos erguidos em meio a resistência ocorrida em outubro de 2020. Foto: Banco de dados AND


Internazionalismo - India - libertà per Varavara Rao e tutti gli intellettuali progressisti accusati di 'maoismo'

Bombay HC Extends Surrender Date For Political Prisoner Varavara Rao To October 14th

 in via di traduzione

Mumbai, September 24, 2021: The Bombay High Court on Friday extended by two weeks the time to surrender for Elgaar Parishad accused Varavara Rao, the Teulugu poet and political activist who has sought extension of his medical bail and permission to shift to his residence at Hyderabad citing ill health and high expenses in Mumbai.

Rao, arrested in the Elgaar Parishad case in 2018, was granted medical bail by the HC on February 22 for six months. The court had said he would have to either surrender or seek another extension based on his health condition after six months.

A division bench of Justice S S Shinde and Justice N J Jamadar on Friday could not hear Rao’s plea due