mercoledì 15 settembre 2021

Internazionalismo - Palestina: 28 anni fa gli infami accordi di Oslo, oggi più che mai viva Palestina! Per uno Stato indipendente "dal fiume al mare"!

Esattamente 28 anni fa, il 13 settembre 1993, si concludevano i negoziati di Oslo tra l'Autorità Nazionale Palestinese rappresentata dal segretario dell'Organizzazione della Liberazione della Palestina nonchè capo del partito Fatah, Yasser Arafat e l'entità sionista di Israele.

Tale accordo iniziava la nefasta "normalizzazione" tra le forze della resistenza armata e lo stato coloniale sionista le cui conseguenze sono evidenti oggi; in seguito gli accordi di Camp David e Wadi Arba hanno proseguito su questa strada, normalizzando i rapporti tra l'Egitto e la Giordania da un lato e Israele dall'altro e infine lo scorso anno con "l'accordo del secolo" sponsorizzato dall'ex presidente americano Trump altri regimi arabi hanno formalizzato il tradimento riconoscendo lo stato di Israele e normalizzando i rapporti bilaterali (Emirati Arabi Uniti, Bahrain, Sudan, Marocco).

In questo quadro di nuovi rapporti internazionali si iscrive la recente visita del primo ministro israeliano Naftali Bennet in Egitto (la prima dopo un decennio).

Nel '93 il traditore Arafat riconosceva quindi ad israele il 78% della Palestina, cioè quasi tutto il paese tranne la Cisgiordania e la Striscia di Gaza, oggi quest'ultima è diventato un lager a cielo aperto, assediata dalla forze armate israeliane che impongono un embargo da quasi 20 anni, mentre la prima è oggetto di una nuova ondata colonizzatrice con la continua costruzione di insediamenti sionisti nei territori che erano stati assegnati all'ANP proprio durante gli accordi del '93.

l'Accordo ha negato il diritto di ritorno alle centinaia di migliaia di palestinesi espulsi nel 1948 e che risiedono da decenni in enormi campi profughi nei paesi limitrofi e nel 78% dei territori riconosciuti a Israele, gli ex residenti palestinesi non hanno diritto né al riconoscimento né all'indennizzo.

Gerusalemme ovest è rimasta sotto occupazione sionista diretta mentre Gerusalemme est è sempre sotto attaco come i fatti di Cheikh Jarrah hanno ricordato al mondo qualche mese addietro.

Inoltre entrambi i "territori palestinesi" non costituirono uno Stato indipendente ma uno sorta di

Internazionalismo - Le donne dell'Afghanistan sono in prima linea nella lotta contro il nuovo governo dei talebani

Atlante khurshid

Le donne sono in prima linea nella lotta contro i talebani da giovedì 2 settembre. Donne ribelli hanno organizzato diverse proteste nelle province di Herat, Kabul, Balkh, Nimroz e Ghor affrontando i talebani.

"La privazione educativa, economica e politica delle donne è un segno di tirannia e violenza, non possiamo accettare un sistema che ci esclude e calpesta i nostri diritti. Vogliamo proteggere i diritti delle donne", ha detto una donna a Herat giovedì, segnando l'inizio di una serie di proteste.

Le donne continuano a scendere coraggiosamente in piazza, nonostante i talebani rispondano violentemente alle proteste delle donne e picchino i giornalisti che le coprono.

Oggi (7 settembre) mentre i talebani annunciavano i loro membri del governo a Kabul, uomini e donne a Kabul, Herat e Ghor hanno inscenato proteste di massa e scandito slogan per la libertà.

A Kabul, dove le proteste guidate dalle donne sono iniziate in diversi luoghi, uomini e donne sono scesi in strada cantando "Libertà", "Lunga vita al popolo dell'Afghanistan", "Morte ai talebani" e "Morte al Pakistan", ma sono stati severamente repressi dai talebani.

I combattenti talebani hanno picchiato i manifestanti con aste di metallo e sparato colpi in aria per disperderli. I talebani hanno anche picchiato i giornalisti e arrestato almeno 14 reporter.

I talebani hanno anche tenuto in arresto un gruppo di donne manifestanti nel seminterrato di una banca privata per circa un'ora.

Questa sera, uomini e donne sono scesi di nuovo in piazza a Herat per mostrare il loro disgusto nei confronti del regime talebano. Ma i talebani hanno aperto il fuoco su una manifestazione di protesta a Herat, uccidendo due persone e ferendone altre quattro.

Anche le donne della provincia di Ghor sono scese in piazza per difendere i loro diritti all'unisono con le donne di altre province.

Mentre i talebani hanno annunciato oggi un governo monoetnico e di soli uomini che include solo mullah e chierici reazionari e misogini, il popolo afghano, in particolare le donne, che sono più determinate che mai, sono scese in piazza per combattere per i loro diritti e libertà e dimostrare la loro opposizione al dominio talebano.

Perché sono le donne a guidare la lotta contro i talebani?

L'ideologia e le azioni dei talebani sono in contrasto con le aspirazioni umane delle donne. Basandosi su una lettura dogmatica della religione, questo gruppo fondamentalista crede che i genitali determinino il destino dell'umanità. Secondo questa credenza, ogni essere umano che nasce donna è condannato a vivere tra le mura di casa e riprodursi, e ogni essere umano che nasce uomo è intrinsecamente superiore all'altra metà dell'umanità e ha il diritto di controllare le loro vite.

Dal crollo del regime fantoccio e dall'ascesa al potere dei talebani, metà della popolazione afghana ha perso la propria identità ed è costretta a rimanere a casa. In alcuni casi, i talebani hanno persino ordinato alle lavoratrici di mandare i loro familiari maschi al loro posto – non importa quanto siano qualificate ed esperte queste donne nel fare il lavoro, il solo fatto di essere una donna ha annullato tutti i loro risultati e sforzi.

Zabihullah Mujahid, il portavoce dei talebani, aveva detto in una conferenza stampa a Kabul che le donne non dovrebbero tornare al lavoro per ora, perché i combattenti talebani non sanno come trattare le donne! Questa dichiarazione di Zabahullah Mujahid trasmette un messaggio inquietante per l'Afghanistan, in particolare per le donne: siamo di fronte a uomini che non hanno visto donne diverse dalle loro madri (quando erano bambini). L'Afghanistan è ora gestito da un gruppo politico che vede la presenza e le attività delle donne come proibite, anormali e pericolose. Ora chierici e mullah che non hanno mai visto una donna nella loro vita governano tutti gli aspetti della popolazione afghana di 35 milioni di persone. Indubbiamente, sotto il giogo di uomini che apprezzano l'umanità solo come uomini, le donne sono il bersaglio dell'oppressione e dell'esclusione e non hanno altra scelta che combattere.

La maggior parte delle donne che hanno svolto un ruolo sociale, politico, culturale ed economico attivo in Afghanistan hanno ora perso il loro status. I talebani hanno di fatto incatenato le donne, privandole dei diritti umani fondamentali, tra cui la libertà di abbigliamento e di istruzione.

Alcune di queste donne sono riuscite a salvarsi la vita lasciando il paese, ma la maggior parte di queste donne sono ancora in Afghanistan, anche se in un angolo della casa, scioccate, preoccupate e ansiose. Queste donne hanno poco da perdere e sono in prima linea nella lotta contro il maschilismo dei talebani e sono una forza per l'egualitarismo e la loro presenza nelle strade griderà la morte di questo regime fondamentalista.

D'altra parte, i talebani non hanno né la legittimità politica né la capacità di governare l'Afghanistan, di cui oltre il 60 per cento sono giovani. I talebani sono una forza reazionaria ed estremista che si oppone a qualsiasi segno di progresso, compreso il lavoro e l'istruzione delle donne, l'arte, la musica, e non esita a fare di tutto per dimostrare la propria ignoranza. Un tale gruppo, a parte il modo in cui ottiene il riconoscimento esterno attraverso la collusione, dovrebbe determinare il futuro e il destino di oltre 35 milioni di esseri umani?

7 settembre 2021

Lotta di classe - A Firenze una grande manifestazione indetta dal collettivo di fabbrica GKN - A tutti diciamo che la insorgenza deve continuare con lo sciopero generale dell'11 ottobre contro padroni governo, stato del capitale, sindacalismo confederale collaborazionista - per la difesa del salario, il lavoro, la riduzione dell'orario di lavoro a parità di paga, il salario garantito a disoccupati e senza reddito, la difesa rigida della salute e sicurezza sui posti di lavoro e sul territorio, che comprende la lotta alla pandemia con la vaccinazione di massa, il potenziamento della sanità pubblica, e l'emergenza scuola!

18 settembre, #insorgiamo insieme

concentramento h 15.00 a Firenze, Fortezza da Basso.

A tutte le lavoratrici, i lavoratori, precarie e precari, disoccupate e disoccupati, alle studentesse e agli studenti, alle partite Iva, alle pensionate e ai pensionati, ad ogni realtà sociale, a tutte le strutture sindacali, alle delegate e ai delegati sindacali, alle altre vertenze in crisi, noi vi chiamiamo, vi invitiamo, vi esortiamo, vi preghiamo di insorgere. E di dire che “questa volta no”, questa volta non può finire come tutte le altre. Per il bene di tutti.

Gkn non è un caso isolato. E’ l’ultima tappa di una serie di chiusure, ristrutturazioni, licenziamenti. E se

Politica proletaria - Governo e Scuola - Adeguare sempre più la scuola alle esigenze del Capitale

Riproponiamo questo articolo, pubblicato il 5 settembre, perchè trova riscontro già all'inizio dell'anno scolastico.

In questa settimana sono iniziate le lezioni a scuola, anche se con diversi calendari regionali, ma quest'anno la questione scuola è ancora tra i temi più dibattuti su cui l’attuale governo Draghi/Bianchi si è affrettato solo a ridosso del nuovo inizio di anno scolastico a propagandare a livello di massa un quadro “positivo e rassicurante” di risoluzione dei problemi, quadro che invece di fatto non corrisponde alla realtà quotidiana esistente (pensiamo che solo il settore scuola in Italia coinvolge in totale oltre 1 milione di lavoratori tra docenti e personale Ata e circa 8 milioni di studenti).

Il governo Draghi, rappresentante della borghesia dominante in questa specifica fase di crisi amplificata dalla pandemia che continua, si è dimostrato ancora più determinato a gestire la crisi secondo le richieste dei padroni capitalisti, ha elargito a destra e a manca tutta una serie di misure economiche, incentivi anche a fondo perduto, soldi per la cassa integrazione Covid, ecc, ecc alle aziende per la loro “ripresa”, per salvaguardare i loro profitti sulla pelle degli operai sfruttati; mentre per settori pubblici importanti come la sanità e la scuola buona parte dei seri problemi sono rimasti tutti sul piatto irrisolti per i lavoratori, per i proletari e per le masse popolari, problemi che l’emergenza Covid ha messo ancora più in luce come effetto nefasto di anni e anni di scellerate politiche di tagli e lacrime e sangue che non si sono mai fermate.
Sulla scuola, nonostante “l’incidente di percorso” rappresentato dall’emergenza Covid, ciò che conta per la borghesia al potere è avanzare lungo il percorso di adeguamento della scuola alle esigenze del Capitale.

Durante il G20 di giugno 2021 a Catania dedicato all’istruzione uno dei temi è stato per esempio l’alternanza scuola-lavoro e, al riguardo, l’attuale ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, sembrato quasi invisibile per mesi dal suo insediamento al Ministero dell’Istruzione, si è invece attivato in quel consesso dorato, guarda caso, esaltando il sistema del “dual system”.
“… il dual system che permette di articolare meglio l’accompagnamento dalla scuola al lavoro e di essere continuamente formati durante l’inserimento nel lavoro”, ha detto Bianchi in termini di superamento della cosiddetta alternanza scuola-lavoro, perché “nel sistema duale si ha una vera e propria compenetrazione del percorso formativo a scuola e dell’esperienza lavorativa in impresa” degli studenti, che nei fatti concreti significa potenziamento del massiccio impiego di lavoro nelle aziende

Internazionalismo - Il regime afghano corrotto fino al midollo - insediato e difeso dall'imperialismo USA/NATO/governi imperialisti europei-Italia compresa - doveva essere rovesciato e chi lo ha sostenuto è complice dei crimini di guerra

 

Afghanistan, lingotti d'oro e 6 milioni di dollari: i talebani saccheggiano la residenza dell'ex vicepresidente

Un gruppo di talebani ha fatto razzia nella casa di Amrullah Saleh, ex vicepresidente afghano. Nell'abitazione, sono stati trovati 17 lingotti d'oro e mazzi di banconote che, secondo quanto afferma alla fine della clip il portavoce dei talebani Ahmadullah Muttaqi, corrisponderebbero a una somma di circa 6,5 milioni di dollari. Al momento, non è chiaro se il video sia stato girato nella residenza di Kabul o in quella del Panshir, dove Saleh si era rifugiato chiamando alla rivolta armata contro gli studenti coranici.

Denuncia politica - La feccia umana no vax complice dei governi e stati del capitale nella continuità e estensione della pandemia

Israele, morto per covid il leader dei no vax Hai Shaulian. Anche dall’ospedale incitava alla protesta

di Redazione online

Era uno dei più noti organizzatori di proteste contro vaccini, mascherine e pass. L’ultimo selfie con l’ossigeno: «Non arrendetevi, lo stato usa metodi coercitivi criminali con noi»

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Hai Shaulian in Israele era uno dei più noti organizzatori di proteste contro green pass, mascherine e vaccini: è morto ieri di covid in un ospedale a Holon. Ma fino all’ultimo momento ha incitato i suoi a proseguire con le manifestazioni. I media israeliani ricordato infatti che Shaulian, pochi giorni fa, aveva postato su Facebook una sua foto dall’ospedale attaccato al ventilatore polmonare e al tubo dell’ossigenoterapia.

Sotto l’immagine, un post: «Cari amici, le mie condizioni sono estremamente critiche, non posso parlare o rispondere alle persone. Non ho ossigeno e non riesco a stabilizzarmi. Mi sono svegliato questa mattina bagnato fradicio come se qualcuno avesse lanciato diversi secchi d’acqua. Mi ci è voluta circa un’ora per capire chi sono, dove sono e cosa ci faccio qui. La mancanza di ossigeno è una cosa orribile".

Sindacato di classe - La Fincantieri apre a Termini Imerese il polo nel settore navalmeccanico? Era ora... ma ora dobbiamo lottare per una soluzione che comporti la riapertura dello stabilimento e il lavoro per tutti

“L’ipotesi è stata attentamente vagliata e analizzata nelle scorse settimane e resta ancora sui tavoli della politica per sciogliere alcuni nodi tecnici che sarebbero da ostacolo affinché l’azienda possa proporre e sviluppare un progetto per il rilancio dell’area industriale del palermitano che da dieci anni, da quando cioè Fiat ha deciso di chiedere lo stabilimento, aspetta un soggetto industriale forte per ripartire.” dice il quotidiano di Confindustria, il Sole24Ore del 2 settembre.

Questa  proposta è da considerare l’unica seria in oltre dieci anni di tentativi tutti falliti (dalla “Sunny Car”, alla DR Motor Company, alla Blutec… solo per rimanere alle aziende che si occupano di produzione di auto) compreso le ultime “manifestazioni di interesse” che hanno risposto al bando che era stato pubblicato a maggio dal Ministero e che non sono state nemmeno accolte e che non si occupavano affatto di costruzione di auto, comunque incapaci di creare molti posti di lavoro e quindi di riassorbire anche gli operai ex Fiat.

Oltre dieci anni di attesa in cui gli operai hanno dovuto percepire la cassa integrazione, che, come si sa, è molto meno del salario (e per la quale, alla scadenza, ogni volta hanno dovuto protestare pubblicamente), mentre la gestione assolutamente scellerata dei vari amministratori, compreso Invitalia,

Internazionalismo - Presidente Gonzalo - il tempo della Gloria e il tempo degli sciacalli -

    infame articolo scritto contropiano -  menzogne prese pari pari dalla stampa reazionaria peruviana e dell'imperialismo  venate  da odio revisionista e anticomunista

Perù. Muore in carcere il “presidente Gonzalo”

Il fondatore e ex leader del gruppo armato peruviano Sendero Luminoso – Abimael Guzmán Reinoso – è morto all’età di 86 anni di “polmonite bilaterale” mentre scontava l’ergastolo nella Base Navale di Callao.

Le sue condizioni di salute erano precipitate già da qualche mese, si vociferava che avesse contratto il covid19, ma la notizia non è stata mai confermata dalle autorità. Del resto In un carcere speciale come quello della Base Navale del Callao, dove sono reclusi i maggiori esponenti della cupola di Sendero e dell’MRTA, ma anche il principale collaborato dell’ex dittatore Fujimori, Vladimiro Montesino, le notizie sulle condizioni dei detenuti trapelano molto difficilmente.

A luglio gli fu permesso di uscire dalla base navale per una visita in un ospedale civile, fu l’unica volta in tutta la sua lunga detenzione.

martedì 14 settembre 2021

Lotta di classe - UNES la repressione non piega la lotta dei lavoratori... anzi l'alimenta ed estende la solidarietà di classe

Sindacato di classe - LO SCIOPERO GENERALE DELL'11 OTTOBRE - NECESSARIO - MA SERVE BATTAGLIA CHIARA NELLE FORME E CONTENUTI

Un primo commento/valutazione 
 
Lo sciopero generale dell'11 ottobre, indetto da tutti i sindacati di base, deve puntare al blocco della produzione, dei servizi, dei posti di lavoro; deve unire le fabbriche e realtà in lotta, e coinvolgere i movimenti reali di lotta. 

Per questo è importante lavorare sia verso i posti di lavoro in cui i sindacati promotori, in particolare quelli di classe e combattivi, come il Si.cobas e lo Slai cobas per il sindacato di classe, sono già presenti e organizzano lotte, sia verso altre realtà importanti e/o in lotta, e qui centrali sono le fabbriche (dalla Gkn, all'ex Ilva, alla Whirpool, alla Stellantis, ecc. dove le vertenze sono soprattutto in mano ai confederali) 

E' importante che lo sciopero si estenda, riesca, vi sia un contagio delle lotte combattive esistenti, a partire dalla logistica, vi sia il collegamento delle realtà in lotta, guardando ai tanti settori sotto attacco,  alle fabbriche toccate dai licenziamenti e chiusure (non per crisi ma per delocalizzazioni per fare più profitti dove il costo del lavoro è più basso), come da altri processi di attacco alle condizioni di lavoro, da gravi processi di ristrutturazione per salvare e aumentare i profitti capitalisti.

Lo sciopero generale deve cominciare a far pesare i lavoratori nella fase attuale in cui i padroni pretendono tutto e ottengono tutto dal governo, che invece verso i lavoratori vuole al massimo

Presidente Gonzalo - Messaggi da tutto il mondo per la morte del presidente Gonzalo su maoistroad in lingua originale

▼  September 

Femminismo proletario rivoluzionario - FEMMINICIDI OGNI GIORNO - E' UN'EMERGENZA CHE RICHIEDE EMERGENZA DI LOTTA!

 

Ieri due femminicidi in un solo giorno. Dopo quelli avvenuti nelle scorse giornate.

Il primo femminicidio è avvenuto ad Agnosine, in provincia di Brescia, dove un uomo ha ucciso la ex moglie, Giuseppina, operaia, madre dei suoi due 2 figli, con diverse coltellate sulle scale dell'edificio dove la vittima si era trasferita da un mese dopo la separazione dal marito. 
Il secondo in provincia di Cosenza, nel pomeriggio. In casa al culmine di una lite, il marito 52enne ha accoltellato ripetutamente la moglie, Sonia, di 43anni. La coppia da tempo aveva frequenti litigi, nell'uomo, a quanto sembra, era insorta una gelosia ossessiva nei confronti della donna che era stata più volte in procinto di sporgere denuncia per i maltrattamenti subiti.
Dal primo gennaio al 5 settembre, 76 donne sono state uccise: quasi tutte (66 su 76) sono state uccise in ambito familiare, incluse le 47 che hanno trovato la morte per mano del partner o dell'ex.
Ridurre tutto questo a casi individuali, come il più delle volte fanno giornali e Tv, o anche personaggi istituzionali è voler "normalizzare", quando questi femminicidi gridano una vera e propria guerra di bassa intensità contro le donne, una guerra di emergenza, che richiede risposte di emergenza soprattutto da parte delle stesse donne. 
Negli anni 70/inizio 80 quando vi era un grande movimento delle donne, e migliaia quasi ogni giorno scendevano in piazza e imponevano a tutti la volontà, la forza delle donne, i femminicidi e gli stupri erano pochi; a dimostrazione che solo la lotta collettiva delle donne è una diga e che questa oggi bisogna ricostruire. 
Il sindaco di Agnosine, Giorgio Bontempi, ha commentato: "Parliamo di una famiglia normale, due grandi lavoratori non si riesce a capire...". Invece si capisce benissimo - e chi lo copre è oggettivamente, se non soggettivamente complice.
Si capisce se si vuole guardare a tutto quello che succede intorno, alla natura di questa società borghese, al clima odierno sempre più reazionario, fascista nei "valori" che si espande e inquina, ammorba tutto e tutti. 
Per questo riprendiamo parti di uno scritto dell'opuscolo del MFPR

Internazionalismo - Israele terrorista: giù le mani dai prigionieri palestinesi! Libertà per Zakaria e per tutti gli altri detenuti, ostaggi degli occupanti sionisti!


La Palestina sotto occupazione sta lottando in questi giorni e in queste ore per difendere la vita e il diritto alla difesa dei suoi figli migliori rinchiusi nelle nere galere sioniste dove vengono torturati e a cui viene negato il diritto di difendersi.

Gaza è stata attaccata dagli aerei da guerra di occupazione israeliani per la terza notte consecutiva.

La fuga della scorsa settimana dalla prigione di Gilboa ha provocato un'ondata di sostegno eccezionale da parte dei palestinesi nei territori occupati e all'interno di Israele.

I prigionieri hanno contato sulle proprie forze per fuggire dal carcere, in assenza dell’azione delle organizzazioni storiche del movimento di liberazione palestinese che, come l’esperienza storica ha dimostrato, li avrebbero potuto liberare e riconsegnali alle loro famiglie. Ma quelle forze storiche oggi sono concilianti con l’occupante sionista sostenuto dall’imperialismo USA/UE, non hanno il consenso né nelle carceri né tra il popolo sotto occupazione. La gioventù resistente scrive una nuova pagina nella storia del movimento di liberazione nazionale palestinese. La nuova generazione di combattenti si è fatta beffe dei loro carcerieri e i 6 hanno scavato un tunnel in quella che sarebbe dovuta essere "la prigione più sicura" per Israele, utilizzando, secondo quanto afferma il movimento solidale, quello che avevano: un cucchiaio!

La reazione dei sionisti, al solito, è stata la punizione collettiva: nelle carceri nuove restrizioni (ai prigionieri politici negati cibo e ora d'aria, messe a soqquadro le loro celle), arresti di massa in Cisgiordania e rappresaglia, con arresti, verso i famigliari dei prigionieri evasi.

Da infopal: “Cisgiordania. Una madre e i suoi due figli, alcuni familiari dei due prigionieri palestinesi fuggiti dal carcere di Gilboa e ancora in libertà,

Lotta di classe - SIDERURGIA: "BILANCI DA SOGNO": ANNO BUONO PER I PADRONI, ANNO NERO PER GLI OPERAI

I padroni della siderurgia italiani gongolano, sciorinando cifre da record; i profitti sono in netto rialzo - questo lo ha detto anche la Morselli per l'ex Ilva, anche se nei dati sotto riportati non è citata.

Il loro anno buono, ma anche il futuro si prospetta positivo, è il frutto di una fase della pandemia che li ha toccati solo di striscio - vedi ex Ilva/ArcelorMittal di Taranto mai chiusa, neanche nel primo lockdown- anzi, si può dire che la pandemia gli è servita per ripulirsi da zavorre (esuberi operai), e soprattutto di avere soldi dai governi e dall'Europa, cassintegrazioni a costo zero, sgravi ecc. Ora i fondi Pnrr sono "grasso che cola" per mantenere questa crescita per un lungo periodo.

Per gli operai invece è stato e continua ad esserlo un anno nero: migliaia in cassa integrazione-covid con redditi del 58%; grande incertezza sul futuro; lavoro sempre a rischio infortuni, salute, la stessa vita (perchè i soldi i padroni li usano solo per ciò che serve per aumentare la produzione

lunedì 13 settembre 2021

Imperialismo italiano - Nel silenzio complice del parlamento e dei media, l'Italia sta partecipando alle esercitazioni militari in Egitto

L’elenco dei regimi criminali e affamapopolo sostenuti dall’Italia è lungo, dove ci sono guerre ci sono armi e/o truppe italiane.

Le relazioni col boia egiziano golpista Al Sisi si rafforzano (nel quadro della cooperazione generale con l'imperialismo USA) perché l’imperialismo italiano ne ha “bisogno”, come ha detto qualche mese fa il capo del governo italiano riguardo al fascio-islamico Erdogan. Per questo i media servi tacciono come pure la politica del parlamento borghese per coprire le operazioni di guerra che vedono la partecipazione delle truppe italiane. 


In questo post denunciamo la partecipazione italiana all' esercitazione militare multinazionale in corso denominata Bright Star 21 (Stella luminosa), iniziata il 2 settembre dalla base militare egiziana “Mohamed Naguib” del governatorato di Marsa Matruh, al confine con la Libia. Terminerà il 17

Lotta di classe - SOSTENIAMO LA MANIFESTAZIONE DELLA GKN DEL 18 SETTEMBRE

Successivamente entreremo nel merito della linea/pratica della battaglia in corso degli operai della Gkn, della sua importanza nella fase attuale e delle sue contraddizioni

Bisogna esserci perché non sarà la solita processione, non si elemosinerà il sostegno delle istituzioni che hanno coperto ed  acconsentito la chiusura di tante fabbriche. Sarà una manifestazione di forza operaia che non lascia spazio alle scappatoie: la fabbrica non si tocca, le lettere di licenziamento, conviene a tutti, non farle partire. E' un avvertimento.

Firenze, 18 settembre h 15.00, manifestazione nazionale, concentramento alla Fortezza. 

Abbiamo chiesto un percorso che passi per i viali. E se questo a chi è fuori di Firenze, forse dice poco, basti dire che i viali sono stati chiesti circa 20 anni fa. Quando in campo c’era un movimento internazionale che diceva che un altro mondo è possibile.
E oggi noi siamo chiamati a dire che per questa vertenza un altro finale è possibile.
Che questa volta no, questa volta no, questa volta no. Non osate far partire quelle lettere e ritirate i licenziamenti.
Nè permetteremo alle istituzioni di deresponsabilizzarsi dalla distruzione di 500 posti di lavoro. Nè di fare un dl delocalizzazioni finto per fare uno spot elettorale. Nè di distruggere questa fabbrica con le finte promesse di reindustrializzazione o con la lenta agonia degli ammortizzatori.
Noi non abbiamo scelta. Stiamo facendo serenamente tutto ciò che possiamo per difendere la nostra famiglia.
Dove per famiglia non vanno intesi solo i nostri parenti, le nostre figlie e figli, i nostri partner. Per noi è famiglia tutta questa fabbrica e il territorio attorno. Sono famiglia i disoccupati, precari, le finte partite iva. E’ famiglia chi ha un lavoro ma non un vero stipendio e chi per raggiungere uno stipendio decente deve ammazzarsi di lavoro.
La nostra famiglia l’ha capito ed è insorta a nostra difesa.
E noi vi continuiamo a chiamare a insorgere. Ognuno con le proprie istanze, le proprie cause, le proprie vertenze, le proprie crisi, le proprie rivendicazioni, consapevoli che per vincere qua bisogna cambiare i rapporti di forza nel paese. E se i rapporti di forza cambiano, cambiano per tutti.
Noi non abbiamo scelta, voi sì. Voi tutti avete una scelta: potete vivere questa nostra vertenza come una delle tante crisi che ci sono e che ci saranno o decidere che questa volta la misura è colma per tutti. Che questa volta no.
E allora, noi resistiamo se voi spingete. E se voi spingete, noi resistiamo. Preparate i pullman, contate le

Lotta di classe - I PREZZI DELL'ACCIAIO SALGONO, LE IMPRESE TEMONO, MA IL CAPITALE SA COME RECUPERARE

Andamento prezzi acciaio nel 2021

Da un lato i padroni dell'acciaio, e gli utilizzatori delle produzioni di acciaio, vogliono produrre e che si produca ancora di più; il consumo dell'acciaio ha ripreso alla grande e ha fatto fare quest'anno un balzo alla produzione italiana del 26% - di cui una quota rilevante è fatta nello stabilimento di Taranto; quindi sono ripresi i profitti e tutti riconoscono il "buon recupero del bilancio del 2021". 

A questo rialzo ha contribuito il taglio dei costi, in primis della forza-lavoro, con la continuità illegale della cassa integrazione-covid che ha toccato mediamente 3500 operai, pagata tutta dallo Stato, e con un taglio di più del 40% dei salari degli operai, a cui si è ora agganciata la cassaintegrazione ordinaria che prevedibilmente verrà prorogata di 3 mesi in 3 mesi; ma hanno contribuito anche i mancati costi per la realizzazioni o fermate degli interventi strutturali del piano ambientale, insieme alla continuità della situazione di mancate manutenzioni, per non parlare dei tempi lunghissimi per la ristrutturazione dei forni e realizzazione del forno elettrico.

Se tanto ci dà tanto, ad aumento della produzione e riduzione degli operai, chi resta deve lavorare di più.

Dall'altro lato, però, - come descrive Sole 24 Ore - ora il rincaro dei costi di energia elettrica ha fatto alzare i prezzi dell'acciaio. Ma non è solo questa la causa, per le leggi del capitale: la forte domanda di acciaio ha come conseguenza un aumento del prezzo dell'acciaio; questo fa parlare di "...momento di forti tensioni sul mercato dell’acciaio, per la vivacissima domanda legata alla ripresa mondiale e per la lievitazione dei prezzi".

Quindi, aumenta la concorrenza tra i capitali produttori di acciaio. Come i padroni e i governi pensano di affrontare questa situazione? Come sempre: ridurre la forza-lavoro e aumentare lo sfruttamento