sabato 10 ottobre 2026

pc 10 ottobre - migliaia al corteo di torino per la palestina - info diretta

 

Il corteo raggiunge corso Novara, circa 4 mila i partecipanti

Il corteo raggiunge corso Novara, sfilando pacificamente tra musica e slogan verso Barriera di Milano. Sono 4 mila i partecipanti tra esponenti di centri sociali e collettivi, sindacati, ma anche coppie e famiglie con bambini. Qualche cittadino si affaccia dai balconi lungo il percorso e li applaude mentre al microfono parla un rappresentante degli studenti: «L’anno scorso abbiamo bloccato le strade e le Università dimostrando che se si fermano gli studenti si ferma il mondo. Siamo stanchi di una scuola che per la sua stessa natura non è mai appartenuta agli studenti. Gli edifici sono fatiscenti e il sistema è improntato su rigide regole pronte a dividerci». Rilancia lo sciopero del 16 ottobre: «Dalla Palestina alla Francia: è ora di lottare».

 “Il 7 ottobre giornata di resistenza globale”

Il corteo raggiunge il Rondò Rivella. Rimbomba al microfono la voce di Sara Munari, una delle leader di Askatasuna secondo gli investigatori: «Il 7 ottobre è una giornata storica di resistenza globale. È il giorno in cui il popolo palestinese ha rotto la gabbia che l’ha imprigionato per oltre 20 anni dentro la striscia di Gaza. Quando sentiamo parlare di terrorismo, di poveri coloni, noi dobbiamo avere chiara sempre il principio per cui noi siamo sempre dalla parte degli oppressi che si liberano dalle loro catene. Noi dobbiamo riscrivere la storia».


Dagli studenti alle famiglie: “Qui per Gaza ma anche per gli affitti”

Tra i tanti cittadini in piazza c’e Gianpaolo Parodi: «Siamo qui per difendere il diritto dei palestinesi di avere una vita civile e un paese libero. In questo momento un paese democratico deve chiedere queste cose». Emanuele, che preferisce non fornire il suo cognome e non mostrarsi in foto, è alla manifestazione con i due figli: «Perché esserci? La domanda è: perché non esserci. L’unico segnale possibile è rioccupare le piazza, visto che il tema continua a essere troppo poco visibile». Aggiunge: «Non volere dare la piazza in principio della manifestazione è una vigliaccheria». Con lui c’è Giulia: «Ci sono momenti come questo in cui bisogna prendere una posizione, anche con il corpo. Non esserci è criminale e ti mette proprio dalla parte sbagliata della storia». Tanti studenti in piazza, anche dall’estero. Con Gabriele, studente di Torino, c’è Maria dalla Grecia: «Siamo vicini alla causa Palestine, è giusto fare numero per far sentire la nostra voce che spesso non viene ascoltata non solo su cosa sta accadendo a Gaza ma anche, per esempio, sugli affitti».

i cori e gli scontri

"Tout le monde déteste la police": il corteo pro-Pal si apre un varco tra gli agenti a Torino

Manifestanti violano la prescrizione del Prefetto: “Non ci facciamo prendere in giro”

Fermi davanti al teatro Regio e alle camionette delle forze dell’ordine che bloccano l’accesso a via Po, i manifestanti al megafono esultano per essere riusciti a entrare in piazza Castello, violando la prescrizione del prefetto che indicava la partenza del corteo dai Giardini Reali: «Quando la polizia decide di mostrare i muscoli, il popolo risponde». Sotto le bandiere della Palestina che sventolano, al megafono spiegano il motivo della manifestazione: «Siamo qua a 3 anni dal 7 ottobre. Noi non ci facciamo prendere in giro: un anno fa abbiamo bloccato tutto e oggi siamo ancora qua in migliaia e continueremo a scendere in piazza finché la Palestina non sarà libera».

Il corteo è partito, tensioni tra manifestanti e polizia

Inizia tra le tensioni il corteo pro Palestina. La polizia blocca al furgone dei partecipanti l’accesso a piazza Castello. Scoppiano le proteste, tra urla e clacson: «La Digos - dicono alcuni dei manifestanti - ha fermato il furgone alla salita dei Giardini Reali per impedire il corteo. Basta atteggiamento mafioso da parte della Digos, manifestare è un nostro diritto». E lanciano l’appello tramite i social: «Tutti ai giardini reali a sbloccare la situazione». In realtà le forze dell’ordine si sono attenute a una prescrizione del Prefetto che imponeva la partenza del corteo da Viale Primo Maggio, quindi oltre piazza Castello. La polizia decide di far defluire i manifestanti che riescono a farsi strada in mezzo al cordone delle forze dell’ordine e a entrare in piazza Castello, tra cori e applausi, violando la prescrizione della Prefettura: «Tout le monde détest la police». E ancora: «Torino lo sa da che parte stare, Palestina libera dal fiume al mare»

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