mercoledì 7 ottobre 2026

pc 7 ottobre - alla Stellantis Melfi - riprendono i licenziamenti nell'indotto - info

 

Indotto Stellantis Melfi, i numeri di una debacle “voluta” dall’alto

Indotto Stellantis Melfi, i numeri di una debacle “voluta” dall’alto
Un presidio di operai dell'Indotto

Its, Lgs, Gls, Fdm, Tecnova: operai “sacrificati” sull’altare del profitto

Its Logistica: 87 operai a forte rischio di licenziamento e in cassa integrazione straordinaria fino a dicembre. Ma è solo l’ultimo tsunami che si è abbattuto sull’indotto/Logistica Stellantis di Melfi. Tanti pezzi di un puzzle che si sgretola progressivamente, poco alla volta. Logitech e Tecnoservice: altri 80 posti in meno nella movimentazione auto. E che dire di Lgs, Las e Fdm, Gruppo Sit e Sit Rail. Difficile da quantificare il numero complessivo di lavoratori sul lastrico. Ad alcuni di loro nel 2024 è stata inviata una “lettera di licenziamento, via mail” per conto di Stellantis, che gestiva la commessa. Sono seguiti due anni e mezzo di Cassa per cessazione, ma senza futuro.

OPERAI DI SERIE ZETA “Non siamo operai di serie b, ma di serie z”, urlavano gli addetti Fdm, Las e

Lgs Logistic, anche questi ultimi buttati per strada, loro sì, definitivamente, a ottobre 2025, e senza speranze. Licenziati, in Naspi e con i corsi di formazione da seguire. Per esempio, sono serviti a qualcosa quei corsi finanziati dalla Regione Basilicata per “riqualificare” gli operai ormai appiedati nelle aree di crisi complessa? “Non sono serviti a nulla, qualifiche da sfruttare altrove, non qui in Basilicata”, ci diceva un operaio Lgs che li ha seguiti per mesi, fino al rilascio di un attestato “quasi inutile”. Ma la crisi dell’indotto/Logistica Stellantis non si esaurisce qui. Tiberina, Bcube e Snop, ecco altre aziende coinvolte nel vortice delle commesse scarse concesse dalla multinazionale, inghiottiti da una cassa integrazione, senza un futuro vero a cui appigliarsi, ma solo a vaghe promesse di “ripresa” produttiva.

STELLANTIS: VOLUMI FUTURI E INTERNALIZZAZIONI Alla base di questa debacle di numeri e famiglie a rischio, i processi di internalizzazione voluti da Stellantis. Sequenziamento e Logistica si effettuano ora dentro lo stabilimento, componenti e materiali vengono da fuori e non più secondo il ‘just in time’, metodo con cui nacque la ‘fabbrica integrata’ negli anni ’90. Pochissimo indotto locale. Lavorazioni all’interno della fabbrica madre, componenti e materiale da furori regione, spesso dall’estero. Per risparmiare. Col rischio che spesso la macchina degli approvvigionamenti si inceppa e anche la produzione. Come accaduto anche la scorsa settimana, precisamente dal 28 settembre al 2 ottobre, per “mancanza componenti”.UNA SCOMMESSA SULLA PELLE DEGLI ULTIMI C’è un aspetto che però lascia allibiti, più di altri. La sfida di Stellantis, dei 5 nuovi modelli, e del rilancio produttivo, passa per auto, sia ibride che elettriche, ma solo di segmento ‘premium’, cioè troppo costose, vieppiù in tempi di inflazione. Chi comprerà queste auto (Ds8, Ds7, Nuova Compass, Lancia Gamma e una futura Alfa Romeo)? Costi alti e scommessa di rilancio difficile da immaginare. Il futuro dell’indotto passa per questa sfida ai limiti dell’ impossibil

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