giovedì 8 ottobre 2026

pc 8 ottobre - Dichiarazioni - resistenza palestinese e libanese nell'Anniversario del Diluvio di Al-Aqsa - infosolidale proletari comunisti

 

da GPI - Giovani Palestinesi d'Italia:
 
🇱🇧🟡Dichiarazione di Hezbollah in occasione del terzo anniversario del Diluvio di Al-Aqsa (1/2):

Sono trascorsi tre anni consecutivi nella storia della regione, eppure il dibattito sulle narrazioni relative al Diluvio di Al-Aqsa, che il 7 ottobre 2023 ha scosso il mondo e gli ha ricordato la causa palestinese – una causa che le potenze arroganti e i loro complici hanno cercato strenuamente, nel corso degli anni, di soffocare nella caverna dell’oblio e nei corridoi del compromesso – non è ancora stato risolto.
Coloro che comprendono le giustificazioni e le motivazioni alla base del Diluvio di Al-Aqsa giungono alla conclusione, attraverso la loro catena di prove e argomentazioni, che il Diluvio è stato un atto di resistenza coraggioso, eccezionale, naturale, giustificato e legittimo, proporzionato alla portata dell’ingiustizia e della cancellazione che minacciavano la Palestina e il suo popolo di dissoluzione. 

Così, l’«Al-Aqsa Flood» è diventato uno shock di grande portata, le cui conseguenze devono essere misurate in base alla scala dei valori, delle leggi e della loro influenza sulla politica, non in base alla scala della forza, della superiorità e dell’uso eccessivo della violenza, compreso lo sterminio di donne e bambini, come commesso dal nemico sionista a Gaza.

Sebbene i popoli del mondo si siano sollevati e abbiano manifestato a sostegno dei valori umanitari e dei diritti che il Diluvio di Al-Aqsa ha riportato in primo piano nella causa palestinese, riempiendo le capitali e le università di tutto l’Occidente con marce che condannavano e denunciavano il genocidio e i crimini contro l’umanità, la regione circostante la Palestina è stata gettata nel caos perché il Diluvio si è opposto direttamente al percorso di normalizzazione disfattista verso cui i regimi regionali stavano guidando la regione, in accordo con la volontà dell’entità sionista e dei suoi sostenitori internazionali.

Tre anni durante i quali il mondo è stato inondato da resoconti e immagini della brutalità e della barbarie sionista, americana e degli alleati occidentali non hanno ancora portato a risolvere il conflitto su Gaza e sul suo futuro politico e giuridico a favore del nemico sionista e dei suoi sostenitori. Né ha prevalso la narrativa di coloro che si sono opposti o hanno espresso riserve riguardo al «Diluvio», nonostante i lamenti e le elegie sulla devastazione e sulle perdite umane e materiali inflitte dal nemico sionista senza alcun riguardo per il diritto internazionale o i diritti umani.

Nonostante tutta quella brutalità e quel genocidio, il nemico non è riuscito a eliminare Hamas, le fazioni della resistenza o il popolo di Gaza. Non ha ottenuto né la pace né tantomeno una tregua temporanea e la stabilità. La situazione rimane aperta a sviluppi le cui conseguenze si estendono oltre la Striscia fino al futuro dell’intera regione, alla causa palestinese e alla pace e alla sicurezza internazionali. Anzi, vanno oltre la semplice denuncia della falsità del sistema internazionale e delle sue pretese di tutela dei diritti umani. L’attuale prevalenza della brutalità sionista, sostenuta dagli Stati Uniti e dall’Occidente, sui diritti del popolo palestinese oppresso non è sufficiente per affermare che la pace internazionale stia conducendo la regione verso la sicurezza e la stabilità. Non si può sperare in alcuna sicurezza, né fare affidamento sulla stabilità, fintanto che i diritti dei popoli vengono negati e il loro diritto all’autodeterminazione viene ignorato.

🇵🇸🟢 Abu Obeida, portavoce delle Brigate Al-Qassam:

Sono trascorsi tre anni dalla sacra traversata, il giorno in cui le armi dei nostri uomini hanno infranto una volta per tutte la dottrina di sicurezza dell’occupazione. Per grazia di Dio, non c’è più deterrenza, né vittoria decisiva, né avvertimento. Un profumato saluto di onore e orgoglio agli eroi e ai martiri della grande traversata, comandanti e soldati, e al nostro grande popolo, l’inizio e la fine di questa storia.

O grande popolo di Gaza, il prezzo è stato enorme, ma la vostra impresa è stata monumentale. Le generazioni vi ricorderanno come artefici di gloria, come coloro che hanno cambiato il corso della storia e gli equilibri del mondo, e come difensori incrollabili dell’onore e dei valori sacri della nazione su questa stretta striscia di terra assediata che ha risvegliato le coscienze dei popoli liberi e smascherato tutti coloro che hanno cospirato e si sono sottratti alle proprie responsabilità.

Il 7 ottobre ha rappresentato un’impresa militare, per guida e grazia di Dio, la cui grandezza nella pianificazione e nell’esecuzione è stata riconosciuta dal nemico prima ancora che dagli amici. Ha dimostrato una straordinaria strategia di inganno, concepita magistralmente dalle menti della resistenza, che ha saputo sfruttare al meglio ogni minaccia e opportunità, compreso il narcisismo, l’arroganza e la sottovalutazione degli avversari da parte di Netanyahu.

La Palestina non dimenticherà coloro che l’hanno sostenuta, specialmente coloro che hanno versato il proprio sangue per essa. La profanazione di Al-Aqsa e la ferita sanguinante di Gaza interpellano tutti, senza eccezioni. Il Sudan e la Libia non sono meno coraggiosi o impegnati dello Yemen, del Libano, dell’Iraq e dell’Iran. È stato dimostrato che non ci sono scuse per coloro che restano a guardare mentre tutti hanno visto come anche semplici droni provenienti da diversi fronti abbiano tenuto il nemico sveglio di notte. Cosa accadrebbe quindi se venisse aperto un fronte occidentale contro di lui?

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