E da quando si manifesta nel rispetto di chi si vuole combattere, nel rispetto dei sostenitori del genocidio del popolo palestinese e di chi ne occupa militarmente la sua terra?
Una prescrizione uguale a quella rilasciata a Lecco contro il presidio solidale indetto il 7 ottobre con la Palestina, che altro non rappresenta che l’intenzione di sottomettere la libertà di manifestare con i provvedimenti immediati delle questure, all’orientamento più generale del governo da stato di polizia e dei suoi decreti 'sicurezza'.
E nello specifico, come ha formalmente dichiarato dal Viminale il Comitato Nazionale ordine e sicurezza pubblica di Piantedosi che schiera la polizia a protezione di fascisti, sionsiti e razzisti, riunitosi pochi giorni fa, il 7 ottobre è stato indidcato come giornata di massima allerta e quindi di repressione preventiva per le iniziative solidali alla lotta di liberazione palestiese e con tutti i suoi prigionieri.
Per questo è stato positivo che un centinaio di compagni, solidali ProPal, abbiano risposto e dato forza alla conferenza stampa convocata per denunciare che il diritto di manifestare liberamente è stato calpestato dalla Questura di Bergamo nella giornata del 7 ottobre 2026, con un divieto repressivo, fascista.
Nella conferenza stampa hanno preso la parola, per esprimere la propria solidarietà alla Palestina e per denunciare la repressione che avanza sempre più contro i movimenti di lotta, diverse organzzazioni, associazioni e sindacati di base. Potere al Popolo, che pure condanna, ci ha messo del suo dicendo ‘gli spazi democratici diminuiscono a causa di un governo incapace di gestire il conflitto in questo paese’ esprimendo una concezione che poi non può essere conseguente fino in fondo nella lotta al carattere fascista della repressione, e quindi alla solidarietà internazinalista.
Perché non di incapacità alla gestione del conflitto si tratta, ma di negazione fascista del conflitto, dei diritti e delle rivendicazioni delle masse popolari e dei lavoratori, del sostegno ai popoli oppressi che diventa tutto ‘terrorismo’, e proprio per quell’ideologia, che continuando nell’intervento viene minimizzata, svuotata di significato con ‘non semplicemente per una visione ideologica, ma per spezzare una opposizione…’.
I governi in generale difendono gli interessi borghesi, ma qui siamo in una situazione differente, la tendenza a negare il diritto al dissenso ed alla protesta, politico sindacale giovanile, Palestina compresa in maniera sempre più estesa trasformando la natura stessa dello Stato, deriva dalla natura ideologica moderno fascista del governo Meloni della guerra imperialista.
In questo modo, come conseguenza di fronte al moderno fascismo che avanza, invece di ‘una nuova resistenza’, si proclama, pur dietro slogan e prassi che richiamano la lotta, si fa passare l’idea -l’ideologia- che ci sia spazio, nella attuale e vasta crisi capitalista imperialista, che nei governi e regimi di stampo fascista e nazista cerca la via per uscirne, ci sia spazio per una soluzione democratica/pacifica ai conflitti e non nei rapporti di forza della guerra di classe.
Tra le diverse dichiarazioni come Slai Cobas sc e proletari comunisti abbiamo affermato che siamo qui oggi perché siamo solidali con la Palestina e la sua resistenza tutti i giorni anche il 7 ottobre, che è stato un importantissimo momento della resistenza palestinese, dalla grande rivolta del 36 che è continuata in tutti gli anni seguenti ed è arrivata ai giorni nostri con il 7 ottobre che ha dato un nuovo impulso sia alla resistenza in Palestina, che al movimento di solidarietà nel nostro paese ed a livello internazionale. Siamo qui perché un divieto non può fermare tutto questo, e lo siamo oggi nella forma di una conferenza stampa per amplificare questa denuncia, contro il divieto della questura che non ci può fermare, perché la repressione non ferma le lotte ma le alimenta.
Quella repressione con cui stiamo fecendo i conti, dopo le multe e le denuncie anche a Bergamo seguite alle grandi mobilitazioni per la palestina, ma che sono espressione della natura fascista del governo Meloni. Noi siamo legati alla resistenza del popolo palestinese perché è parte delle nostre lotte, perché il governo Meloni è politicamente culturalmente economicamente e militarmente complice di Nethanyau, del nazi-sionismo, del genocidio.
In questi ultimi mesi l’Italia ha aumentato del 31% l’acquisto di armi da Israele, ciò vuol dire che il governo sta perseguendo il riarmo al seguito della guerra imperialista, sta finanziando molto di più il genocidio, l’occupazione, la deportazione del popolo palestinese, che dalla falsa tregua dell’anno scorso proseguono per mano degli assassini dell’IDF e delle bande criminali dei coloni, mentre Meloni e il suo governo fascista reprime i compagni palestinesi su ordine israeliano. Siamo qui perché vogliamo rilanciare il movimento per la palestina, e dal nostro punto di vista, per il nostro dovere internazionalista di combattere i nemici della resistenza palestinese, di lottare per l’obiettivo nececessario di rovesciare il governo fascista razzista repressivo della guerra di Meloni.
Dobbiamo sostenere il 10 ottobre e le sue importati iniziative di lotta di massa chiamate in molte città, e lo sciopero generale indetto dai sindacati di base per il 4 dicembre unendo alle rivendicazioni anche l’appello di sostegno e solidarietà con la Palestina giunto dalle organizzazioni sindacali palestinesi, che dobbiamo far marciare tra ampi strati di lavoratori che sono stati un punto debole di questi tre anni di mobilitazioni.
Negli altri interventi, per Udap la repressione è in linea con il decreto antisemitismo e questo governo e il suo apparato repressivo e i suoi decreti, contro ogni dissenso e protesta in una logica di guerra continua, con una opposizone parlamentare delinqueste che appoggia finanziando e approvando i decreti, quando noi non saremo mai antisemiti ma sempre antisinionisti, ideologia riconosciuta fascista e razzista già nel 1975 dall’assemblea dell’Onu da combattere da parte di ogni persona che si ritenga libera.
Dai Gpi il 7 ottobre è una gioranta rivoluzionaria in cui si è sollevata la questione nazionale, che ha ribadito che abbiamo una causa per cui lottare, e provato che Israele si sbaglia e che il nostro popolo non potrà mai essere sconfitto. Mentre cercano di impedirci di mostrare la nostra bandiera, veniamo aggrediti da squadristi, arrestati, il divieto della Questura di Bergamo non è un atto isolato ma un tentativo di reprimere il dissenso e chi si oppone al genocidio. In campo ci sono una entità coloniale ed un movimento di liberazione nazionale e loro danno agibilità ai sostenitori del sionismo. La solidarietà non si arresta sotto i divieti. Onoriamo gli oltre 75000 martiri palestinesi e tutti quelli che da un secolo si sacrificano per vivere liberi sulla propria terra. Oggi chiediamo la liberazione di Anan Yaeesh, Mohammed Hannoun, Riyad Albustanji, Raed Dawoud, Yaser Elasaly, Ahmed Salem, arrestati in Italia per conto di Israele.
PaP ha denunciato l’ennesimo atto repressivo della questura. Gli spazi democratici diminuiscono a causa di un governo incapace di gestire il conflitto in questo paese, sia di una finta opposizione schierata sulle grandi questioni come la Palestina con una stessa visione come si vede nel Ddl antisionismo. Spazi democratici sempre più ristretti non semplicemente per una visione ideologica ma per spezzare l’opposizione reale e conflittuale soprattutto dopo le grandi manifestazioni dell’autunno scorso che esiste e resiste a livello sindacale, di movimento, nelle persone.
Usb ha condannato come atto grave quanto avvenuto. La Questura che calpesta la Costituzione, la libertà a manifestare contro il genocidio, è la stessa Questura che qualche mese fa ha lasciato campo libero a 3000 tifosi sionisti nello stadio e in città. Via i sionisti! E’ la stessa Questura delle denunce dei mesi scorsi, ma noi continueremo a lottare.
Per la Cub, solidarietà alla Palestina, respingiamo il provvedimento della Questura, che è un oltraggio alla democrazia, alla libertà e al dissenso. Lottiamo contro il Ddl antisemitismo, guardando alle grandi piazze dell’anno scorso, al 25 aprile antisionista. No alle denunce, è l’ora di un nuovo sciopero generale con risposta dalle piazze.
Per RC e GC il diritto a a manifestare nn si tocca e solidarietà alla Rete. La Questura va contro i diritti costituzionali, il pericolo per l’ordine pubblica così è valido per tutte le manifestazini contro la guerra o politche. Per impedire il dissenso e la protesta sociale, perché non prenda piede l’indignazione per il genocidio del governo fascista di Israele con la complicita delle potenze occidentali.
L’Osservartorio democratiche nuove destre, ha segnalato la presenza anche da Lecco. Nel terzo anniversario del 7 ottobre la Questura ci vieta l’inizitiva ma ha concesso alle 5.30 questa mattina la piazza ai sostenitori del genocidio. Un es di repressione contro chi protesta in solidarietà con il popolo palestinese, che sta dalla parte di chi resiste e si batte contro ogni forma di fascismo, come il sionismo. Mentre il governo e le sue milizie filofasciste provano a zittirci. Noi siamo la voce del popolo palestinese che lotta per la sua indipendenza.
Alla fine della conferenza stampa, a segnare l'iniziativa, è stato scritto come messaggio collettivo lo striscione ‘7 ottobre viva la Resistenza palestinese’ ripreso nella foto in apertura.

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