martedì 5 giugno 2018
pc 5 giugno - La solidarietà a SACKO
pc 5 giugno - Due euro l’ora per lavorare come schiavi. La pacchia di Gioia Tauro
di Daniela Amenta
Fonte: Globalist
Quanto costa un kiwi, un mandarino, un’arancia? Quanto costa davvero in termini di fatica e dignità per chi quella terra, la terra della Piana di Gioia Tauro la lavora? La frutta in questo pezzo di Calabria militarizzato dalle mafie, resterebbe sugli alberi. I 3500-400 migranti che arrivano da stagionali non portano via alcun lavoro ai calabresi, agli italiani. Non c’è alcuna pacchia da festeggiare. E’ manodopera flessibile e a basso costo. uomini sfruttati, “sottoposti a pratiche illecite e situazioni abitative indecenti e degradanti per la dignità di ogni essere umano e in uno stato di irreversibile
pc 5 giugno - Sono Soumaila ho 29 anni, sono rifugiato dal Mali... morto per mano razziste assassine italiane!
ricordo di Soumaila, assassinato a 29 anni
Sono Soumaila ho 29 anni, sono rifugiato dal Mali.
Lavoravo come responsabile della comunicazione in un partito di opposizione al Governo.
Un lavoro, il mio, che segna il destino in un paese come il Mali.
Dopo una conferenza pubblica in cui abbiamo denunciato i crimini del governo venni a sapere
che il mio nome compariva sulla lista delle persone accusate, da arrestare. Dovevo trovare
una soluzione, avevo paura: ho saputo solo dopo che tanti miei amici e colleghi sono stati
imprigionati o uccisi.
Sono scappato in Algeria. Pensavo che la mia vita fosse al sicuro.
Ma durò solo un anno. L’ebola, scoppiata a centinaia di chilometri da lì fu la mia nuova
condanna. Se sei nero e africano, allora hai l’ebola. Non mi era permesso uscire di casa per
fare la spesa o per andare a lavorare. Un amico maliano, anche lui rifugiato, capì la situazione
prima di me, scappò in Libia e poi negli Stati Uniti. Decisi di fare lo stesso, lo stigma sociale mi
stava uccidendo. Come tanti migranti africani sono stato costretto a passare dalla Libia per
tentare di arrivare in Europa.
Poco dopo essere entrato nel paese, mi hanno fermato delle persone armate e mi hanno tolto
soldi e documenti. Mi hanno messo in prigione, una cella di meno di due metri per due, con
altre trenta persone, da dove esci solo se paghi. Sono uscito grazie all’aiuto di un amico che
pagò per me. Mi dissero che potevo andare via dalla Libia, facilmente,. Non era vero, l’ho
scoperto quando era troppo tardi: pagai il trafficante, ma mi ritrovai su una spiaggia isolata con
altre centinaia di persone e davanti a me c’era solo un gommone.
Era la notte del 24 dicembre 2014. Faceva freddo, era buio. Volevo tornare indietro ma
minacciarono di uccidermi. Siamo saliti su quel gommone. Eravamo in 120. Non passò
nemmeno un’ora che affondò. Ho visto annegare tante persone. Ci siamo salvati in 30. Io
sapevo nuotare, rimasi in acqua 45 minuti prima di riuscire a tornare indietro. Il giorno dopo, il
25 dicembre, ci hanno fatto imbarcare di nuovo, con altre 100 persone, su un altro gommone.
Un altro viaggio. Siamo rimasti in mare per un giorno finché il 26 dicembre siamo stati salvati
dalla Marina Militare Italiana. Ci hanno fatto sbarcare a Palermo, in Sicilia.
L’Europa mi ha accolto, nonostante le resistenze, le chiusure, i muri, nonostante avrebbe
preferito non farlo. L’Europa accoglie ogni giorno me e tanti rifugiati che non si lasciano
fermare. Perché a scappare dalla morte si impara in fretta e un muro, un filo spinato, il mare,
anche se d’inverno, come è successo a me, non fanno paura a chi non ha più nulla da
perdere.
Ora, però, penso solo a costruire il mio futuro. Spero che la mia laurea in giurisprudenza
venga riconosciuta: sogno di fare l’avvocato qui e di sentirmi un giorno finalmente accolto.
Un giorno, però, se avrò la possibilità, vorrei tornare in Mali ma non so quando questo potrà
accadere.
Lavoravo come responsabile della comunicazione in un partito di opposizione al Governo.
Un lavoro, il mio, che segna il destino in un paese come il Mali.
Dopo una conferenza pubblica in cui abbiamo denunciato i crimini del governo venni a sapere
che il mio nome compariva sulla lista delle persone accusate, da arrestare. Dovevo trovare
una soluzione, avevo paura: ho saputo solo dopo che tanti miei amici e colleghi sono stati
imprigionati o uccisi.
Sono scappato in Algeria. Pensavo che la mia vita fosse al sicuro.
Ma durò solo un anno. L’ebola, scoppiata a centinaia di chilometri da lì fu la mia nuova
condanna. Se sei nero e africano, allora hai l’ebola. Non mi era permesso uscire di casa per
fare la spesa o per andare a lavorare. Un amico maliano, anche lui rifugiato, capì la situazione
prima di me, scappò in Libia e poi negli Stati Uniti. Decisi di fare lo stesso, lo stigma sociale mi
stava uccidendo. Come tanti migranti africani sono stato costretto a passare dalla Libia per
tentare di arrivare in Europa.
Poco dopo essere entrato nel paese, mi hanno fermato delle persone armate e mi hanno tolto
soldi e documenti. Mi hanno messo in prigione, una cella di meno di due metri per due, con
altre trenta persone, da dove esci solo se paghi. Sono uscito grazie all’aiuto di un amico che
pagò per me. Mi dissero che potevo andare via dalla Libia, facilmente,. Non era vero, l’ho
scoperto quando era troppo tardi: pagai il trafficante, ma mi ritrovai su una spiaggia isolata con
altre centinaia di persone e davanti a me c’era solo un gommone.
Era la notte del 24 dicembre 2014. Faceva freddo, era buio. Volevo tornare indietro ma
minacciarono di uccidermi. Siamo saliti su quel gommone. Eravamo in 120. Non passò
nemmeno un’ora che affondò. Ho visto annegare tante persone. Ci siamo salvati in 30. Io
sapevo nuotare, rimasi in acqua 45 minuti prima di riuscire a tornare indietro. Il giorno dopo, il
25 dicembre, ci hanno fatto imbarcare di nuovo, con altre 100 persone, su un altro gommone.
Un altro viaggio. Siamo rimasti in mare per un giorno finché il 26 dicembre siamo stati salvati
dalla Marina Militare Italiana. Ci hanno fatto sbarcare a Palermo, in Sicilia.
L’Europa mi ha accolto, nonostante le resistenze, le chiusure, i muri, nonostante avrebbe
preferito non farlo. L’Europa accoglie ogni giorno me e tanti rifugiati che non si lasciano
fermare. Perché a scappare dalla morte si impara in fretta e un muro, un filo spinato, il mare,
anche se d’inverno, come è successo a me, non fanno paura a chi non ha più nulla da
perdere.
Ora, però, penso solo a costruire il mio futuro. Spero che la mia laurea in giurisprudenza
venga riconosciuta: sogno di fare l’avvocato qui e di sentirmi un giorno finalmente accolto.
Un giorno, però, se avrò la possibilità, vorrei tornare in Mali ma non so quando questo potrà
accadere.
pc 5 giugno - TRIBUTO A SACKO, UCCISO DALL'ODIO RAZZIALE
Causa e Effetto.
L'incitazione all'odio razziale, per ultimo la minaccia del neoministro
degli Interni Salvini "...finirà la pacchia...", infamie pronunciate durante la
tappa siciliana a Pozzallo( molo degli sbarchi dei profughi scampasti al mare) e
Catania (dove a lungo è stato contestato), hanno armato la mano assassina che
ieri notte ha ucciso nelle vicinanze della tendopoli di S.Ferdinando(RC), Sacko
Soumayla maliano di 29 anni, sindacalista Usb.
Il governo M5S-Lega si presenta così, con il marchio della morte degli
ultimi. Con la caccia diffusa "all'uomo nero", intesa ad incutere un terrore
tale da impedire il solo pensiero di traversare il Mediterraneo : la bara per
decine di migliaia di profughi in fuga, ancora ieri morti al largo di Tunisia e
Turchia.
Salvini e chi lo sostiene, perseguono l'obiettivo di "dichiarare guerra
all'invasione", stanno istigando alla strage dei migranti.
Intendono impedire alle Ong lo sbarco dei profughi nei porti italiani ;
vogliono piazzare Centri di Espulsione in ogni città ; distruggere i Campi Rom
; utilizzare il "pericolo migranti" in chiave di sicurezza ed esclusione, di
democrazia limitata e repressione per tutti ; legittimare la tratta degli
schiavi in agricoltura ; sostenere la licenza di uccidere con la legge sulle
armi per " legittima difesa.
I razzisti e i reazionari in Italia e nel mondo hanno le mani sporche di
sangue.
Prepariamoci ad una dura resistenza. NO PASARAN .
A Sacko, ai suoi compagni sfruttati oggi in sciopero , alle sorelle e
fratelli migranti, al sindacato Usb, il nostro cordoglio , unito all'impegno a
contrastare ovunque la deriva razzista e autoritaria.
Vincenzo
pc 5 giugno - Il fascio ministro della polizia dall'Italia alla Tunisia ha le mani grondanti di sangue!
Nelle ultime
48 ore vi è stata una catena di eventi che mostra in bella vista la
natura reazionaria del governo fasciopopulista 5stelle-Lega ed il
cambio di passo attuale di marcia (spedita) verso il moderno
fascismo.
All'indomani
dell'insediamento il neo-fascioministro della polizia Salvini si reca
in Sicilia, simbolo della frontiera della Fortezza Europa da
difendere dalla fantomatica invasione, qualche ora prima Soumaila
Sacko ragazzo di 29 anni del Mali viene ucciso a fucilate. Soumaila
come tanti altri giovani "extracomunitari" aveva affrontato
un viaggio inimmaginabile attraversando deserti, mari, la guerra
civile libica per vivere del proprio lavoro, infatti si trovava nella
Piana di Gioia Tauro lavorando come bracciante ed era anche attivo da
un punto di vista sindacale per difendere i propri diritti.
La prima
reazione della stampa è stata "ucciso forse per furto".
Ormai è "naturale" ed istintivo associare il "negro"
al crimine.
Il giorno
dopo molti giovani come Soumayla principalmente tunisini si imbarcano
con la stessa speranza per arrivare in Italia e per scappare dalla
Tunisia. Quasi contemporaneamente un'altra barca di migranti salpa
dalla Turchia verso la frontiera europea più vicina: la Grecia.
Entrambe le imbarcazioni saranno inghiottite dal mare...
Tunisia: il
paese di cui questi giovani rappresentavano la speranza del
cambiamento con la grandiosa rivolta popolare del 2010/2011 mettendo
in fuga il dittatore Ben Ali. Il paese in cui invece ha vinto la
Restaurazione (altro che modello di democrazia per il Nord Africa
come si sbandiera a destra e a "sinistra" e come dichiarato
dallo stesso Salvini) imponendo a quegli stessi giovani di continuare
a vivere nella miseria, nella disoccupazione, di subire le stesse
quotidiane angherie della stessa polizia (uscita intatta dalla
Rivolta), spesso ragazzi laureati che dopo tanti sacrifici nella
capitale (dove si concentrano le principali università) sono
costretti a tornare nei loro villaggi dell'entroterra e poltrire a
casa tra Tv e facebook abbrutendosi e non dando sfogo ai propri
legittimi (bi)sogni di giovani.
Alcuni di
essi con la speranza nel cuore decidono di fare il salto: ulteriori
sacrifici per racimolare il denaro necessario per la traversata
(spesso all'insaputa di parenti e amici) e imbarcarsi verso
l'agognata Italia/Europa.
Sappiamo
cosa li aspetta avuta la fortuna di arrivare vivi: pregiudizi,
razzismo, doppio sfruttamento e
pc 5 giugno - SALLUZZO: IL “CAMPO” E I CAMPI INTORNO - LA PESSIMA CONDIZIONE DEI BRACCIANTI AFRICANI
L'estate
dei braccianti africani quest'anno inizia il 4 giugno con l'apertura
del dormitorio temporaneo, organizzato e sorvegliato all'interno
dell'area della ex caserma Filippi, di fianco al viale alberato del
Foro Boario dove l'anno scorso sorgeva Guantanamò, baraccopoli
occupata e autogestita.
Il
progetto PAS (Prima Accoglienza Stagionali) prevede un'area
attrezzata esterna e un unico camerone con 184 letti a castello nuovi
di zecca per un totale di 368 posti a dormire, non pensato certo per
garantire privacy e riservatezza. Ma, ormai è risaputo, “loro”
sono abituati a vivere ammassati come animali e si adegueranno! Al
dormitorio si affiancherà il sistema dell'accoglienza diffusa già
sperimentato gli anni scorsi: sarà gestito dalla Caritas che, dopo
aver tolto le castagne dal
pc 5 giugno - I FATTORINI DI FOODORA DI TORINO SCIOPERANO! APPOGGIAMO LA LORO LOTTA
Foodora, i ciclisti tornano a scioperare: "Vogliamo uno stipendio minimo"

Hanno fermato le bici in uno dei turni più proficui, il sabato sera. Chiedono anche il bonus pioggia
Nuovo sciopero dei fattorini di Foodora a Torino. Ad annunciarlo sono gli attivisti di Deliverance Project, il collettivo di ciclisti che da tempo porta avanti le lotte per i diritti di questi lavoratori, che in un comunicato diffuso su social network spiegano le motivazioni della protesta: “Una settimana fa è stata mandata una lettera negli uffici di Foodora di Milano e Torino con alcune richieste per migliorare le condizioni di lavoro – spiegano nel comunicato - Non è arrivata alcuna risposta, il fleet
pc 5 giugno - 4 - TEORIE DEL POPULISMO DI SINISTRA SUL PROGRAMMA E SULLA STRATEGIA POLITICA -
GLI ESITI DELLE ELEZIONI DEL 4 MARZO E LA LOTTA CONTRO IL POPULISMO DI SINISTRA -
da Nuova Egemonia - nuovaegemonia@yahoo.com
4a e ultima parte
TEORIE DEL POPULISMO DI SINISTRA SUL PROGRAMMA E SULLA STRATEGIA POLITICA
Il populismo di sinistra tende a porre sullo stesso piano settori e strati irreversibilmente reazionari della media e della piccola borghesia e quei settori oppressi e sfruttati della piccola borghesia che possono trovare una via d’uscita dalla propria situazione solo nel quadro di una prospettiva rivoluzionaria proletaria.
Una delle conseguenze è quella di alimentare una torbida confusione da un lato, tra quella che è una conflittualità legata alla lotta per una ridefinizione dei rapporti all’interno dello Stato e che può arrivare ad assumere forme anche acute nel momento in cui è la stessa grande borghesia che si ritrova a porre sotto pressione schieramenti, istituzioni, rappresentanze politiche e sindacali ecc., ormai logore ed indebolite e, dall’altro lato, quella che invece è una conflittualità suscettibile di una evoluzione in senso progressivo e rivoluzionario sotto un’eventuale direzione politica, ideologica ed
Una delle conseguenze è quella di alimentare una torbida confusione da un lato, tra quella che è una conflittualità legata alla lotta per una ridefinizione dei rapporti all’interno dello Stato e che può arrivare ad assumere forme anche acute nel momento in cui è la stessa grande borghesia che si ritrova a porre sotto pressione schieramenti, istituzioni, rappresentanze politiche e sindacali ecc., ormai logore ed indebolite e, dall’altro lato, quella che invece è una conflittualità suscettibile di una evoluzione in senso progressivo e rivoluzionario sotto un’eventuale direzione politica, ideologica ed
lunedì 4 giugno 2018
pc 4 giugno - Salvini: "Basta alla Sicilia campo profughi d'Europa" - Dalla Sicilia, terra antirazzista e di accoglienza, parta forte la risposta
"Basta alla Sicilia campo profughi d'Europa. Non assisterò senza far nulla a sbarchi su sbarchi su sbarchi. Servono centri per espellere". Lo ha detto il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, a Catania, durante una conferenza stampa col candidato a sindaco del centrodestra, Salvo Pogliese.
Ancora una volta il ministro razzista usa il tema dell'immigrazione per diffondere demagogia e fare proclami e minacce.
Quali sono i problemi dei siciliani?
La negazone del diritto al lavoro?
Una politica che è clientela e malaffare?
Il potere mafioso?
I pesanti tagli alla spesa per servizi sociali e la conseguente negazione del diritto a una vita decente?
Niente di tutto questo, la vera minaccia sono gli sbarchi dei migranti.
Ma i siciliani sanno che la verità è tutt'altra. Non sono i migranti che li minacciano e attaccano, ma i ministri come Salvini e il suo governo fascio-populista.
E ancora una volta, a Catania, centinaia di manifestanti hanno sfidato la polizia e l'esercito dei galoppini per non lasciare indisturbato il suo tour.
pc 4 giugno - Dichiarazione razzista imperialista di Salvini: "La Tunisia è un Paese che spesso e volentieri esporta galeotti". Ma dalla Tunisia indignazione e protesta!
Mentre proprio nel mare della Tuisia venivano ripescati 47 cadaveri di migranti morti tentando di raggiungere l'Italia, Salvini dichiarava:
"La Tunisia è un Paese libero e democratico che non sta esportando gentiluomini ma spesso e volentieri esporta galeotti. Parlerò con il mio omologo tunisino, non mi sembra che in Tunisia ci siano guerre, pestilenze o carestie. Qualcuno pensa che io voglia che qualcuno muoia in mare. Non ha capito nulla. Gli immigrati non devono partire. Lavorerò con i governi dei Paesi africani per limitare le partenze: ho intenzione di andare in Tunisia. Non tutto quello che ha fatto Minniti è male, ma 7 mila espulsioni mi sembrano pochine. Bisogna tenere questi disperati nei Paesi d'origine".
A parte l'ipocrisia di negare di volere i migranti morti annegati, per lasciarli prigionieri della miseria nei loro paesi, a morire di fame, quella di Salvini è una gravissima dichiarazione di intenti, usa la questione dei migranti come pretesto per rilanciare una politica aggressiva contro la Tunisia e tutti paesi nel Nord-Africa, come già visto in Libia.
Occorre denunciare con la massima fermezza questi attacchi e questi piani e sviluppare la solidarietà con le masse i popoli di quei paesi e le loro organizzazioni democratiche e rivoluzionarie.
proletari comunisti/PCm Italia è già in azione per preparare con compagni e organizzazioni una campagna congiunta in Italia e Tunisia contro l'imperialismo italiano, da realizzare quanto prima, in particolare in occasione dell'annunciata visita di Salvini in Tunisia.
proletari comunisti - PCm italia, 4 giugno 2018
"La Tunisia è un Paese libero e democratico che non sta esportando gentiluomini ma spesso e volentieri esporta galeotti. Parlerò con il mio omologo tunisino, non mi sembra che in Tunisia ci siano guerre, pestilenze o carestie. Qualcuno pensa che io voglia che qualcuno muoia in mare. Non ha capito nulla. Gli immigrati non devono partire. Lavorerò con i governi dei Paesi africani per limitare le partenze: ho intenzione di andare in Tunisia. Non tutto quello che ha fatto Minniti è male, ma 7 mila espulsioni mi sembrano pochine. Bisogna tenere questi disperati nei Paesi d'origine".
A parte l'ipocrisia di negare di volere i migranti morti annegati, per lasciarli prigionieri della miseria nei loro paesi, a morire di fame, quella di Salvini è una gravissima dichiarazione di intenti, usa la questione dei migranti come pretesto per rilanciare una politica aggressiva contro la Tunisia e tutti paesi nel Nord-Africa, come già visto in Libia.
Occorre denunciare con la massima fermezza questi attacchi e questi piani e sviluppare la solidarietà con le masse i popoli di quei paesi e le loro organizzazioni democratiche e rivoluzionarie.
proletari comunisti/PCm Italia è già in azione per preparare con compagni e organizzazioni una campagna congiunta in Italia e Tunisia contro l'imperialismo italiano, da realizzare quanto prima, in particolare in occasione dell'annunciata visita di Salvini in Tunisia.
proletari comunisti - PCm italia, 4 giugno 2018
pc 4 giugno - Ancora un mare di migranti morti - 47 cadaveri affiorano al largo delle coste tunisine
Ennesina strage in quel mare di morti in cui hanno trasformato il mediterraneo.
Non è la fatalità, i responsabili di questa ennesima strage sono l'imperialismo e le sue politiche razziste, sono le borghesie compradore al suo servizio che comminano i regimi nei paesi da cui fuggono in massa.
Massima solidarietà a chi lavora sul campo per salvare la vita di chi attraversa il mare e oggi viene attaccato dal ministro Salvini, che li definisce "vicescafisti".
Il vomito razzista delle dichiarazioni del ministro deve essere fermato subito!
Non è accettabile che un ministro della repubblica minacci di querelare Saviano per aver detto che il capo leghista "non vuole rispettare "il diritto del mare" secondo cui non si lasciano annegare le persone".
Non è un privato cittadino che difende la propria onorabilità, o la trovata di un politicante in perenne campagna elettorale, ma un'intimidazione generale, mossa ora da un centro di potere, contro la stampa e ogni voce di dissenso, è un attacco alla libertà di espressione e informazione, che ancora una volta rende chiaro il segno fascio-populista del nuovo governo e che in quanto tale va respinto e contrattaccato.
Non è la fatalità, i responsabili di questa ennesima strage sono l'imperialismo e le sue politiche razziste, sono le borghesie compradore al suo servizio che comminano i regimi nei paesi da cui fuggono in massa.
Massima solidarietà a chi lavora sul campo per salvare la vita di chi attraversa il mare e oggi viene attaccato dal ministro Salvini, che li definisce "vicescafisti".
Il vomito razzista delle dichiarazioni del ministro deve essere fermato subito!
Non è accettabile che un ministro della repubblica minacci di querelare Saviano per aver detto che il capo leghista "non vuole rispettare "il diritto del mare" secondo cui non si lasciano annegare le persone".
Non è un privato cittadino che difende la propria onorabilità, o la trovata di un politicante in perenne campagna elettorale, ma un'intimidazione generale, mossa ora da un centro di potere, contro la stampa e ogni voce di dissenso, è un attacco alla libertà di espressione e informazione, che ancora una volta rende chiaro il segno fascio-populista del nuovo governo e che in quanto tale va respinto e contrattaccato.
pc 4 giugno - Lo Slai Cobas per il sindacato di classe sull'assassinio di Soumaila Sacko
Lo Slai Cobas per il sindacato di classe esprime tutto il suo dolore e rabbia per l'assassinio di Soumaila Sacko, bracciante immigrato sempre in prima linea nelle lotte dell'USB, a cui esprimiamo la nostra solidarietà.
La responsabilità morale e politica di questo assassinio ricade su chi è responsabile delle ignobili condizioni in cui i braccianti immigrati sono costretti a vivere nella tendopoli di San Ferdinando e zone limitrofe; ricade su chi l'ha fomentato e coperto dai pulpiti della campagna elettorale prima, dagli uffici ministeriali poi, la demagogia xenofoba e l'ideologia arma la mano dei razzisti.
Respingiamo l'infame campagna che i media di regime stanno conducendo per ridimensionare l'episodio a "vendetta privata", estranea al razzismo e alle lotte di Soumaila.
Diamo il nostro massimo appoggio a tutte le iniziative di lotta in corso, dallo sciopero a Rosarno alla resistenza dei braccianti immigrati a Bernalda, a Foggia, ovunque i migranti si ribellano e lottano.
Il ripetersi di episodi come questi, i nuovi attacchi contro i diritti dei migranti che il nuovo governo fascio-populista e il suo ministro razzista stanno annunciando e preparando rendono sempre più necessaria la costruzione di un coordinamento, una rete, meridionale e nazionale, che metta in relazione, coordini e promuova nuove e urgenti iniziative in tutti i territori, fondate sull'autorganizzazione dei migranti e l'unità tra tutti i lavoratori e gli anti razzisti, per fermare la mano degli assassini e i piani razzisti del governo.
Slai Cobas per il Sindacato di Classe - CN
4 giugno 2018
La responsabilità morale e politica di questo assassinio ricade su chi è responsabile delle ignobili condizioni in cui i braccianti immigrati sono costretti a vivere nella tendopoli di San Ferdinando e zone limitrofe; ricade su chi l'ha fomentato e coperto dai pulpiti della campagna elettorale prima, dagli uffici ministeriali poi, la demagogia xenofoba e l'ideologia arma la mano dei razzisti.
Respingiamo l'infame campagna che i media di regime stanno conducendo per ridimensionare l'episodio a "vendetta privata", estranea al razzismo e alle lotte di Soumaila.
Diamo il nostro massimo appoggio a tutte le iniziative di lotta in corso, dallo sciopero a Rosarno alla resistenza dei braccianti immigrati a Bernalda, a Foggia, ovunque i migranti si ribellano e lottano.
Il ripetersi di episodi come questi, i nuovi attacchi contro i diritti dei migranti che il nuovo governo fascio-populista e il suo ministro razzista stanno annunciando e preparando rendono sempre più necessaria la costruzione di un coordinamento, una rete, meridionale e nazionale, che metta in relazione, coordini e promuova nuove e urgenti iniziative in tutti i territori, fondate sull'autorganizzazione dei migranti e l'unità tra tutti i lavoratori e gli anti razzisti, per fermare la mano degli assassini e i piani razzisti del governo.
Slai Cobas per il Sindacato di Classe - CN
4 giugno 2018
pc 4 giugno - 3 - POPULISMO DI SINISTRA, ANALISI DELLE CLASSI SOCIALI E CONCEZIONE DELLO STATO -
GLI ESITI DELLE ELEZIONI DEL 4 MARZO E LA LOTTA CONTRO IL POPULISMO DI SINISTRA
da Nuova Egemonia - nuovaegemonia@yahoo.com
3a parte
POPULISMO DI SINISTRA, ANALISI DELLE CLASSI SOCIALI E CONCEZIONE DELLO STATO
Si può porre, in termini populisti di “sinistra”, il problema di una rottura capitalistica, invece che proletaria e socialista dell’Europa, solo se si ritiene che a tale rottura abbiano interesse anche rilevanti settori della classe dominante, considerati quindi come caratterizzati da uno stato di strutturale di sofferenza a causa delle politiche e delle istituzioni dell’Unione Europea. La rottura capitalistica dell’Europa che viene proposta dal populismo di sinistra è così pienamente corrispondente ad un’analisi della composizione sociale e di classe in Italia, che afferma la possibilità, e quindi la necessità politica, di coinvolgere o spostare significativi strati di borghesia su un terreno favorevole aldomenica 3 giugno 2018
pc 3 giugno - Lui è Soumaila Sacko, un bracciante immigrato che lottava per diritti e dignità, UCCISO DALL'HUMUS FASCIO-RAZZISTA DI CUI IL GOVERNO SALVINI/DI MAIO E' OGGI IL PRINCIPALE MANDANTE
Lui è Soumaila Sacko, sempre in prima linea nelle lotte sindacali USB per i diritti e la dignità dei braccianti nella Piana di Gioia Tauro. Soumaila è stato ucciso, non per furto...
Domani 4 giugno sciopero dei braccianti con assemblee.
Pagherete!
pc 3 giugno - Calabria - il primo morto vittima del razzista fascista Salvini
Migranti: la dottrina Salvini fa il primo morto. Bracciante maliano ucciso a fucilate.
Da Osservatorio contro la repressione
giugno 03, 2018
“È finita la pacchia”, la dottrina di Matteo Salvini, ha fatto scorrere il primo sangue ieri sera in Calabria, il sangue di Soumaila Sacko, migrante maliano di 29 anni sempre in prima fila nelle lotte dell’Unione Sindacale di Base per i diritti sindacali e sociali dei braccianti. Soumaila è stato ucciso da una delle fucilate sparate da sconosciuti da una sessantina di metri di distanza.
Un tiro al bersaglio – diversi i colpi esplosi – contro “lo straniero”, il nero cattivo da rispedire nel paese d’origine. Il triste seguito delle parole pronunciate dal nuovo ministro di polizia.
Soumaila è stato colpito alla testa ieri sera intorno alle 20,30 nei pressi di una fabbrica abbandonata lungo la Statale 18, in contrada Calimera di San Calogero, vicino Rosarno, al confine tra la provincia di Vibo quella di Reggio Calabria, mentre cercava lamiere per la sua baracca.
Soccorso dal 118 e trasportato prima all’ospedale di Polistena e poi nel reparto di neurochirurgia
pc 3 giugno - Governo fascio/populista: Antifascismo militante sotto attacco. Pavia, vendetta dei Carabinieri: arrestato Moustafa!
Ieri
i carabinieri di Belgioioso, in provincia di Pavia, hanno prelevato
da casa sua Moustafa, lavoratore della logistica in un magazzino di
Piacenza, iscritto al Si Cobas, accusato di resistenza per il corteo
antifascista tenutosi nella città emiliana lo scorso 10 febbraio.
Moustafa si trovava agli arresti domiciliari dopo essere stato
scarcerato, in attesa della prima udienza del processo, fissata per
mercoledì prossimo. Inaspettatamente nel tardo pomeriggio di ieri i
carabinieri di Belgioioso si sono presentati a casa di Moustafa e con
un pretesto lo hanno portato in caserma. Da lì è stato portato al
carcere di Torre del Gallo, a Pavia, in base ad un'ordinanza di
aggravamento della misura cautelare, emessa ieri stesso dal GIP su
richiesta del PM avvenuta in data del 31 Maggio. La motivazione
addotta, ovvero uno sfratto pendente per la casa di famiglia dove
stava scontando i domiciliari, appare del tutto pretestuosa, e
potrebbe apparire come un'arbitraria ritorsione dei giudici del
tribunale di Piacenza. I giudici, infatti, erano a conoscenza dello
sfratto sin dalla concessione dei domiciliari. Inoltre, recentemente,
dopo varie pressioni sul comune e un corteo per le vie del paese lo
scorso 25 aprile, il sindaco e l'assessore avevano finalmente preso
l'impegno a erogare il contributo contro la morosità e ad effettuare
nei prossimi mesi l'assegnazione di una casa popolare. La mossa di
ieri, che suona come una vendetta, non può che far crescere la
solidarietà attorno a Moustafa e agli altri imputati per i fatti di
Piacenza.
Moustafa libero! Liberi tutti!
Moustafa libero! Liberi tutti!
pc 3 giugno - INFO - Lotta contro le morti d'amianto: relazione al seminario Università di Padova
Nocività,
salute, lavoro: esperienze italiane e internazionali
Università
degli Studi di Padova – Dipartimento di Filosofia,
Sociologia,Pedagogia e Psicologia Applicata
30
maggio 2018
LA
LOTTA DEGLI ESPOSTI ALL’AMIANTO IN ITALIA
La
storia della lotta contro l’amianto in Italia, - detto anche
asbesto, il più economico e “ miglior termo-dispersore al mondo”
- è una storia di anni di battaglie collettive di uomini e donne che
spesso sono rimasti senza volto e senza nome, ma sono riusciti a
sfondare il muro di omertà e di complicità eretto da un sistema
industriale basato sullo sfruttamento dell’uomo sull’uomo che,
pur di realizzare il massimo profitto, non ha esitato consapevolmente
di mandare a morte centinaia di miglia lavoratori nelle fabbriche, le
loro
pc 3 giugno - IL DIRITTO DI LIBERTA' DI SCELTA DELLE DONNE, IL DIRITTO DI ABORTO NON SI TOCCA! PREPARIAMOCI E ORGANIZZIAMOCI PER COMBATTERE IL GOVERNO LEGA/M5S FASCIO-POPULISTA, SESSISTA, MASCHILISTA, RAZZISTA
Il neo-ministro Fontana della Famiglia e Disabilità è un fascista antiabortista.
Ha partecipato alla recente marcia per la vita di Roma del 19 maggio, dichiarando che «l’aborto lo si è fatto diventare ufficialmente un "diritto umano": in realtà è uno strano caso di "diritto umano" che prevede l’uccisione di un innocente… Bisogna sostenere la Marcia per la Vita! Fino a quando ci sarà chi vuole eliminare la persona umana, scendere in piazza non solo è auspicabile, ma doveroso». Le donne (italiane, si intende) non fanno abbastanza figli, è ora di farli, basta figli delle migranti che hanno "invaso" l'Italia.
È contro i gay, le lesbiche, i diritti LGBTI, e unioni civili "non esistono" queste famiglie"
Vicino ai tradizionalisti cattolici, ha diversi legami con i gruppi dell’estrema destra, Ha tifato per Viktor Orbán alle elezioni in Ungheria, per il Partito della Libertà Austriaco, nazionalista e di destra.
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Il nuovo governo e le donne - prepariamoci a combatterlo
"...Il programma di Lega/M5S non è in contrasto con una logica e politica fascio-populista anche in quello che sembra dare. Prendiamo, tra gli altri, una parte che in generale non viene citata e che invece è esemplare. I punti che riguardano le donne. C’è l’innalzamento dell’indennità di maternità, un premio a maternità conclusa per le donne che tornano al lavoro. Ora non ci dimentichiamo che durante il fascismo Mussolini diede una serie di agevolazioni alle lavoratrici madri con la legge n. 1347/34. Nello stesso tempo si parla di asili gratis per le sole famiglie italiane, negandoli per i figli delle immigrate. Una operazione chiaramente razzista che punta ad unire le donne italiane contro le donne straniere. Sempre sulle donne si parla di aumento delle pene per le violenze sessuali. Pure questa è un’operazione subdola che sembra rispondere ad un problema reale, anche richiesto dalle donne, ma nella logica della Lega/M5S ha il segno da un lato di un rafforzamento/accettazione di una politica in generale reazionaria, dall’altro è interna alla logica, vista in atto per Macerata, della difesa delle “nostre donne”.
Come poi giustamente scriveva ieri Il Manifesto nel suo editoriale: "Anche il leghista Giorgetti farà parte della squadra, così avremo al governo un esponente del fronte antiabortista militante".
Che il movimento delle donne, come è stato avanguardia nell'opposizione ad ogni strumentalismo elettorale, come con lo sciopero delle donne e le manifestazioni dell'8 marzo, è stata la prima lotta che si sono trovati di fronte i fascio populisti usciti "vincenti" dalle elezioni, cui sono seguite le numerose manifestazioni nel mese di maggio in occasione del 40° anniversario della Legge 194, accresca l'opposizione delle donne contro un governo che vuole essere sempre più razzista, sessista, patriarcale, e che sdoganerà ancora di più forze neo naziste, integraliste che vogliono attaccare i diritti delle donne.
pc 3 giugno - 2 - POPULISMO DI SINISTRA E “ROTTURA DELL’EUROPA”
GLI ESITI DELLE ELEZIONI DEL 4 MARZO E LA LOTTA CONTRO IL POPULISMO DI SINISTRA -
da Nuova Egemonia - nuovaegemonia@yahoo.com
2a parte
POPULISMO DI SINISTRA E “ROTTURA DELL’EUROPA”
Lo sganciamento della “rottura dell’Europa” dalla prospettiva proletariaLo sganciamento, nella propaganda e/o nella prassi politica, della “rottura dell’Europa” dalla prospettiva della rivoluzione proletaria e dall’affermazione del potere operaio e popolare, caratterizza oggi tutte le componenti del populismo di sinistra. Sul versante delle forze di opposizione, tale “sganciamento” oggi rappresenta una delle principali caratteristiche se non la principale, che consente di identificare un partito, un organismo, un centro intellettuale, un orientamento ideologico ecc., come appartenente al campo del populismo di sinistra . Si può certo distinguere in questo campo tra le componenti che si collocano all’ala destra di tale campo e che sostengono che la rottura dell’Europa è, in quanto tale, un elemento di progresso ed una condizione più favorevole (se non addirittura una necessaria premessa) per la trasformazione politica e sociale e chi invece, collocandosi alla sua ala sinistra, pone l’obiettivo della rottura dell’Europa in termini tattici nel
quadro di un programma minimo, eventualmente collegato alla battaglia per l’affermazione di un governo alternativo o di “emergenza nazionale”. La sostanza di fondo è però simile in entrambi i casi, con la conseguenza di determinare i medesimi effetti sul piano politico, perché comunque, o per convinzione o per un’erronea impostazione tattica, si pone l’accento sulla necessità che si affermi a livello di massa un orientamento favorevole alla rottura capitalistica dell’imperialismo europeo svincolato dalla necessaria costruzione della coscienza di classe, dell’organizzazione e della prassi finalizzate alla rottura proletaria della catena imperialista.
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