venerdì 16 marzo 2018

pc 16 marzo - ACCORDO CONFINDUSTRIA/CGIL-CISL-UILI: LA DITTATURA SINDACALE


L'articolo "Il "regalo" alle lavoratrici per l'8 marzo di Camusso/Cisl/Uil e padroni" sul nuovo modello contrattuale (http://proletaricomunisti.blogspot.it/2018/03/pc-10-marzo-il-regalo-alle-lavoratrici.html) ha suscitato alcuni commenti, nella mailing list di nonunadimeno, alcuni negativi altri no.
Ne riportiamo alcuni:
"Certo fa impressione vedere le mani di politici, confindustria (controparti di lavoratrici e lavoratori) e sindacati (che dovrebbero rappresentare lavoratrici e lavoratori) strette una all'altra e sentire parlare di accordo positivo. Sono 40 anni ormai che questi "concertano"e fanno patti, con i risultati che conosciamo tutte, e ancora non basta?... l'accordo è una ennesima iattura per tutti, in primis le donne".
Invece:
Direi che allegare il testo dell'accordo sarebbe stato cosa utile e gradita dal momento che ci si rivolge a una platea che non è detto si occupi quotidianamente di modello contrattuale...
specifico che non sto difendendo l'accordo che pur trovo positivo ma che sto criticando l'uso di questo indirizzario per le proprie propagande (perché affermare che a prescindere un sindacato di base è migliore di uno confederale o di un altro è pura propaganda - in quanto i giudizi si danno sulle azioni ai vari livelli e non in modo generico e anche in quanto i sindacati di base sono miriadi e dentro c'è di tutto....).
Ancora:
"E' ora di finirla con queste decisioni scellerate a discapito dei lavoratori che "lorsignori " dei sindacati concertativi usano solo per mantenersi ben saldi alle loro poltrone.
Sia i Contratti Nazionali che gli accordi oramai salvaguardano solo il benessere dei padroni creando così  stipendi da fame per i lavoratori e incentivi per i vari capi e capetti.
Io direi che è arrivata l'ora che si miri a sradicare questo regime e che i sindacati di base, oramai messi in angolo proprio dagli accordi fatti da "lorsignori", facciano di tutto, che tutti noi facciamo di tutto, per dare dignità ai lavoratori sempre più sottopagati e sfruttati.
*****
In effetti è necessario tornare proprio sulla questione dei sindacati che nel punto dell'accordo è affrontato nel capitolo "Democrazia e misura della rappresentanza" che, guarda caso (?), all'inizio si sofferma sul TU sulla rappresentanza del 10 gennaio 2014 che fissa le strette regole e i paletti per cui i sindacati possono essere "rappresentanti" dei lavoratori e sedersi ai Tavoli contrattuali.
"Guarda caso", perchè, come abbiamo scritto il dieci marzo sul "patto di fabbrica", la "misura della

giovedì 15 marzo 2018

pc 15 marzo - LE MOSTRE - 2 - LE DONNE DELLA LEGA: CASA, PATRIA E SICUREZZA

«I nostri temi femminili? Legittima difesa, famiglia e immigrati»
di FLAVIA PERINA
...41 donne elette nei collegi uninominali e almeno 27 nel proporzionale... Le donne per la Lega non sono un genere o un sesso titolare di particolari questioni e di specifici diritti ma heimat, patria, focolare, radice della comunità.  
Rispetto alle donne degli altri partiti hanno superato una selezione particolarmente dura, di cui sono consapevoli e anche orgogliose. La Lega non è mai stata un partito amico delle donne. Nessuna quota, scarsissima attenzione. Uno Statuto fatto dagli uomini per gli uomini....
«La battaglia per la declinazione al femminile degli incarichi non ci interessa», dice Claudia Maria Terzi, classe ’74, già sindaco di Dalmine e assessore lombardo all’Ambiente.
"In archivio dovrà andare l’idea di imporre una parità assoluta tra uomo e donna: noi sappiamo che i ruoli sono distinti, che ci sono cose che le donne fanno meglio e cose più adatte agli uomini». 
...i suoi problemi sono quelli di tutti: la fragilità della famiglia, i soldi, la fatica delle cure parentali ad anziani e bambini, e ovviamente la sicurezza che resta in cima alle priorità attraverso le proposte programmatiche sulla lotta all’immigrazione e sulla legittima difesa.
Tutte giurano che nella Lega non hanno mai avuto problemi di discriminazione. Però quando fai una domanda concreta - «Ma davvero senza quote tu avresti avuto un capolistato, un collegio, un’opportunità?» - la risposta collettiva è un onesto «no» e qualcuna ride dicendo: «Ma figuriamoci, in lista ci sarebbero solo uomini, come dappertutto, peraltro»

pc 15 marzo - LE MOSTRE - 1 - LA TORTURATRICE HASPEL

In un normale stato di diritto, un funzionario pubblico con il curriculum di Gina Haspel dovrebbe essere implicato in vari processi penali e, quasi certamente, ritrovarsi con una lunga condanna sulle spalle. 
L’ascesa fino ai vertici dell’agenzia di Langley di Gina Haspel è inestricabilmente legata al dilagare del ricorso a metodi illegali e criminali da parte dei servizi di sicurezza degli Stati Uniti negli anni successivi agli attentati dell’11 settembre 2001...
Al 2002 risale l’incarico più controverso di Gina Haspel, quando cioè fu inviata in Thailandia per dirigere le prigioni segrete destinate a ricevere sospettati di terrorismo rapiti in varie parti del mondo, dal Marocco al Pakistan al Medio Oriente, all'Italia nel caso di Abu Omar...
i maltrattamenti, le torture e le violenze descritte in maniera esplicita da chi li aveva subiti, ma anche dall’introduzione al rapporto del Congresso sugli interrogatori della CIA, pubblicato nel 2014, erano dunque responsabilità diretta della Haspel.
I casi di due detenuti, in particolare, appaiono come macchie indelebili... ad esempio che Abu Zubaydah era stato soggetto alla famigerata tecnica del “waterboarding” per ben 83 volte in un solo mese. Altri

pc 15 marzo - IL BUSINESS DELLA MONTELLO HA DIETRO IL LAVORO SPORCO DELLE DONNE, IMMIGRATE - MA L'8 MARZO HANNO SCIOPERATO!



Dal tondino alla differenziata L’arte dell’economia circolare - Il caso dell’azienda Montello: oggi trasformano i rifiuti della Lombardia


Dal Corriere della Sera di oggi: "...Oggi la Montello ha raddoppiato i suoi dipendenti (sono 662) e tratta ogni anno 200 mila tonnellate di rifiuti plastici, più o meno quelli prodotti da 8 milioni di abitanti, mentre è in crescita l'altro grande business dell'azienda, il riciclo di rifiuti organici... La Montello è diventata anche un'azienda virtuosa: funziona con energia autoprodotta, riutilizza tutta l'acqua delle lavorazioni, svolge opera di alfabetizzazione sulle numerose scuole in visita e, ed è alla ricerca di nuovi business...".

MA SULLA PELLE DI CHI STA COSTRUENDO PADRON SANCINELLI QUESTA FORTUNA? 

Ce lo hanno detto le operaie della Eko-Var una delle tante cooperative che lavorano nella Montello; le donne, di cui la maggioranza immigrate, che fanno il vero lavoro tra i rifiuti.
La faccia "pulita" della Montello, i suoi profitti, ha dietro il lavoro "sporco" delle cooperative dell'appalto, in cui le donne sono pagate meno degli uomini, in cui lavorano 8 ore ma ne vengono pagate meno, operaie a cui vengono negati diritti sindacali, che subiscono ricatti di ogni tipo...
Ma l'8 marzo queste operaie con coraggio hanno scioperato per la prima volta! 

 Sciopero donne operaie Montello



pc 15 marzo - Brasile - nuovo crimine reazionario - Uccisa l'attivista Marielle Franco



Marielle Franco, 38 anni,è stata uccisa in pieno centro a Rio de Janeiro mentre in un auto stava tornando da una manifestazione per la difesa dei diritti delle donne di colore. Anche il suo autista è stato ucciso mentre un’altra donna che era in macchina è rimasta illesa. Secondo i primi elementi dell’inchiesta, i colpi sono stati esplosi da un’altra macchina che ha affiancato l’auto della consigliera.
L’associazione per i diritti umani Amnesty International ha chiesto "un’indagine immediata e rigorosa", in modo che "non ci sia dubbi sul contesto, le motivazioni e gli autori "dell’assassinio della consigliera comunale.
Nelle ultime settimane Marielle Franco aveva denunciato l’aumento della violenza della polizia nelle favelas. Lei aveva anche contrastato la decisione del presidente brasiliano Michel Temer di affidare all’esercito la sicurezza di Rio per cercare di contenere l’escalation della violenza ....
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Marielle Franco

Marielle aveva 38 anni e si presentava come "figlia della Marea" (cria da Maré). Il Maré è la favela o quartiere della zona Nord di Rio.

pc 15 marzo - Brasile: il governo super corrotto e assassino di Temer, in fortissima crisi politica ed economica, decreta l’intervento militare a Rio de Janeiro…


Sulla turbolenta situazione in Brasile riportiamo l’editoriale del giornale A Nova Democracia.

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Brasile - Intervento militare e colpo di stato
Editoriale – Giornale A Nova Democracia.
Anno XVI, n. 205 – prima quindicina di marzo 2018

Il decreto federale di intervento militare a Rio de Janeiro, che copre tutto il settore della sicurezza, tra cui polizia civile, vigili del fuoco e sistema carcerario, è un ulteriore passo verso il colpo di stato militare controrivoluzionario che prepara una futura e inevitabile insurrezione popolare che già tormenta l'asse Washington-Brasilia. In definitiva, è un ballon d’essai nella preparazione dell'opinione pubblica nazionale e internazionale per lo stesso.

Una quadriglia composta dal presidente e del suo ministro della Difesa, due bambolotti ventriloqui, circondati da due generali, ha fatto l'annuncio di un intervento militare in uno scenario di crisi generalizzata. Lì, la supremazia dell'esercito sul dirigente demoralizzato esprime chiaramente il completo fallimento del sistema politico di uno stato in aperta decomposizione.

Le forze armate di un paese sono la forza principale del suo Stato, il potere di fatto e, quindi, l'ultima istanza per garantire la legge e l'ordine imposto dalle classi dominanti - nel caso del Brasile, la grande borghesia e i proprietari terrieri al servizio degli imperialisti, principalmente yankee - come coloro che mantengono storicamente la nostra sottomissione nazionale.

Rio de Janeiro è la vetrina del Brasile, all'interno e all'esterno del paese, e la sede della Rete Globo, egemone nel monopolio dei media che pretende l'ultima parola in termini di politiche pubbliche applicate allo Stato e la difesa degli interessi del "mercato" e dell'imperialismo.

pc 15 marzo - IL PROGETTO DI COSTRUZIONE DELLA LINEA FERROVIARIA SUSA-SAINT JEAN DE MAURIENNE E' PURA FOLLIA!

IL PROGETTO DI COSTRUZIONE DELLA LINEA FERROVIARIA SUSA-SAINT JEAN DE MAURIENNE DEVE ESSERE DEFINITIVAMENTE ACCANTONATO: E' PURA FOLLIA!

L’edizione telematica della Stampa di sabato diciassette febbraio riporta una lunga intervista al commissario europeo ai Trasporti, la slovena Violeta Bulc: il tema è la sedicente tratta ferroviaria ad alta velocità/alta capacità Torino-Lyon.
Secondo la politicante europea, occorre che il collegamento veloce tra le due città sopra menzionate venga completato: «In gioco 800 milioni di prestiti. Confido che Francia e Italia porteranno a termine il progetto».
Da tempo, la Francia ha deciso di mettere fine - o meglio sospendere almeno fino al 2030 - all’epoca dei trasporti ultraveloci su ferro, e non risulta che nel frattempo abbia cambiato idea: per questo

pc 15 marzo - FORMAZIONE OPERAIA - I FALSO SOCIALISTI - GUIDA ALLA LETTURA DEL 3° CAP. DE IL MANIFESTO DEL PARTITO COMUNISTA

Cominciamo questa parte con una premessa.
E' lo stesso Engels, autore insieme a Marx de Il Manifesto, che ci indicano, in alcune prefazioni, il perchè e il senso de Il Manifesto.

Dalla Prefazione di F. Engels all'edizione inglese del 1888: “quando fu scritto non lo avremmo potuto chiamare un manifesto socialista, per socialisti nel 1847 si intendevano da un lato i sostenitori di vari sistemi utopistici: gli orwelliani in Inghilterra, i fourieristi in Francia, entrambi già ridotti alla condizione di vere e proprie sette in graduale estinzione; dall'altro lato i sostenitori delle più variopinte ciarlatanerie sociali, i quali arrabattandosi in ogni modo pretendevano di riparare, senza alcun pericolo per capitale e profitto, ogni sorta di ingiustizia sociale; in entrambi i casi si trattava di gente estranea al movimento operaio, che cercava piuttosto il sostegno delle classi “istruite”.
Quelle parti della classe operaia che erano invece convinte dell'insufficienza di rivoluzione meramente politiche e avevano esternato la necessità di un cambiamento generale, si definivano comunisti...
Dunque nel '47 il socialismo era un movimento della borghesia e il comunismo un movimento della classe operaia. Il socialismo era “rispettabile”, il comunismo l'esatto opposto. E poichè la nostra opinione fu fin dall'inizio che “l'emancipazione della classe operaia deve essere opera della classe operaia stessa”, non poteva esservi dubbio su quale dei due nomi dovessimo adottare".

Dalla prefazione di F. Engels all'edizione tedesca del 1890: “Per la definitiva vittoria delle tesi enunciate nel Manifesto Marx faceva assegnamento solo ed esclusivamente nello sviluppo intellettuale della classe operaia che sarebbe dovuto maturare necessariamente dall'azione in comune e dalla discussione".


Questi chiarimenti sono importanti nella lettura del 3° capitolo de Il Manifesto del Partito comunista - "Letteratura socialista e comunista", dove Marx ed Engels, combattendo il falso, i falsi socialisti, dicono: molti si dicono dalla parte del popolo, del proletariato, socialisti e comunisti, ma il loro socialismo e il loro comunismo non corrisponde a quello indicato dal Manifesto come interesse del proletariato.
Molti rimproverano alla borghesia di aver prodotto un proletariato, ma perchè temono che abbia

pc 15 marzo - Erdogan, "spero che Afrin cada entro stasera" - solidarietà alle masse kurde


Caduta Afrin, ha affermato Erdogan, “dovrà essere liberata Manbij”, poi Kobane, Tal Abyad, Ras al Ain e Qamichli. 

pc 15 marzo - Grossa lotta degli insegnanti negli USA



Una manifestazione di insegnanti e studenti a Charleston, West Virginia, il 2 marzo 2018.


da INTERNAZIONALE
È passata alla storia come la battaglia di Blair Mountain, la più grande rivolta sindacale della storia degli Stati Uniti. Per cinque giorni, tra la fine di agosto e l’inizio di settembre del 1921, diecimila minatori armati si scontrarono con tremila poliziotti, soldati e cittadini comuni, nella contea di Logan, in West Virginia. Alla base della rivolta c’erano le condizioni di semischiavitù di chi lavorava nelle miniere, all’epoca centrali nell’economia degli stati degli Appalachi, e il clima di terrore instaurato dagli imprenditori e dai politici locali per stroncare sul nascere qualsiasi rivendicazione dei minatori.
A guidare la repressione c’era lo sceriffo Don Chaffin, che anni dopo sarebbe diventato un influente

pc 15 marzo - La lotta dei disoccupati a Napoli

Oggi siamo entrati nel Maschio Angioino durante il convegno organizzato dall'amministrazione comunale con la presenza del Sindaco e dell'Assessore Panini sulla "Sicurezza sul lavoro".
Sono mesi che attendiamo la convocazione del tavolo congiunto istituzionale con Città Metropolitana per proseguire la progettazione discussa negli ultimi incontri portati avanti.
Dopo i rallentamenti e ritardi abbiamo ritenuto necessario questa iniziativa così come fosse comunicata davanti a tutti i disoccupati e le disoccupate la situazione.
Abbiamo avuto conferma della convocazione per Mercoledì prossimo alle 10:00 giorno nel quale convocheremo la mobilitazione si tutti gli iscritti al movimento.
È evidente che siamo in agitazione permanente perché vogliamo risposte concrete e non abbiamo più tempo da perdere.
Oggi pomeriggio alle 16:00 al Palazzo Giusso dell'Orientale assemblea con tanti altri disoccupati e vertenze verso la mobilitazione e sciopero regionale.
Facciamo appello a tutti/e di sostenere la lotta!

Movimento di Lotta - Disoccupati "7 Novembre"

pc 15 marzo - FCA - Venerdì chiude Mirafiori: presidio a Torino





Venerdì 16 marzo, alle ore 12,30 si terrà un presidio alla porta 2 C dello stabilimento FIAT-FCA di Mirafiori.
Contro la politica della famiglia Agnelli-Elkann e dell'amministratore delegato Sergio Marchionne, che stanno chiudendo uno dopo l'altro gli stabilimenti italiani del gruppo: da questo venerdì chiuderà Mirafiori, la più grande fabbrica del Paese!
Per aprire un fronte di lotta su tutti gli stabilimenti FIAT-FCA, a partire dallo sciopero del prossimo 23 marzo nella fabbrica di Pomigliano.
Chi tocca uno tocca tutti!

pc 15 marzo - Cronaca riflessione sulla manifestazione antirazzista di Firenze - da infoaut

senegalesi 2
Parte un corteo, il primo della giornata, direzione Piazza Signoria. Ad aspettarlo ci sono l'assessore Funaro e l'imam che con i dirigenti della comunità concordano un incontro dentro Palazzo Vecchio. Una folta delegazione viene fatta entrare, mentre la maggioranza resta in piazza. Sono quelli che guardano con sfiducia all'ennesimo inutile dialogo con delle istituzioni evidentemente disinteressate alle proprie vite. Sono quelli che urlano “non ci interessa niente della vostra politica, oggi facciamo casino” (guarda video dalla piazza). Passa più di un ora in piazza della Signoria e il presidio in strada raddoppia. È diffuso lo scoraggiamento per una giornata che rischia di finire con qualche stretta di

pc 15 marzo - Pavia. La Digos protegge i fascisti; manifestazione sabato


La DIGOS di Pavia sostiene che sia del tutto legale l’affissione di adesivi intimidatori fascisti sotto le case di una ventina di cittadini. Inoltre, informa di non essere riuscita a individuare il responsabile del gesto nonostante le immagini del colpevole siano state riprese dalle telecamere di sorveglianza.
Posto che la sussistenza o meno di un reato non incide minimamente sulla gravità del fatto, nel Paese che ha inventato la mafia è preoccupante che la polizia “legalizzi” le minacce sul portone di casa.
La DIGOS di Pavia non ha avuto la stessa cautela quando si è trattato, nel 2016, di denunciare trenta di noi antifascisti con accuse campate per aria che sono poi miseramente crollate.
Non ci stupisce che i fascisti alzino la testa sapendo di poter godere di un atteggiamento così morbido da parte delle istituzioni.
Si rafforza la necessità di scendere in piazza sabato pomeriggio dalle 14:30 in piazza Italia, per un corteo che rivendichi l’orgoglio di essere antifascisti. Saranno distribuiti altri adesivi!
QUI ABITANO GLI ANTIFASCISTI
Manifestazione antifascista sabato 17 marzo H 14.30, Piazza Italia

pc 15 marzo - Sempre solidali con i rappers spagnoli condannati dallo stato borghese e dal governo neofranchista

Spagna, due rapper condannati per "offese" al Re e "istigazione al terrorismo"
Antonio Viteritti | senzatregua.it
10/03/2018

Il primo febbraio si è svolto il processo ai rapper spagnoli Pablo Hasél e José Miguel Arenas, in arte Valtònyc, accusati di istigazione al terrorismo e insulti alla corona e il 2 marzo sono arrivate le condanne, il primo a 2 anni di carcere e oltre 24 mila euro di multa, che se non pagati diventeranno 5 anni di carcere, mentre il secondo è stato condannato a 3 anni e mezzo.
Entrambi comunisti, utilizzano la musica come vettore di idee rivoluzionarie fra le masse e senza peli

pc 15 marzo - L'Italia nella morsa Usa/Nato - un contributo

Manlio Dinucci
13/03/2018

Sono in corso simultaneamente, nella prima metà di marzo, due grandi esercitazioni di guerra - l'una nel Mediterraneo di fronte alle coste della Sicilia, l'altra in Israele - ambedue dirette e supportate dai comandi e dalle basi Usa/Nato in Italia.
Alla Dynamic Manta 2018 - esercitazione di guerra sottomarina, appoggiata dalle basi di Sigonella e Augusta e dal porto di Catania - partecipano forze navali di Stati uniti, Canada, Italia, Francia, Belgio, Germania, Gran Bretagna, Spagna, Grecia e Turchia, con 5000 uomini, navi di superficie, sottomarini, aerei ed elicotteri.
L'esercitazione è diretta dal Comando Nato di Lago Patria (Jfc Naples), agli ordini dell'ammiraglio statunitense James Foggo. Nominato dal Pentagono come i suoi predecessori, egli comanda allo

pc 15 marzo - Solidarietà a Maya dalle compagne dell' MFPR - Vergogna all'avvocata del telefono rosa. E' la classe e non il genere a fare la differenza nella nostra lotta contro questo sistema moderno fascista!

Si sono da poco chiuse le indagini per la vicenda che ha visto coinvolta Maya lo scorso giugno, e per la quale la rete Nudm Torino scrisse un comunicato.
Il poliziotto che le ha sferrato un pugno dovrà rispondere di lesioni con l’aggravante di aver commesso il fatto “con violazione dei doveri inerenti a una pubblica funzione”. Si tratta di un piccolo ma importante passo, per nulla scontato come ci dimostrano le innumerevoli storie di violenza commesse dalla polizia che solitamente non comportano conseguenze per chi le commette. Neanche il fatto che ci sia un video registrato dalle telecamere della caserma di via Tirreno è una prova sufficientemente solida per i tribunali.

Proviamo a immaginare questo poliziotto entrare in un’aula di tribunale con l’accusa di aver picchiato una giovane donna - mentre era in servizio, con indosso la stessa divisa che indossano i suoi colleghi quando ricevono denunce di violenza da parte delle donne – difeso dalla vice-presidente del Telefono Rosa di Torino.
Ci chiediamo: quali saranno le argomentazioni della difesa? Che non è mai successo? Che se l’è

mercoledì 14 marzo 2018

pc 14 marzo - In Germania prosegue la mobilitazione contro la repressione dei compagni arrestati per il G20 di Amburgo


g20.no 17.3.2018 um 14 Uhr auf dem Gänsemarkt in Hamburg    14 Uhr Gänsemarkt
Kommt nach Hamburg zur Antirepressionsdemo am 17.3.2018!

Wir sind im Juli 2018 in Hamburg auf die Straße gegangen, haben mit vielfältigsten Aktionen unsere Unzufriedenheit mit den herrschenden Verhältnissen zum Ausdruck gebracht.
Die Gegenaktivitäten haben jede Menge Repression nach sich gezogen und sie wird uns auch in Zukunft noch beschäftigen. Deshalb wird es am 17.3.2018 in Hamburg eine spektrenübergreifende Demo geben, um unsere Solidarität mit den von Repression Betroffenen zu zeigen. Mit den bisherigen Verfahren, der Öffentlichkeitsfahndung, der Soko „Schwarzer Block“ wird deutlich: Getroffen hat es bis dato einige, gemeint sind wir alle. Doch wir lassen uns nicht kleinkriegen!
Wir werden uns um 14 Uhr am Gänsemarkt sammeln, um nach einer Auftaktkundgebung mit der Demo zu starten. Die Demospitze wird durch einen alle Farben vertretenen organisierten ersten Block gebildet, diesem schließen sich alle anderen Blöcke an. Am U-Knast Holstenglacis wird es eine Zwischenkundgebung geben. Durch das Karo- und Schanzenviertel geht es zur Roten Flora. Die Demo endet am Arrivati-Park, Am Grünen Jäger, mit einem Abschlussprogramm.
Wir sehen uns am 17.3.2018 in Hamburg!!!
14 Uhr Gänsemarkt
Aufrufe anderer Gruppen, Demoroute und anderes unter: antirepdemo2018.org
unitedwestand.blackblogs.org

pc 14 marzo - Verso il 'Tuono di primavera' in Italia a sostegno della guerra popolare in India

Comunicato stampa del Comitato di Stato del Telangana – Partito Comunista dell’India (Maoista): Risponderemo agli attacchi

MENTRE STAVAMO RIPOSANDO E PARLANDO ALLA POPOLAZIONE, LA POLIZIA HA FATTO UNA INCURSIONE E COMINCIATO A SPARARE UNILATERALMENTE SECONDO LE INFORMAZIONI FORNITE DA UNO DEGLI ATTACCANTI. SECONDO LA POLIZIA, HARI BHUSHAN, BADE CHOKKA RAO E KANKANALA RAJIREDDY NON SONO MORTI IN QUESTO SCONTRO.
Il membro del Comitato distrettuale Dhadaboyina Swami Alias ​​Prabhakar - un residente del villaggio di Rampur, Kazipet Mandal e Ratna un residente di Bijapur sono stati martirizzati in questo scontro insieme ad altri 8 compagni che appartengono a Sukma e Dantewada dello stato del Chattisgarh.
Il dittatore KCR è impegnato in questo tipo di finti scontri per consegnare l'acqua e la terra alle multinazionali. D'ora in poi intensificheremo gli attacchi ai leader del TRS. Il leader Hindutva Raman Singh e il fascista KCR stanno scatenando attacchi contro Adivasi e altri normali uomini. Nonostante la polizia conoscesse i dettagli dei martiri dopo lo scontro, ha dato informazioni errate per confondere le persone e i media e creare il panico nel pubblico. La polizia ha cercato di colpire il coraggio delle popolazioni propagandando la notizia che leader di alto livello erano morti nello scontro. I governi di Telangana, AP, Maharashtra, Chattisgarh miravano a sradicare completamente il PCI(maoista) per dare via le risorse naturali alle multinazionali.
Con l'aiuto delle popolazioni, risponderemo a questi attacchi e vinceremo.
-Jagan Portavoce, Comitato statale per il Telangana del PCI (maoista)

pc 14 marzo - Amnesty International critica le misure antiterroriste del governo francese

Ma è vero o no che 'l'amie du peuple' Melenchon le ha approvate?

in via di traduzione

France: un rapport d’Amnesty International critique les mesures anti-terroristes



media 
Des militaires patrouillent dans le secteur de la Tour Eiffel, à Paris, dans le cadre de l’état d’urgence, le 30 mars 2016. REUTERS/Philippe Wojazer
Chaque année, Amnesty International publie son rapport pour dresser un état des lieux de la situation des droits humains partout dans le monde. L’ONG internationale souligne en particulier le comportement de plusieurs Etats comme la Chine, les Philippines, la Russie ou même l’Egypte. Mais la France ne fait pas figure d’exception, surtout en matière de politique anti-terroriste.
L’an dernier, pour la première fois, Amnesty International avait dévoilé son rapport à Paris, et non à Londres, pour dire combien la situation de la France était préoccupante, en pleine campagne présidentielle. A l’occasion des 70 ans de la Déclaration universelle des droits de l’homme, l’ONG internationale a relevé quatre grandes