Questi sono i dati ufficiali che hanno
accompagnato i primi cento giorni del “fascista perbene” Musumeci, e della sua
già mezzo frantumata maggioranza (si parla già di rimpasto). Questi primi 100
giorni sono stati segnati quindi dalla questione dell’immondizia, ancora e
sempre irrisolta, anzi che si vorrebbe risolvere spedendola all’estero a spese
di chi già paga tasse altissime, e da quella dell’acqua, altrettanto irrisolta,
e trattata anch’essa in maniera ridicola!
In questi primi cento giorni il
governo Musumeci è stato accusato, dai mezzi di comunicazione che se ne sono
interessati, di essere un governo “fantasma”, insomma un governo che non
governa. Sarà perché finalmente, dopo aver provato e riprovato, il burocrate
ingessato Musumeci, è riuscito nell’intento di diventare Presidente della
Regione, e soddisfatto della vittoria si è fatto vedere il meno possibile (è
stato accusato dai suoi e dai suoi alleati di non essersi impegnato in questa
ultima campagna elettorale), sarà perché lui e il suo governo sono
assolutamente incapaci di risolvere alcunché, fatto sta che questa è stata anche
la percezione nella cosiddetta opinione pubblica.
Ai dati di questi sconsolanti
primi cento giorni, si aggiungono quelli “economici” e della condizione della
popolazione siciliana più in generale come riportato dallo studio periodico della
Diste Consulting commissionato dalla Fondazione Curella. (per chi volesse
leggere il resoconto fatto da palermo today: http://www.palermotoday.it/economia/report-sicilia-2018-diste-fondazione-curella-dati.html)
(I funerei Musumeci e Armao)
E sono dati (ancorché
“ufficiali”) che confermano a dir poco la gravità della situazione in Sicilia:
“… più di 200 mila famiglie residenti vivono in assoluta povertà, per
un totale di quasi 600 mila persone che contribuiscono alla crescita delle
disuguaglianze sociali”; i ricchi in Sicilia rispetto ai