MANIFESTAZIONE 9 APRILE 2016 PIAZZA
SANTA MARIA NOVELLA ORE 15.30
A Firenze siamo ormai giunti alle battute
finali del primo grado nel processo contro il movimento fiorentino.
Il
processo è frutto di un'inchiesta aperta dalla procura fiorentina nel 2009 che
formulò l'ipotesi del reato di associazione a delinquere applicata alle lotte
politiche e sociali.
L'utilizzo del reato associativo ha permesso
l'autorizzazione di intercettazioni ambientali e telefoniche, ha sancito il
prolungamento delle indagini fino a quasi due anni determinando l'allargamento
dell'inchiesta dal contesto studentesco da cui era partita, nello specifico
dallo Spazio liberato 400 colpi, a tutte le altre mobilitazioni che stavano
investendo il territorio come quella contro la costruzione di un CIE in Toscana,
quella antifascista fino alle lotte dei lavoratori.L'utilizzo del reato
associativo è servito poi per alimentare la campagna mediatica di
criminalizzazione del movimento e soprattutto ha legittimato le successive
misure cautelari.
Il 4 maggio 2011 scattò la prima operazione di polizia che
portò a diverse perquisizioni e ai primi arresti.
Nelle settimane successive
l'inchiesta si allargò alle manifestazioni che furono organizzate per rispondere
all'attacco repressivo. Il 13 giugno si arrivò così alla seconda operazione di
polizia che portò ad un totale di 86 compagni imputati nel processo di cui 35
sottoposti a misura cautelare tra arresti - uno in carcere gli altri ai
domiciliari - e obblighi di firma. Pertanto le realtà, i collettivi e le
strutture firmatarie di questo APPELLO alla SOLIDARIETÀ lanciano una campagna di
mobilitazione:
1. Affinché del processo si parli e si faccia parlare il
più possibile di modo che si crei coscienza, consapevolezza e la repressione non
possa agire nel silenzio.
2. Perché sia chiaro che chi lotta per la
difesa dei propri diritti e più in generale per la costruzione di una società di
eguali senza più guerra, razzismo e sfruttamento non sarà mai lasciato solo di
fronte alla repressione con cui facciamo i conti quotidianamente: divieti,
denunce, cariche, provocazioni, sgomberi e arresti sono ormai all'ordine del
giorno.
3. Per arrivare ad una manifestazione di piazza il 9 APRILE 2016
ALLE ORE 15.30 IN PIAZZA SANTA MARIA NOVELLA A FIRENZE che sia un momento di
espressione UNITARIA di solidarietà nei confronti degli 86 compagni e compagne
imputati.
Centro Popolare Autogestito fi-sud
Movimento di Lotta per la
Casa
Collettivo Politico Scienze Politiche
Cantiere Sociale Camilo
Cienfuegos - Campi Bisenzio
Occupazione Corsica 81
Assemblea contro la
metropoli
Rete dei Collettivi fiorentini
Confederazione Cobas
Firenze
CUB Firenze
Clash City Workers - Firenze
Per un'altra
Città
Collettivo contro la repressione - Firenze
La Polveriera
CSA nEXt
Emerson
Partito Comunista dei Lavoratori - Firenze
Comitato Comunista
Fosco Dinucci - Firenze
Partito Comunista - Firenze
Prc -
Firenze
Giovani Comunisti - Firenze
Comitato Piazza Carlo Giuliani
onlus
Collettivo d'Agraria
Coordinamento No Austerity
La fiaccola
dell'anarchia
Occupazione di via del Leone 60/62
Partito di Alternativa
Comunista - sezione italiana della Lit-Quarta Internazionale
Sa Domu
Studentato Occupato Casteddu
Associazione Mariano Ferreyra
Collettivo
Bujanov (AR)
ValdarnoAntifascista
Assemblea Antifascista del Q2
Marzolo
Occupata
P.CARC - Federazione Toscana
ISKRA - Laboratorio
Sociale
Fronte della Gioventù Comunista di Firenze
"Periferie al Centro" -
Fuori binario
Osservatorio sulla Repressione
Noi Saremo Tutto
Rete dei
Comunisti
Confederazione USB Firenze
Sinistra Classe Rivoluzione
Firenze
per info e adesioni:
processo86firenze@hotmail.com
Lunedì 21 marzo il PM
Coletta ha avanzato le richieste di condanna nel Processo contro il movimento
fiorentino: le lotte politiche e sociali, studentesche, le mobilitazioni
antifasciste e antirazziste, la solidarietà, i cortei e i presidi organizzate a
Firenze
dal 2009 al 2011 hanno, per l’accusa, un prezzo di 71 anni e 9 mesi
di carcere.
La costruzione dell’inchiesta ruota attorno all’applicazione
del reato di associazione a delinquere, utile alla criminalizzazione stessa
delle lotte ed a una gestione politica di Procura e Digos, mentre le misure
cautelari del 4 maggio e 13 giugno 2011 assumono
un significato determinante
proprio all’interno di quella gestione politica.
Le misure cautelari
vengono imposte, richieste dal PM e giudicate necessarie dal GIP, per tre
ragioni: pericolo di fuga, di inquinamento delle prove o di reiterazione del
reato. La loro applicazione quindi non si basa sull’analisi di fatti specifici
bensì sul
giudizio politico e sociale della persona che il giudice si trova
di fronte: conta “chi sei”, la tua appartenenza politica, il tuo lavoro, i tuoi
rapporti, sia politici che personali.