“Niscemi è tornata nuovamente in piazza. Lo
ha fatto esattamente a 29 anni di distanza dalla frana del ’97 che devastò il
territorio e che lasciò un territorio ferito.” E a quasi un anno dalla frana di
gennaio!
“Un corteo è partito dal plesso San Giuseppe per raggiungere il Belvedere, luogo simbolo della frana e successivamente la piazza principale. La manifestazione è stata organizzata dal Comitato Evento Franoso. ‘Il futuro di Niscemi – ha sottolineato Francesco Rizzo, presidente del comitato – è racchiuso nella nostra storia. Se tutta la città fosse stata vigile e attenta e se fossero state realizzate tutte le opere previste già dal 2005, sicuramente la frana del 2026 non avrebbe provocato i danni che invece si sono
verificati. Sono quasi sei chilometri di case in pericolo. Una cinquantina sono crollate e altre 250 inagibili. Tutto questo non è solo colpa del maltempo ma anche colpa dell’incuria delle nostre istituzioni e di noi niscemesi perché non abbiamo fatto tesoro di quello che è successo 29 anni fa. Si teme l’arrivo delle piogge. Servono opere di consolidamento’. ‘La situazione – ha spiegato il sindaco Massimiliano Conti – è complessa ma stiamo lavorando’”.Stiamo lavorando a che cosa? Le dichiarazioni
concilianti del sindaco che servono solo a tenere buona la popolazione e quelle
abbastanza morbide del presidente del Comitato non possono nascondere che
nonostante i progetti in campo, come quello nuovissimo di una galleria sotterranea,
o lo stanziamento di altri soldi per la “sistemazione autonoma” di chi è rimasto
senza casa, ancora di fatto centinaia di famiglie aspettano una sistemazione vera
e una messa in sicurezza di tutta l’area, in particolare adesso che arrivano le
piogge.
Quella delle “istituzioni” in questo caso del
governo moderno fascista della Meloni, non è solo “incuria”, come su tutto ciò
che riguarda il sociale, ma puro menefreghismo e sciacallaggio sempre e solo
per fini elettorali.
Senza la lotta chiara che porti alla caduta di questo governo, non si possono risolvere i problemi dei disastri “ambientali” né tutti gli altri problemi delle masse popolari!
(notizia dal Giornale di Sicilia 12 ottobre)
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