domenica 11 ottobre 2026

pc 11 ottobre - Ravenna sempre più porto di guerra! intensificare la protesta

 

La nave militare Capucine fa scalo a Ravenna, 

La nave ro-ro Capucine, utilizzata esclusivamente dall’Esercito italiano per il trasporto di mezzi e materiali militari, ha fatto scalo ieri nel porto di Ravenna. A segnalarlo è il Coordinamento popolare contro i traffici di armi dal porto di Ravenna, che chiede di sapere quale carico sia stato imbarcato o sbarcato e manifesta preoccupazione per la presenza dell’unità nello scalo ravennate.

 

Come segnalato dal Coordinamento, la Capucine e la nave gemella Severine vengono impiegate per trasportare armi e mezzi militari tra porti e basi italiane ed estere, con spostamenti che variano in base alle esigenze dell’Esercito e senza rotte fisse. Tra gli scali italiani indicati dall’organizzazione figurano Piombino, Monfalcone, Bari, Brindisi, Sant’Antioco, Salerno e Crotone.

Il gruppo riferisce che nell’ultimo anno la Capucine non era stata avvistata a Ravenna e sottolinea come la nave operi su collegamenti che comprendono basi in Italia, Turchia, Romania, Libano, Arabia Saudita e altre aree del Medio Oriente. Viene richiamato inoltre un passaggio davanti a Haifa, in Israele, lo scorso aprile, sostenendo che in quell’occasione il transponder fosse spento o manomesso.

«Che cosa ha caricato a Ravenna?», domanda il gruppo, che ritiene si tratti di mezzi militari in considerazione dell’impiego della nave, ma non dispone di informazioni certe sul carico movimentato durante lo scalo. Secondo il Coordinamento, la destinazione indicata attualmente sarebbe La Valletta, a Malta, anche se la rotta potrebbe essere modificata.

La presenza della Capucine riporta al centro, per l’organizzazione, la questione dell’utilizzo del porto ravennate per attività legate al trasporto militare. “Mentre stiamo ancora aspettando la sentenza del Consiglio di Stato, su ciò che è lecito sapere che passi, la militarizzazione del porto di Ravenna va avanti, lontano dagli occhi e dal cuore dell’amministrazione, in quella che l’avvocatura dello stato definisce una “guerra mondiale a pezzi” in cui l’Italia è coinvolta. I cittadini ravennati dovrebbero iniziare a preoccuparsi e unirsi alla nostra lotta. Non vogliamo essere coinvolti in nessuna guerra, i porti civili non devono essere attraversati da armi e mezzi militari», afferma il Coordinamento....

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