Da quando è arrivata al governo la fascista Meloni, l’economia di questo Paese non solo non si è ripresa ma di fatto è peggiorata, nonostante lei e i suoi starnazzanti camerati, continuino a sparare balle.
Ce
lo ricorda ancora una volta un articolo del Sole 24 ore di ieri, quasi messo in
sordina, a dir la verità, una lunga e stretta striscia a pagina 17… ma siccome
i dati sono pubblici e vengono dall’Istat non si può far finta di non vederli e
soprattutto pesarli.
Il
giornalista in realtà ha difficoltà a dissimulare il disastro e cerca di tanto
in tanto di attenuare il significato dei dati, con il classico linguaggio da “giornalista
economico”, in questo caso dei dati della produzione industriale italiana nel
mese di agosto, ma facendo anche qualche riferimento a quelli nazionali. Il
titolo dell’articolo è: “Male chimica e
tessile -moda: produzione giù ad agosto”.
Dire male però non dà il senso della caduta della produzione visto che solo per i fertilizzanti si parla del 33% in meno! E in questo c’entra certo la guerra anche con la chiusura dello Stretto di Hormuz, ma ciò significa che la produzione agricola sarà in difficoltà e gli agricoltori proveranno a compensare la caduta con l’importazione dall’estero, sempre se altri Paesi saranno disposti a farlo, e questo farà
aumentare i costi dei beni alimentari! E, infatti, continua il quotidiano dei padroni, sempre con il linguaggio strano: “il rialzo dei prezzi che vede come epicentro ancora una volta l’energia e che dai valori alla produzione si sta traslando con sempre maggior vigore in quelli al consumo, arrivati su base annua ad una crescita del 4,2% a settembre, dal 3,3% precedente.” Insomma i prezzi per chi compra da mangiare sono aumentati del 4,2% secondo l’Istat.Ma
non si parla solo di fertilizzanti: “… in caduta, ampiamente a doppia cifra, sono i prodotti chimici di base oppure
la pelletteria e il finissaggio dei tessili.” E “altrove il clima non è certo
esaltante”.
La
media di quella che stupidamente chiamano sempre “crescita”, “propone un passo indietro dell’1,3% rispetto al
mese precedente, con una variazione
nulla su base annua.”
Insomma,
“Per la produzione nel suo complesso, con il dato negativo di agosto si
affievolisce la crescita accumulata nei primi otto mesi dell’anno, limitata ora
ad appena tre decimali.”
E dillo
chiaro, l’economia è ferma, zero dappertutto! Tranne qualche settore... quello
della guerra!
“Tra
le poche aree in controtendenza in termini produttivi spicca anche quella di armi e munizioni, con un output più che raddoppiato”.
Alle
balle della Meloni sull’economia e tante
altre cose corrisponde il contrario quando si parla di guerra, di soldi e armi
all’Ucraina, di accordi con l’entità sionista di Israele, di militari in Arabia
Saudita ecc. ecc.
Opporsi
al governo Meloni dell’economia di guerra e del peggioramento delle condizioni
di vita e di lavoro del proletariato e delle masse popolari del nostro Paese fino
a rovesciarlo è sempre più urgente enecessario.

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