domenica 11 ottobre 2026

pc 11 ottobre - Sanità, tagli per 19 miliardi e la Meloni continua a raccontare balle!

La Controinformazione di oggi si occupa della Sanità, approfittando della pubblicazione del rapporto della fondazione Gimbe che dice esplicitamente che in questi tre anni, il governo ha sottratto di fatto 19 miliardi alla Sanità. E proprio sulla sanità, durante l'infinita campagna propagandistica, la Meloni elenca i finti successi del suo governo, le spara grosse, come è sua abitudine. La conferma che si tratta di spudorate menzogne viene quindi non solo dalla vita quotidiana di chi con la Sanità deve purtroppo avere a che fare, situazione che viene anche raccontata dalle cronache giornalistiche sulle liste d'attesa, per esempio, sui ricoveri impossibili per mancanza di posti letto, perché mancano i medici, gli infermieri, tutti costretti a turni estenuanti, insomma, quella che in gergo viene chiamata “mala Sanità”.

Ma la conferma viene anche dai rapporti, come quest'ultimo della fondazione Gimbe, che alcuni quotidiani hanno naturalmente ripreso.

Uno dei primi punti è quello dei soldi.

19 miliardi sono stati sottratti alle spese sanitarie in tre anni e così lo spiega il rapporto, riportato per esempio dal manifesto: in rapporto alla ricchezza nazionale prodotta, il fondo sanitario nazionale, che ogni anno viene distribuito alle regioni, è sempre più leggero e in questi anni è rimasto sotto il 6% del PIL, ereditato dall'amministrazione Draghi, addirittura. Se nel periodo 2023-2026 il rapporto tra il fondo sanitario e il PIL fosse rimasto costante a livello del 2022, il servizio sanitario nazionale avrebbe avuto a disposizione 18,8 miliardi di euro in più.

È chiaro che già questo punto si riflette presentemente su uno dei settori sociali più delicati, perché stiamo parlando della salute di tutti noi, che avrebbe invece bisogno di tanti miliardi in più.

Ogni tanto questa riflessione si fa in generale per esempio al riguardo gli anziani e, in generale, anche le persone che vanno in pensione, invece di ricevere sostegni in più, gli vengono sottratti quando uno ha più bisogno, ma questo è il cinismo della politica di questo governo moderno fascista, che tende allo smantellamento della Sanità pubblica e che va praticamente in senso contrario. Invece delle assunzioni di personale medico, infermieristico, ha incentivato i cosiddetti “gettonisti”, come vengono chiamati, e come dice il giornale sono reclutati a peso d'oro dalle cooperative per coprire turni scoperti. La spesa per questi servizi nel 2025 è aumentata del 15% invece di diminuire, e questo addirittura contro una legge che diceva che bisognava diminuire il ricorso a questi medici “gettonisti”.

Ma il problema è che, visto che i salari in questo settore sono molto bassi, a mano a mano questi “gettonisti” lasciano gli ospedali e se ne vanno sempre più nel privato.

Per quanto riguarda gli infermieri poi, ricordiamo a tutti l'accordo che la Meloni - e qui sono appaiati la fascista Meloni e il fascista Modi, il primo ministro dell'India - hanno fatto un accordo dove si prevede che dall'India debbano arrivare in Italia almeno 10.000 infermieri, perché non ci sono. Come abbiamo scritto nel rapporto sul Partenariato Strategico India-Italia, questi infermieri naturalmente si dovranno accontentare dei salari più bassi, laddove l'accordo venisse davvero confermato.

Quindi praticamente in queste condizioni tantissime persone sono costrette a rivolgersi al privato. Ma anche qui il rapporto cita dei dati.

Diciamo subito che viene alla luce la perdita di potere d'acquisto e di fatto la rinuncia di milioni di persone alla cura, si parla ufficialmente di 5,8 milioni di persone che non si possono curare. Questo dato dice che dal 2013 la spesa sanitaria privata cala in termini assoluti, quindi cala, si spende di meno, ma quanto? Nel 2025 si attesta a 42,4 miliardi di euro, il calo è di soli 434 milioni. Qua si tratta sempre di cifre astronomiche, 42 miliardi di spesa privata. Ma perché c'è questo calo comunque? Scrive il manifesto che la diminuzione della spesa diretta privata potrebbe essere conseguenza del calo generalizzato del potere d'acquisto, che si fa sentire anche in farmacie e in clinica. Non “potrebbe”, ma “è determinato” dal calo del potere d'acquisto.

Ma in questo senso proprio un altro dato ci dà la differenza di classe in questo Paese quando si affronta la questione della Sanità, perché il calo della spesa sanitaria è più che compensato da 642 milioni di euro spesi in più dalle assicurazioni sanitarie.

Per le assicurazioni sanitarie un aumento che tocca il 10% si concentra soprattutto nel settore delle polizze volontarie, quindi a un calo generalizzato di 400 milioni a raffronto di un aumento di 642 milioni per le assicurazioni private, quindi chi ha i soldi prova ad assicurarsi contro i problemi della della salute, un problema che riflette la differenza di classe in questo Paese.

L’articolo dice che nel settore delle polizze volontarie, è nel settore dei padroni privati che sono al centro dell'attenzione del governo Meloni fin dal primo giorno. In questo senso l'ultimo tassello l'ha messo Valditara, il ministro della pubblica istituzione, che ha elaborato questa polizza per il personale scolastico ministeriale che coinvolge circa un milione duecentomila lavoratrici e lavoratori, anche questi andranno chiaramente ai privati.

Davanti alle ondate di influenza, davanti all'emergere di malattie, malattie professionali del lavoro, malattie di ogni tipo, questa Sanità naturalmente appare esattamente come un disastro.

Ci sono ancora i trasferimenti dal sud al nord per chi per esempio ha bisogno di cure particolari e al sud non trova riscontro, ma abbiamo visto con i nostri occhi persone stipate nei corridoi, cronaca di quasi tutti i giorni, nei quotidiani. La cosa terribile, ci ricorderemo, come per i referti che dovevano arrivare in tempo per malattie di cancro invece sono arrivati otto mesi dopo, per esempio quando è successo a Trapani, e le persone erano già morte naturalmente.

Poi ci sono i disastri strutturali degli edifici, chi lo vede da fuori o entra in un ospedale lo vede direttamente, cadono pezzi di tetto come è accaduto ultimamente in alcuni posti. Quindi condizioni generali pessime e purtroppo si vede anche dalle formiche che salgono sui letti dei malati, fino al cibo scadente e a fronte di tutto questo naturalmente ci sono i regali che non si possono evitare. Il regalo, per esempio, come quello in estate di 60 milioni che il governo ha dato al Gemelli dell'ospedale del Vaticano.

In questo senso non si poteva fare a meno di fare questo regalo.

Stiamo parlando quindi di bisogni primari davanti ai quali non si può stare indifferente.

In tutto questo, una notizia positiva dovrebbe essere che cala anche il peso della Sanità convenzionata, cioè gli ospedali e gli ambulatori privati che offrono prestazioni rimborsate dal Servizio Sanitario Nazionale sulla spesa sanitaria pubblica, mentre oggi è al 20 % del totale ed è la percentuale più bassa dal 2002.

Ma guarda caso in alcuni ambiti però la Sanità convenzionata è dominante - quella che si prende i soldi appunto dal pubblico - che ha in mano l'85% dell'RSA e il 78% del mercato delle strutture riabilitative. Quindi stiamo parlando di una oggettiva spinta verso la privatizzazione del settore.

Davanti a tutto questo è logico che non si può rimanere indifferenti. Stiamo parlando di diritto alla salute che dovrebbe essere garantito dalla Costituzione.

Stiamo parlando degli stipendi assolutamente insufficienti, addirittura nel taglio generalizzato della spesa sanitaria ai professionisti, come dice un altro quotidiano, sono stati sottratti 36 miliardi dal 2012 ad oggi e praticamente per questo oggi circa un medico su quattro e un infermiere su cinque lavorano fuori dal servizio sanitario. Questo quotidiano parla di “tassa Meloni”, riferendosi ad una citazione, che finiscono per pagarla i cittadini di tasca propria.

Quindi diritto alla salute vietata, Costituzione violata. Ma addirittura qui abbiamo che questa situazione potrebbe peggiorare, potrebbe peggiorare se le cose rimangono così, perché nei prossimi tre anni il taglio potrebbe salire a 32 miliardi.

Non parliamo chiaramente di un altro degli aspetti di cui la Meloni ogni tanto si allarga la bocca, che è quello delle infiltrazioni mafiose. L'ultimo esempio riportato dalla cronaca è proprio quello dell'ospedale Cervello di Palermo, pubblico, dove le assunzioni passano attraverso contrattazioni tra la direzione dell'ospedale e i mafiosi di turno della zona, del quartiere.

Non possiamo rimanere differenti, bisogna fare qualche cosa, bisogna lottare concretamente, seriamente contro questo governo Meloni. Perché è chiaro che, per riassumere, mentre spara balle, per cercare di confondere l'opinione pubblica, gridando e starnazzando in ogni trasmissione naturalmente concordata bene, la Meloni continua a portare avanti il suo compito principale che è quello dichiarato fin dal primo giorno che era al palazzo, di non disturbare i padroni, anzi farli arricchire ancora di più tutti i padroni privati e smantellare tutto ciò che è pubblico.

Opporsi a questa politica è obbligatorio, necessario, lottare contro il governo Meloni è sempre più necessario, su ogni aspetto, come si vede, della vita pubblica, della vita sociale, questo governo è mortale, deleterio, dalle cose più semplici, dalla scuola alla Sanità alla guerra. Tutto si tiene in questo senso, quindi lottare, lottare, lottare ancora contro il governo Meloni è giusto e necessario per farlo cadere.


 

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