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Dal 13 al 20 ottobre le forze armate della NATO simuleranno una guerra nucleare. Una vasta area compresa tra il Mar Tirreno e la Sardegna sarà dunque trasformata in uno scenario bellico, l’ennesimo della stagione addestrativa in corso nella penisola. Non sono mancate le tensioni, sia all’interno dell’Alleanza Atlantica che tra il governo Meloni e le opposizioni parlamentari. Da un lato, l’Aeronautica militare italiana ha provato a minimizzare la portata dell’evento annuale, descrivendolo come una «programmazione ordinaria e di routine»; dall’altro la NATO ci ha tenuto a specificare che «Steadfast Noon è a tutti gli effetti un’esercitazione nucleare». Negli scenari simulati non verranno comunque utilizzati ordigni atomici reali, ma soltanto dei simulacri. Alleanza Verdi e Sinistra ha presentato un’interrogazione al ministro della Difesa Guido Crosetto, chiedendo delucidazioni sull’evento.
Steadfast Noon è un’esercitazione militare che la NATO organizza ogni anno. Per la settima volta toccherà al nostro Paese fare gli onori di casa, riprendendo quanto interrotto nel 2023. All’edizione odierna parteciperanno 17 membri dell’Alleanza Atlantica, contro i 14 dell’anno scorso e i 13 del 2024. Quest’anno si aggiunge la Turchia, mentre la Francia si defila, non aderendo al gruppo di pianificazione nucleare della NATO, pur facendo parte del Patto Atlantico.
Da martedì prossimo, e per una settimana, verrà simulato il momento più critico di una guerra nucleare:
il caricamento di bombe atomiche sui caccia supersonici. Si prevedono dunque intense attività aeree, aggravate dall’utilizzo di droni, ed esercitazioni di tiro. Stando a quanto dichiarato dai promotori, gli ordigni atomici reali non lasceranno i bunker italiani che li custodiscono, come quello di Aviano in Friuli-Venezia Giulia. «L’esercitazione ci aiuta a garantire una capacità sicura, protetta, efficace e credibile per preservare la pace, prevenire la coercizione e scoraggiare le aggressioni. Invia inoltre un chiaro messaggio di unità e determinazione», ha dichiarato Mark Rutte, segretario generale della NATO, rilanciando la strategia della deterrenza.
Secondo le informazioni fornite da ENAV — l’azienda che gestisce il traffico aereo italiano — le attività si concentreranno su quattro giorni: 13, 14, 16 e 20 ottobre. Sul Mar Tirreno, al largo delle coste campane e laziali, convergeranno velivoli militari dalle basi aeree di Ghedi, Amendola, Gioia del Colle e Trapani, oltre che da Aviano. Gli aerei voleranno a bassa quota anche sulla Sardegna centrale, affiancando le attività previste nel poligono di tiro di Salto di Quirra. Nel comunicare le rotte interessate dal traffico militare, l’ENAV raccomanda ai velivoli civili di prestare la massima attenzione ed evitare lo sconfinamento.
«Nel pieno di una crisi internazionale che spinge il mondo verso il riarmo, l’Italia non può esercitarsi alla guerra nucleare: deve aderire al Trattato ONU per la proibizione delle armi nucleari e chiedere il ritiro delle testate dal nostro territorio. La sicurezza si costruisce con disarmo e diplomazia, non simulando l’apocalisse sopra le nostre teste», ha dichiarato Angelo Bonelli, co-portavoce dei Verdi. Questi ultimi, insieme a Sinistra Italiana, hanno presentato un’interrogazione al ministro della Difesa Guido Crosetto per ottenere ulteriori dettagli sulle operazioni e chiedere il motivo per cui il Parlamento non sia stato informato per tempo di un’esercitazione di questa portata. «Abbiamo saputo dell’esercitazione NATO sulle armi nucleari non dal governo, ma da un documento tecnico dei piloti», ha sottolineato Bonelli.
Le operazioni dell’Alleanza Atlantica si inseriscono nella ripresa delle attività addestrative dell’Italia, dopo la pausa estiva. Attualmente è in corso — e lo sarà fino al 25 ottobre — l’esercitazione della Marina militare, organizzata insieme alle forze armate di Bulgaria, Stati Uniti, Francia, Grecia, Portogallo e Spagna. Come già accaduto a maggio per la prima fase, l’esercitazione Mare Aperto 2026 coinvolgerà navi, sottomarini, elicotteri e mezzi anfibi, sia nazionali che dei Paesi alleati. Le esercitazioni anfibie sono previste nei pressi di un altro dei principali poligoni di tiro sardi, quello di Capo Teulada. Così l’isola sarà assediata dalla Mare Aperto a sud e lungo la costa orientale, mentre nelle zone centrali dalla Steadfast Noon.
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