mercoledì 28 luglio 2021

pc 28 luglio - A Novara i lavoratori pronti a riprendere la lotta, contro l’accordo al ribasso firmato da Cgil-Cisl-Uil con la multinazionale

Luglio 27, 20210

I CONFEDERALI PERDONO IL PELO MA NON PERDERANNO MAI IL VIZIO…!

Il 22 luglio 2021 la prefettura di Novara ha convocato i sindacati confederali e il Si Cobas sul caso Lidl di Biandrate (dove il 18 Giugno 2021 ha trovato la morte il nostro coordinatore Si Cobas Adil Belackdim ucciso da un camionista e dal profitto dei padroni) alla presenza dei rappresentanti regionali aziendali di Lidl, questore, assessore regionale.

Pensavamo che si sarebbero affrontati in quella sede i problemi per cui i lavoratori erano entrati in sciopero.

Invece ci siamo trovati di fronte ad un accordo già definito tra i confederali e la Lidl letto dal viceprefetto che invitava il Si Cobas ad esprimere un parere sull’accordo.

Come Si Cobas (pur avendo già inviato una nota di opposizione alla prefettura di Novara) non possiamo accettare l’accordo prospettato dal viceprefetto sia nel metodo che nel merito.

Nel metodo perché ha visto una esclusione politica del si cobas dalle trattative da parte dei confederali e

della Lidl e di fatto accettata anche dalla prefettura di Novara che non ha imposto alla Lidl, che alle trattative fosse presente anche il Si Cobas.

La nostra esclusione dalle trattative è molto grave e non possiamo accettare che la prefettura di Novara di fatto lo abbia avallato (senza neanche chiedere perché il Si Cobas sia stato escluso, visto che siamo parte principale della trattativa con un coordinatore Si Cobas che ha trovato la morte) venendo meno a quel ruolo per cui è delegata: quello di cercare di mediare fra le parti alla ricerca di una soluzione condivisa.

Invece così facendo non può che accentuare la contrapposizione.

Non possiamo accettare neanche il merito dell’accordo, che come sempre vede Cgil-Cisl-Uil svendere le ragioni dei lavoratori accettando un accordo che è tutto favorevole all’azienda.

Infatti, solo per 91 lavoratori su trecento è aumentato di 3 ore l’orario settimanale passando a 25 settimanali, e 5 ore ai part-time a 28 ore passando a 33 ore settimanali senza ottenere nessun full time, pur svolgendo i lavoratori 180 ore mensile.

Significa che la Lidl ha vinto su tutta la linea.

In pratica la Lidl continua a mantenere tutti i 300 lavoratori a part-time risparmiando soldi sia sugli istituti contrattuali che sui contributi pensionistici.

Ci ricordiamo tutti l’atteggiamento dei sindacalisti confederali, durante i giorni tragici di giugno 2021 quando è morto Adil, come inneggiavano all’unità con il Si Cobas per poi fare esattamente il contrario.

Di questo noi non ci meravigliamo affatto, conosciamo i nostri polli.

Solo chiediamo ai confederali: come mai hanno firmato un accordo che ha escluso il Si Cobas?

Come mai non si sono imposti contro la Lidl per far partecipare il Si Cobas alle trattative a cui sono invece andati da soli?

L’UNITA’ NON ESISTE PIU’ QUANDO SI E’ DI FRONTE AI PADRONI?

Le risposte non arriveranno mai perché, come abbiamo scritto nel titolo, questi signori confederali non possono perdere il vizio di fregare i lavoratori perché ormai è nel loro dna accettare le proposte dei padroni, sono anni che condividono le strategie con loro e hanno perso persino l’anima, non solo il pelo, di essere un sindacato.

I confederali, e in particolare la Cgil, sono delle appendici padronali che non servono più neanche agli stessi padroni, ma vengono solo utilizzati contro il si cobas quando i lavoratori si iscrivono con noi negli stabilimenti per ottenere migliori condizioni di vita e di lavoro.

Non possiamo accettare che la morte di Adil sia avvenuta invano.

Per cui la lotta continuerà fino a che i lavoratori non otterranno un contratto full-time, avere riconosciuto i livelli e riconosciuto il Si Cobas come interlocutore dei lavoratori.

Aspettatevi la lotta signori padroni e confederali. Il si cobas si sta allargando in altre Lidl, oltre che in altri settori, e l’unità di tutti metterà fine a queste condizioni e segnerà una ulteriore tappa verso la liberazione dalla paura per una vita sociale dignitosa.

Chiediamo invece a gran voce che la prefettura, il questore e l’assessore presente si
attivino per far riprendere la trattativa condotta a piene mani dal si cobas a cui i
lavoratori hanno dato fiducia.

Novara, 24-7-21

Si Cobas nazionale

Si Cobas Novara

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