mercoledì 12 settembre 2018

pc 12 settembre - Un'intervista a Proletari Comunisti sulla situazione italiana da parte di un blog internazionalista dell'Asia


Qual'è la situazione politica nel vostro paese in questa fase?
Nel presentare la situazione del nostro paese, non possiamo non partire da quello che succede in questi giorni, due questioni prevalgono e sono tra loro legate: masse di popoli dall’Africa del nord e da altri paesi oppressi, cercano di arrivare nel nostro paese con barconi. Molti di essi periscono nelle acque del Mediterraneo. Questi migranti fuggono dalle guerre e dalle loro oppressioni, miserie, prodotte dall'imperialismo. In Italia questo produce due fenomeni: da un lato la solidarietà di settori delle masse popolari, dall’altra lo sviluppo intensificato del razzismo, e al sud come al nord si combatte una battaglia di idee e di pratiche tra queste tendenze presenti. 
Nello stesso tempo il governo è stato conquistato dalle forze fascio-razziste-populiste, con due forze, da due volti ma con la stessa politica: il Movimento 5 Stelle, capeggiato da una cupola formato da un comico-attore e la Lega, inizialmente un fenomeno del nord e poi divenuto una forza nazionale incorporando tutte le forze fasciste che c’erano in Italia. Questo governo ha trasformato tutto in razzismo di Stato. E' un governo abbastanza strano, il suo presidente è di pura facciata e i due vice presidente sono gli effettivi capi del governo, e uno dei due che è anche Min degli Interno utilizza il suo ministero come governo generale. Di conseguenza, blocca i porti e crea un’emergenza che i numeri attuali dell’emigrazione non rendono reale. A questa emergenza unisce un’attività di controllo di tutte le leve dello Stato. Nello stesso tempo apre un fronte dentro l’Europa, facendo un tutt’uno del nazionalismo, razzismo e distogliendo le masse dai gravi problemi economici.
In queste ore questo è il cuore della contraddizione nel nostro paese.

Ma come si è arrivati a questa situazione? 
I differenti governi della borghesia che si sono succeduti hanno perduto progressivamente credito tra le masse, in quanto hanno scaricato la crisi sulle masse popolari, hanno attaccato i salari, le condizioni di lavoro, hanno cancellato lo stato sociale, e hanno gestito il potere come strumento di corruzione e di affari. Questo ha screditato tutti i governi della borghesia, in particolare gli ultimi

pc 12 settembre - 28 SETTEMBRE: ANCORA E SEMPRE PER LA LIBERTA' DI NADIA LIOCE, E DI TUTTI I PRIGIONIERI POLITICI RIVOLUZIONARI - BASTA CON IL REGIME DEL 41BIS

Sono passati più di 13 anni da quando Nadia Lioce è rinchiusa nel carcere de L’Aquila in regime duro del 41bis, che nel settembre 2017 le è stato prorogato, ancora una volta, per altri 2 anni.
Regime del 41 bis che anche, e non poteva essere diversamente, questo governo fascio-populista ha confermato.
Contro questa “tortura bianca” Nadia Lioce nel 2015 fece in vari momenti una protesta battendo con una bottiglietta di plastica le sbarre della sua cella.
Per questa protesta, è in corso un processo e Nadia rischia l'applicazione anche dell'articolo 14 bis, con ulteriore peggioramento delle sue condizioni detentive.

Il 28 settembre vi sarà la nuova udienza. Chiamiamo anche questa volta a partecipare a L'Aquila al presidio al Tribunale e dopo al carcere che si terrà nella stessa giornata.

Nadia Lioce, con la sua protesta, ha messo a nudo il "re", mostrando a tutti l'orrore del 41 bis.
La lotta per Nadia, di Nadia, è una lotta che riguarda tutti e tutte, perché ci mostra l'essenza stessa del 41 bis, che viene realmente applicato soprattutto a tutti coloro che ancora si battono per un mondo migliore, per una società giusta.

L'Mfpr da anni sta portando avanti una campagna per la difesa delle condizioni di vita di Nadia Lioce, la sua libertà e la libertà per tutte/tutti i prigionieri politici.
Una campagna che dall'inizio di questo processo ha visto sia costantemente presidi fuori e presenza attiva dentro il Tribunale e al carcere, insieme a "Pagine contro la tortura" ealtri organismi contro la repressione, sia mobilitazioni verso lavoratori, donne, giovani in varie città, come è stato il 4 maggio scorso.
E' una battaglia che vogliamo e dobbiamo vincere!

pc 12 settembre - Facebook censura le proiezioni gratuite di "Sulla mia pelle"

le multinazionali del web al servizio degli abusi in divisa
 Come denunciato da tante realtà in tutto lo stivale, le proiezioni gratuite del film “Sulla mia pelle”, la storia degli ultimi giorni di Stefano Cucchi, sono state cancellate da Facebook. Il social network ha comunicato che in seguito a ripetute segnalazioni di violazione del copyright da parte di Netflix e della Lucky Red ha eliminato gli eventi da diverse pagine, minacciandone la cancellazione. Facebook e Netflix che si danno una mano, niente di strano, niente di nuovo. In poche ore migliaia di utenti hanno mostrato sdegno verso questa ennesima iniziativa censoria del web 2.0, rilanciando questi incontri pubblici attraverso grafiche e post individuali. Ilaria Cucchi ha provato a ridare un barlume di ragione alla vicenda, sostenendo di comprendere gli attriti sul nodo dei diritti, ma confessando il suo dispiacere per l’attacco che stanno subendo le suddette iniziative in memoria di Stefano. Per noi, come per Ilaria e la famiglia Cucchi, questa storia non ha un fine commerciale. Il 12 Settembre si avvicina, tante proiezioni si terranno già questa settimana, qualche giornale attacca, facendoci più pubblicità che paura. Produzione e Netflix staranno chiamando le redazioni dei giornali, orchestrando qualche iniziativa legale, non consci che non ci faremo intimidire. Ci vediamo in strada sotto allo schermo.
Di seguito un elenco delle prime proiezioni in programma. Se Facebook dovesse continuare la sua opera di censura, la pagina di Infoaut può essere tenuta come punto di riferimento in cui raccoglieremo le segnalazioni dei vari appuntamenti pubblici. Scriveteci se volete essere inseriti!

pc 12 settembre - Pony-express morto, l’ira della sorella: «Tre euro in meno se tardava le consegne».

sostenere queste grida di rabbia, che mostrano come gli ingannapopolo Di Maio/Salvini non facciano nulla per combattere questi omicidi in nome del profitto. Dove "prima gli italiani" si traduca primi a morire di sfruttamento (ndr al pari dei lavoratori migranti)
 Pisa: dopo la prima sera Maurizio Cammillini sarebbe stato pagato 17 euro anziché 20. L’Ispettorato del lavoro apre un’indagine
PISA. «Mio fratello la prima sera era stato pagato 17 euro anziché 20. Il motivo? Ha fatto qualche consegna in ritardo. Lo ha confidato ai suoi amici». È morto per una manciata di spiccioli, i soldi che gli servivano per pagare le bollette e non chiedere aiuto alla Caritas. Maurizio Cammillini, 29 anni, era in prova da due giorni come pony-express per l’Underground Pub di lungarno Mediceo. Era riuscito ad avere finalmente un lavoro dopo anni di disoccupazione. Era il suo sogno. Ma è deceduto per consegnare a domicilio due panini e un fritto contro un lampione di via Pietrasantina. La sua paga e le condizioni di lavoro vengono rivelate a tre giorni dalla morte direttamente dalla sorella, Stefania Pellegrini, anche grazie al racconto dei suoi amici più intimi.
Rider di 29 anni muore in scooter: il giorno prima aveva perso 3 euro per il ritardo nella consegna
Una tragedia sul lavoro che riguarda ancora una volta il lavoro sottopagato dei giovani fattori che si occupano di consegna di pasti a domicilio
12 Set. 2018 1 ora
Maurizio Cammillini, 29 anni, ha perso la vita durante la consegna di due panini e un fritto a domicilio a Pisa. Maurizio faceva il rider, da soli due giorni ed era in prova. ess morto

pc 12 settembre - Il responsabile scuola della Lega ha la terza media. Ed è capo della Commissione Istruzione

non solo un essere ignorante ma anche uno che disprezza la cultura e i libri. Un pensiero simile al nazismo che i libri li ha bruciati in piazza
 Il senatore Mario Pittoni ha scritto per il Carroccio la riforma che dovrebbe archiviare la Buona scuola. Ma nel curriculum, scritto a penna, non ha mai chiarito quale fosse il suo titolo di studio. E ora spiega: "Quello che c'è da sapere non si impara sui polverosi libri"
di Elena Testi
  
Il presidente della commissione istruzione al Senato, l'uomo che dovrebbe vigilare su abbandono , formazione e precariato, ha la terza media. A confermarlo, dopo mesi di voci sul suo conto, è lui stesso, il senatore Mario Pittoni, "l’uomo istruzione" della Lega di Matteo Salvini. E proprio Pittoni, al telefono con l'Espresso, spiega di essere stato fino ad oggi reticente per "paura della guerra social". Si sente una risata dall’altro capo: "Sa, sono figlio della contestazione globale, erano tempi in cui ci si opponeva. Ho un padre insegnante e un fratello professore, quindi ho sempre respirato scuola e per questo sono preparatissimo. Non mi sono diplomato per ribellione". Pausa. "Ripeto, preparatissimo. Ma questo non lo scriva che lodarsi non è bello". Per il Carroccio ha scritto il programma che rivoluzionerà la scuola italiana. Ed è per questo che è stato nominato presidente della Commissione Istruzione Pubblica al Senato. Mario Pittoni, classe ‘50, leghista di ferro, ha un curriculum vitae facilmente consultabile sul portale web del Comune di Udine. Poche voci, scritte in uno stampatello stentato e una calligrafia incomprensibile (sì, è compilato a mano). Tra le voci degne di nota ci sono: addetto stampa di Edi Orioli, campione della Parigi-Dakar e direttore responsabile di una rivista di annunci.

pc 12 settembre - Le fake news del carcere italiano che nessuno puo’ smentire.

utile strumento Salvini per aumentare repressione/tortura/taser/abusi, contro i detenuti
 
Sandra Berardi – Associazione Yairaiha Onlus
 Negli ultimi anni sembrano essersi moltiplicati gli episodi di aggressioni nelle carceri ai danni del personale di polizia penitenziaria. Nell’ultimo anno, in particolare, non passa giorno senza che esca un comunicato a firma di un qualche sindacato di polizia penitenziaria in cui vengono denunciate violenze e aggressioni ai danni degli agenti o, addirittura, tentativi di rivolte dei detenuti. E altrettanto spesso notiamo che le notizie relative a questi episodi vengono salutate entusiasticamente da molti attivisti e rimbalzate sui social, sicuramente in buona fede, quasi ci trovassimo in altra epoca storica e gli articoli fossero volantini ciclostilati narranti conflitti reali. Il leit motiv di quasi tutti gli articoli che quotidianamente leggiamo, veri o falsi che siano, verte su alcuni aspetti particolari come la sorveglianza dinamica, i detenuti stranieri, il rischio radicalizzazione e la riapertura di Pianosa e l’Asinara. “La spirale di violenza nelle carceri (..) continua senza tregua, la ormai cronica carenza degli organici di Polizia Penitenziaria, ad xxx come altrove, espongono a gravi rischi l’incolumità degli Agenti, per non parlare della sorveglianza dinamica con conseguente apertura indiscriminata dei detenuti che  ha fatto lievitare il numero degli eventi critici nelle carceri.”
Oppure:
“Una rissa tra carcerati, così violenta che sono rimasti feriti due agenti della polizia penitenziaria. Un fatto grave, secondo il segretario regionale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (il Sappe), Alfonso Greco: “Detenuti italiani e stranieri si sono picchiati con violenza (….)”

pc 12 settembre - "Le bombe che massacrano gli yemeniti le fabbrichiamo noi” - presidio a Roma il 19 settembre



Mercoledì 19 settembre una delegazione di attivisti contro la guerra provenienti dalla Sardegna, si recherà a Roma per tenere un presidio-conferenza stampa davanti alla Ambasciata saudita in Via Pergolesi.
Motivo del presidio: rendere pubblico  un esposto denuncia da presentare alla CPI (Corte Penale Internazionale) contro l’Arabia Saudita per crimini di guerra commessi e che continua a commettere in Yemen. Il presidio sarà composto fisicamente  prevalentemente da compagne del Cagliari Social Forum ed è stato pensato ed organizzato da Sardegna Pulita, USB/Sardegna, Social Forum e COBAS/Scuola Sardegna.
Si intende altresì denunciare il fatto che questi eccidi vengono commessi anche per mezzo di bombe esportate dalla RWM-Italia in violazione della legge 185/90 (legge che regola il commercio e l’esportazione di armi verso paesi in guerra ecc..)
L’invito fatto dagli attivisti sardi è alla partecipazione anche degli attivisti romani per denunciare gli orrori della silenziata guerra in Yemen, il ruolo geo-strategico da media potenza che gioca l’Arabia Saudita in chiave anti iraniana, in combutta con la NATO e con i paesi dell’Occidente.
Il presidio vuole avere anche il compito di “lanciare” la manifestazione che si terrà a Domus Novas il giorno 29 di settembre. Una manifestazione, non facile, visto che si scontrerà contro gran parte dell’opinione pubblica del posto. ( La fabbrica occupa 85 operai e tecnici stabilmente e 180-190 a tempo determinato) e non sono pochi viste le condizioni socio-economiche della zona.
Il Presidio-conferenza stampa davanti all’ambasciata dell’Arabia Saudita avrà luogo mercoledi 19 settembre alle ore 11.00

pc 12 settembre - L'edizione in italiano delle opere complete di Mao va comprata e studiata

pc 12 settembre - Ottavia Piccolo denuncia il clima reazionario

Venezia, la denuncia di Ottavia Piccolo: “Io bloccata dalla polizia perché avevo un fazzoletto dell’Anpi” Il fatto è avvenuto sabato pomeriggio, a poche ore dalla consegna del Leone d'Oro. L'attrice a Patriaindipendente.it: "Se non fosse preoccupante per il nostro Paese, quanto accaduto sfiorerebbe il ridicolo"
di F. Q. | 11 settembre 2018

La sua colpa è stata quella di avere al collo il fazzoletto dell’Anpi. Per questo motivo l’attrice Ottavia Piccolo è stata fermata dalla polizia alla Mostra del Cinema di Venezia. La notizia è diventata di dominio pubblico dopo la denuncia della Piccolo, che da anni vive ed è residente al Lido. L’attrice voleva entrare nel palazzo con il vessillo dei partigiani, ma gli agenti l’hanno fermata. “Incredibile.

pc 12 settembre - Socialsciovinisti, socialpopulisti a sinistra - denunciare e isolare - Una corrispondenza

Sabato otto settembre, Stefano Fassina – insieme con un folto gruppo di personaggi più o meno conosciuti, quali Alfredo D’Attorre, Vladimiro Giacché, ed altri – lancia, dalla sala della Promoteca del Campidoglio, l’associazione “Patria e Costituzione”.
Leggendo il resoconto della giornata – che compare, a firma Rachele Gonnelli, in taglio basso di pagina quattro del manifesto del giorno successivo – si fa davvero fatica a capire il senso dell’iniziativa lanciata dall’ex viceministro dell’Economia del governo presieduto da Enrico Letta.
L’unica lettura possibile risiede nel tentativo di rincorrere le peggiori destre xenofobre e revansciste, utilizzando un frasario apparentemente appartenente alla tradizione socialdemocratica, ma nella realtà degna del peggiore fascismo.
Il senso di tutta questa pantomima può essere soltanto quello di resuscitare l’evidentemente sopito, ma palesemente esistente, amore per il maresciallo Pietro Badoglio e per il revisionismo togliattiano che nasce dalla svolta di Salerno del 1944.
Se questa è la giusta chiave di lettura, potrebbe essere che il tentativo della falsa moglie di Fassino sia quello di accreditarsi come “sinistra” accettabile per un futuro ritorno della monarchia, o più semplicemente in un possibile futuro regime a guida Matteo Salvini.

pc 12 settembre - Un parroco razzista a Claviere

Clavière, il parroco denuncia i migranti che occupano la chiesa: è il "via libera" allo sgombero

Da sei mesi i locali sono in mano a un collettivo che aiuta i profughi diretti in Francia. Tensioni con i residenti


Non si placa la tensione a Clavière, nel Torinese, ai confini con la Francia, per l’occupazione da parte di un gruppo di migranti e di esponenti dei centri sociali di alcuni locali della parrocchia del paese. Contro il "rifugio" occupato, ribattezzato "Chez Jesus", il parrocco ottantenne don Angelo Bettoni, da sempre contrario all'iniziativa, ha presentato un esposto in Procura. Le ipotesi di reato potrebbero essere invasione di edificio altrui e danneggiamento. Un passo, quello del sacerdote, che a questo punto legittimerebbe lo sgombero della parte di parrocchia in questa situazione dallo scorso inverno.

Già in passato don Bettoni aveva invitato i migranti che arrivano in paese, e si sistemano da "Chez Jesus" in attesa di tentare la traversata verso la Francia e la vicina città di Briançon, ad andare via. Per la questione di Claviére alcuni mesi fa fu presentata un'altra denuncia. Le tensioni quindi potrebbero passare dalla piazza alle aule di tribunali: tutto questo a sei mesi dall'irruzione di antagonisti italiani e francesi, con il sostegno di gruppi come il movimento No Tav, per dare una breve sistemazione ai migranti che tentano di superare il confine, che si trova in una strettoia della valle in corrispondenza del passo del Monginevro e che da mesi, peraltro, è supersorvegliato dalle autorità francesi.

pc 12 settembre - Padroni assassini!

Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro
Report morti sul lavoro
I primi otto mesi si chiudono con 7 morti sui luoghi di lavoro negli ultimi tre giorni del mese. Perde la vita a 18 anni Gabriele Alladio nel cuneese, dove è morto anche un ventinovenne ieri 31 agosto, Roberto Dardo, tutti e due lavoravano nel settore agricolo, un autrasportatore muore bruciato vivo sull’A1 tra Orte e Fabro il 29, nel pavese Marco Trambaiolo muore a 32 anni colpito da una pala meccanica, Luigi Tannarella si schianta con il furgone aziendale nell’agrigentino, a Torino Vittorio Malaballa perde la vita cadendo da un ponteggio, morto nello stesso modo un palermitano di 58 anni adendo da una casa in ristrutturazione in Contarda Rapputi...

...nei primi otto mesi del 2018, rispetto ai primi otto mesi del 31 agosto 2008 e del 2017. Sui luoghi di lavoro dall’inizio dell’anno nel 2018 sono morti 494 lavoratori. Erano 453 nel 2017 +8%. Erano 407 il 31 agosto del 2008 +17,3%.

pc 12 settembre - Bepo operaio e antifascista - Un ricordo da conservare - di Compagne e compagni di Bassano

   Giovedì 30 agosto abbiamo salutato Bepo all’obitorio dell’ospedale di Castelfranco Veneto. Oltre a noi, una decina, c’erano parecchie persone. La loro età era piuttosto avanzata, ma abbiamo visto anche bambini e giovani. Persone che non conoscevamo, molti di Castel di Godego, il suo paese, parenti, amici….
Il nostro obiettivo era di salutarlo nel modo migliore, da compagni, mettendo una bandiera rossa con falce e martello sulla bara, dedicandogli un breve ricordo. Ma avrebbe capito quella gente cosa intendevamo, o meglio chi era Bepo per noi? Dovevamo spiegarlo.
Proprio quella bandiera poteva aiutarci a spiegare: quei simboli, falce e martello, a

pc 12 settembre - Processo per amianto a Milano - non mollare la richiesta di giustizia per i lavoratori morti

Comunicato del Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio
Il 27 settembre a Palazzo di Giustizia dalle 11.30 alle 17 nell’aula 9 (piano terreno), sono convocati come testi quattro ex sindaci: Carlo Tognoli, Gian Paolo Pillitteri, Giampiero Borghini e Marco Formentini. 
Il 6 settembre, alle 9,30, è ripreso il processo contro 5 dirigenti del Teatro La Scala, accusati della morte di 9 lavoratori (nel frattempo uno è andato in prescrizione) con le deposizioni (esame e controesame) di due consulenti della Procura – PM dottor Maurizio Ascione – davanti alla giudice Mariolina Panasiti, Presidente della 9° sezione penale, udienza durata fino al tardo pomeriggio, perchè sottoposti al fuoco di sbarramento delle difese degli imputati.
Il primo consulente dottor Munnari ha ricostruito la catena di comando, gli incarichi e le

pc 12 settembre - L'imperialismo alla ricerca di nuovi pretesti per una nuova fase di bombardamenti sulla Siria

ARMI CHIMICHE : IL "NUOVO" PRETESTO DELLA NATO PER INVADERE LA SIRIA
I MERCENARI DELLA NATO GIRANO L'ENNESIMO FILM DI UN FALSO ATTACCO CHIMICO  PER SDOGANARE AGLI OCCHI DEL MONDO LA "BONTA'" DELL' INVASIONE NATO IN SIRIA

IL FILM E' L' ENNESIMO FALSO, MA GLI ASSASSINI CI SONO DAVVERO SOLO CHE IN REALTA' SONO I MERCENARI DELLA NATO.

ANCHE LE VITTIME SARANNO VERE : SONO I BAMBINI SIRIAI RAPITI APPOSITAMENTE DAI MERCENARI DELLA NATO.
INFATTI LE MADRI SIRIANE ATTUALMENTE STANNO ANCORA CERCANDO I BAMBINI VISTI NEI FILM PRECEDENTI  FALSI COME QUESTO.

pc 12 settembre - Crimini della Nato

VIDEO. 1991-2018: 17 anni di crimini della Nato (e suoi vassalli) in unico documentario

https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-video_19912018_17_anni_di_crimini_della_nato_e_suoi_vassalli_in_unico_documentario/82_25340/

martedì 11 settembre 2018

pc 11 settembre - La guerra mondiale dell'acciaio - Mittal e Ilva di Taranto, la nuova opportunità della lotta di classe degli operai Ilva - Editoriale

ArcelorMittal conquista Taranto nel risiko della guerra commerciale mondiale della siderurgia, dentro la crisi di sovrapproduzione e l'ondata protezionistica scatenata da Trump.
Il governo precedente e forze ambientaliste a Taranto hanno da tempo affermato una favola: che Mittal era pronto ad andarsene, l'altra che Mittal prende l'Ilva solo per chiuderla tra poco dopo aver acquisito le quote di mercato.
Le cose non stanno affatto così. Taranto è centrale per i piani dei primi produttori mondiali dell'acciaio.
ArcelorMittal con una capacità produttiva installata di 100 milioni di tonnellate ha una leadership assoluta nella classifica mondiale dei produttori dell'acciaio. Mittal è leader mondiale dei prodotti piani che sono attualmente il core business di Taranto. E' in questo quadro che l'acquisizione dell'Ilva costituisce un grande colpo.
ArcelorMittal non aveva una presenza diretta in Italia, che, nessuno lo ignori, è il secondo mercato europeo per consumo di coils. Da tempo, prima come Usinor e poi come Arcelor, hanno cercato di mettere le mani sul mercato italiano, ma non c'erano riusciti, se non con un impianto di laminazione, zincatura in provincia di Livorno, l'ex Magona di Piombino.
Pur di mettere le mani sull'Ilva ArcelorMittal ha accettato il piano di dismissioni previsto nell'ambito

pc 11 settembre - ARMI PRIVATE E ARMI PUBBLICHE - SEMPRE LICENZA DI UCCIDERE

Più facile acquistare e detenere armi in casa - L’Italia si aggiudica il triste primato di essere il primo Paese dell’Ue a recepire – interpretandola in modo ancora più permissivo – la direttiva 2017/853 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 maggio 2017, che modifica il precedente dettame riguardante il controllo dell’acquisizione e della detenzione di armi.

Da ieri infatti, contestualmente alla pubblicazione in Gazzetta ufficiale del decreto legislativo n. 104 del 10 agosto 2018, è più facile acquistare e detenere armi in casa, senza neppure avvisare gli altri membri della famiglia o eventuali conviventi. E non solo quelle sportive, ma anche fucili d’assalto o le cosiddette «black rifle», ossia le «armi semiautomatiche a canna liscia somiglianti ad un’arma da fuoco automatica la cui canna non supera i 60 cm», come recita la definizione della relativa categoria declassata dalla direttiva Ue da B9 a B7. Tra queste ci sono carabine come l’Ar15 e mitragliatori come alcuni Kalashinikov. Armi da cecchini, o da stragi nelle scuole.... Nella direttiva europea le armi che erano annoverate nella categoria B7 sono state invece spostate in B9. Un ribaltamento, un “pasticcio” che permette di legalizzare ciò che prima era illegale, secondo i desiderata della lobby delle armi. Ma per recepire la direttiva 853, nel decreto legislativo il governo gialloverde ha dovuto correggere perfino la legge antiterrorismo 43 del 2015, che vietava la caccia con fucili «rientranti tra le armi semiautomatiche somiglianti ad un’arma da fuoco automatica»... per denunciare di detenere un’arma basta inviare una mail ai carabinieri o alla questura tramite posta certificata. Inoltre, malgrado si debba ottenere il titolo di «tiratori sportivi» per detenere armi di categoria A6 (demilitarizzate) e A7 (a percussione centrale con caricatore superiore a dieci colpi per arma lunga e venti per arma corta), per essere definiti tali basta essere iscritti alle federazioni specifiche di un qualunque Paese europeo, oppure alle sezioni del Tiro a segno nazionale, o alle associazioni sportive dilettantistiche affiliate al Coni che operano anche in campi privati. Quest’ultima norma è retroattiva al 13 giugno 2017... Soddisfatte le associazioni per i diritti dei detentori legali di armi, come il Comitato D-477 che per la Lega ha condotto una serrata campagna elettorale e ora raccoglie i frutti. Fu infatti con loro che Salvini stipulò un accordo in questa direzione...

Il taser, la pistola elettrica dal 5 settembre è in dotazione sperimentale delle forze dell’ordine in 12 città italiane (in Lombardia l’assessore regionale De Corato vuole darle anche ai vigili urbani) e la Lega vorrebbe introdurre nelle carceri. Malgrado negli Usa abbia causato oltre mille morti da quando è stata introdotta nel 2000, il sottosegretario alla giustizia, il leghista Jacopo Morrone, lo ha promesso a certi sindacati di polizia penitenziaria che la chiedono da tempo (gli stessi contrari al divieto di tortura). Per sostanziare la sua causa, Morrone si è inventato una «intollerabile escalation di violenza nelle carceri contro gli agenti», sull’onda della denuncia fatta qualche giorno fa dal Sappe.

Studi scientifici e le stesse informazioni della casa produttrice, Axon, dicono quanto siano queste armi, che possono portare a gravi effetti e anche alla morte tante categorie di persone: donne incinta, bambini, anziani, persone debilitate e sottopeso, perone con problemi psichiatrici, sotto effetto di stupefacenti, pazienti con problemi respiratori e soprattutto cardiaci. "Uno studio scientifico del 2012 svolto su 8 persone fermate con l'utilizzo del taser concludeva che i 50mila volt rilasciati dall'arma possono provocare arresti cardiaci, dovuti a tachicardia ventricolare o fibrillazione ventricolare, e vi sarebbe anche la possibilità di un arresto cardiaco se il colpo giunge ad una zona adiacente il cuore. Rischi anche di colpi diretti alla testa, legati a trauma cranico, perdita di conoscenza e sindrome post commozionale. secondo uno studio del 2016 in alcuni casi la scossa può provocare per 24 ore un calo delle funzioni cognitive.

pc 11 settembre - IL FELICE PRINZI - POTERE AL POPOLO...


“E vengo con il mio carico di buone notizie quotidiane...”
Ma Salvatore Prinzi – Potere al Popolo - è o ci fa?

Siamo contenti che lui è felice. Ma che c’ha da esserlo?
Mentre il fascio-populismo tiene il potere; mentre fascisti e razzisti possono fare ciò che vogliono in ogni città, legittimati da Salvini, dall'insieme del governo, e protetti dalle forze dell’ordine; mentre le masse vengono deviate e confuse dagli “ingannapopolo” alla Di Maio; mentre il problema della non adeguata lotta di classe dei “nostri” è serio… E potremmo continuare; lui, Prinzi, ha “buone notizie”: i militanti puliscono le piazze, si contano le percentuali dei voti futuri, gli immigrati per farsi “voler bene” puliscono gratis le piazze; si prepara alle nuove elezioni europee con i socialdemocratici; gli M5S incazzati si spostano verso di loro, ecc. ecc
Dobbiamo dire che il riformismo è in generale più serio.
*****
Napoli. Il riscatto di Piazza Garibaldi, opera anche dei migranti
di Salvatore Prinzi - Potere al Popolo.

E vengo con il mio carico di buone notizie quotidiane. Vado veloce, voi prendetevi questo minutino, vi assicuro che ne uscirete più motivati di prima. E non è poco in questo momento politico terribile!

1. Guardate questo giardinetto com’è carino. Se ci passavate stamattina era pieno di rifiuti e senza piantine. Chi lo ha messo a posto, chi ha pulito oggi due piazze e tutte le strade intorno Garibaldi? Oltre 50 militanti del Movimento Migranti, dell’Ex OPG e di Potere al Popolo. Perché? Perché da mesi nella zona il degrado è in aumento e i cittadini sono esasperati. E’ in aumento per l’abbandono delle istituzioni e per logiche di speculazione privata, ma alcuni fascisti napoletani legati a Salvini sfruttano l’esasperazione della gente e la rovesciano sui migranti… Oggi, fra la gioia dei napoletani presenti, abbiamo distrutto questa narrazione. Oggi la gente ha visto che anche “i neri” sono abitanti di quel quartiere e lo amano. Oggi chi semina odio ha dovuto ingoiare la sua bile! Ripetiamo questa iniziativa in tutta Italia, riprendiamoci quartieri popolari e periferie!
(Ndr) - Quando lo fanno per esempio a Taranto, e lo fanno i “cittadini-gente per bene”, in generale di destra, i disoccupati, i lavoratori precari che lottano per la raccolta differenziata, si

pc 11 settembre - ILVA - I SOCIALSCIOVINISTI SI SPRECANO...

In alcuni commenti all'accordo Ilva (di cui riportiamo sotto stralci) è significativo vedere come viene fuori - sia pure a volte da differenti sponde a sinistra - soprattutto l'humus sciovinista. Il problema sarebbe che è stato venduto un importante pezzo produttivo strategico dell'Italia ad una multinazionale straniera. Come si dice: "gratta, gratta... dietro il comunista c'è l'anima del borghesuccio" che difende il suo "paese" (imperialista, che è altrettanto presente con le sue multinazionali negli altri paesi). 
E quindi si "piange" sulla mancata "nazionalizzazione" che sarebbe stata unica soluzione. 
Ora, questo detto nella realtà dell'Ilva, sembra "fare dello spirito al funerale". Lo sanno che in 56 anni di vita del siderurgico di Taranto, ben 39 è stato in mano pubblica, e solo 17 in mani private? E che in questi 39 anni, ante e post Riva, l'attacco al lavoro, ai salari, ai diritti, alla salute e alla vita degli operai è stato anche peggio che sotto Riva? Lo sanno che l'intervento ultimo dello Stato ha voluto dire ben 12 decreti di vari governi, a tutela solo della produzione e del profitto?
Ma il "meglio" nella valutazione dell'accordo (oltre l'entusiasmo imbarazzante dell'Usb) lo dà, per il momento, Potere al popolo, che scrive di "evidente miglioramento rispetto alle condizioni proposte dal precedente governo e da Arcelor Mittal, che parla di "salvaguardia di tutti i lavoratori", ecc. (su questo consigliamo di leggere attentamente il testo dell'accordo, ma soprattutto sentire gli operai più avveduti dell'Ilva e la popolazione "inquinata" di Taranto); prendendo poi delle vere e proprie cantonate, per cui questi "miglioramenti" sarebbero il risultato della "lotta dei lavoratori contro i licenziamenti".  La "lotta dei lavoratori"? Ma se proprio la mancata lotta dei lavoratori è stato il problema centrale nella vicenda Ilva. Dopo i due anni caldi (2012-2013), dall'avvio della trattativa romana vi è stato solo 1 sciopero, il 9 ottobre 2017. Se gli operai fossero scesi in lotta, stavamo parlando di fatti diversi nella lotta di classe. 
Così è grottesca la descrizione di "Piattaforma Comunista" della attuale "declino" dell'imperialismo italiano - e stiamo parlando dell'8° potenza imperialista... - che ne fa quasi un paese neocoloniale, rapinato da "gruppi stranieri". 
Così le uniche critiche all'accordo dell'Usb sono sul fatto che il nostro paese "finisce nelle mani di una multinazionale". 
Abbiamo i difensori d'ufficio delle'imperialismo italiano. Alcuni dei quali sulle "nazionalizzazioni" da parte dello Stato imperialista italiano, ci fanno anche una manifestazione.
Ma questo, cari compagni, si è sempre chiamato e si chiama "socialsciovinismo", che in  tempi di ascesa del moderno fascismo è quantomeno pericoloso, e rende gli operai pedine nella lotta interimperialista, "nazionalisti" invece che internazionalisti.
Lo Slai cobas per il sindacato di classe ha invece scritto nel volantino sull'accordo Ilva: "...nello stesso tempo la difesa degli interessi degli operai si trova oggi a pesare in questo scenario mondiale, nella realtà aziendale più grande del mondo, in oggettivo legame internazionale con migliaia e migliaia di operai. Questo è un punto di debolezza per i padroni e un punto di forza e di fiducia degli operai nel peso e possibilità della lotta". 
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Potere al Popolo - considera che nonostante il risultato sindacale,  all’Ilva ci sia stata una sconfitta per il sistema industriale e produttivo del paese, con la cessione  alla multinazionale Arcelor Mittal...
L’accordo sindacale stipulato per l’Ilva è un evidente miglioramento rispetto alle condizioni proposte