venerdì 29 dicembre 2017

pc 29 dicembre - 124° anniversario della nascita di Mao Tse Tung - verso il 50° anniversario del 68 - Le idee di rivolta non sono mai morte!

pc 29 dicembre - SULLA LOTTA DELLE MAESTRE - IL DIRITTO AL LAVORO NON SI TOCCA!

Vergognosa dichiarazione della Fedeli, riportiamo la nota giornalistica:” Valeria Fedeli per la prima volta oggi in una intervista a Repubblica commenta la sentenza del Consiglio di Stato sui diplomati magistrali.
“La sentenza va applicata – afferma il Ministro – ma dobbiamo calcolare l’impatto e le conseguenze, per questo ho convocato una riunione per il prossimo 4 gennaio”.
Il Ministro ha anche speso delle parole per lo sciopero in programma l’8 gennaio 2018 “capisco la loro situazione, ma bisogna tenere conto che ci sono pure leggi e regolamenti da rispettare”.
Al momento sembra essere confermata la linea del licenziamento (contratto trasformato da tempo indeterminato in

pc 29 dicembre - 2017/2018 - LA CONDIZIONE E LA LOTTA DELLE DONNE - Editoriale del Mfpr

L'avanzata nel nostro paese, e a livello europeo, mondiale, in particolare nei paesi imperialisti, di un clima da moderno fascismo, per la maggioranza delle donne ha significato in questo anno più attacchi alle loro condizioni di lavoro e di vita ma anche una politica e un’ideologia sempre più fatta di oppressione, concezioni reazionarie, sessiste, maschiliste, razziste, clerico/fasciste.

Tante donne in Italia in questo anno sono state colpite sul piano dell’occupazione, lavoratrici licenziate, operaie messe in cassa integrazione, precarie sempre più precarizzate (i cui dati vengono ipocritamente usati per dire che aumenta il lavoro per le donne), peggioramento e più discriminazioni nelle condizioni di lavoro; le disoccupate aumentano, le braccianti, le immigrate, le donne dei servizi, sono super sfruttate fin quasi a condizioni di moderno schiavismo. Ma non si tratta solo di un attacco alle condizioni economiche/lavorative, di vita materiale delle donne, ma anche di un continuo attacco ideologico da parte del governo, dello Stato, di un sistema sociale che ci vuole sempre più deboli, subordinate. Questo sistema politico, sociale usa le donne per mettere in atto una politica moderno fascista volta al loro controllo morale/repressivo, una sorta di “moderno medioevo”.

Sul fronte della guerra di bassa intensità, di odio verso le donne, fatta di femminicidi, stupri, violenze sessuali di ogni genere, lo Stato borghese, la sua stampa, i suoi organi di controllo, repressivi, di "giustizia" sono sempre più il problema non la "soluzione".

Essi riducono ogni femminicidio, ogni stupro a caso singolo, su cui giornali, televisioni, "esperti", giudici possano, con più o meno sadismo, più o meno ipocrisia, più o meno spirito pruriginoso,

pc 29 dicembre - Casa pound - fascisti legati a malavitosi, bugiardi patentati...

Spada, Mussolini e gli ebrei fascisti: un fact checking su CasaPound

Abbiamo verificato le affermazioni di Simone Di Stefano, vicepresidente della formazione di estrema destra, rese a Piazza Puilita su La7


Spada, Mussolini e gli ebrei fascisti: un fact checking su CasaPound

 Luca Marsella, Simone Di Stefano e Carlotta Chiaraluce di CasaPound
Il vicepresidente della formazione di estrema destra CasaPound, Simone Di Stefano, è stato ospite lo scorso 9 novembre di Corrado Formigli su La7. Di Stefano, che si dichiara orgogliosamente fascista, ha rilasciato una serie di dichiarazioni, alcune di attualità altre di carattere storico, che abbiamo sottoposto al nostro fact-checking.

I consiglieri comunali di CasaPound

Di Stefano, sottolineando una presunta crescita del movimento di estrema destra nelle ultime elezioni, ha affermato (2h 15’ 45’’): “a Bolzano abbiamo tre consiglieri comunali, a Lamezia Terme, a Todi... un po' dappertutto".
È vero che CasaPound ha eletto a Bolzano, nel 2017, tre consiglieri comunali. È anche vero che ne aveva eletto uno a Lamezia Terme, Mimmo Gianturco, ma questi è stato successivamente espulso dal movimento nel maggio 2017. A Todi risulta poi eletto un consigliere del movimento (che oltretutto è in maggioranza).

Quanto al “dappertutto”, Di Stefano esagera. Oltre a quelli citati, CasaPound – come ci comunica il suo ufficio stampa – ha eletto consiglieri comunali in altri sette comuni: Grosseto (Gino Tornusciolo), Isernia (Francesca Bruno), Sant’Oreste in provincia di Roma (Andrea Miscia), Cologno Monzese (Lorenzo Corradini), Lucca (Fabio Barsanti), Trepuzzi in provincia di Lecce (Francesco Pezzuto) e Campagnatico in provincia di Grosseto (Marco Cinelli).
Infine ci sono il sindaco di Trenzano (Brescia) Andrea Bianchi e il vicesindaco di Montelibretti (Roma) Giuseppe Gioia, entrambi eletti in altre liste, che hanno aderito al movimento quando erano già in carica.
Si tratta insomma di una dozzina di comuni, su ottomila circa nel nostro Paese.

Spada, Mussolini e gli ebrei fascisti: un fact checking su CasaPound

Ebrei fascisti

Di Stefano ha quindi criticato le leggi razziali, tra gli altri motivi perché avrebbero allontanato la comunità ebraica dal fascismo. Il vicesegretario di CasaPound in particolare ha affermato (2 ore e 49 minuti): “La comunità ebraica, fino alle leggi razziali, aveva partecipato attivamente, almeno in larga

pc 29 dicembre - ILVA TARANTO - fake news di Calenda. il ministro ricattatore al servizio di Arcelor Mittal

Emiliano aveva già detto da giorni che ritirava la sospensiva e non il ricorso, e 'lo spegnimento degli altiforni all'Ilva il 9 gennaio' era una bufala da sempre... usata come arma di ricatto da governo e sindacati confederali verso i lavoratori e i cittadini, al servizio del piano industriale (esuberi) e del piano ambientale (ambientalizzazione al 2023) di Arcelor Mittal

Ilva, Calenda annuncia passo indietro
di Emiliano: “Ritirata sospensiva al Tar
Scongiurato il rischio di chiusura”

pc 29 dicembre - Un altro sbirro bastardo del G8 Genova 2001 fa carriera... per questo Stato e questi governi i crimini polizieschi di Genova 2001 fanno curriculum.... Pagherete caro pagherete tutto!

da ilfattoquotidiano

G8, anche il poliziotto delle molotov fa carriera nella Stradale del Lazio

Condannato a tre anni per falso - Le prove inventate contro i manifestanti
G8, anche il poliziotto delle molotov fa carriera nella Stradale del Lazio
Il poliziotto delle molotov alla Diaz del G8 di Genova. Pietro Troiani – dopo la condanna e il rientro in servizio – fa un balzo in carriera: sarà il dirigente del Centro operativo autostradale di Roma che ha competenza su tutto il Lazio. Il principale d’Italia.
La comunicazione è della settimana scorsa. Un altro protagonista del G8 che fa un balzo in carriera. “Troiani era e resta vicequestore”, fanno sapere fonti del Viminale. “Ma nell’ultimo carosello di promozioni gli viene affidato un incarico apicale da dirigente della Stradale tra i più ambiti d’Italia, anticamera per ulteriori salti in carriera a cui ormai siamo abituati. È un danno all’immagine e all’organizzazione della polizia”, commenta Filippo Bertolami del sindacato Pnfd (polizia nuova forza democratica).
Secondo i magistrati genovesi, Troiani (condannato in Cassazione a tre anni per falso) sarebbe il poliziotto che nei giorni tragici del G8 avrebbe detto al suo autista di portare alla Diaz le famose molotov. Quelle bombe che dovevano far passare i manifestanti ospitati nella scuola come pericolosi estremisti pronti a compiere atti di violenza. Parliamo della Diaz teatro della “macelleria messicana” (la definizione è del poliziotto Michelangelo Fournier) compiuta dalle forze dell’ordine: pestaggi e violenze contro ragazzi inermi.
Scrissero i pm negli atti di conclusione delle indagini: Troiani “consegnava, per il tramite di un assistente da lui all’uopo diretto, due bottiglie incendiarie del tipo Molotov a colleghi e funzionari di polizia superiori per grado, intenti alle operazioni di perquisizione e in particolare alla ricerca di armi che riconducessero agli occupanti dell’edificio la responsabilità degli scontri avvenuti con le forze dell’ordine nei giorni precedenti e l’appartenenza al gruppo definito Black Bloc”.
Troiani, essendo stato anche affidato ai servizi sociali dopo la sentenza, ha da tempo ripreso servizio, prima degli altri poliziotti condannati per il G8. Era tornato a svolgere il suo ruolo nella Stradale. E adesso ecco il nuovo prestigioso incarico. È soltanto l’ultimo caso. Pochi giorni fa era toccato a Gilberto Caldarozzi (condannato a 3 anni e 8 mesi per falso), il braccio destro di Gianni De Gennaro (capo della polizia ai tempi del G8) appena destinato a diventare numero due della Direzione investigativa antimafia.
Le carriere non avevano subito stop neanche durante i processi: Francesco Gratteri era diventato capo della Direzione centrale anticrimine; Giovanni Luperi capo-analista dell’Aisi (il servizio segreto interno). Filippo Ferri guidava la squadra mobile di Firenze; Fabio Ciccimarra era capo della squadra mobile de L’Aquila e Spartaco Mortola capo della polfer di Torino. Non solo: tra gli indagati e i condannati diversi ottennero poi consulenze e incarichi presso aziende pubbliche e private. Caldarozzi fu scelto da Finmeccanica, società controllata dallo Stato e presieduta all’epoca proprio da De Gennaro.
Adesso, dopo la sospensione e il rientro in servizio, le carriere dei poliziotti condannati sembrano ripartire. Anzi, accelerare nell’imminenza della fine della legislatura.

pc 29 dicembre - Per il dibattito - Si sciolgono le camere, iniziano le chiacchiere - infoaut



Renzi, leader di un PD sempre più a pezzi e in crollo nei sondaggi, continua a mettere in mostra il suo distacco profondo dalla realtà. Continuando a parlare unicamente alle fasce più ricche e potenti della società che sembrano sostenerlo sempre meno, lancia il modello Macron come riferimento per il suo ritorno sulla scena. Nel frattempo, ultimo dei giapponesi, rivendica l'azione di un governo che ha sistematicamente devastato il mondo del lavoro e della formazione, mentre destinava miliardi e miliardi di risorse pubbliche al mondo dei banchieri e dei grandi costruttori edilizi.
Intanto ancora una volta, bollando come assistenzialismo il minimo sindacale che i CinqueStelle vogliono assegnare tramite la loro versione di “reddito di cittadinanza”, il PD ribadisce l'impronta completamente neoliberista della sua filosofia politica, così come la sua scarsa capacità di immaginare solamente una retorica adatta per la realtà che lo circonda. Risultato, l'auto-rinuncia a conquistare un determinante voto giovanile sempre più appannaggio dei grillini.
Berlusconi, ormai sempre più soverchiante su Salvini, legge l'aria che tira, parlando di una campagna

pc 29 dicembre - Carcere assassino! Terni. Detenuto “suicida”; quattro indagati per omicidio colposo


La notizia che la procura di Terni ha aperto un’indagine per omicidio colposo in relazione alla morte di detenuto nel carcere di Terni  il nove dicembre scorso e disposto l’autopsia, conferma quello da me espresso il giorno seguente.
Andava verificato tutto e va verificato tutto.

Un suicidio strano per me e per questa mia richiesta di sciogliere qualsiasi dubbio

pc 29 dicembre - Ulivieri... esibizionista e opportunista - ultimo pretoriano a difesa del fascio razzista Tavecchio alla Federazione italiana gioco calcio - Le elezioni sono oggi puro trasformismo

Renzo Ulivieri ora appoggia Potere Al Popolo


Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare… Le ironie dei servi del potere – 
Se n’è accorto un vecchio leone comunista come Renzo Ulivieri, allenatore in passato di grandi club della serie A (Bologna, Sampdoria, Napoli, Cagliari, Parma), ancora oggi in panchina con le ragazze del Pontedera. Ma anche presidente dell’Associazione Allenatori Calcio e dirigente politico (consigliere comunale e assessore, ancora negli anni ‘60). 

giovedì 28 dicembre 2017

pc 28 dicembre - USA - grande campagna di mobilitazione antinazista a Charlotte - promossa dai maoisti - novità strategica della 'era trump'

I testi in inglese si possono leggere su  maoistroad

USA - Anti-fascists come to Charlotte on December 28th! No Nazis in Charlotte! — Queen City Maoist Collective

- Ready or Not: now is the time to eradicate fascism! Queen City Maoist Collective

USA - Fight fascism, serve the people and build the Party! - Red Guards – Los Angeles


USA - Solidarity with The Antifascists of Charlotte, North Carolina! - Red Guards Pittsburgh·

pc 28 dicembre - I derivati di Morgan&Stanley: la politica come dependance della finanza internazionale

Si chiama imperialismo tutto questo e l'Italia è un paese imperialista avanzato ! proletari comunisti


Il 21 Dicembre 2017 la Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario, presso l’Aula del IV piano di Palazzo San Macuto, ha svolto l’audizione di Vittorio Grilli ex direttore generale del Ministero dell’Economia dal 2005 al 2011 e Ministro dell’Economia e delle Finanze nel governo Monti luglio 2012 ad aprile 2013.*
In quella seduta a Grilli sono stati chiesti chiarimenti sulla stipula dei contratti dei derivati della banca d’affari Usa Morgan&Stanley acquistati dal Ministero delle Finanze nel 2011, quando il medesimo vi svolgeva le funzioni di direttore generale. Quei contratti avevano delle clausole rescissorie capestro che sono state pagate cache(!) per un ammontare di 3,1 miliardi per l’estinzione anticipata esercitata dall’istituto statunitense. “Non rispettare in quel momento un contratto avrebbe avuto conseguenze gravissime” ha riferito Grilli davanti ai membri della commissione aggiungendo «Aprire un contenzioso

pc 28 dicembre - Una faccia del moderno fascismo - Dichiarare guerra ai poveri in nome del “decoro” e della “sicurezza urbana”

un contributo di Daniela Leonardi *

Un approfondimento e una cronologia sulla “sicurezza urbana”


Con l’abbassamento delle temperature, l’inverno ormai alle porte, i media riscoprono come di consueto l’esistenza delle persone senza dimora. Questa stagione è iniziata, contrariamente al solito, con articoli diversi dal racconto del pericolo di vita per chi è costretto a dormire all’aperto. Verso fine novembre abbiamo letto la notizia dell’applicazione del Daspo Urbano – previsto dal decreto Minniti-Orlando, convertito nella legge 48 del 2017 – comminato a una decina di persone homeless nella città di Bologna. Con la loro presenza queste persone avrebbero ostacolato il passaggio dei pedoni; sono state, quindi, forzatamente costrette ad andarsene in nome del decoro e della sicurezza urbana. Cosa si intende per sicurezza urbana? «Per sicurezza urbana si intende il bene pubblico che afferisce alla vivibilità e al decoro delle città, da perseguire anche attraverso interventi di riqualificazione e recupero delle aree, l’eliminazione dei fattori di

pc 28 dicembre - ALCUNE CONSIDERAZIONI SUL PROGRAMMA DI "POTERE AL POPOLO"

“E' assolutamente necessario avvertire ancora una volta i compagni interessati, dir loro che sono scivolati nella palude, che tali “idee” non hanno niente in comune né col marxismo nè con la socialdemocrazia rivoluzionaria. Non è possibile che la questione resti più a lungo “sotto il moggio”, si favorirebbe così la confusione ideologica, che verrebbe orientata nella pessima direzione delle reticenze, dei conflitti “personali”, delle “frizioni” interminabili, ecc. E' invece nostro divere insistere nel modo più reciso e categorico sull'obbligo di studiare a fondo e di chiarire definitivamente i problemi sollevati”. - Lenin – da “Una caricatura del marxismo”.

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Il programma presentato da Je sò pazzo per la lista “potere al popolo” è un programma, da un lato, scontato, che, in pezzi, si ritrova in tante altre realtà, programmi elettorali della “sinistra” riformista e non solo, e che non hanno né prima, né in futuro, mai cambiato la realtà per i proletari e le masse popolari. Quale raggruppamento, non di centro destra, non parla oggi di “attuazione della Costituzione”, o di “lavoro”, o di redistribuzione della “ricchezza, facendo pagare le tasse ai patrimoni”, o di “una lotta seria alle grandi evasioni fiscali”, di “migranti e accoglienza”, la cancellazione dell'obbligo di pareggio di bilancio, ecc.?
Dall'altro, è espressione di un cambio di natura dei compagni e compagne di Je sò pazzo, vedi per esempio, le parti del programma in cui si affermano cose sull'Unione Europea che non erano fino a poco tempo fa nel Dna politico di Je sò pazzo. Sull'Europa vengono usate formulazioni mediate (“vogliamo rompere l'Unione Europea dei trattati”, quando è più coerente, come fa l'area Eurostop,

pc 28 dicembre - DA DUE ASSEMBLEE SULLA LISTA "POTERE AL POPOLO", DOVE SONO INTERVENUTI COMPAGNI DEI CIRCOLI LOCALI DI PROLETARI COMUNISTI

DA PALERMO
Il 21 dicembre a Palermo si è tenuta l'assemblea promossa da Je sò pazzo "potere al popolo". Inizialmente l'assemblea è partita con la predisposizione di parlare solo di organizzazione, per il semplice fatto che molti dicevano che già della parte politica se ne era parlato nella riunione precedente, tenutasi sempre a Palermo. Poi c'è chi ha detto che invece l'assemblea si divideva in una parte politica e successivamente si discuteva la parte organizzativa. 
E' stato proiettato quindi un video sull'assemblea di Roma. All'assemblea hanno partecipato circa 60 persone. Abbiamo visto resuscitarsi vecchi burocrati che non si vedevano in giro dai tempi di SEL e Rifondazione Comunista. Presenza giovanile bassa, con 5 liceali di Palermo che hanno deciso di percorrere la strada di "potere al popolo", e poi altri 2 di Je sò pazzo da Napoli, e un giovane del collettivo Askavusa di Lampedusa. Ovviamente la presenza di Usb con il rappresentante Cardinale, poi Pietro Milazzo che a Palermo è uno dei promotori di "potere al popolo". 

Gli interventi di tutti i pro "potere al popolo" sono stati simili: dare finalmente qualcosa di "diverso" al popolo, e che loro rappresentano realmente il popolo. Che le elezioni non sono di certo il socialismo, ma che grazie alle elezioni possono raggiungere più consenso e poi continuare con le lotte sociali (in realtà vanno in contraddizione con il video che dice che finalmente grazie a queste votazioni il popolo ha la possibilità di prendere il potere).
Alcuni parlano direttamente della parte  organizzativa e vengono criticati, perché risulta un tentativo di non parlare della parte ideologica politica. Dicono che la loro candidatura è un ipotesi di rivoluzione, e che arrivare ad un 3% sarebbe l'inizio (puro opportunismo di gente resuscitata da RC o SEL). Poi soprattutto dicono che loro finalmente sono qualcosa di diverso che danno speranza al popolo (facendo ritornare la gente a votare?)
Hanno parlato anche due giovani del liceo Cannizzaro, che hanno semplicemente esposto tutti i problemi che hanno nelle loro scuole. In seguito anche un intervento di un compagno di Je sò pazzo, che ha esposto tutte le iniziative che fanno a Napoli e ciò che in questi anni hanno creato lì con la gente del quartiere, dicendo che queste votazioni danno la possibilità di cambiare anche le condizioni dei lavoratori e operai.

L'intervento del compagno di Askavusa di Lampedusa va a spezzare la tranquilla propaganda di "potere al popolo". Il compagno dice che  il movimento è caduto in basso, e che si sta mandando in questo caso a quel paese l'analisi politica. In quella sala vedeva compagni spariti  da circa 5 e 10 anni, che adesso come per incanto una volta che si parla di votazioni rispuntano.Va invece  fatta un analisi politica per capire come si sia potuti arrivare a questo punto. Cita la frase di contropiano e cioè, "il morto che afferra il vivo". Il compagno mette in chiaro che non si può sostituire la lotta e il movimento con la via elettorale, e che non vorrebbe rivivere quei momenti  di 15 anni fa, come è stato con RC, di campagne elettorali fallimentari. Ha detto che questa via elettorale non può sostituire il movimento reale. 

Noi siamo intervenuti come circolo di Proletari Comunisti. Ho iniziato dicendo che da comunista ero tenuto a partecipare a questa assemblea, proprio perché si usano le parole come  "potere al popolo" e "rivoluzione". Spieghiamo che conosciamo la realtà di Je sò pazzo e il suo operato sociale a Napoli da valorizzare, ma la via presa ora è sbagliata. Prima di intervenire, abbiamo voluto ascoltare bene per capire a cosa servirebbe alla classe che rappresentiamo questa candidatura alle elezioni borghesi, ma si capisce che al proletariato e alla classe operaia il 3% come obiettivo o qualcosa di più non serve in questa fase. La parola  "potere al popolo" certamente attrae ma secondo quale linea? Anche il partito di Lenin si portò alle elezioni, ma certamente era una fase tattica nell'ambito di una strategia in un momento storico in cui il proletariato russo era polarizzato nel partito comunista rivoluzionario e si erano creati due fronti, uno del proletariato ed uno della borghesia. Ma Lenin ci insegna con fatti concreti e reali e applicati che vincere le elezioni non dà il vero e reale potere al popolo, perchè si rimane sempre nell'ambito della dittatura della democrazia borghese, occorre la la rivoluzione del proletariato per l'abbattimento dello Stato borghese e l'instaurazione della dittatura del proletariato nella costruzione di una nuova società socialista, e questo ce lo ha insegnato la rivoluzione d'ottobre. I compagni parlano di strategia, ma quale strategia è in realtà? Manca un'analisi politica; è assurdo poi non considerare che il 54% delle masse non vota, questo deve essere considerato un vantaggio per le lotte sociali nell'ottica di lavorare per organizzare la ribellione che oggettivamente esprime questo alto dato di astensionismo nel nostro paese. E loro invece chiamano a votare. L'elettoralismo non può sostituire la lotta reale del proletariato come ha anche detto il compagno dell'Askavusa. Da comunisti  non vorremmo pensare che compagni abbiano  preso la via opportunista e di tipo riformista, ma ci piacerebbe pensare che i compagni siano solo confusi. 
Dopo vi sono stati altri due intervenuti che hanno cercato di rispondere al nostro intervento ma non hanno  aggiunto niente a quanto già detto prima dai rappresentanti di Je sò pazzo: che è una strategia, che non vogliono percorrere la via elettoralista, ma che è solo una fase per l'ipotesi rivoluzionaria.
Poi sono passati alla fase organizzativa, ma è emersa confusione sulla questione delle candidature, per cui chiunque fa parte attiva nel movimento, se d'accordo, può proporsi...

DA RAVENNA
18 dicembre ho partecipato all'incontro locale di "potere al popolo" che ha raccolto un centinaio di persone, la maggior parte di Rc, attivisti di una lista di "sinistra" (Gruppo Ravenna in Comune) e del movimento per l’acqua pubblica, con l'obiettivo della costruzione di una lista popolare alle prossime elezioni, pochi i giovani antifascisti presenti (la maggior parte ha preferito partecipare al presidio a Forlì che si è tenuto in concomitanza) che si sono confrontati su cittadinanza attiva, democrazia partecipata, programma, dare rappresentanza alle lotte che si fanno... E' intervenuto un compagno dell’Ex Opg di Napoli. 
Come previsto, l'assemblea ha rinvigorito vecchi burocrati di Rc e, purtroppo, sono i giovani attivi nelle lotte sociali e sindacali di Rc i più entusiasti. 
Nel mio intervento, ho detto che, come comunista, è alla nostra storia, alle lezioni delle vincenti delle esperienze passate della classe operaia e del suo partito che dobbiamo guardare e assimilarle e che il vero senso dello slogan "potere al popolo" lo ha praticato la rivoluzione d'Ottobre, il partito di Lenin, di cui quest'anno ricorre il centenario (fine della guerra imperialista, operai al potere in fabbrica e nella società, terra ai contadini, provvedimenti per dare il lavoro a tutti...); che la partecipazione alle elezioni in un contesto di svuotamento dell'opposizione parlamentare, di governi soli al comando in rappresentanza dei padroni e dei poteri forti, di tendenza al fascismo dall'alto e dal basso, la via non può essere altro che la rivoluzione con alla testa la classe operaia; che l'astensionismo elettorale si sta estendendo tra i proletari e va rafforzata la rabbia e l'opposizione/contrapposizione di classe contro Stato e governi non, invece, la presentazione alle elezioni; che "popolo" è un concetto interclassista agitato persino dall'estrema destra.

pc 28 dicembre - Costa d'Avorio crocevia dell'azione soft dell'imperialismo contro i migranti

I migranti provenienti dalla Costa d'Avorio sono fatti segno nel nostro paese di una guerra sotterranea consistente nel negare loro il diritto d'asilo, sostenendo che la Costa D'Avorio non è un paese dove c'è la guerra. Ora, però, si è creata una situazione nuova.
Un reportage della Cnn ha messo in luce il mercato degli schiavi in Libia e i mass media si sono riempiti di reportage, denunce, di come in Libia sono trattati i migranti.
Si è riunito subito dopo un Vertice Europa/Africa di 80 capi di Stato in Costa d'Avorio con la presenza dell'Onu e spinto dal nuovo attivismo di Macron. E qui la decisione è stata di dare vita ad una task force che impegni alcuni paesi africani, e in prima linea la Costa d'Avorio, “per andare a cercare i clandestini su suolo libico che vogliano venire rimpatriati nel paese d'origine”. Vale a dire, questi governi, come quello della Costa D'Avorio, prima hanno creato nel loro paese condizioni di vita tali che hanno portato alla fuga e ora vengono usati dalle potenze imperialiste per contribuire a

pc 28 dicembre - Come l'Eni e le altre multinazionali arrivano a controllare i paesi dell'Africa e dell'Asia

Su questo, un importantissimo processo ha una prima udienza il 5 marzo. Possiamo dire con sicurezza che pur nei suoi limiti il processo del 5 marzo è più importante delle elezioni del 4.
L'Eni e diversi suoi top manager, presenti e passati, insieme alla Shell e a politici nigeriani devono rispondere dell'accusa di corruzione internazionale per la più grande “mazzetta” della storia: 1,3 miliardi.
Nel 2011 Eni e Shell acquisiscono i diritti di sfruttamento di un colossale giacimento in Nigeria, noto come Opl 245; pagano i soldi al governo, ma i soldi finiscono realmente nelle tasche dell'ex Ministro del petrolio, Dan Etete, che aveva intestato nel '98 il giacimento alla sua società Malabu, all'allora presidente della Nigeria e ad altri soggetti simili. A questo va aggiunto che di questa mega tangente i soldi tornavano, a chi? Ai dirigenti dell'Eni stessi che ricevevano 50 milioni in contanti - scrive Il Fatto quotidiano “presso la casa di Roberto Casula, dirigente Eni in Nigeria”.
Al processo la linea di difesa dei dirigenti Eni è “così si fa”, ma evidentemente la questione non sta in questi termini, al di là dell'esito del processo che prevediamo lungo come tanti altri del genere. E' vero che tutte le multinazionali, non solo l'Eni, agiscono così e anzi si preparano ad agire così sempre di più, da Leonardo a Fincantieri, a Impregilo, a Saipem, ecc. Ma a noi interessa mettere in luce che questo è l'imperialismo, così funziona, ce lo ha spiegato Lenin più di 100 anni fa.
(Circa la vicenda giudiziaria rimandiamo all'articolo de Il Fatto quotidiano del 27.12.17).
Tutto questo sistema di sfruttamento e rapina delle risorse energetiche di questi paesi si basa sul legame organico tra multinazionali imperialiste e borghesia compradora di questi paesi, fatta spesso di puri affaristi, militari, politici corrotti, signori della guerra. Questi interessi miliardari si traducono in infinita miseria e fame per i loro popoli e sono la base della gigantesca ondata migratoria.

Senza spezzare il meccanismo, ma anche le mani e le teste della classe di questo sistema, nulla si può cambiare. L'imperialismo non è riformabile.

pc 28 dicembre - LIBIA, benvenuti all'inferno... - EDITORIALE

“La Libia è una polveriera”, tornano a scrivere i giornali dopo l'attacco all'oleodotto che dai campi della Cirenaica, 400 Km a sud di Bengasi porta petrolio grezzo al terminale di El Sider sulla costa. Si tratta di un oleodotto gestito dalla compagnia Al waha Oil che è una sussidiaria della Noc – National Oil Corporation – compagnia di Stato che opera in Joint Venture con le compagnie americane Hess Corp, Marathon Oil Corp e Conocophillips.
L'attacco viene addebitato all'Isis. Ma non è questo il problema. E' un attacco giusto e necessario. Tutti coloro che lottano contro i signori della guerra, le multinazionali imperialiste e gli Stati imperialisti presenti in Libia devono intensificare la loro lotta e i loro attacchi al cuore del problema della questione libica: il controllo del petrolio.
L'attacco smentisce apertamente il generale Haftar che si vuole accreditare come colui che aveva preso in mano il controllo dei siti strategici in Cirenaica; Haftar è il referente del governo italiano e di Minniti nella gestione dell'intervento imperialista italiano in Libia; Haftar è al centro della contesa e della collusione tra Italia e Francia, ed è uomo anche legato ad Al Sisi-Egitto.
Per questo noi siamo favorevoli che la polveriera Libia esploda e diventi un inferno per i signori della guerra e gli imperialisti.

Proprio in questi giorni il direttore della Noc, la Compagnia di Stato attaccata, si era incontrato a Tripoli con il responsabile dell'Eni per l'oleodotto upstream per il Nord Africa. L'incontro era per

pc 28 dicembre - DALLA GRANDE VICENDA ILVA UN DATO INDISCUTIBILE...

...pensare che la situazione possa cambiare facendo a meno degli operai è una sciocchezza

(Da un documento del circolo proletari comunisti - Taranto)
Siamo a uno snodo importante della vicenda Ilva, da cui dipende il futuro non solo della fabbrica ma della città. Il governo ha assegnato l'Ilva a una grande multinazionale di proprietà principalmente indiana, il più grande siderurgico del mondo. Questo conferma che l’Ilva di Taranto è una fabbrica di straordinaria importanza anche internazionale. Di questo a Taranto non ce ne rendiamo conto, o ce ne rendiamo conto solo per i danni ambientali. L’Ilva è un patrimonio della storia industriale di questo paese. Dopo il gruppo Fiat è il complesso industriale più importante del paese ed è oggi la fabbrica col maggior numero di operai in Italia. Pensare che l’Italia si possa cambiare facendo a meno degli operai è una sciocchezza e fa un danno alla città, prima di tutto. Chi lo dice vuole che Taranto diventi un cimitero industriale, con un futuro di decenni e decenni di inquinamento che nessuno bonificherà, come Bagnoli insegna.

Non è affatto vero che chiudendo l’Ilva a Taranto verrà lo sviluppo. Non è mai accaduto. Dove c’è stata deindustrializzazione, si è sviluppata è la criminalità - Bagnoli è diventata terra di camorra, più inquinata di prima, e anche Taranto diventerebbe territorio sotto il controllo di malavitosi, speculatori, palazzinari. Dove c'è stata la cosiddetta “economia alternativa” è stata “alternativa” solo a favore

pc 28 dicembre - La guerra in Yemen scatenata dall’Arabia Saudita sostenuta dagli Stati Uniti continua a fare migliaia di morti

Tutti i paesi imperialisti (l’Italia per 427,5 milioni nel 2016) vendono armi all’Arabia Saudita che a guida della sua coalizione le scarica sullo Yemen nella guerra all’Iran “per interposta persona”…

Yemen: 71 uccisi da raid in 48 ore

Attacchi aerei coalizione colpiscono due edifici a Sanaa

(ANSA) - ROMA, 26 DIC - Almeno 71 persone sono rimaste uccise nelle ultime 48 ore in raid della coalizione a guida saudita contro i ribelli houthi nello Yemen. Lo riferisce Al Jazeera che cita alcuni residenti. In particolare, secondo la testimonianza dell'attivista pro-ribelli, Abdul Malek al-Fadhl, i raid hanno colpito due edifici ad Hay Asr, nel quartiere residenziale a ovest della capitale Sanaa, mentre la coalizione stava cercando di colpire l'abitazione del leader degli houthi locali, Mohammed al-Raimi. Altri missili hanno colpito la sua auto mentre cercava di fuggire. Il numero maggiore di vittime è stato registrato domenica quando 48 persone, tra cui 11 bambini, sono rimaste uccise in 51 attacchi aerei.

pc 28 dicembre - BRASILE: La denuncia della borghesia compradora e assassina e le dure lotte del popolo nell’editoriale di fine anno del settimanale rivoluzionario A Nova Democracia

EDITORIALE L'imperialismo crea disordini, ma la lotta dei popoli non si ferma

ANNO XVI, Nº 202 - 2 ° QUINZENA DI DICEMBRE E PRIMO QUINDICESIMO GENNAIO 2018
Alla fine di un altro anno si conviene di fare il punto della situazione politica internazionale e nazionale, seguendo il cammino della storia nel suo sviluppo ineguale tra progresso e battute d'arresto, vittorie e sconfitte, ma con la certezza che, per il popolo, non c'è una sconfitta definitiva.
Possiamo dire che l'anno 2017, a livello internazionale, è stato caratterizzato dall'aumento del processo di reazionarizzazione dello stato spinto dall'imperialismo in tutto il mondo. Processo in accordo con le leggi stabilite da Lenin, in continuità e sviluppo diretto delle leggi del capitale scoperte da Karl Marx, secondo cui l'imperialismo è il capitalismo nella sua fase più alta e particolare, è il capitale monopolistico, parassitario e decadente e agonizzante, reazione su tutta la linea.
Per mantenere il vecchio ordine di dominio, la borghesia imperialista può farlo solo attraverso la sottomissione del popolo, continuamente aumentando l'oppressione per estrarre il tasso massimo di plusvalore della forza-lavoro, energia e materie prime a prezzi impoveriti e per assicurare alle loro