martedì 28 aprile 2026

pc 28 aprile - Altre info sul 25 aprile - Bologna

CONTRO LA GUERRA IMPERIALISTA, GOVERNO MELONI E GIUNTA LEPORE. BOLOGNA SA DA CHE PARTE STARE

Diecimila persone hanno attraversato Bologna nel giorno della Liberazione, da piazza dell’Unità fino a via del Pratello. Un corteo costruito al di fuori delle celebrazioni “ufficiali”, segnato da una distanza incolmabile rispetto alla vuota ritualità istituzionale del 25 aprile.

In piazza studenti, lavoratori e lavoratrici, famiglie, donne hanno dimostrato di voler continuare nella strada intrapresa con gli scioperi generali e le oceaniche manifestazioni di questo autunno, e proseguita con la netta bocciatura per via referendaria all’ennesima ipotesi di riforma costituzionale. ...

È stato un 25 aprile che a livello nazionale ha messo centro la guerra, il riarmo ed il ruolo dell’Italia nello scenario internazionale. Il corteo ha espresso un rifiuto politico netto del coinvolgimento nei

pc 28 aprile - Dichiarazione Fronte popolare di liberazione della Palestina

Le testimonianze rese da soldati e ufficiali dell’occupazione riguardo ai crimini di abuso e tortura nella Striscia di Gaza costituiscono esplicite ammissioni di crimini di guerra sistematici, che riflettono la dottrina terroristica che alimenta questa entità criminale.

Le confessioni degli assassini sionisti riguardo alla sepoltura di civili vivi, al compimento di atti vergognosi contro i prigionieri e all’uccisione a sangue freddo di bambini e anziani, dimostrano che quella perpetrata da questo esercito nazista a Gaza è una “politica di sterminio totale e di terrorismo di Stato fascista”, guidata dall’establishment militare sionista con il sostegno del governo sionista per scatenare il proprio sadismo e il proprio declino morale contro un popolo disarmato.

Il Fronte conferma che il bilancio internazionale scioccante, – che documenta il martirio di oltre 38.000 donne e ragazze nella Striscia di Gaza durante la guerra sionista da ottobre 2023 a dicembre 2025, con

lunedì 27 aprile 2026

pc 27 aprile - Dal blog tarantocontro - Intervento di un compagno operaio alla manifestazione del 25 aprile - 'I fascisti si abbattono in maniera violenta, ce lo hanno insegnato i compagni partigiani


Siamo costretti a dover necessariamente ribadire come la giornata di oggi non sia una giornata di festa ma una giornata di lotta, per quanto è pur comprensibile che in molti vedano il 25 aprile come l’inizio della" bella stagione", per chi ha coscienza è invece l’inizio della fine della società capitalista e non dobbiamo commettere l’errore di credere che questa data sia invece soltanto il ricordo della fine del terrore nazifascista, ponendo come scopo ultimo la celebrazione fine a se stessa.

Dobbiamo invece avere la consapevolezza che è da qui che è fondamentale ripartire per porre le basi per l’abolizione del capitalismo/imperialismo che porta avanti i più feroci crimini verso i popoli del mondo. 

Ricordare la lotta partigiana è scuola, è insegnamento da trarre giorno per giorno per eliminare fisicamente non solo i nazismi ed i fascismi, tornati a galla prepotentemente dalle fogne in questa buia epoca storica, ma la società borghese nel suo insieme. Questo va fatto rivendicando obbligatoriamente la propria scelta di campo, esponendo con orgoglio le nostre bandiere rosse, riconoscendo in tutti coloro i quali vorrebbero impedircelo ostacoli da superare, che siano essi moderati o estremisti. Se oggi non sventolassimo con orgoglio queste bandiere avremmo annacquato il significato profondo di questo anniversario, non avremmo il benché minimo rispetto della gloriosa resistenza che questo Paese ha prodotto nel suo periodo più oscuro, e non avremmo tratto insegnamento dai compagni partigiani che si sono sacrificati affinché noi oggi potessimo vivere in un mondo più giusto; compagni partigiani che in passato sono stati presi come modello a cui fare riferimento anche dai combattenti vietnamiti e

pc 27 aprile - Il caso Byd scuote il Brasile - Lula, Cina e schiavismo e operai

di Paolo Laforgia (*)

Il governo brasiliano ha rimosso il capo dell’ispettorato del lavoro, Luiz Felipe Brandão de Mello, pochi giorni dopo l’inserimento della casa automobilistica cinese Byd nel registro pubblico dei datori di lavoro coinvolti in pratiche assimilabili al lavoro schiavo.

La decisione ha aperto un caso politico che investe direttamente il presidente Luiz Inácio Lula da Silva, perché tocca uno dei terreni su cui ha costruito la propria identità pubblica: la difesa dei lavoratori. Secondo Reuters, la rimozione è stata formalizzata il 13 aprile, dopo lo scontro interno sulla presenza di Byd nella cosiddetta “lista suja”, la lista nera del lavoro schiavo.

Il caso nasce a Camaçari, nello stato di Bahia, dove Byd sta costruendo un grande impianto destinato a

pc 27 aprile - Sostieni Radio Onda Rossa, sostieni tutte le radio che fanno controinformazione e informano su lotte e movimenti

Quest'anno è partita la campagna di Radioabbonamento di Radio Onda Rossa!!!!

La Radio che Rompe le bolle…

In un mondo in cui guerra e repressione permeano completamente le nostre vite, i social network commerciali delle grandi corporations completano il circolo vizioso chiudendoci in infinite piccole bolle, in cui ci illudiamo di avere strumenti per uscire dall'isolamento che caratterizza questo periodo storico.

La radio al contrario è uno strumento che diffonde la sua voce a chiunque la ascolti, al di là di qualunque algoritmo. Radio Ondarossa fin dalla sua nascita si è prefissa l'obiettivo di dare voce a quelle lotte che non hanno spazio sui media commerciali, di essere la voce dei senza voce, la Radio di chi se la sente. Una scelta in controtendenza che rifiuta di incoraggiare o finanziare chi con i nostri dati si

pc 27 aprile - ORE 12 Controinformazione rossoperaia - Le manifestazioni del 25 aprile nella valutazione proletaria e comunista

 

pc 27 aprile - 1° Maggio a Bari

Lo Slai cobas per il sindacato di classe aderisce e partecipa - delegazione da Taranto ore 8 sede slai cobas info wa 3519575628

pc 27 aprile - Primo Maggio a Torino: La loro guerra non la paghiamo!

Indizione per lo spezzone sociale del Primo Maggio torinese frutto del percorso cittadino Torino è Partigiana.

Noi non paghiamo le loro guerre: in questo momento storico siamo strozzati dalle condizioni sempre più critiche in cui siamo costretti a vivere. Ciò che vediamo davanti a noi non è una prospettiva in miglioramento. Se anche dovesse prolungarsi una sospensione della guerra all’Iran, se anche dovesse riaprire lo stretto di Hormuz lo scenario attuale è senza precedenti. Di fronte a una recessione annunciata, i governi europei, a partire dall’Italia, si dimostrano incapaci di affrontare seriamente una crisi peggiore di quella del 2008. Il taglio delle accise è ininfluente, i soldi finiscono, le riserve di barili di petrolio pure, l’energia continua a essere terreno di speculazione e le nostre bollette lievitano. Fare la spesa è sempre più un salasso.

Essere oggi contro la guerra imperialista vuol dire scegliere di non voler pagarne i costi, ma significa anche schierarsi per farvi fronte insieme a partire dalla nostra umanità. Le nuove missioni navali di

pc 27 aprile - LA RESISTENZA LIBANESE COMUNICATO DI HEZBOLLAH. Info

"...Oggi, il criminale primo ministro del nemico israeliano Benjamin Netanyahu, ha affermato che è Hezbollah a minare il cessate il fuoco e che il nemico ha diritto alla "libertà d’azione" in Libano "in base all’accordo con gli Stati Uniti d’America e il Libano".
Hezbollah condanna le dichiarazioni di Netanyahu e mette in guardia con forza sulla loro estrema pericolosità, poiché tentano di coinvolgere le autorità libanesi in un accordo bilaterale stipulato esclusivamente tra lui e Washington, in cui il Libano non ha avuto voce in capitolo né ha assunto alcuna posizione, e che pertanto non ha approvato.
Hezbollah sottolinea quanto segue:
che il continuo attacco da parte della Resistenza contro gli assembramenti del nemico israeliano sul nostro territorio da esso occupato, e il suo bombardamento degli insediamenti nemici nella Palestina settentrionale occupata, costituiscono una risposta legittima alle continue violazioni del cessate il fuoco da parte di quest'ultimo sin dal primo giorno in cui è stata annunciata la tregua temporanea. Queste violazioni hanno superato le 500 via terra, via mare e via aria, inclusi bombardamenti, demolizioni e distruzione di abitazioni, causando la caduta di decine di martiri e feriti tra il nostro popolo risoluto.
L'estensione della tregua per ulteriori settimane avrebbe dovuto, secondo quanto dichiarato dalle autorità libanesi, portare a un vero e proprio cessate il fuoco in cui il nemico avrebbe cessato le sue violazioni e aggressioni, in particolare la demolizione e la distruzione di abitazioni nel sud.
Invece ha intensificato la sua aggressione e i suoi attacchi confermando la sua natura criminale, il suo tradimento e il suo disprezzo".

pc 27 aprile - A Taranto il 25 aprile contro fascismo genocidio e guerra ORA E SEMPRE RESISTENZA - dal blog tarantocontro

 

Corteo partecipato e combattivo di circa duecento compagni e compagne delle diverse aree che ha premiato la scelta del corteo unitario - pur nella distinzione di posizioni presenti nel movimento. Il corteo è partito dall'Arsenale, luogo storico e attuale della pesante presenza militare a Taranto, che in funzione della guerra imperialista in Medio Oriente, Iran, Libano e col genocidio che continua in Palestina, si vuole rafforzare sempre più. 

Il corteo è partito con continui slogan e comizi volanti. Ha attraversato zone della città che se pur non affollate hanno investito parti della città non usuali - via Leonida, piazza Marconi, via Principe Amedeo - scelta quest’ultima riuscita per il carattere contromano del corteo che ha bloccato la circolazione dei pullman cittadini rendendo più incisivo il corteo in una via con presenze e negozi di immigrati - in particolare di origine asiatica

Dal camion alla testa del corteo sono intervenute, affrontando vari aspetti della situazione in corso, internazionale e nazionale, le sue ricadute sulle condizioni sempre più gravi delle masse, diverse realtà, organizzazioni, associazioni - tra cui con un discorso incisivo la compagna di proletari comunisti, che ha reso concreta le parole d'ordine: Ora e sempre Resistenza e Antifascismo oggi più che mai, dicendo che oggi è necessaria una nuova Resistenza contro il moderno fascismo, la guerra, per il rovesciamento del governo fascista Meloni, e che dobbiamo rendere vive le grandi lezioni della Resistenza diretta dall'allora Partito comunista, in primis la necessità della lotta armata per cacciare i fascisti, per stop alle

pc 27 aprile - 25 APRILE: DA MILANO A ROMA, LE PROVOCAZIONI SIONISTE E FASCISTE NON FERMANO LE GROSSE MANIFESTAZIONI

 

25 aprile. Da Nord a Sud Italia, centinaia le piazze, i cortei e le iniziative di lotta, a 81 anni dalla Liberazione dell’Italia dall’occupazione nazista e dalla dittatura fascista. Giornata di lotta, ma anche di provocazioni fasciste e sioniste.

A Roma Il 25 aprile capitolino, comunque, è stato caratterizzato da un clima di lotta e festa, attraversato da migliaia di persone, in particolare giovani. Decine le iniziative organizzate in quartieri, piazze, strade di Roma, legando le istanze della Resistenza partigiana a quelle di oggi, dalla resistenza del popolo palestinese al diritto al lavoro, alla casa, alla salute.

Nella zona est, la grande mobilitazione degli spazi sociali che anima ormai da diversi anni i quartieri di Centocelle, Quadraro, Torpignattara, Quarticciolo. Decine di migliaia di manifestanti partiti da piazza delle Camelie hanno raggiunto il quartiere popolare di Quarticciolo per il concerto al parco Modesto di Veglia.

A Milano. Decine di componenti dello spezzone della Brigata Ebraica, scortati dalle forze di polizia e da un cordone di City Angels, hanno bloccato per quasi due ore la manifestazione antifascista, composta da almeno 100mila persone, che stava muovendo i primi passi verso Piazza del Duomo. Insieme alla Brigata Ebraica le bandiere dello Stato di Israele e quelle degli Stati Uniti, con le effige della repubblica

pc 27 aprile - 25 aprile a Bergamo: Ora e sempre resistenza, antifascismo ieri come oggi!

Una manifestazione partecipata, per il 25 aprile a Bergamo, anche qui tanti giovani, lavoratori una presenza popolare, antifascista, solidale con la Resistenza palestinese, contro la guerra, uno spirito ‘partigiano ’ nelle sue mille forme, di festa, solidale, combattivo, internazionalista, un movimento dove però fa ancora fatica ad affermarsi la necessità del rovesciamento del governo moderno fascista Meloni, come obiettivo comune, unificante di un fronte delle lotte economiche, sociali politiche, in continuità con lo spirito della Resistenza Partigiana antifascista nella forma adatta oggi, di una ‘nuova resistenza’.

Davanti nel corteo, tradizionalmente la parte istituzionale, con i rappresentanti delle istituzioni locali in prima fila, a seguire Anpi, la falsa opposizione in parlamento, il blocco dentro cui è stata accolta la cosiddetta brigata ebraica, foglia di fico dei sionisti di Italia Israele, sionisti e di Sinistra per Israele.

E poi le molte anime del movimento, lo spezzone palestinese e quello ora Rete No King’s.

A caratterizzare la tensione fin dalla partenza la presenza come da programma del gruppetto sionista contestato a distanza dentro il corteo durante tutto il percorso assieme al Pd tra i suoi sponsor politici, come estranei ‘fuori i sionisti dal 25 aprile, fuori li Pd dal 25 aprile’.

Che ha finito per rappresentare una sorta di legame tra due manifestazioni, come tenere il fiato sul collo a quelli davanti quando sarebbe stato più opportuno differenziarsi e distaccarsi.

L’appello ad uno spezzone palestinese ha funzionato dal punto di vista numerico aggregando diverse componenti e singoli, realtà eterogenee che hanno unito la Resistenza antifascista con la Resistenza palestinese, fascismo sionismo nessuna differenza, ora e sempre resistenza.

pc 27 aprile - Trieste antifascista - “Un solo errore quel 25 aprile: aver deposto il tuo fucile”

Liberazione, centinaia di persone con il corteo antifascista

“Un solo errore quel 25 aprile: aver deposto il tuo fucile”, gridano in coro i partecipanti. È partito leggermente in ritardo – verso le 12 e 30 – il corteo antifascista annunciato negli scorsi giorni, causa la diatriba di alcuni manifestanti con le forze dell'ordine per il vietato accesso a una madre e una figlia quattordicenne alla Risiera di San Sabba, dove si svolge la celebrazione istituzionale per la Liberazione. Circa 150 i partecipanti partiti poco lontano dall'ingresso Sud del monumento, che hanno preso la direzione del Nereo Rocco, risalito via Miani e, al momento in cui si scrive, discendono via Flavia. I cori hanno rapidamente virato su posizioni pro Palestina. Sul posto carabinieri e polizia di Stato.

Dopo aver attraversato San Giacomo il corteo si è chiuso in piazza Perugino. A vuoto le provocazioni di due ragazzi passati a fianco dei manifestanti. 

pc 27 aprile - Contro la criminalizzazione della solidarietà ai migranti nell'Europa imperialista

I procedimenti giudiziari contro chi soccorre e aiuta i migranti: il report

Nell’ultimo anno almeno 110 operatori umanitari e attivisti hanno subito procedimenti giudiziari. Il rapporto è basato sulle ricerche condotte nel 2025 da Picum

“La criminalizzazione della solidarietà”, l’Ue e i procedimenti giudiziari contro chi soccorre e aiuta i migranti: il report

Il rapporto è basato sulle ricerche condotte nel 2025 da Platform for international cooperation on undocumented migrants (Picum) insieme ai partner Fondazione Ismu, Oxfam Italia, Groupe d’information et de soutien des immigré·es (Gisti), Greek Council for Refugees, Hungarian Helsinki Committee (Hhc) e Ocalenie Foundation.

“È una realtà piuttosto distopica che nell’Europa di oggi si possa affrontare un processo, multe e persino il carcere semplicemente per aver aiutato altre persone in difficoltà. Ma non dimentichiamo che la

pc 27 aprile - Le contraddizioni nella amministrazione imperialista originate dalla strenua resistenza dell'Iran all'aggressione con tutti i mezzi necessari

di Franesco Corrado - antidiplomatico

Sono saltate le trattative che si sarebbero dovute tenere ieri ed oggi ad Islamabad tra USA e Iran per porre fine al conflitto in corso. La cosa era prevedibile dato che si trattava di un dialogo tra sordi. L'Iran aveva posto sul tappeto delle precondizioni perché si iniziasse il dialogo, ma gli USA da quell'orecchio proprio non ci sentono. L'Iran, che stava conducendo una guerra intelligentissima e che ha dimostrato di tenere la situazione in pugno, chiedeva quattro cose: 

1- che l'amministrazione statunitense smettesse la retorica minacciosa 
2- l'alto al fuoco in Libano dove Israele si sta macchiando di una seria raccapricciante di crimini di guerra e contro l'umanità 
3- la restituzione dei fondi congelati illegalmente dagli USA 
4- rimozione immediata del blocco al naviglio commerciale iraniano. 

Limitiamoci a valutare quest'ultimo punto: ciò che la stampa definisce impropriamente "blocco dello stretto di Hormuz" in realtà è un blocco che gli USA fanno al naviglio civile iraniano e non tutto, dato che non riescono a controllare lo stretto e che navi iraniane si muovono liberamente. Di fatto le navi USA sono (erano, come spieghiamo più avanti) a circa 300km dallo stretto per cui non possono fare nessun blocco del medesimo, che rimane nel pieno ed esclusivo controllo dell'Iran. Oramai parlare di

domenica 26 aprile 2026

pc 26 aprile - Se anche una canzone fa paura... Allora rendiamola Viva!

 "...Cacciati senza tregua andrem di terra in terra
a predicar la pace ed a bandir la guerra
la pace tra gli oppressi, la guerra agli oppressor
La pace tra gli oppressi la guerra agli oppressor..."

Sono versi della canzone "Addio Lugano Bella".
Una minaccia per la questura di Roma, che così spiega il primo fermo preventivo, la novità dell’ultimo decreto sicurezza. Novantuno anarchici trattenuti tutto il giorno: non avevano commesso reati ma scritto sul muro della fermata Marconi del metro quelle parole.
Sono inserite nel provvedimento con cui il 26 marzo il questore di Roma Roberto Massucci ha vietato la commemorazione di Sandro Ardizzone e Sara Mercogliano, uccisi una settimana prima al parco degli Acquedotti dallo scoppio accidentale di un ordigno che stavano costruendo. ...perché «nelle ore successive ai fatti occorsi» a Roma «sono state vergate scritte murarie chiaramente inneggianti ad un clima di odio rivolto all’ordine costituito: Pace agli oppressi, guerra agli oppressori»... Quindi, vietato andare a depositare mazzi di fiori sul luogo della morte di due persone...

...Fior di sentenze, negli ultimi anni, ci hanno spiegato che fare un saluto romano in memoria di qualche camerata ucciso non è un tentativo di ricostituire il disciolto partito fascista – un reato – perché quel gesto va inteso come atto puramente commemorativo. Lo stesso discorso, a quanto pare, non vale per gli anarchici. Che infatti, quando domenica 29 marzo a decine si presentano lo stesso al parco degli Acquedotti, in 91 vengono fermati e accompagnati in questura, tenuti per 11712 ore e ad alcuni dato il "foglio di via", perchè... volevano depositare un fiore in ricordo dei 2 anarchici morti.
(stralci da il Manifesto)

IL FASCISMO, SOPRATTUTTO NEI SERVI, SI ACCOMPAGNA SEMPRE ALLA MASSIMA STUPIDITA', E ANCHE PER QUESTO E' PERICOLOSO...

pc 26 aprile - Alcune migliaia a Palermo al corteo del 25 aprile - Contestazione al Sindaco complice di Israele nazisionista

Al corteo cittadino del 25 aprile a Palermo nel folto spezzone sociale e di movimento abbiamo partecipato con rappresentanti di lavoratori e simpatizzanti con striscione e cartelli, uno spezzone che ha ribadito che la Resistenza antifascista non è una ricorrenza e che oggi deve essere collegata alla lotta contro la guerra imperialista, l'economia di guerra e piani di riarmo dei governi imperialisti, al fianco del popolo palestinese, tante le bandiere per una Palestina libera dal fiume fino al mare, buona partecipazione di giovani organizzati e non, con cui vi è stata sintonia durante il corteo nel fare alcuni slogan insieme "il 25 aprile non è una ricorrenza, ora e sempre Resistenza", "Siamo tutte/tutti antifascisti", "Palermo lo sa da che parte stare Palestina libera dal fiume al mare" e cantando Bella ciao, così "Meloni fascista complice sionista" da noi lanciato a cui si sono uniti anche giovani. 

Abbiamo portato chiara e netta  con parole d'ordine nello striscione, i volantini e il giornale, al megafono e con slogan come "l'unico vero terrorismo sono le bombe dell'imperialismo", la denuncia del governo Meloni moderno fascista, della guerra imperialista, della repressione, antioperaio, antipopolare, sessista contro la maggioranza delle donne, ma questa necessaria  denuncia e lotta contro il governo Meloni è rimasta in generale ancora in superficie nel corteo, non afferrando fino in fondo la natura ideologica, politica e pratica  di tipo fascista del governo.   






Anche nella giusta contestazione, che ha preceduto il corteo, al Sindaco Lagalla che nei giorni scorsi "in segreto" ha ricevuto l'ambasciatore israeliano, confermando la complicità della giunta di centrodestra di questa città con lo Stato di Israele genocida, una contestazione che ha impedito di fatto al Sindaco di essere sentito perchè il suo brevissimo intervento è stato subissato da slogans e giuste urla e fischi,  con un cartello abbiamo voluto denunciare l'unità di intenti del governo nazionale fascista Meloni e quelli locali, di Schifani e Lagalla, contro cui siamo chiamati a  lottare in ogni forma per cacciarli.

La contestazione ha ostacolato anche l'intervento iniziale del rappresentante dell'Anpi, in particolare con la denuncia della compagna di proletari comunisti che lo ha accusato di palese ipocrisia nel condividere di parlare  accanto a Lagalla senza denunciarlo come "servo sionista" così come gridato in tanti contro il Sindaco anche durante la contestazione, rimandando al mittente anche "l'offesa" di alcuni pacifisti risentiti per la critica all'Anpi. 

Questa contestazione ha messo di fatto in secondo piano il lato istituzionale che ogni anno impesta il valore storico e attuale del 25 Aprile della Resistenza antifascista. 




pc 26 aprile - La Leonardo in tribunale. Il limiti del profitto e quelli del diritto

Nel mese di ottobre 2025, commentando il sequestro da parte di Israele di membri degli equipaggi della Flotilla per Gaza – tra cui cittadini italiani – il ministro degli Esteri Antonio Tajani dichiarò che il diritto internazionale vale “fino a un certo punto”.

L’affermazione, formulata per spiegare la mancata reazione del governo italiano a un atto illegittimo e piratesco compiuto da Israele in acque internazionali ai danni di propri cittadini, suggeriva qualcosa di più generale: che esiste un limite oltre il quale il diritto cede il passo alla decisione politica. E che quel limite non è fissato dalle norme, ma dal potere che le applica.

Dinanzi al Tribunale Civile di Roma pende una causa che affronta questa tesi, ma in senso inverso. Sette associazioni (AssoPace Palestina, Pax Christi, ATTAC, A Buon Diritto, Un Ponte Per, ARCI e ACLI) insieme a Hala Abulebdeh (donna palestinese rifugiata in Scozia che ha perso l’intera famiglia a causa dei bombardamenti israeliani su Gaza), hanno chiesto al giudice di dichiarare nulli i contratti con cui Leonardo S.p.A. ha venduto o continua a vendere, direttamente o attraverso le sue controllate, materiale bellico ad Israele: ali per gli F-35, sistemi di puntamento laser, aerei da addestramento, elicotteri, cannoni navali, alette di guida per le bombe GBU-39, carrelli per il trasporto di tank ed anche altro.

Il giudizio è promosso contro la Leonardo e contro lo Stato italiano, che quelle esportazioni ha sempre

pc 26 aprile - Solidali con Cospito sempre! - Soccorso rosso proletario

Gli orrori del 41 bis. I pericolosi libri negati ad Alfredo Cospito

Il Pg ricorre in Cassazione per bloccare acquisti autorizzati dal Tribunale di Sorveglianza: contestati testi ritenuti portatori di messaggi di disobbedienza e critica sociale. Sullo sfondo la decisione imminente di Carlo Nordio sul rinnovo del 41 bis ad Alfredo Cospito.

Alfredo Cospito aveva ottenuto dal Tribunale di Sorveglianza di Sassari l’autorizzazione per acquistare una serie di libri e un Cd. La direzione del carcere non aveva dato corso alla decisione. Il procuratore generale ha presentato ricorso in Cassazione affinché l’ok dei giudici venga annullato.

I libri sono: “Dio gioca a dadi con il mondo” di Giuseppe Mussardo edizioni Castelvecchi; “L’incubo di

pc 26 aprile - Brevi info sulle manifestazioni prese dagli altri blog - un commento di proletari comunisti a ORE 12 del 27 aprile

Migliaia e migliaia di persone sono scese in piazza oggi in tutte le città italiane per celebrare la giornata della Liberazione dal nazifascismo.

Spinte anche dal risultato del referendum di marzo che ha rappresentato uno durissimo stop ad un governo in cui i fascisti sono nella cabina di regia – e non perdono occasione per dimostrarlo – le manifestazioni hanno visto una enorme partecipazione popolare.

A creare tensione nei giorni precedenti c’erano state le esternazioni del presidente del Senato La Russa, secondo cui il 25 aprile occorre celebrare anche i miliziani fascisti della Repubblica di Salò in nome di una pacificazione difficilmente riscontrabile negli altri 364 giorni dell’anno. Queste tensioni si sono materializzate oggi con i colpi di pistola sparati a Roma contro i manifestanti nei pressi del Parco Schuster.

Ma alla vigilia c’erano stati anche gli annunci di quella che ormai si configura come l’Internazionale nera – ovvero l’alleanza tra sionisti e filo-israeliani, monarchici iraniani e fascisti ucraini – di voler dare vita a spezzoni comuni dentro le manifestazioni che celebrano la Resistenza antifascista.

Tutti gli occhi erano puntati, come di consueto, sulle manifestazioni di Milano e di Roma. E infatti in queste due città sono avvenuti episodi di sacrosanta contrapposizione tra gli antifascisti/antisionisti verso chi vorrebbe inquinare le manifestazioni del 25 aprile con istanze che ne rappresentano la negazione.

A Milano lo spezzone dei sionisti rinverditi con la Brigata Ebraica, monarchici iraniani e fascisti ucraini ha sfilato nel corteo fino a quando è stato bloccato dai manifestanti che ne hanno chiesto l’estromissione e alla fine sono riusciti a metterli fuori dalla manifestazione. Ne è conseguito il solito profluvio di polemiche e vittimismo al quale questi soggetti ci hanno abituato da anni ma che sembra non funzionare più.

Anche a Roma un gruppo con bandiere ucraine – tra cui Matteo Hallisey in prima fila nell’ aggressione contro il prof. D’Orsi all’università di Napoli – sono stati allontanati in modo piuttosto perentorio dalla manifestazione a Porta San Paolo. Anche qui c’è stato lo scontato e immediato codazzo di interviste a manetta all’insegna del vittimismo aggressivo al quale sono ormai addestrati questi gruppi di provocatori. Nella Capitale quest’anno si sono evitate le tensioni e gli scontri degli anni scorsi a causa della arrogante presenza dei gruppi sionisti nelle manifestazioni del 25 aprile. Quest’anno infatti non si sono presentati in piazza.

A Milano intorno alla manifestazione centrale conclusasi a Piazza Duomo sono proliferate altre manifestazioni, collaterali o alternative, che si sono concluse in piazze diverse da quella dove era stato allestito il palco centrale o, in alcuni casi, si sono svolte in altre zone della città proprio per l’insofferenza ormai diffusa verso celebrazioni della Giornata della Liberazione che cercano di tenere dentro tutto e tutti senza tenere conto degli sviluppi della realtà.

Anche a Roma oltre alla manifestazione centrale si è svolta il consueto corteo del 25 aprile a Roma Est, da Centocelle a Quarticciolo, alla quale hanno partecipato migliaia di persone.