Intervento di un compagno operaio alla manifestazione del 25 aprile
Siamo costretti a dover necessariamente ribadire come la giornata di oggi non sia una giornata di festa ma una giornata di lotta, per quanto è pur comprensibile che in molti vedano il 25 aprile come l’inizio della" bella stagione", per chi ha coscienza è invece l’inizio della fine della società capitalista e non dobbiamo commettere l’errore di credere che questa data sia invece soltanto il ricordo della fine del terrore nazifascista, ponendo come scopo ultimo la celebrazione fine a se stessa.
Dobbiamo invece avere la consapevolezza che è da qui che è fondamentale ripartire per porre le basi per l’abolizione del capitalismo/imperialismo che porta avanti i più feroci crimini verso i popoli del mondo.
Ricordare la lotta partigiana è scuola, è insegnamento da trarre giorno per giorno per eliminare fisicamente non solo i nazismi ed i fascismi, tornati a galla prepotentemente dalle fogne in questa buia epoca storica, ma la società borghese nel suo insieme. Questo va fatto rivendicando obbligatoriamente la propria scelta di campo, esponendo con orgoglio le nostre bandiere rosse, riconoscendo in tutti coloro i quali vorrebbero impedircelo ostacoli da superare, che siano essi moderati o estremisti. Se oggi non sventolassimo con orgoglio queste bandiere avremmo annacquato il significato profondo di questo anniversario, non avremmo il benché minimo rispetto della gloriosa resistenza che questo Paese ha prodotto nel suo periodo più oscuro, e non avremmo tratto insegnamento dai compagni partigiani che si sono sacrificati affinché noi oggi potessimo vivere in un mondo più giusto; compagni partigiani che in passato sono stati presi come modello a cui fare riferimento anche dai combattenti vietnamiti e
che oggi lo sono per i combattenti palestinesi.Tocca purtroppo ricordare quanto insignificanti siano, e molto spesso diventino un impedimento, tanti movimenti, associazioni, bacchettoni fuoriusciti da partiti o intellettuali così autodefinitisi riciclatisi influencer, che dicono tutto ed il contrario di tutto, individui che prendono come modello di riferimento la legalità vigente determinata dallo Stato borghese, una legalità fatta ad uso ed abuso del capitalismo, vigente in quanto tutela i profitti della classe dominante. Questi personaggi nulla hanno a che vedere con le necessità del proletariato, nonostante si affannino a più riprese a dichiararsi dalla parte dei più deboli; in realtà come oche giulive si accodano alla narrazione filoimperialista che definisce la resistenza del popolo palestinese come terrorismo e che in passato hanno già espresso anche elogi per le destre cosiddette “sociali” e continuano a farlo ancora oggi. Vogliono insegnare a noi come condurre le proteste coloro che quelle rare volte che hanno manifestato lo hanno fatto al fianco delle sinistre parlamentari che oggi sostengono la legittimità dell'armamento in proprio dell'Europa, dell'Italia, diventando di fatto anch'essi complici della carneficina ed del genocidio del popolo palestinese, perpetrata dallo Stato canaglia ed illegittimo di Israele e che sostengono ancora oggi la continuazione ostinata della guerra per procura a senso unico in Ucraina.
Questa giornata non appartiene a loro, opportunisti e revisionisti storici con un piede in due scarpe, che in alcuni casi oggi ipocritamente stanno deponendo corone di fiori a lapidi o monumenti accanto ad amministrazioni comunali che in alcuni casi si rifanno orgogliosamente al passato fascista del ventennio. E questo non accade solo a livello locale, bensì, ed in maniera molto più grave, anche a livello nazionale. Sentire il nostro presidente democristiano Mattarella parlare di antifascismo mentre firma ogni decreto emanato da un governo neofascista è raccapricciante, così come lo è vederlo agire come un dissociato mentale, nel momento in cui concede la grazia per motivi umanitari ad un esperta di lavori di bocca come Nicole Minetti, mentre aveva già firmato il decreto sicurezza che prevede l’incarcerazione anche per le mamme con figli inferiori di un anno, ovviamente per quelle che non hanno il denaro per comprarsi la Grazia del Presidente.
Complici di questa situazione non possono che essere i mezzi di propaganda della borghesia sui quali si sono già spesi non fiumi, ma oceani di parole: carta stampata, Tg, profili social e blog vari, tutti concorrono a diffondere una narrazione funzionale alla società del capitale, ed in questo rientra perfettamente la vittimizzazione dei carnefici: dal diritto a difendersi di Israele sino alla commiserazione verso la schifosa fascistella Meloni che non dorme di notte per trovare nuovi modi per baciare le scarpe al suo nazipadrone Trump.
In questo quadro deprimente un ruolo rilevante lo giocano come al solito le opposizioni parlamentari collaborazioniste, col Partito Democratico in testa, un partito da relegare nella pattumiera della Storia, con alla guida una della leader più cretine d’Europa, Elly Schlein, un partito alla continua ricerca di un posto al sole sul carro dei vincitori: lo hanno fatto quando gli sprovveduti del Movimento 5 Stelle erano alla guida di questo Paese, lo hanno fatto successivamente col governo dell’alta finanza Draghi e ci stanno provando ora con l’estrema destra, una sviolinata di qua con il grande apporto che hanno dato al ddl “antisemitismo” Romeo, ed una di là con la difesa a spada tratta della Presidente del Consiglio attaccata, come ovvio che sia, sia dallo stesso Trump che dalla TV Russa, ed è stato miserabile vedere Schlein porsi a tutela della Meloni. Dopotutto è o non è il suo partito il più fedele sostenitore del riarmo europeo?
Ma quando si parla di fascisti non è possibile evitare di fare il nome della seconda carica dello Stato La Russa, un reazionario squadrista che tenta penosamente di riscrivere continuamente la storia partigiana, come ha già fatto in occasione dell’istituzione del Giorno del Ricordo fortemente voluta da questo penoso individuo, anche in quel caso con l’appoggio di esponenti del centrosinistra che sarebbero successivamente confluiti nel PD; oppure ancora con la sua recente dichiarazione in cui di fatto equipara i caduti della resistenza ai porci della Repubblica di Salò.
Sono allora le genti, gli oppressi che condannano i governanti, non di certo chi siede sugli stessi loro scranni.
I fascisti si abbattono in maniera violenta, ce lo hanno insegnato i compagni partigiani, e chi condanna la violenza dicendo che il fascismo si batte col dialogo e col voto è un coglione e non ha capito un cazzo, così come è un coglione che disarma la lotta chi dice che parlare di fascismo ed antifascismo oggi è anacronistico. Il fascismo oggi è più vivo che mai, le destre estreme sono al comando della maggioranza degli Stati imperialisti, e sono responsabili del declino e della sofferenza di tutta l’umanità. Il Medio Oriente, l’Ucraina, il Venezuela, Cuba, il Sudan, l’India, bruciano nello sterminio dei loro popoli causati da bombe, carestie, malattie generate dall’appetito famelico degli imperialismi, è dunque nostro preciso dovere abbattere per sempre la società capitalista che produce tutto questo, e come la rappresaglia nazifascista ha permesso la creazione della Resistenza ed il suo rafforzamento, i nazifascismi odierni stanno creando una nuova resistenza pronta a morire pur di chiudere il cerchio aperto ormai oltre cent’anni fa.
L.
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