Facciamo un breve punto sulle questioni più importanti che debbono interessare i proletari e le masse popolari. Nei giorni prossimi, a partire da domani, primo maggio, fra i lavoratori, alle fabbriche, sui posti di lavoro, faremo il punto anche sulle misure economiche del Decreto “1° Maggio” del Governo.
Sul piano internazionale, l'imperialismo americano e il sionismo israeliano, Trump, Netanyahu cercano di portare a un risultato diverso da quello che hanno ottenuto finora. L'aggressione imperialista all'Iran e al Libano, nel quadro sempre più generale di permanenza del piano genocida nei confronti del popolo palestinese. ha accusato una battuta d'arresto per la resistenza dell'Iran, che ha risposto colpo su colpo e ha inflitto danni rilevanti alle basi militari nell'area del Medio Oriente e sul piano strettamente dello scontro frontale con l'imperialismo americano, ha conservato e mantenuto il controllo dello stretto di Hormuz facendone un'arma dello scontro e della resistenza all'aggressione imperialista.
Quindi ora siamo in una fase di stallo in cui l'imperialismo americano e Trump in prima persona, in unità e contraddizioni col regime sionista israeliano di Netanyahu, vuole rovesciare il verdetto acquisito finora e riuscire a riprendere l'iniziativa militare e l'attacco frontale all'Iran allo scopo anche di provocarne ulteriori contraddizioni interne. Lo stato sionista israeliano invece vuole procedere nell'annessione di una parte del Libano e vuole che la lotta all'Iran prosegua anche al di là degli scopi immediati dell'imperialismo americano.
I proletari e le masse popolari non hanno nessuna ragione per schierarsi con questa aggressione, sia
perché è ingiusta e illegittima sul piano nazionale e internazionale, sia perché rispecchia gli interessi dell'imperialismo americano e del sionismo israeliano, sia perché le ricadute di questa guerra d'aggressione si riflettono nell'aumento dei prezzi di benzina nel generale carovita e soprattutto nella continuità di un piano di intervento militare anche degli altri paesi, Italia compresa, che oltre che dannoso agli interessi dei proletari e delle masse comporta ulteriori danni interni ed esterni alla vita dei proletari e delle masse.L'imperialismo americano e il sionismo israeliano devono fermare la loro aggressione, ritirarsi dal golfo perché solo questa è la soluzione.
Sul piano interno il governo Meloni ha aggiunto ai motivi di crisi originati dal disastro della compagine governativa e dalla sconfitta referendum, altri nell'indebolimento del suo ruolo nei confronti dell'imperialismo americano senza che questo abbia comportato alcuna crescita del proprio ruolo nel rapporto con le altre potenze imperialiste europee che da un lato hanno interessi diversi e dall'altro non vogliono salvare il governo Meloni. Questo ha acutizzato le contraddizioni interne alla compagine del governo, aggravate dalla crisi economica, ma anche da scandali assai gravi come quello della cosiddetta “grazia” alla escort di Berlusconi unita adesso a un magnaccia finanziere non ben identificato, che sono riusciti ad estorcere una grazia inaccettabile al Presidente Mattarella.
Chiaramente dietro a questo passaggio via ancora una volta il marcio di questo sistema, il marcio di questo governo, il marcio di questo Stato, il marcio di questa società. La Minetti non aveva alcun diritto di avere la grazia, anzi le pene che le sono state comminate sono assolutamente al di sotto del suo ruolo storico di capobanda delle prostitute pro Berlusconi che la Minetti ha avuto e che è stato certificato anche in sede giudiziaria. A questo si aggiunge che la sua attività volta al recupero di questo bambino appare non solo losca ma gestita con criteri che sfiorano la grande criminalità, il caso Epstein e la tratta dei bambini.
Ma su questo e di tutto questo responsabili non possono che essere il governo, il Ministro della Giustizia, e ancor più la Presidente Meloni che guida questa compagine e che difendendo Nordio difende se stessa e acutizza lo scontro con Mattarella, e soprattutto continua in una marcia reazionaria per mantenere il potere ed estenderlo.
Quindi, per questo noi siamo, come minimo, per le dimissioni di Nordio. Ma chiaramente la questione Minetti non è una questione che ha a che fare con la morale, ha a che fare con la politica e con il ruolo che questo governo e i suoi Ministri svolgono che è solo nell’interesse dei padroni, dei ricchi, dei corrotti.
Ultima questione. Il dopo 25 aprile si veste di nero attraverso l’oscena presa di posizione del Governo che ha strumentalizzato la giustissima contestazione ed espulsione della brigata ebraica per acutizzare lo scontro con il movimento proletario e popolare progressista, con i solidali con la Palestina, per dare forza alla repressione, sancire i decreti sicurezza, ma soprattutto per infangare il 25 aprile e la Resistenza.
Nello stesso tempo questo 25 aprile ha mostrato insieme alla grande partecipazione anche i limiti di un 25 aprile che non punta alla ‘nuova resistenza’. Una nuova resistenza che parte dalla lotta reale per rovesciare con tutti i mezzi questo Governo e chi lo protegge, padroni fascisti italiani e internazionali.
Dobbiamo fermare la marcia fascista, dobbiamo rovesciare questo Governo, non solo i quattro gatti che si definiscono oggi fascisti e nazisti, che hanno come solo protettore il Governo e soprattutto il Ministro Piantedosi.
Dal 25 aprile dobbiamo uscire più forti con la chiarezza che la battaglia fondamentale è rovesciare questo Governo e inserire in un piano di nuova resistenza la lotta contro l'imperialismo, la guerra e il fascismo, i governi dei padroni, il sistema capitalista e imperialista.
Nessun commento:
Posta un commento