giovedì 30 aprile 2026

pc 30 aprile - Contributo dell'avvocato Catastimeni di Palermo contro l'oscena anticostituzionale norma per rendere gli avvocati collaborazionisti nel cacciare i migranti


Sono Vincenzo Catastimeni, avvocato da anni legato per tantissime vicende allo Slai Cobas sia per vertenze, lotte di lavoro sia per militanza attiva. per quanto possibile.

Voglio dare con questo mio intervento un contributo, vogliamo circa le valutazioni dell'ultimo ignobile decreto sicurezza che è stato approvato proprio alla vigilia del 25 aprile. Come tutti i decreti approvati da questo Governo, tanti punti sarebbero attaccabili, ma questa volta mi voglio limitare a un solo punto, ossia la norma che introduce un emolumento di 615 euro a favore dell'avvocato che fattivamente convinca il migrante irregolare a rientrare a lasciare volontariamente il suolo italiano. Personalmente io, avvocato Vincenzo Catastimaini, mi sento offeso nella dignità perché io posso anche lavorare gratis, ma vedermi riconosciuta per una mia attività 615 euro, su cui ci devo anche pagare le tasse, è una valutazione mortificante di quello che è l'operato dell'avvocato.

Non voglio stendere le lodi di quella che è l'attività dell'avvocato che apparentemente si può concretizzare in poco tempo, ma in realtà ha dietro tutto uno studio, un approfondimento, una conoscenza della materia, parlo di materia giuridica, che più delle volte spesso in buona fede sfugge alle clienti. L'attività che gli avvocati svolgono quando la fanno seriamente non potrebbe neanche essere quantificata, ma viene quantificata veramente in una miseria.

Mi fa specie pensare, immaginare che ci possa essere qualche collega possa prestarsi a una schifezza del genere: quando si dice pesare le persone per il valore del denaro, 615 euro.

Andiamo ora a valutare l'aspetto giuridico. Intanto c'è un problema, questo decreto legge fa a cazzotti

con quello che è il compito dell'avvocato, con una norma che obbliga l'avvocato ad avere un patrocinio “fedele”, cioè che deve adoperarsi e fare di tutto per rispondere alle aspettative del cliente, poi può raggiungere o non raggiungere il risultato, ma sicuramente deve fare di tutto per poter ottenere il risultato. Ora immagino un migrante che in una situazione di irregolarità va dall'avvocato. Non va sicuramente per volere rientrare nel suo paese perché tranquillamente può presentarsi alle forze dell'ordine e dire rimpatriatemi e via. Va dall'avvocato perché vuole sanare la sua posizione. Quindi abbiamo di fronte un cliente che chiede una cosa e l'avvocato che convince il cliente a fare la cosa esattamente opposta, non per un problema di legge, ma perché deve raggiungere l'obiettivo dei 615 Euro.

Per me è evidente, è la prova provata del patrocinio infedele commesso dall'avvocato.

Ma siccome chi scrive questi decretucci non sa neanche quali sono le norme attualmente vigenti in Italia, e lo hanno dimostrato in questi 4 anni, ecco che si è arrivati a un obbrobrio del genere.

Ma c'è anche un altro problema, un problema di natura costituzionale-. Perché di fatto l'articolo 3 della Costituzione che dice che di fronte all'ordinamento italiano siamo tutti uguali, verrebbe messo da parte, perché praticamente io avvocato ho di fronte un soggetto che può accedere a tutte le tutele previste dall'ordinamento italiano, ma essendo migrante e irregolare io lo porto fuori, lo convinco a ritornare nel suo Paese, di fatto discriminando il migrante al quale io avrei dovuto dare un fedele patrocinio. Invece gli sto facendo un infedele patrocinio a scapito di tutti gli altri clienti che ricevono l'adeguata assistenza legale. Anche questa è una discriminazione nei confronti del soggetto. Di fatto, quindi, questa norma avrebbe messo l'avvocato nelle condizioni di violare apertamente la Costituzione e le norme attualmente vigenti. Tutto quello che ho detto chiaramente dovrebbe essere, uso il condizionale perché ormai mi aspetto di tutto e di più, risolto dall'altro decreto legge che è stato approvato in fretta e furia per cancellare questa norma.

Ma rendiamoci conto della miserabilità di questo governo che pensa di poter usare a suo piacimento, a suo uso e consumo, per i suoi propri interessi e soprattutto per reprimere gli strumenti previsti dal nostro ordinamento e soprattutto le persone, le categorie, in questo caso gli avvocati.

La norma poi è stata riadattata e convertita nel senso che questi 615 Euro vanno a tutti coloro i quali si adoperano a far sì che il migrante “volontariamente” rientri nel proprio paese di origine, ma anche qui gli stessi rilievi che ho fatto precedentemente continuano ad essere validi e poco importa che sia stato ricompreso in un coacervo di più soggetti che possono beneficiare di questa mancetta, perché comunque resta sempre il problema di un avvocato che diventa, così come altre istituzioni, la longa manu operativa, la mano sporca di un governo fascista, evidentemente fascista, che per raggiungere i suoi obiettivi non potendolo fare personalmente paga soggetti privati per andare a ottenere il risultato.

Io penso che alla mia età di 53 anni e con 22 anni di carriera nei tribunali posso sbagliare, dico sempre che sono “l'ultima ruota del carro”, ma qui mi ritrovo a essere in confronto a questi soggetti che hanno approvato questa vergognosa norma. Scusate la presunzione, però veramente non ho mai visto uno schifo del genere, vengo da una scuola dove quando si facevano le leggi, e si facevano le leggi non i decreti leggi, erano discusse, ragionate ed erano seriein cui si rispettavano comunque i valori della carta costituzionale. Oggi non c'è più questa preparazione e soprattutto non c'è più la volontà di rispettare la carta costituzionale che ogni giorno viene messa costantemente sotto i piedi da parte di questo governo.

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