martedì 9 dicembre 2025

pc 9 dicembre - Crosetto/Leonardo Spa e relazioni con Israele - Dossier

pc 9 dicembre - Genova Antifascista in piazza

pc 9 dicembre - Indo Pacifico: il governo Meloni segue Trump e rafforza gli interessi dell'imperialismo italiano nell'area

...una nuova tappa di alleanze interimperialiste in funzione anticinese che vanno in direzione dello scontro militare che è strategico per i governi imperialisti a guida USA di cui l'Italia di Meloni è in prima fila.


Non è certo coincidenza la diffusione pubblica del documento della nuova Strategia per la Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti, con l'Indo-Pacifico al centro delle priorità americane -  che ha lo scontro con la Cina come obiettivo e su cui Trump richiede un maggiore coinvolgimento degli alleati - e l’annuncio da parte del governo italiano del prossimo viaggio del Primo Ministro Meloni in Giappone su cui ancora non c’è una data (anche se si parla di gennaio e con una tappa in Corea del Sud) e la missione “imprenditoriale” del Ministro degli Esteri Antonio Tajani in India il 10 e 11 dicembre.

Con Meloni lo Stato imperialista italiano è completamente allineato alla politica estera degli USA, ai diktat USA Meloni risponde con il solito servilismo, del resto i cosiddetti “patrioti”, i “sovranisti”, al potere in Italia sono in realtà degli ingannapopolo perché servono gli interessi dell’imperialismo italiano

lunedì 8 dicembre 2025

pc 8 dicembre - Formazione rivoluzionaria delle Donne - Tendenze nel movimento femminista in Italia, oggi - Nudm - 1° parte

https://femminismorivoluzionario.blogspot.com/2025/12/formazione-rivoluzionaria-delle-donne.html

Questo testo di analisi critica delle posizioni di Nudm è contenuto sempre in questo opuscolo. Oggi pubblichiamo una prima parte, con le parti più significative di questo lavoro teorico.

La seconda parte sarà pubblicata la prossima settimana.

L'opuscolo "360°" contiene tanti altri importanti testi, che affrontano una serie di altre questioni teorico, ideologiche, politiche che sono attuali nel dibattito e lotta di posizione nel movimento femminista.

Per richiedere l'opuscolo scrivere a: mfpr.naz@gmail.com o WA 3408429376

pc 8 dicembre - MANIFESTAZIONE ANTIFASCISTA E ANTIRAZZISTA IN PIAZZA DELLA LOGGIA A BRESCIA -SABATO 13 DICEMBRE:


Da centro sociale autogestito Magazzino 47, Associazione Diritti per Tutti, Collettivo Onda Studentesca appello per una manifestazione antifascista e antirazzista sabato 13 dicembre in piazza della Loggia, a Brescia:

“BRESCIA SCHIFA I FASCISTI. ORA E SEMPRE!

Annunciano per sabato 13 dicembre una parata razzista a Brescia. Sono i vari gruppuscoli fascisti, che arriveranno in gran parte da altre città per propagandare la “remigrazione”, una parola truccata per far sembrare plausibile ciò che resta inaccettabile: la deportazione di massa delle persone immigrate, da cacciare – dicono – perché inquinano la “razza” e l’“etnia” superiore, quella bianca.

Con chi pensa e dice queste idiozie ripugnanti non c’è niente da discutere: i fascisti vanno isolati. Sono loro che devono remigrare, nelle fogne della storia. Come sempre, i fascisti che si dicono “contro il sistema” sono forti con i deboli e deboli con i forti. Sono al servizio del potere per distogliere l’attenzione dai problemi reali. Mentre rilanciano l’allarme immigrazione per ottenere leggi ancora più discriminatorie contro le persone razzializzate, sono ascoltati e protetti proprio da chi intanto diffonde insicurezza sociale vera: il governo Meloni, che con una finanziaria per il riarmo e la guerra colpisce i redditi da lavoro e acuisce il degrado di sanità e scuola pubbliche.

pc 8 dicembre - torturato Marwan Barghouti - info solidale

Il noto prigioniero politico palestinese Marwan Barghouti è stato aggredito brutalmente dalle guardie carcerarie israeliane, secondo le informazioni trasmesse alla sua famiglia. La famiglia: «Vogliono intimorirci». Il figlio Sharaf: «Gli avvocati hanno chiesto di vederlo. Potrebbero volerci due giorni o dei mesi». L’intimidazione dopo il lancio della campagna globale per il leader palestinese

di Chiara Cruciati, da Osservatorio Repressione

La prigionia assume forme differenti in Palestina: ci sono le botte e ci sono le intimidazioni. Difficile saperne di più quando la vittima è in isolamento totale da oltre due anni. Ieri la famiglia di Marwan Barghouti, il più noto e amato leader palestinese, vertice di Fatah, prigioniero politico dal 2002, condannato a cinque ergastoli, ha lanciato l’ultima di tante denunce dopo aver ricevuto la telefonata – arrivata da un numero israeliano – di un presunto ex detenuto appena rilasciato: Marwan è stato picchiato di nuovo. Il pestaggio più duro che gli avrebbe fatto saltare i denti, rotto le costole e tagliato un orecchio.

LA FAMIGLIA ha subito reso nota la telefonata e avvertito gli alleati politici, a partire da Ofer Cassif, deputato israeliano comunista alla Knesset: «La famiglia spera si tratti solo di un intimidazione – ha detto Cassif – Spero lo sia, un’intimidazione diabolica». Hanno provato a richiamare quel numero, più volte. Nessuna risposta. «La notizia non è verificata – ci dice uno dei figli del leader palestinese, Sharaf Barghouti – Potrebbe trattarsi di una notizia falsa, un modo per intimidirci. Uno “scherzo” da parte israeliana per farci preoccupare».

La famiglia ha subito dato mandato agli avvocati di verificare. I legali – come fanno da anni – hanno chiesto a Tel Aviv conferme e di poterlo vedere: «È molto difficile fargli visita, gli avvocati stanno aspettando il via libera – continua Sharaf – Potrebbero volerci due giorni come dei mesi. Possiamo solo sperare». Di Marwan Barghouti, dei suoi due ultimi anni di galera e isolamento, si sa pochissimo.

Almeno cinque pestaggi subiti dal 7 ottobre e innumerevoli intimidazioni, dall’ultima guardia carceraria al più alto in grado, il ministro della sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir. Lo scorso agosto, in uno dei suoi vergognosi tour nelle carceri palestinesi, si è fatto riprendere in video mentre minacciava Barghouti, in piedi di fronte a lui con le mani legate.

Visibilmente dimagrito, spossato, è apparso un gigante davanti a un ministro che lo minacciava di morte. È stata la sua prima immagine pubblica da anni. E, a oggi, l’ultima.

Che la telefonata di ieri sia stata una denuncia reale o una falsità che riaccende un dolore mai sopito, resta intatto l’obiettivo: intimorire i Barghouti e chi, insieme a loro, ha rilanciato a livello globale la campagna per la sua liberazione. In Italia, con decine di migliaia di firme e l’impegno di associazioni storiche, dall’Arci all’Anpi, da Assopace a Pax Christi fino al Global Movement for Gaza e a Gaza Freestyle.

E fuori, con l’appello di centinaia di artisti e intellettuali: Annie Ernaux, Margaret Atwood, Brian Eno, Arundhati Roy, Massive Attack, Pedro Almodóvar, Sally Rooney, tra gli altri, lo hanno fatto inviando una lettera all’Onu e chiedendo di fare quanto fu fatto per il Sudafrica dell’apartheid. Una rinnovata campagna globale che segue a settimane di speranze tradite, quelle dell’ultima fase del negoziato tra Israele e Hamas, che aveva inserito Barghouti nella lista dei detenuti da liberare. Tutto annegato nel piano trumpiano, frutto di nessun negoziato ma di un’imposizione unilaterale di Israele e Stati uniti.

IL DESTINO DI BARGHOUTI è condiviso, collettivo. Le sue condizioni di prigionia assomigliano a quelle di 21mila palestinesi della Cisgiordania e migliaia di gazawi arrestati e detenuti dopo il 7 ottobre. Fame, umiliazioni, pestaggi e abusi sessuali, corpi contenuti in tre metri quadri senza materassi né coperte, una quotidianità denunciata dallo stesso ufficio della difesa pubblica di Israele, appena due giorni fa, in un rapporto che definisce le torture strutturali e sistematiche. Sono almeno cento i palestinesi morti in custodia in 26 mesi, ma il numero è dato da molti osservatori come gravemente sottostimato.

Le carceri sono luoghi di morte e tortura, buchi neri che ingoiano decine di migliaia di vite, specchio della disumanizzazione dei palestinesi come politica di Stato. E gli arresti di massa non si fermano, 570 in Cisgiordania solo nel mese di novembre, una media di venti al giorno, che si accompagna a operazioni militari (ieri un altro palestinese, il 38enne Bahaa Rashid, ucciso vicino Nablus mentre usciva da una moschea) e violenze dei coloni. Senza contare Gaza che anche ieri piangeva altri ammazzati dai droni oltre la linea gialla.

In un video della campagna FreeMarwan, la voce di uno dei figli accompagna il volo di un drone sopra la gigantografia realizzata nel villaggio di origine di Barghouti, Kobar: «Per tanti è un leader. Per me è semplicemente mio padre. Non lo abbraccio da 24 anni…È in isolamento da due anni, picchiato, ferito, minacciato pubblicamente non perché sia pericoloso ma perché rappresenta unità e speranza. E la speranza è sempre stata la peggiore minaccia per l’oppressore».

Liberate subito Barghouti, liberate tutti i e le prigionieri/e palestinesi!

pc 8 dicembre – La Strategia degli Stati Uniti conferma di avere al centro lo scontro con la Cina - info - seguirà analisi di proletari comunisti

 

Il documento Strategia di Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti d’America pubblicato in questi giorni dal governo USA è importante perché mette in chiaro, senza peli sulla lingua e senza riguardo per nessuno, quali sono gli interessi dell’imperialismo Usa nel mondo in questo momento storico.

La paginetta di “presentazione” è dello stesso Trump, che potremmo chiamare uno sfacciato delirio di onnipotenza scritto da un megalomane, se non fosse che questo megalomane fascio-imperialista non fosse appunto il presidente degli USA!

Sulle importantissime implicazioni politiche dei diversi punti tracciati, di cui si stanno occupando tutti i mezzi di informazione e i governi a cominciare da quelli dei paesi imperialisti dell’Europa, torneremo in seguito, qui riportiamo un “riassunto”, che è quasi una traduzione fedele, del punto sulla strategia che riguarda la Cina e l’Indopacifico, tratto da Formiche.net, che conferma, al contrario di ciò che ha potuto far pensare la postura di “allentamento della tensione” a livello mondiale di Trump.

Il titolo dell’articolo è “Confronto sistemico. La strategia degli Usa guarda all’Indo-Pacifico”

07/12/2025

L’Indo-Pacifico è ormai il baricentro della competizione globale. La National Security Strategy 2025 degli Stati Uniti lo afferma senza ambiguità: è qui che si decide il futuro degli equilibri economici,

domenica 7 dicembre 2025

pc 7 novembre - Dossier Leonardo in Parlamento il 9 dicembre - Diretta streaming sulla Web TV della Camera dei Deputati.

Dossier Leonardo in Parlamento il 9 dicembre

9 dicembre 2025 conferenza stampa alla Camera dei Deputati per la presentazione del dossier su Leonardo S.p:A.: piovono euro sull’industria “necessaria” di Crosetto e Leonardo S.p.A.

Martedì 9 dicembre, su invito della deputata Stefania Ascari (M5S, Presidente dell’Intergruppo per la Pace tra la Palestina e Israele), BDS ITALIA presenterà un dossier sulle complicità di Leonardo S.p.A. nei crimini di guerra commessi in Palestina.

Interverranno: Stefania Ascari (Deputata M5S), Arnaldo Lomuti (Commissione Difesa), Anthony Aguilar (ex contractor Gaza Humanitaria Foundation), Stefania Maurizi (giornalista d’inchiesta), Michela Arricale (avvocata), Rossana De Simone (attivista Peacelink), Raffaele Spiga (attivista BDS Italia).

Diretta streaming sulla Web TV della Camera dei Deputati.

Negli ultimi decenni l’Italia è diventata uno dei partner europei più fedeli a Israele. Con Leonardo in

pc 7 dicembre - Dal blog internazionalista marxista-leninista-maoista - da tutto il mondo in lingua originale in tempo reale

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Abdallah libéré : quel bilan tirer de notre action militante ? - CUpLGIA

pc 7 dicembre - La repressione si abbatte contro il movimento per la Palestina a Catania, Taranto, Bergamo - Soccorso rosso proletario

Parte campagna nazionale - nei prossimi giorni ampia info e mobilitazione 

pc 7 dicembre - 13 dicembre a Melfi per Anan e per la Palestina libera - info Soccorso rosso proletario

pc 7 dicembre - Merdosi turisti sionisti contestati a Brindisi - Governo Meloni e istituzioni locali complici

Proteste pro-Palestina: scontri con turisti israeliani a Brindisi 

Giornata di proteste pro-Palestina  Un gruppo di manifestanti ha protestato contro l'arrivo di una nave da crociera israeliana nel porto di Brindisi. 

La polizia è intervenuta sabato per sedare uno scontro tra un gruppo di israeliani e manifestanti filopalestinesi nella città portuale di Brindisi, dove gli israeliani erano arrivati a bordo di una nave da crociera.

Decine di manifestanti appartenenti al "Comitato contro il genocidio palestinese" si erano riuniti fin dalle prime ore del mattino per protestare contro l'arrivo della nave, portando bandiere e striscioni e scandendo slogan contro la politica dello Stato ebraico, accusando i passeggeri di essere "soldati travestiti da turisti" e scandendo slogan come "Fuori i sionisti"

sabato 6 dicembre 2025

pc 6 dicembre - Dagli incontri separati di Urso per l'ex Ilva nessun passo avanti per Taranto - Resta importante e attuale la nostra posizione assunta nella controinformazione rossoperaia di ieri

Se Genova e gli impianti del nord se ne tornano a casa con una revisione dei numeri di cassintegrazione e la promessa di non fermata della produzione, comunque, o continuando a far arrivare i coils da Taranto (o da altrove); per gli operai dell'ex Ilva di Taranto non c'è proprio nulla di nuovo: le migliaia di lavoratori in cassintegrazione sono confermati, mentre va avanti il piano di parziale fermo di impianti; così come le promesse per nuovi investimenti per la città sono quelle dette e stradette - fermo restando che eventuali nuove possibilità lavorative alternative devono andare ai tantissimi disoccupati della città e non come contentino per operai cacciati dall'Ilva e dall'appalto. Il "piano corto", il cui ritiro era stato posto come condizione principale per sospendere scioperi e blocchi, non è stato per niente ritirato.

Quindi, gli incontri separati a Roma (che dovevano essere rifiutati anche dalle amministrazioni locali) hanno confermato la volontà del governo di separare anche le soluzioni, le sorti degli operai degli stabilimenti del nord e di Taranto. Questo è inaccettabile.

Riportiamo la Controinformazione rossoperaia di ieri, le cui valutazioni critiche sono tuttora il vero problema da affrontare e superare per l'unità di classe degli operai, dal nord al sud.

*****

  da ORE12 del 05.12.2

A Genova si è sviluppata una rivolta operaia organizzata, com’é giusto che sia, che fa leva sulla questione di respingere il piano del governo che è sostanzialmente una possibile marcia verso la chiusura degli stabilimenti. Una lotta giusta e necessaria che si è sviluppata in tutti gli stabilimenti dell'Ilva, da Taranto a Novi Ligure a Racconigi, con le forme di lotta necessarie per far pesare la forza operaia, tenendo conto delle condizioni organizzative, di coscienza e di proposta, presenti tra i lavoratori.

La rivolta operaia di Genova - rivolta organizzata, e questo è un merito, non un difetto -  ha visto il blocco continuativo dello stabilimento, i cortei, il blocco delle strade fino alla marcia verso la prefettura che ha attraversato la città e ha trovato da un lato la partecipazione di altre fabbriche e di altri operai della realtà di Genova, dall'altro un diffuso sostegno da parte di settori ampi di cittadini.

Il corteo ha marciato diretto verso la prefettura e qui ha trovato uno scenario “tipo G8”, quindi il governo attraverso questo scenario ha già dato una risposta ai lavoratori: o si accetta il piano, sia pure con qualche modifica oppure la risposta del governo è la repressione della lotta operaia, repressione

pc 6 dicembre – La crisi dell’economia globale continua secondo l’Ocse

 

Nonostante i proclami rumorosi dei vari rappresentanti dell’imperialismo, da Trump alla Meloni, la crisi globale dell’imperialismo viene certificata ad ogni momento dai centri di ricerca o istituzionali come l’Ocse (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico). Sono organismi che fanno di tutto per indorare la pillola e cercare di esprimersi nella maniera meno negativa possibile, ma nonostante gli sforzi l’operazione non può riuscire perché i loro stessi dati sono incontrovertibili.

E infatti, l’Ocse dice che l’economia globale regge agli urti, ma le prospettive non sono rosee.

E quali sono gli urti? Le guerre, le politiche commerciali, cioè i dazi e i rischi... E da qui in poi è tutto un “se”. L’attività economica potrebbe riprendersi “se la politica riuscisse nel suo compito” e cioè, “ridurre l’incertezza”!

L’Ocse “prevede un’economia globale in crescita del 2,9% nel 2026, in rallentamento rispetto al 3,2%

pc 6 dicembre – Crosetto: subito 4,4 miliardi per la guerra

 

Il piano di riarmo di Crosetto è chiaro ed esplicito: siccome siamo - cioè l’Italia imperialista - in ritardo di anni soprattutto rispetto alla tecnologia, adesso “bisogna correre”. L’ha detto davanti alle Commissioni Difesa di Camera e Senato, è “come un richiamo alla responsabilità, mentre «il contesto internazionale evolve con rapidità senza precedenti».” Scrive Milano Finanza.

Per questo ministro al servizio dell’imperialismo, legato storicamente alle multinazionali che producono armi, “Tra il conflitto russo-ucraino che giunto al quarto anno «ha inaugurato una vera e propria war of drones», gli attacchi ibridi, la crescente militarizzazione dello spazio, la corsa ai sistemi ipersonici e la sfida strategica nel dominio cibernetico, l’evoluzione tecnologica … stanno ridefinendo anche la percezione delle minacce provenienti dalla terza dimensione: non a caso gli Stati Uniti stanno accelerando sul loro sistema Golden Dome.” E quindi «Occorre un dome – [il “dome” sarebbe una

pc 6 dicembre - NO ai fascisti alla Fiera dei libri - stand coperti e bella ciao


APPELLO: NO alla propaganda fascista - Lanciato Intellettuali e artisti come Alessandro Barbero, Zerocalcare, Anna Foa, Elio Germano, Daria Bignardi e Claudio Santamaria

Da autrici, autori, case editrici, e naturalmente persone che frequentano le manifestazioni culturali di questo paese, siamo rimasti sorpresi nello scoprire che, tra gli stand della fiera della piccola e media editoria Più Libri Più Liberi, quest’anno abbia trovato spazio Passaggio al Bosco, casa editrice il cui catalogo si basa in larga parte sull'esaltazione di esperienze e figure fondanti del pantheon nazifascista e antisemita.

Nelle dichiarazioni dell'editore, questi titoli dovrebbero rappresentare "il punto di vista del pensiero identitario"; quale sia precisamente questo punto di vista lo si capisce scorrendo le schede dei libri compilate dall'editore stesso: il pamphlet scritto da Leon Degrelle, fondatore della divisione vallona delle

venerdì 5 dicembre 2025

pc 5 dicembre - Contro l'Indo Mediterranean Business Forum - presidio di protesta

Il porto di Trieste non sia al servizio della guerra e del genocidio!

Presidio alle 17 del 4 dicembre davanti all’Hotel Savoia Excelsior – Riva del Mandracchio

L’Indo-Mediterranean Business Forum, convocato per il 4 dicembre a Trieste presso l’hotel Savoia-Excelsion e il 5 alla sala congressi del porto vecchio, è l’ennesimo convegno di politici, imprenditori e diplomatici – tra cui figura l’ex ambasciatore di Israele in India, Naor Gilon – per discutere del passaggio del corridoio IMEC dal porto di Trieste. Un progetto che vuole trasformare la nostra città in un porto al servizio degli interessi della NATO e di Israele, inserendola in questo modo nella filiera della guerra globale.

🔺La guerra passa per casa nostra

In un momento storico segnato da guerre, instabilità e tensioni globali, Trieste dovrebbe rifiutare qualunque scelta capace di inserirla ulteriormente nel conflitto globale in via di espansione. Ci riferiamo al corridoio IMEC (Indo-Mediterranean Economic Corridor), un collegamento potenziato tra il porto di Trieste e quello di Haifa,

pc 5 dicembre - Nella corsa a rientrare nella maggioranza larga del governo fascio/pro-sionista della Meloni la corrente 'riformista' del PD fa un altro passo

Criticare Israele è antisemitismo, se lo dice anche il Pd…

Di Roberto Della Seta*

Chi contesta radicalmente i comportamenti dello Stato di Israele è antisemita. Questo è l’incredibile assunto di un disegno di legge «per la prevenzione e il contrasto dell’antisemitismo» presentato da senatori del Pd di area «riformista».

Primo firmatario Graziano Delrio, con lui tra gli altri Simona Malpezzi e Pier Ferdinando Casini. La proposta, come altre già in discussione – della Lega, di Maurizio Gasparri, di Ivan Scalfarotto – adotta la definizione di antisemitismo elaborata molti anni fa dall’Ihra – la International holocaust remembrance alliance -, che qualifica come antisemita ogni critica radicale contro Israele e verso il sionismo quale sua ideologia fondativa.

In particolare, per l’Ihra è antisemitismo sostenere che «l’esistenza dello Stato di Israele è una

pc 5 dicembre - Milano per la Palestina Domenica 7

pc 5 dicembre - A Roma per Anan e Tarek liberi - SRP