martedì 5 febbraio 2019

pc 5 febbraio - Il vento cambia per i M5s: a Pomigliano studenti e lavoratori contestano Luigi Di Maio. 10-100-1000 contestazioni contro il governo ingannapopolo

Studenti del liceo Imbriani insieme a disoccupati e lavoratori hanno contestato il vicepremier in visita alla sua città natale
 Alla fine aveva ritrattato il preside del liceo Vittorio Imbriani, che aveva minacciato ai suoi studenti note e brutti voti in condotta se avessero osato contestare Luigi Di Maio, in visita al suo vecchio liceo. E gli studenti, insieme a operai e disoccupati, hanno messo su una protesta davanti l'ingresso del liceo, bloccando per pochi minuti la circolazione delle auto. Ci sono stati dei momenti di tensione con le forze dell'ordine. Tra i manifestanti ci sono i lavoratori Si Cobas, gli attivisti del comitato di lotta cassintegrati e licenziati Fiat, i lavoratori Apu del Comune di Napoli, l’Unione degli studenti e un alcuni lavoratori che mostrano uno striscione con la scritta “Per i licenziati di Brusciano solo chiacchiere”.

pc 5 febbraio - Mangiagalli, cartello antiabortista coperto con lenzuolo

L'associazione "Ora et labora" annuncia esposto contro la ginecologa Alessandra Kustermann. Lei ribatte: "Non è illegale coprire un manifesto offensivo". Una giusta risposta alla inaccettabile provocazione degli ignobili oscurantisti...

..ad essere querali-indagati devono essere questi clerico/fascisti
 Milano, 4 febbraio 2019 - L'associazione "Ora et labora" presenterà oggi una denuncia in Questura contro la ginecologa Alessandra Kustermann in relazione alla copertura col lenzuolo del cartellone anti-abortista davanti alla clinica Mangiagalli di Milano. "La dottoressa Kustermann ha leso il diritto alla libera espressione e al libero pensiero - spiega Giorgio Celsi, presidente di "Pro Vita" - abbiamo pagato un'agenzia per affiggere il cartello, che poi ha mostrato il progetto al Comune. Abbiamo versato 1800 euro per quattro mesi". Secondo Celsi, il cartellone, iniziativa anche dell'associazione Pro Vita, è fuori dalla clinica "da almeno quattro mesi". Sul manifesto si legge un messaggio anti- abortista ("Non fermare il suo cuore. Avrà il tuo sguardo, il tuo sorriso e sarà coraggioso perché tu lo sei") e sullo sfondo ci sono l'immagine di una donna con un neonato e  un'ecografia che mostra un feto appoggiata sulla pancia. 
 Sembra che sia stata la ginecologa a organizzare un gruppo di persone che si sono occupate di coprire il cartellone col lenzuolo. "Ritengo che coprire quel manifesto sia stata un'operazione giusta". ha replicato la Kustermann. "Hanno annunciato un esposto. Che denuncino pure" - prosegue la ginecologa paladina dei diritti delle donne, responsabile Pronto soccorso e accettazione ostetrico e ginecologica, Svsed (Soccorso violenza sessuale e domestica) e consultori familiari del Policlinico. "Il manifesto - osserva - è stato solo coperto, non stracciato. Non è illegale coprire un manifesto offensivo contro le donne e che suscita dolore in chi affronta con fatica un'interruzione volontaria di gravidanza. Secondo i dettami della legge 194 nessuna donna deve essere costretta a sentirsi colpevolizzata e stigmatizzata per una scelta dolorosa e necessaria alla sua salute fisica e psichica".

pc 5 febbraio - Atlantia-Benetton, + 13% da inizio anno. Il crollo del ponte Morandi è già alle spalle.

Di Maio aveva minacciato tuoni e fulmini, è finito tutto con una piccola riduzione della rendita sui pedaggi. Dopo gli ignobili selfie di Salvini ai funerali, dopo le promesse di nazionalizzazione di Toninelli e le dichiarazioni "forti" di Di Maio, il governo ingannapopolo l'unica cosa che garantisce per il crollo del ponte Morandi non è giustizia per le vittime e la popolazione ma i profitti per le imprese assassine.

Dai giornali finanziari veniamo a sapere che in questi giorni i Rating Hold sui titoli azionari di Atlantia hanno raggiunto il valore di ben 16 punti mentre per i Sell tali valori sono fermi a uno solo. I Rating Hold sono indicatori di ottimismo, esprimono la misura dell’affidabilità del titolo: rappresentano non solo la tendenza a mantenere costante il proprio valore ma anche la fiducia verso un suo eventuale incremento. Sedici punti di valore Hold su un titolo sono tanti e quando si raggiungono gli analisti consigliano di non venderlo o addirittura invitano ad acquistare altre quote. I Sell invece sono indicatori di pessimismo: esprimono sfiducia verso un titolo azionario. Alti valori di

pc 5 febbraio - Lo show del “reddito” deve continuare… il duetto ingannapopolo Di Maio/Conte ha presentato la “nuova” carta, ma in Sicilia, per esempio, Regione più povera d’Europa, non risolverebbe proprio niente e i Centri per l’impiego non sono nemmeno pronti…

“I Centri per l’impiego siciliani non sono pronti a gestire il reddito di cittadinanza. Di più, non sono pronti a far fronte neppure alle ordinarie esigenze dettate dal normale carico di lavoro concordato col ministero ben prima che il governo nazionale desse vita a nuovo sussidio per i disoccupati. Lo ha messo per iscritto la Regione in una delibera che la giunta ha approvato un paio di giorni fa.” (GdS 3.2.19)
Non solo, ma secondo le ultime statistiche “La Sicilia registra il tasso di rischio di povertà ed esclusione sociale più elevato di tutte le regioni europee: è il 55,6% della popolazione. Campania e Calabria seguono con il 49,9 e il 46,6%. Per quanto riguarda le persone giù sotto il livello di povertà, sono cresciute dal 22,8 al 29%. Ma l’analisi statistica in possesso della giunta indica che nella rilevazione potrebbe esserci un margine di errore del 3% e dunque il tasso di povertà reale potrebbe perfino toccare il 32%.”

In questo senso il Reddito di Cittadinanza del governo ingannapopolo è solo una sostituzione in peggio, ma di molto, del reddito di inclusione (con la disoccupazione che supera il milione e mezzo di persone, soprattutto giovani), insomma una mega illusione per le masse popolari che si accorgeranno presto dell’inganno.

pc 5 febbraio - NOTAV - la violenza poliziesca guidata da Salvini per imporre l'opera - mentre comitato di affari e PD dicono a Salvini "vai avanti..."

Chiomonte, i No Tav: «Un poliziotto sferra un calcio a freddo a un manifestante»

Il centro sociale Askatasuna posta il video: «Carica immotivata». «Basta guardare questo video per farsi un’idea. Un calcio e una carica a freddo senza nessun motivo». È il post pubblicato dal centro sociale torinese Askatasuna corredato da una clip ripresa da SkyTg24.
Si nota un poliziotto che con i colleghi schierati sotto la nevicata inizia la carica a Chiomonte sferrando un calcio nelle parti basse ad un esponente No Tav. Tensioni e scontri si sono verificati ieri, venerdì, al cantiere Torino-Lione in occasione della visita del ministro dell’Interno Matteo Salvini.

Tav, il messaggio di Foietta a Salvini: "Mi raccomando, io vado avanti. Ho la scadenza il 15 febbraio"

CHIOMONTE – Venerdì 1° febbraio, poco prima di lasciare il cantiere della Maddalena, al momento dei saluti il ministro Salvini ha avuto uno scambio di battute con Paolo Foietta, il commissario governativo della Torino – Lione. Foietta si è avvicinato per stringerli la mano e ha detto al leader della Lega: “Mi raccomando, io vado avanti”. Salvini sembra acconsentire e dire “Vada avanti”. Foietta allora lo prende per un braccio e gli ribadisce sorridendo: “Io ho la scadenza per il 15 (febbraio ndR)”. Salvini fa sì con la testa e risponde “E vabbè tanto…”.

In effetti il mandato di Foietta – iniziato nel 2016 dopo essere subentrato a Mario Virano,  era già scaduto il 31 dicembre 2018, ma è stato prorogato in automatico fino al 15 febbraio grazie alle legge 444/1994 – che prevede il prolungamento dell’incarico per gli alti funzionari pubblici, nel caso in cui il governo non individui un sostituto.
Adesso anche la proroga prevista per legge sta terminando: quindi entro due settimane il governo dovrà decidere se rinnovare la fiducia a Foietta, da sempre vicino al Pd, o sostituirlo con un altro funzionario più legato ai partiti dell’attuale maggioranza (un leghista o un grillino). Tutto dovrebbe avvenire proprio nei giorni in cui il ministro Toninelli diffonderà finalmente la tanto attesa analisi dei costi-benefici.

pc 5 febbraio - La Formazione Operaia a Palermo

La formazione operaia a Palermo – Su Le lotte di classe in Francia di Marx

La questione del ritmo da riprendere nell’attività di formazione non è né scontata né facile anche per compagni con più anni di militanza, ma occorre sforzarsi e in qualche misura anche costringersi, ponendo alla base che senza teoria rivoluzionaria non vi può essere azione rivoluzionaria.
Abbiamo letto in due appuntamenti i testi pubblicati sul blog pc ogni giovedì fino a dicembre 2018 sul libro di Marx “Lotte di classe in Francia”. Questi testi si rivelano utili per orientare la lettura diretta del testo che si deve comunque conoscere, per orientarne la comprensione in un’ottica non meramente scolastica ma di guida per l’azione della politica rivoluzionaria.

La questione del metodo che usa Marx in questo testo, cosi come nel 18 Brumaio di Luigi Bonaparte è importante, è da acquisire: dietro ogni fatto politico ci sono le classi che lottano, c’è la lotta di classe. L’analisi delle classi e della dinamica di esse nella lotta politica è fondamentale per orientarsi nella pratica politica rivoluzionaria da fare oggi.

La questione della necessità della scienza di parte, di parte nel senso della classe del proletariato, analizzare i fatti politici come fa Marx in modo brillante, spiegando in modo esatto e puntuale, in tempo reale, come una cronaca da ultimo minuto, è scienza, è sapere leggere i fatti con le lenti del materialismo/dialettico cogliendone l’essenza…alla base dei fatti politici, delle contraddizioni tra le classi, vi sono i reali interessi di classe economici.

Mentre si legge si prendono appunti su passaggi che vanno sviluppati.

Marx combatte la concezione dell’inevitabilità dei fatti che accadono (perché oggi un personaggio

pc 5 febbraio - Macerata antirazzista si fa sentire

  • Il sostegno a Traini è preoccupante»

    I FATTI DI MACERATA – Sit in sotto la pioggia degli studenti alla Terrazza dei Popoli. 
    3 Febbraio 2019 
  • L’ex sindacalista Francesco Migliorelli: «L’omicidio non deve diventare la foglia di fico per giustificare Traini»
  • (ANSA) - MACERATA, 3 FEB - "Non siamo razzisti - Macerata - Manifestiamolo". A un anno di distanza dal raid a colpi di pistola contro migranti compiuto a Macerata da Luca Traini dopo l'omicidio di Pamela Mastropietro, gli studenti di Officina universitaria hanno organizzato una manifestazione antirazzista alla Terrazza dei Popoli dei giardini Diaz a Macerata. "Il gesto di Traini - ha detto Lorenzo Di Tommaso che ha aperto gli interventi - è stato un atto razzista. Malgrado ciò molti hanno parlato in suo favore anche su Facebook. Perché tanta gente è dalla sua parte? Noi lo condanniamo ma dobbiamo essere cittadini attivi per evitare il riemergere del razzismo". 

lunedì 4 febbraio 2019

pc 4 febbraio - TUTTI I BANCHETTI DELLA LEGA FINISCONO MALE PER LORO - GENOVA

Banchetti Lega, contestazione a Molassana finisce con sputi e bandiere buttate nel torrente


Genova. Alcuni sacchi di iuta con disegnato il simbolo dell’euro, portati al banchetto di raccolta firme in sostegno del ministro dell’Interno Matteo Salvini, per contestare la Lega, “ricordando” la questione dei 49 milioni che il partito deve allo Stato a seguito delle inchieste giudiziarie in corso.
Questa la contestazione organizzata questa mattina al banchetto della Lega di Largo Boccardo, a Molassana, nell’ambito delle due giornate di raccolta chiamate #salvininonmollare.
Il battibecco tra i militanti del Carroccio che presidiavano il Gazebo e due contestatori però è degenerato, e in pochi minuti si è passati alle parole pesanti, insulti sputi. Una bandiera della Lega è stata presa dai contestatori e gettato nel Geirato.

pc 4 febbraio - SCONTRO SALVINI-DI MAIO: PROPAGANDA ELETTORALE, DIFESA DI "POTERE" E PERSONALE... E I PROBLEMI DEI PROLETARI E MASSE POPOLARI? ...NON SONO NELL'AGENDA...

Sembra di stare ad assistere ad un teatro tragicomico se i suoi effetti non fossero dannosi per le masse.
Di Maio ora fa il duro sulla Tav, come controaltare al NO che si appresta il M5S a votare in parlamento sull'autorizzazione a procedere contro Salvini.
Salvini, che in un primo momento aveva dichiarato di voler farsi processare, ha poi fatto una retromarcia di 360°, ricattando e minacciando il M5S e tutto il governo, accompagnandola con la mobilitazione dei suoi scagnozzi in ogni città per raccogliere le firme per lui; quindi, per rimontare, deviare l'attenzione ha fatto la sua marcetta con polizia al seguito e divisa d'ordinanza nel cantiere della Tav.
C'è l'imminenza delle prossime elezioni regionali in Abruzzo e poi in Sardegna...

Gli operai, i lavoratori, i tanti precari il cui lavoro è sempre a rischio e le condizioni di lavoro peggiorano; i giovani disoccupati, le masse povere bollate come "gente da divano" e che al massimo potranno avere un reddito vessatorio, i lavoratori la cui andata in pensione è diventato un complicato rebus e i pensionati invece si vedono decurtata la pensione perchè è da loro che il governo prenderà una parte dei fondi per "Quota 100", le lavoratrici a contratti precari che col "decreto dignità" si trovano invece che assunte a tempo indeterminato licenziate; i migranti ridotti dal "decreto sicurezza" a pane ed acqua" per cui devono pure ringraziare visto che potenzialmente sono considerati tutti "scafisti", "delinquenti", "terroristi", le masse popolari che aspettano che vengano affrontati i gravi problemi della sanità, della scuola, dei disastri territoriali, dell'ambiente sempre più a rischio, inquinato, ecc. ecc.

DEVONO SENTIRE OGNI GIORNO CHE QUESTI PERSONAGGI PENSANO SOLO A SE', AI PROPRI INTERESSI DI BOTTEGA/DI POLTRONE ELETTORALI.

Tanti avevano votato nell'illusione di un "cambiamento" e si ritrovano dei Salvini/Di Maio come e peggio dei personaggi politici di prima.
E' tempo, allora, che tutti i lavoratori, le masse popolari si liberino delle illusioni, si rendano conto della realtà e si attrezzino ad una vera lotta.

pc 4 febbraio - BERGAMO - UN ENNESIMO FEMMINICIDIO ANNUNCIATO

Questo sistema borghese non può mai difendere le donne, ma, ora più di prima, è il terreno ideale in cui crescono, vengono alimentate ideologie, comportamenti maschilisti, fascisti, di "proprietà privata" verso le donne. 
Che differenza c'è tra un maschio che uccide la moglie perchè ha una concezione marcia delle donne che non possono decidere della propria vita e un senatore Pillon che dice a Roma che se loro "mettono al centro la famiglia per le donne è finita"? 
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L'avvocato del Centro Aiuto Donna di Bergamo: "Marisa era in pericolo. Denunciò l’ex marito il 28 gennaio. La situazione di rischio in cui si trovava Marisa era sotto gli occhi di tutti": l’ex marito teneva sempre in tasca un taser (il dispositivo che dà scariche elettriche) e un lungo coltello svizzero. Glieli aveva mostrati, dicendole “Mi basta un attimo per usarli contro di te”, e sotto la minaccia di quelle armi l’aveva costretta a un rapporto sessuale».
«Marisa quando è venuta al Centro (in via San Lazzaro a Bergamo ndr) aveva già affrontato una lunga serie di maltrattamenti. Da subito, dopo il matrimonio in Tunisia, il marito aveva rivelato la sua indole violenta».
«Marisa è venuta al Centro Aiuto Donna circa dieci giorni fa, sostenuta da mamma e sorella; quando ci ha raccontato cosa le stava accadendo non abbiamo perso un minuto: i segnali del pericolo serissimo che stava correndo c’erano tutti. Ho steso la denuncia contro il marito il 25 gennaio, lei l’ha firmata il 28. Abbiamo agito con la massima rapidità, per mettere al sicuro Marisa. Non è bastato».

pc 4 febbraio - Il 2019 deve essere l'anno della liberazione di Georges Ibrahim Abdallah! Resoconto dell'assemblea di Parigi

Successo del meeting organizzato il 2 febbraio a Parigi con 150 partecipanti nonostante le grandi lotte in corso attualmente a Parigi - molti messaggi, compreso quello di Georges
l'assemblea dopo numerosi interventi anche da altri paesi ha preso le decisioni sulle prossime azioni
con una manifestazione nazionale per fine giugno
l'assemblea si è conclusa con slogan e canti rivoluzionari lanciati da compagni arabi e palestinesi

Soccorso Rosso proletario - Italia saluta l'assemblea e le sue decisioni e si impegna a portarle in italia
in una ottica di iniziativa nazionale per il 19 giugno 2019 ed una eventuale delegazione alla manifestazione nazionale in Francia di fine giugno
info srpitalia@gmail.com

report pervenuto

Succes unanime du meeting organisé hier, samedi 02 février 2019, à Paris, par la campagne unitaire pour la libération de Georges Abdallah et qui a regroupé environ 150 personnes au plus fort de la soirée - et ce malgré le calendrier des luttes chargés sur Paris, ce samedi.

Cette rencontre s'est ouverte sur la lecture de plusieurs messages : celui de Georges Abdallah lui-même, de son frère Robert Abdallah au nom de la campagne internationale pour la libération de Georges

pc 4 febbraio - La FORMAZIONE OPERAIA a Milano


Il giorno 28/01/2019 abbiamo avuto il primo incontro di formazione operaia, questo primo incontro si è svolto con una lettura collettiva e si è evidenziato l'attualità degli scritti di Marx con esempi degli eventi attuali e la necessità di fortificarci nell'analisi scientifica dei fatti, attraverso lo studio e l'approfondimento si apre una finestra per interpretare anche i fatti di oggi.
I prossimi appuntamenti saranno organizzati diversamente: si è stabilito i punti da leggere ed approfondire, in modo che la discussione di formazione si arricchisca con considerazioni, impressioni o dubbi dei compagni, affinché lo studio sia davvero formativo.
C'è anche la necessità di un approfondimento storico dei fatti, il che rallenta la lettura, ma se studio deve essere che studio sia.
Marx con i suoi scritti storici, in questo caso, “Le lotte di classe in Francia”, ci fornisce strumenti scientifici per l'analisi della lotta di classe, la possibilità di penetrare la realtà e trovare la chiave di

domenica 3 febbraio 2019

pc 3 febbraio - Poliziotti al servizio di Salvini come attivisti della Lega nelle Marche


Marche, agenti di polizia al gazebo della Lega per firmare una petizione in sostegno di Salvini: deriva autoritaria senza precedenti.
Ora ci piacerebbe sapere, non deve e essere certo un’indagine difficile, cosa ne pensa la Questura, cosa abbiano da dire i superiori di quei due poliziotti...
Per molti leghisti l’indagine contro il ministro dell’interno sul caso Diciotti è un attacco dei poteri forti e quindi hanno pensato bene, a proposito di rispetto dei poteri dello Stato, di ingaggiare una battaglia a suon di propaganda con bandiere, magliette, e gazebo nelle piazze...

pc 3 febbraio - Francia - Gilets Jaunes/Repressione/Sciopero generale/Maoisti - minuto per minuto

France - apres le XII samedi Gilets Jaunes - Rejoignons la grève du 5 février ! Parti Communiste maoist



Depuis la mi-janvier, des syndicats (notamment de la CGT), ont lancé des appels à la grève pour le 5 février. Dans le contexte du mouvement de masse des Gilets Jaunes et des attaques répétées du gouvernement sur celles et ceux qui se révoltent et sur leurs conditions de vie et de travail, cet appel n’est pas surprenant. Cependant, son ampleur a beaucoup augmenté lorsqu’il a été rejoint ouvertement par des collectifs de Gilets Jaunes. A moins d’une semaine du 5 février, ce sont désormais de nombreux groupes, qu’ils soient issus des syndicats ou du mouvement, qui appellent à la grève. Plus encore, la nature de la grève du 5 février a été poussée vers l’avant par les Gilets Jaunes, qui appellent à la grève générale illimitée !
Cet appel est juste et la volonté de le prolonger l’est encore plus. Alors que le mouvement des Gilets Jaunes dure depuis Novembre, il est clair qu’il a effectivement pris la forme d’une lutte prolongée. Dans ce temps, il s’est lui même transformé, avec notamment l’abandon après les premières semaines des éléments les plus ouvertement bourgeois du mouvement. On n’entend plus les centrales patronales des transports ! On ne voit plus les dirigeants de magasins dont les commerces ont été bloqués par les groupes de Gilets Jaunes ! Sur les plateaux télés, les élus bourgeois de droite et d’extrême-droite se taisent et n’assument pas la direction du mouvement par peur des violences, et ils se contentent alors de s’opposer par principe à Macron !
Dans les méthodes mêmes de ce mouvement, le passage à la grève est un tournant. En effet, pour les éléments bourgeois qui avaient plutôt soutenu la lutte contre les taxes, la grève est impossible, ils ne peuvent pas eux-mêmes bloquer la production et l’accepter reviendrait pour eux à se tirer une balle dans le pied. De l’autre côté au contraire, pour le prolétariat et son cœur qui a le rôle central dans la production, la classe ouvrière, la grève est un puissant levier tactique s’il est bien manié. Bloquer le pays en partant de la production, c’est une évolution majeure des méthodes d’organisation du mouvement des Gilets Jaunes, qui se rattache de plus en plus clairement à une classe. Tout cela prouve une chose : la lutte prolongée a déterminé les éléments les plus prolétariens à adopter de nouvelles méthodes de lutte, des méthodes spécifiquement de classe, comme la grève.
Il faut appuyer sur ce point : ce qui sera déterminant, ce n’est pas que la journée du 5 février, mais c’est ses suites et sa prolongation dans le temps. L’appel à la grève a été suivi par de nombreux syndicats, et repris de manière enthousiaste. Cela rappelle les tentatives d’UL et UD syndicales à lier leurs luttes à celles des Gilets Jaunes à la fin de l’année dernière. En plus de l’appel de la CGT et de l’appel des Gilets Jaunes, dans les colonies de l’État français, comme en Martinique/Matinik le 5 février sera aussi une journée de grève anniversaire des grandes grèves générales contre la vie chère et la pwofitasyon qui avaient eu lieu en 2009 pendant 44 jours. La CGTM, premier syndicat de l’île, dénonce les accords non-tenus par le gouvernement. Cela montre bien l’intensification du niveau général des luttes dans l’État français. De leur côté, les centrales des syndicats de conciliation se tiennent elles en retrait, comme des chiens de garde.
Nous ne le répéterons jamais assez : on a raison de se révolter, et il est juste d’être aux côtés des masses en lutte. Nous construisons dans ce mouvement nos outils pour la révolution, et le passage du mouvement de masse actuel à la grève générale ouvre des possibilités de lutte nouvelles pour intensifier la dynamique.
Toutes et tous en grève le 5 février !
  • Le cortège nassé à république

    La manifestation est arrivée à République sans trop d’encombre. Par contre la place est verrouillé et la bac s’est fait chasser mais les flics ont la situation bien en main. Peu de sortie, gazages et violences policières. République est toujours la même souricière...
  • Les fascistes virés de la manif, les cortèges arrivent à Bastille

    Contrairement à ce qu’annoncent les médias, ce ne sont pas des « casseurs » qui auraient été virés par les manifestant.e.s mais plusieurs groupes de fascistes.
    Beaucoup de monde à la manif, une partie est à Bastille, mais les cortèges continuent à arriver de la place Daumesnil.


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  • Le cortège contre les violences policières se met en place

Les rendez vous :

10h : Départ collectif des gilets jaunes du 18em, de porte de la Chapelle, de Montreuil et de Belleville de leurs points de départ respectifs.
10h : Rendez vous à Eglise de Pantin pour aller en cortège devant le comissariat contre les violences policières, la répression et l’armement de la police municipale de Pantin en tazers et LBD. Départ commun pour aller à Dausmenil ensuite.
14h : Le rassemblement à l’appel des gilets jaunes appelé entre autre par les collectifs contre les violences policières.

L’attaque lancée par les fachos des Zouaves sur le cortège du NPA a secoué tout le monde. Plusieurs personnes ont eu l’idée de se rejoindre pour éviter de laisser un cortège de personnes pas prêtes à subir ce genre d’attaque. Dans cette dynamique, il y a fort à parier que les tendances « de gauche » des gilets jaunes se retrouveront autour de l’appel des familles de victimes de crimes policiers. Néanmoins, le choix a été fait d’être présent dans le cortège ! Et cela n’est pas un hasard ! Comme le dit ce texte, il ne faut pas oublier ce qui nous lie avec les gilets jaunes. Nous voulons tout renverser, nous voulons la réussite du mouvement, porté par l’appel de l’assemblée des assemblées de Commercy ! Plusieurs groupes de Gilets Jaunes de région parisienne (Rungis, Montreuil, Belleville) se joignent d’ailleurs à cette initiative.

Une manif avant la grève !

L’appel à la grève générale, à l’appel des gilets jaunes est consécutif à la « journée de grève interprofessionnelle » appelée par la CGT. Nous devons tous nous impliquer pour la réussite de cette grève, et ce même si la direction de la CGT traine des pieds. Grèvons grèvons !!!

France - apres que l’Assemblée Nationale vote la loi anti-manifestation les Gilets jaunes defilent contre les violences policières et la répression

la cause du peuple



Le week-end du 2 février, des milliers de Gilets Jaunes ont encore une fois pris la rue. Cette fois ci, c’était plus précisément pour dénoncer les violences policières. Plus de 5500 personnes à Valence, et bien d’autres ailleurs.
Depuis le début du mouvement des Gilets Jaunes, plusieurs centaines de manifestantes et manifestants ont été gravement blessés, 14 personnes sont décédées, et les cas de violences policières se comptent en centaines voire en milliers.
Les lanceurs de balle de défense censés être utilisés en cloche et à distance réglementaire avec sommation, ont été tirés plus de 9200 fois par les flics depuis Novembre. Ils ont causé à de nombreuses personnes des mutilations. Leur utilisation a été maintenue hier par le Conseil d’Etat.
Tout cela montre une violence policière extrême, et une lutte contre ces violences. Elle rappelle la lutte contre les violences policières quotidiennes subies dans les quartiers populaires et les banlieues en général, où la BAC et les brigades d’intervention se prennent pour des cow-boys et martyrisent, violent et tuent sans conséquence.

Tous unis, nous devons lutter contre les violences policières ! Autodéfense populaire !

L’Assemblée Nationale vote la loi anti-manifestation

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La criminalisation des révoltées et révoltés continue dans l’Etat français. Poussée par la droite, l’extrême-droite et la majorité de Macron, le droit de manifester a été attaqué dans la nuit du 30 au 31 janvier.
Désormais, l’administration (le préfet) pourra désigner individuellement des interdictions de manifester, avec des critères larges. Braver cet interdit exposera les personnes concernées à six mois d’emprisonnement et 7 500 € d’amendes. En plus de ça, les manifestantes et manifestants se couvrant le visage commettront désormais un délit, puni par 1 an de prison et 15 000 € d’amende. Plus que ça, il faudra pouvoir fournir des “motifs légitimes” pour se justifier. Une personne arrêtée et ne pouvant pas se justifier sera donc présumée coupable.
Cette nouvelle loi a été dénoncée largement par l’ensemble des organismes d’observation des libertés, car elle est une attaque dangereuse sur le droit de manifester. Le gouvernement s’enfonce dans le marasme, et réagit au mouvement de masse contre lui avec un virage sécuritaire.

France Montpellier - oui, les maoistes francaises sont presents et actives!


Montpellier : le préfet accuse des groupes révolutionnaires communistes d'infiltrer les manifestations des gilets jaunes

Au cours de la manifestation des gilets jaunes du 12 janvier, à Montpellier, des manifestants érigent des barricades et des feux avec tout ce qu'ils peuvent trouver. / © R. De Hullessen / MaxPPP
Au cours de la manifestation des gilets jaunes du 12 janvier, à Montpellier, des manifestants érigent des barricades et des feux avec tout ce qu'ils peuvent trouver. / © R. De Hullessen / MaxPPP
Lors de ses voeux à la presse du 28 janvier, le préfet de l'Hérault, Pierre Pouëssel, a accusé deux groupes d'extrême gauche de faire partie des casseurs lors des manifestations des gilets jaunes. Contacté, un groupe incriminé revendique les violences qui lui sont reprochées.
Par Arthur Carpentier  

Le préfet de l'Hérault voit rouge. Lors de ses voeux à la presse, le 28 janvier, Pierre Pouëssel a annoncé vouloir mieux isoler les casseurs lors des manifestations. Selon lui, deux groupes d'extrême gauche seraient à la manoeuvre lors des affrontements entre manifestants et forces de l'ordre : le parti communiste maoïste et l'armée révolutionnaire marxiste.
Il faut isoler au maximum les casseurs, qui pensent que le grand soir est arrivé.Montpellier : le préfet estime que des groupes révolutionnaires sont à la manœuvre pendant les manifestations
Lors de ses voeux à la presse, le préfet de l'Hérault, Pierre Pouëssel, a accusé deux groupes d'extrême gauche de faire partie des casseurs lors des manifestations des gilets jaunes. Ces dernières semaines, les mobilisations se finissent presque toutes par des affrontements. - France 3 Occitanie - Christophe Chassaigne
Samedi 26 janvier, parmi les 2 000 personnes ayant pris part à la mobilisation des gilets jaunes, la préfecture estime que 300 casseurs étaient présents. "Il y a un nouveau groupe qui vient d'apparaître qui s'appelle PCM, le parti communiste maoïste. C'est une particularité locale qui s'adosse à un groupuscule qui s'appelle l'armée révolutionnaire marxiste, l'ARM." Selon lui, ces militants étaient présents devant la préfecture, le 19 janvier, agitant un drapeau communiste. 

LE PARTI COMMUNISTE MAOÏSTE ASSUME

Contacté, le parti communiste maoïste ne nie pas les accusations, au contraire : il les assume.
Vis à vis des propos du préfet, le rôle des communistes est d'attiser le feu et de diriger les flammes dans la bonne direction.
Le mouvement, en réalité implanté à l'échelle nationale, assure s'engager dans "la lutte des gilets jaunes". Il dit combattre des "intrusions fascistes dans le mouvement" en "éliminant les prétendus porte-paroles racistes, sexistes et parfois affiliés aux partis d'extrême-droite." Des affrontements entre militants d'extrême gauche et d'extrême droite émaillent parfois les manifestations, comme ce fut par exemple le cas à Paris, le 26 janvier.

Des gilets jaunes dont une grande proportion se revendique pacifique, le PCM assure aussi tirer une "source d'inspiration inépuisable" sur "les formes d'organisations prolétariennes." Mais il insiste, "la seule voie est celle de la violence révolutionnaire de masse engagée sur une longue durée : la guerre populaire prolongée."
L'autre groupuscule mentionné par le préfet, l'armée révolutionnaire marxiste, est un mouvement montpelliérain fondé en 2008, qui a pour objectif la destruction de l'"État bourgeois" et son remplacement par un "État socialiste." Sa charte constitutive précise que "la confrontation entre révolutionnaires et [la] classe capitaliste dominante est un combat de tous les jours et sur tous les fronts. Et l'épreuve de force finale sera violente et armée." Nos tentatives pour les contacter sont restées infructueuse

pc 3 febbraio - TORNIAMO SUL REDDITO DI CITTADINANZA - POTERE AL POPOLO


Ieri abbiamo pubblicato un post che faceva alcune critiche ai comunicati apparsi su facebook della Camera popolare del Lavoro - ex Opg di Napoli sulla istituzione di uno Sportello aperto sul Reddito di cittadinanza. 
https://proletaricomunisti.blogspot.com/2019/02/pc-1-febbraio-su-reddito-di.html
Alcuni compagni di Napoli hanno contestato le nostre critiche, dicendo anche che non potevamo basarci solo sui brevi comunicati che normalmente vengono messi in Fb, e che invece vi era un'articolata denuncia del Reddito di cittadinanza e del che fare sul sito di Potere al popolo.

Noi, quindi, oggi pubblichiamo questo lungo articolo sul RdC che si trova in Potere al popolo.
Di alcune cose ne abbiamo già tenuto conto, modificando alcune parti del nostro articolo di ieri, soprattutto alcuni toni trancianti. Così come, chiaramente, buona parte della denuncia dei vari aspetti del RdC la condividiamo, benchè non si denunci la logica fascio-populista che è il cuore di questo provvedimento.
Ma dobbiamo dire che, pur leggendo il testo su Potere al popolo, la sostanza della nostra critica resta. 
E soprattutto: 
- su cosa farà PAP: in cui si conferma in pieno quanto abbiamo già scritto: invece che lottare contro il Reddito di cittadinanza di Di Maio e organizzare i disoccupati, i giovani, i poveri, ecc. per respingere l'intero provvedimento vessatorio, penalizzante e lottare per il salario garantito senza condizioni capestro e per tutti, si scrive: "Potere al Popolo si metterà concretamente a disposizione per aiutare chi ne ha diritto a percepire quanto gli spetta; lavoreremo per organizzare i percettori di reddito perché possano lottare contro le storture del provvedimento"
- nella denuncia del governo: su cosa fa e cosa invece un "governo che si dice del "popolo" dovrebbe fare; attenuando di fatto la denuncia, la comprensione, che un governo fascio-populista come è questo di Salvini/Di Maio non può che fare questo genere di misure; denuncia quanto mai necessaria per sgomberare le illusioni nelle masse che li hanno votati. 

Altre parti del documento, in particolare sempre sull'analisi della fase e sulla natura del governo, non ci trova d'accordo, ma questo lo affronteremo successivamente. 
Oggi ci limitiamo a sottolineare in grassetto le parti a nostro parere più negative e controproducenti. 

proletari comunisti


Dal sito Potere al popolo: ""
In questo testo spiegheremo che cosa pensiamo del cosiddetto reddito di cittadinanza varato dal Governo gialloverde; prima di tutto analizzeremo il decreto, poi spiegheremo la nostra critica, infine articoleremo la nostra proposta e il nostro piano d’azione. In sintesi: il reddito, così com’è stato concepito, obbliga i disoccupati a spostarsi dappertutto per non perdere il diritto a percepirlo; in questo modo è una misura sbagliata, inefficace, dall’impianto punitivo, peggiore degli altri esempi europei. Per noi il Governo avrebbe

pc 3 febbraio - Siamo dalla parte delle masse venezuelane attaccate dall'imperialismo - documentiamo tutto ciò che serve agli operai d'avanguardia per farsi un' opinione

Messaggio di Maduro al popolo USA

01/02/2019 13:00
Sono Nicolás Maduro, Presidente costituzionale della Repubblica Bolivariana del Venezuela, voglio inviare un messaggio al popolo statunitense per allertarlo sulla campagna della guerra mediatica, comunicativa e psicologica che si sta sviluppando sui media internazionali e, soprattutto, sui media USA contro il Venezuela. È stata preparata una campagna per giustificare un colpo di Stato in Venezuela, preparato, finanziato e sostenuto attivamente dall’amministrazione Trump, proprio come già noto a tutta l’opinione pubblica.
È stata avanzata una campagna brutale di immagini false, di immagini truccate e montate: non credete a tutto quello che affermano i media degli Stati Uniti, ve lo dico con il cuore. Poiché non possono inventare che possediamo armi di distruzione di massa per invaderci, ora s’inventano ogni

pc 3 febbraio - Brescia La lotta per la casa non è reato - 10 /100/1000 occupazioni

Tutti assolti: è la sentenza emessa dal tribunale di Brescia al termine dell’ennesimo processo contro le lotte sociali.
 Sul banco degli imputati 11 compagne-i di Diritti per tutti e del csa Magazzino 47, accusati di invasione di pubblico edificio e interruzione di pubblico servizio per l’occupazione dell’anagrafe centrale di Brescia presso Palazzo Broletto, il 15 ottobre 2015. La stessa pm aveva chiesto l’assoluzione per tutte e tutti.
Quel giorno decine di occupanti, sfrattati e solidali del Movimento di lotta per la casa di Brescia avevano “partecipato a questa iniziativa per reclamare il diritto alla residenza nelle case occupate, nell’ambito di una settimana nazionale di mobilitazione contro gli sfratti, l’art 5 e in difesa delle occupazioni abitative”. L’occupazione si era conclusa dopo un incontro con l’assessore Fenaroli e con le dirigenti dell’ufficio consentendo la residenza civica agli occupanti che avevano difficoltà nell’accesso ai servizi sanitari e quindi alle cure, nel rinnovo del permesso di soggiorno, nella ricerca di lavoro o di iscrizione dei figli a scuola, a causa della mancanza del certificato di residenza.
Il commento di uno degli avvocati di compagne e compagni, Sergio Pezzucchi. Ascolta o scarica. da Radio Onda d’Urto

pc 3 febbraio - Chi sponsorizza il fascio/razzismo di Salvini? lo stragista nazista Freda ad esempio...

Il neonazista Franco Freda ha rilasciato, pochissimi giorni fa, una dichiarazione che la grande stampa si è guardata bene dal riprendere:
“Se dovessero esserci ancora soluzioni politiche, Salvini è l’unico che può trovarle. È il solo in grado di procrastinarci un certo destino… un fato che potrebbe risolversi con un’azione militare. E nel Mediterraneo e in Europa c’è un solo Stato che ha la possibilità di applicare una soluzione di questo tipo, è lo Stato di Israele. Ma non posso dirlo in piazza perché mi accuserebbero di tradimento … io, notoriamente un antisemita, così almeno vengo definito”.

pc 3 febbraio - Le anime nere clerico/fasciste dietro il decreto antidonne Pillon

di Nadia G.
Chi sono i promotori del convegno sul ddl Pillon contestato da Non Una di Meno a Roma, le anime di destra che si autoproclamano “garanti” della famiglia?
 Giovedì 31 Gennaio, Non Una di Meno ha contestato il senatore Pillon durante un convegno dedicato all’affido condiviso e organizzato dal gruppo consiliare della Lega del Municipio I. Come tutti sanno, durante la contestazione alcuni dei presenti hanno aggredito le attiviste prendendole a spintoni e urlando epiteti come «zocc**e» o allusioni al numero dei loro «amanti» (come se, la vita sessuale delle presenti fosse affare loro). Quello che forse non si sa, è chi siano queste persone che si autoproclamano “garanti” della famiglia. Innanzitutto, parliamo di William De Vecchis, promotore dell’evento, ex consigliere comunale di Fiumicino strettamente legato al circolo neofascista 2punto11, la più importante dependance dell’organizzazione Foro 753 (2.11, ovvero la seconda e l’undicesima lettera dell’alfabeto: B ed M., iniziali di Benito Mussolini),

pc 3 febbraio - India - il comunicato del PCI (Maoista) a base dello sciopero generale e delle attuali azioni politico/militari

Comunicato del Comitato Centrale 

del Partito comunista dell’India (Maoista)

Settimana di protesta  25/31 gennaio 2019 contro l'offensiva 
controrivoluzionaria “Samadhan”!
Facciamo del Bharat Bandh - sciopero generale - per l’intera
 giornata del 31 gennaio 2019 un grande successo!
Uniamoci per combattere e sconfiggere le forze braminiche
 fasciste-indù usando tutti i mezzi e le forme di lotta
Il governo di Modi aveva annunciato il lancio del piano controrivoluzionario “Samadhan” in un incontro presieduto dal ministro dell'Interno Rajnath Singh l'8 maggio dell'anno scorso alla presenza dei primi ministri, di alti burocrati, della polizia, dei paramilitari e dei servizi segreti degli Stati del Paese “affetti dai maoisti". Questo piano fu lanciato sulla scia di una serie di azioni contro-offensive portate avanti dal PLGA [Esercito Guerrigliero di Liberazione del Popolo] con la partecipazione delle masse, in particolare dopo l'attacco di Burkapal del 24 aprile nel distretto di Sukma del Chhattisgarh, quell'anno, contro l'Operazione Green Hunt (OGH).
Agosto 2009 ha segnato l’inizio, da parte del governo UPA guidato dal Partito del Congresso, di una nuova e più aggressiva campagna controrivoluzionaria sotto l'attuale egida del governo NDA guidato dal Bjp. Che si tratti della fallita OGH o del piano in corso "Samadhan", entrambi sono condotti dalle classi dominanti feudali compradore dell'India sotto la guida degli imperialisti - in particolare l'imperialismo USA - con l'obiettivo di annientare completamente il movimento rivoluzionario nel paese. L’Operazione GH, che è stata condotta in tre fasi, è fallita per la resistenza unitaria dell'esercito guerrigliero, dei comitati rivoluzionari popolari, delle organizzazioni di massa rivoluzionarie e delle masse rivoluzionarie guidate dal PCI (maoista) con il sostegno delle forze democratiche del paese e la solidarietà delle forze internazionali proletarie, democratiche e popolari. Il fallimento dell’Operazione GH è una grande vittoria per la resistenza unitaria del popolo contro le classi dirigenti reazionarie.
Non riuscendo a sradicare il movimento maoista attraverso l’Operazione GH anche dopo più di otto anni di crudele guerra contro il popolo, le forze braminiche fasciste indù guidate dalla cricca dominante di Modi-Shah-Bhagwat hanno condotto la campagna "Samadhan" per l'ultimo anno e mezzo in modo fascista. Viene portata avanti non solo nelle aree rurali che sono sotto il controllo delle nostre Zone di Guerriglia e Aree di Resistenza Rossa, ma anche nelle aree urbane con la scusa di annientare i “maoisti di città” [“Urban Naxals"]. Mentre per l’Operazione GH si trattava di una guerra non dichiarata contro il popolo, "Samadhan" è una guerra dichiarata non solo contro il movimento rivoluzionario maoista ma anche contro tutti i movimenti democratici, progressisti e patriottici, le organizzazioni e gli individui che rappresentano gli sfruttati e gli oppressi del paese.
L'offensiva 'Samadhan' è in continuità con le campagne e le operazioni che sono state lanciate dalle classi dominanti indiane contro il movimento rivoluzionario del Paese, che si tratti dell'operazione Manthan nel 1980, Jan Jagran Abhiyan 1 (1991-92) e 2 (1997-98), Salwa Judum (2005-2009), Sendra, ecc. Il campo rivoluzionario ha dovuto affrontare e sconfiggere bande terroristiche sponsorizzate dallo Stato come Ranveer Sena, Shanti Committee, Harmad Bahini, Bhairab Bahini, TPC, JPC, PLFI, ecc. all’interno della lotta per sostenere e far progredire il movimento rivoluzionario. Tra le precedenti operazioni controrivoluzionarie, OGH e "Samadhan" sono state campagne a lungo termine con la partecipazione diretta dello Stato centrale, mentre altre erano operazioni, sponsorizzate dagli stati federali, a breve termine, in cui elementi della classe dominante come le forze feudali, i reazionari, brutta gente benestante, ecc. erano tenuti in prima linea. Se guardiamo alla storia di queste campagne controrivoluzionarie, diventa evidente che la loro durata sta diventando più prolungata e il metodo della loro esecuzione più aggressivo, crudele e fascista.
L'ultimo anno e mezzo di offensiva 'Samadhan' ha dimostrato che si tratta della più vasta, più crudele e più aggressiva di tutte le campagne che mira a eliminare i movimenti maoisti e tutti i militanti entro l'anno 2022. All'interno dell’agenda generale di "Samadhan", i governi centrali e statali conducono operazioni antiguerriglia fasciste come "Prahar"-1, 2, 3 e 4, "Operazione Monsoon", ecc. che prendono di mira le forze rivoluzionarie. Come parte di "Samadhan", le forze del governo mercenario stanno compiendo il genocidio attraverso massacri come Kalleda, Pujari Kanker, Aipeta, Kasanur-Tumirgunda, Timmem, Nulkatong fino alle recenti uccisioni di Sakiler. Tutti i tipi di attacchi fascisti inclusi falsi scontri, arresti su larga scala, detenzioni forzate, abbattimento di case, stupri di massa, distruzione e saccheggio di beni delle persone vengono eseguiti in modo aggressivo. Con ciò, stanno diffondendo un regno di terrore bianco in vaste aree del paese in cui sono attivi i movimenti dei maoisti e di altri militanti. Per aiutare questa campagna, il governo sta aumentando il dispiegamento delle sue forze armate compresa l'aviazione per operazioni anti-maoiste, l'aggiornamento di armi e altro materiale bellico per le sue forze militari, usando le ultime tecniche di comunicazione, sorveglianza, raccolta di intelligence, propaganda controrivoluzionaria ecc. al fine di raggiungere gli obiettivi di "Samadhan" nei prossimi quattro-cinque anni. Insieme alla repressione armata nelle aree rurali, sta lanciando un'offensiva contro le forze rivoluzionarie e democratiche nelle aree urbane in nome della lotta contro i "naxaliti urbani" e ha già arrestato o condannato diversi noti attivisti sociali, intellettuali famosi, accademici, avvocati, giornalisti, studenti e altri che criticano la guerra del governo contro il popolo. Persino le lotte disarmate, pacifiche e legali delle masse come le lotte dei contadini, i Patthalgadi, le lotte contro gli sgomberi forzati, i movimenti contro lo sfruttamento selvaggio delle miniere, le lotte per l'attuazione del Quinto programma ecc. non sono tollerati e vengono perseguitati con la forza armata dello Stato. Noi dobbiamo collocare l'ultima offensiva della classe dirigente contro i movimenti popolari che va sotto il nome di 'Samadhan' come parte integrante dell'assalto Brahmanico Hindu-fascista a tutto tondo contro tutte le classi, settori e popolo del Paese come perseguimento del programma “Hindutva” [fascista indù] di trasformare il paese in un "Hindu Rashtra" [Nazione Indù] entro il 2022 sotto l'insegna della "Nuova India". Il fascino dello Stato e della società è il metodo con cui le classi dominanti indiane sostenute dagli imperialisti hanno scelto di superare le gravi crisi economiche e politiche che le affliggono, così come colpiscono il sistema mondiale capitalista al momento.
Le classi dominanti in tutto il mondo stanno ricorrendo al fascismo e dipendono dalle forze fasciste per schiacciare la crescente disaffezione e resistenza tra le masse contro le loro politiche antipopolari. Le forze regressive “Hindutva” guidate dalla cricca di Modi-Shah-Bhagawat che governa il paese fanno anch'esse parte di questo. Per distogliere l'attenzione delle masse dalle reali e scottanti questioni affrontate dalla stragrande maggioranza della popolazione come povertà, fame, disoccupazione, mancanza di strutture di base come medicine, istruzione, acqua potabile e irrigazione, case, aumento dei prezzi alle stelle, crisi agraria, atrocità su Dalit, Adivasi, musulmani e donne, ecc., queste forze stanno portando alla ribalta temi irrilevanti e controversi come il tempio di Ram, il talaq ripetuto tre volte [ripudio della moglie, ndt], ecc. Presentano musulmani, "terroristi islamici", maoisti, il Pakistan, ecc. come minacce per il paese. Rafforzando l’ultranazionalismo rabbioso, lo pseudo-patriottismo, l’incitamento alla guerra e la passione per la comunità, i terroristi “zafferano” [il colore dei fascisti indù] stanno cercando di assicurarsi la loro presa sul potere statale e schiacciano ogni forma di opposizione, compresa l'opposizione parlamentare. In questo modo, stanno cercando di rafforzare ulteriormente e consolidare la dittatura delle classi dominanti e dell'imperialismo sul paese e sul suo popolo.
È necessità dei nostri tempi che tutte le forze rivoluzionarie, democratiche, laiche, progressiste e patriottiche del paese e di tutti i settori delle masse oppresse debbano unirsi oggi per affrontare con decisione la sfida posta dalle forze bramaniche indù-fasciste e dei loro governi. Dobbiamo unire e combattere risolutamente l'offensiva “Hindutva” ideologicamente, politicamente, militarmente e culturalmente e in tutte le sue forme, incluso "Samadhan" e "Nuova India"! Dobbiamo resistere e sconfiggere i fascisti “zafferano” su tutti i fronti intensificando le lotte popolari antimperialiste, antifeudali e antifasciste in tutto il paese. È con questo obiettivo che il nostro partito sta invitando l'intero campo rivoluzionario democratico e le vaste masse del paese ad osservare con successo una settimana di protesta contro l'offensiva "Samadhan" delle classi dominanti e la cricca del governo Hindutva dal 25 al 31 Gennaio 2019 e per mettere in atto il Bharat Bandh [sciopero totale] il 31 gennaio 2019. Facciamo appello a tutta la base del Partito, al PLGA, alle organizzazioni di massa rivoluzionarie e agli organi del potere democratico popolare di intraprendere varie iniziative che coinvolgano le masse per fare della Settimana di protesta e dello sciopero dell’intera giornata, un grande successo. Uniamoci per resistere risolutamente e distruggere l'assalto del 'Samadhan' proprio come il popolo unito aveva fatto in passato con Jan Jagaran, Salwa Judum, Sendra, OGH e altre offensive fasciste della classe dominante in passato!
2 dicembre 2018
Abhaya
portavoce
Comitato centrale
PCI (maoista)
a cura del Comitato di Sostegno alla Guerra popolare in India -csgpindia@gmail.com