giovedì 10 dicembre 2015

pc 10 dicembre - Verso il corteo per la casa a Palermo il 23 dicembre


Questa mattina una famiglia composta di quattro persone tra cui due bimbi, ha affrontato coraggiosamente l'ufficiale giudiziario, per la terza volta, con al fianco i militanti del comitato. Il papà e la mamma di Jasmine e Giovanni hanno perso il lavoro, e il padrone di casa, di fronte l'insolvenza degli affittuari, ha prontamente avviato la procedura di sfratto. Alla quale è seguita l'immediata risposta della famiglia che già conosceva bene la realtà di lotta, essendo i suoi figli frequentatori del doposcuola popolare del centro sociale ExKarcere. Una mutualità che ribalta i tentativi atomizzanti della gestione emergenziale. Che vorrebbe tutti contro tutti, che, allo stesso tempo, si trova impreparata a gestire la presenza di una forza. Quella espressa dai comitati di lotta. Dai tanti solidali che accorrono consapevoli che il giorno dopo toccherà a loro.
Oggi ci si porta a casa una vittoria, procedendo a ritmo serrato verso
la manifestazione del 23 dicembre che vedrà le strade del centro di Palermo attraversate dai tanti che in questi anni hanno conosciuto un'alternativa all'autocommiserazione, al ricatto dell'affitto, alla sopraffazione di una vita ingiusta.
La manifestazione del 23 avrà al centro delle rivendicazioni il blocco immediato di sfratti e sgomberi, il recupero e l'utilizzo a sopo abitativo dei beni confiscati e del patrimonio pubblico sfitto e inutilizzato, la requisizione da parte del comune degli immobili sfitti, delle IPAB, degli enti regionali in dismissione e il riconoscimento della pratica dell’auto-recupero del patrimonio pubblico e privato sfitto, come soluzione immediata all’emergenza abitativa. Avverrà in contemporanea a quella indetta a Catania dal comitato Casa X Tutti, che ha recentemente difeso le famiglie di via Calatabiano, sventando lo sgombero coatto.

pc 10 dicembre - La lotta per la casa a Bologna, nonostante la brutale repressione poliziesca, non si ferma!


img1Dopo più di 50 ore sul tetto la resistenza delle ex-Poste che ha dovuto fronteggiare la brutalità della celere, minacce della procura, insulti e calunnie dell’amministrazione (vedi video in fondo all'articolo) ha dovuto affrontare anche malori e febbre alta con le temperature scese a picco in una Bologna avvolta dalla nebbia.
Sul tetto, come nel piazzale, c’erano uomini e donne di ogni età, dalla culla fin oltre i 70 anni e le precarie condizioni di salute, “tamponate” nelle ore con i beni di conforto che si riusciva a far arrivare sul tetto superando provocazioni e sabotaggi di celere e polizia, ha posto al centro dell’assemblea dei resistenti la necessità di scendere per “riprendere le forze e rilanciare più forti di prima”.
Così mentre le fiaccole si accendevano nel piazzale dal tetto, con il pugno chiuso o le dita in alto in

pc 10 dicembre - Gabrielli non vuole scioperi operai - il tracotante dittatorello, aspirante capo della polizia in uno Stato di polizia merita una risposta di lotta a Roma come ovunque

Roma. Gabrielli pronto a precettare anche la Fiom
Roma. Gabrielli pronto a precettare anche la Fiom
"È illegittimo. Se domani non si darà corso positivo (alla richiesta di revoca del Garante per gli scioperi, ndr) precetteremo". Così il prefetto di Roma Franco Gabrielli in merito allo sciopero indetto dalla Fiom, da oggi fino al 16 dicembre, riguardante il personale Caf addetto alla manutenzione della metro della Capitale.
Se qualcuno dubitava del fatto che la logica dei "grandi eventi", usata per enfatizzare al massimo la questione "sicurezza" e la "fruibilitù dei servizi" a totale scapito di chi nei servizi ci lavora, ora è servito.

pc 10 dicembre - A Catania repressione contro i giovani - ma ai giovani diciamo che l'unico libero pensiero è il pensiero rivoluzionario e scientifico del marxismo-leninismo-maoismo




Catania. Repressione e "terrorismo psicologico" contro l'attivismo giovanile

 Catania. Repressione e "terrorismo psicologico" contro l'attivismo giovanile

da contropiano

Il nostro gruppo nasce tre anni e mezzo fa. Nel corso di questi siamo cresciuti e abbiamo generato un fenomeno di aggregazione che ha coinvolto tanti nostri coetanei. Abbiamo svolto un importante lavoro sociale e ci siamo sempre schierati dalla parte dei più deboli. Abbiamo sempre preso posizione

pc 10 dicembre - FORMAZIONE OPERAIA: “ESSERE OPERAIO PRODUTTIVO E’ UNA DISGRAZIA…” ovvero PLUSVALORE ASSOLUTO, PLUSVALORE RELATIVO, PRODUTTIVITA’

Per approfondire che cos’è il plusvalore assoluto e quello relativo Marx mette a confronto la sua prima formulazione del processo lavorativo che considerata astrattamente diceva così: “Se si considera l’intero processo lavorativo dal punto di vista del suo risultato, mezzo di lavoro e oggetto di lavoro si presentano entrambi come mezzi di produzione, e il lavoro stesso si presenta come lavoro produttivo”. E aggiunge, però, che ciò non è sufficiente e che questo concetto deve essere sviluppato ulteriormente quando si parla di “processo di produzione capitalistico”, perché, dice: “Finché il processo lavorativo è mero processo individuale, lo stesso lavoratore riunisce in sé tutte le funzioni” che invece nel capitalismo si separano. “Nell’appropriazione individuale di oggetti dati in natura per gli scopi della sua vita, il lavoratore controlla se stesso.” Nel capitalismo, invece, egli viene controllato. E ancora: “L’uomo singolo non può operare sulla natura senza mettere in attività i propri muscoli, sotto il controllo del proprio cervello. Come nell’organismo naturale mente e braccio sono connessi, così il processo lavorativo riunisce lavoro intellettuale e lavoro manuale.” Nel capitalismo invece, lavoro intellettuale e manuale “si scindono fino all’antagonismo e all’ostilità.”

Nella trasformazione del tipo di produzione poi è molto importante notare che il prodotto da individuale diventa sociale: “prodotto comune di un lavoratore complessivo, cioè di un personale da lavoro combinato, le cui membra hanno una parte più grande o più piccola nel maneggio dell’oggetto del lavoro. Quindi col carattere cooperativo del processo lavorativo si amplia necessariamente il concetto del lavoro produttivo e del veicolo di esso, cioè del lavoratore produttivo. Ormai per lavorare produttivamente non è più necessario por mano personalmente al lavoro, è sufficiente essere organo del lavoratore complessivo e compiere una qualsiasi delle sue funzioni subordinate.”

Se da una parte quindi il concetto di lavoro produttivo si amplia, “dall’altra parte il concetto del lavoro produttivo si restringe.” Perché “La produzione capitalistica non è soltanto produzione di merce, è essenzialmente produzione di plusvalore. L’operaio non produce per sé, ma per il capitale. Quindi non basta più che l’operaio produca in genere. Deve produrre plusvalore. È produttivo solo quell’operaio che produce plusvalore per il capitalista, ossia che serve all’autovalorizzazione del capitale.” 

pc 10 dicembre - Una forma di lotta giusta dei lavoratori a Moncalieri - massima solidarietà agli operai in lotta

Moncalieri, senza stipendio da tre mesi "sequestrano" il capo del personale

Moncalieri, operai a rischio mobilità sequestrano il capo del personale: 10 denunciati
L'incendio alla Bienne di Moncalieri del 2014

Degenera l'"assemblea permanente" degli operai Bienne, storica fabbrica di vernici distrutta due anni fa da un incendio e in attesa della cassa integrazione straordinaria. Arrivano i carabinieri, tre quarti d'ora di trattativa

La richiesta per ottenere la cassa integrazione straordinaria è partita a febbraio, ma ancora non si è mosso nulla. Così dieci degli 80 addetti della Bienne di Moncalieri, storica fabbrica di vernici, hanno deciso di occupare gli uffici della propria azienda. "E' assurdo che il ministro del Lavoro Poletti, mentre continua a proporre novità legislative, impieghi dieci mesi per firmare un decreto, lasciando i lavoratori senza reddito"

L'azienda moncalierese si occupa di verniciatura di componenti per automobili. Vi lavorano 20 metalmeccanici e 60 addetti con il contratto gomma plastica. La cassa serviva per riorganizzare l'attività dei primi, dopo l'incendio che aveva colpito la linea produttiva nel gennaio 2014. La richiesta di "cigs" di febbraio però non è ancora stata autorizzata dal ministero del Lavoro. Nei primi sette mesi le banche hanno anticipato l'indennità, ma ora hanno deciso di smettere. E la rabbia di dieci operai è sfociata in una assemblea permanente negli uffici della Bienne. Gli operai sono entrati e si sono chiusi dentro impedendo al capo del personale, secondo le accuse, di uscire. Il titolare dell'azienda non ha affatto gradito l'occupazione degli uffici. Anzi, ha chiamato i carabinieri, che dopo tre quarti d'ora di trattativa hanno "liberato" il capo del personale e segnalato i dieci lavoratori alla procura con l'accusa di sequestro di persona.







Moncalieri. Gli operai “trattengono” il manager. Alla Bienne denunciati in dieci

Alla Bienne denunciati in dieci

Dieci operai della Bienne di Moncalieri ( una fabbrica di verniciatura per automobili vicino Torino con 80 dipendenti) sono stati denunciati per sequestro di persona. A gennaio la fabbrica era andata a fuoco e a febbraio era stata chiesta la cassa integrazione straordinaria. Ma la richiesta di "cigs" di febbraio però non è ancora stata autorizzata dal ministero del Lavoro. Nei primi sette mesi di quest’anno le banche avevano anticipato l'indennità, ma a dicembre hanno deciso di cessare i versamenti. La rabbia degli operai è sfociata in una assemblea permanente negli uffici della Bienne. Gli operai sono entrati e si sono chiusi dentro impedendo al capo del personale, secondo le accuse, di uscire. Il titolare dell'azienda ha chiamato i carabinieri, che dopo tre quarti d'ora di trattativa hanno "liberato" il capo del personale e segnalato i dieci lavoratori alla procura con l'accusa di sequestro di persona. La notizia di questa mattina è che è stato firmato il decreto che autorizza la cassa integrazione straordinaria. Lo ha comunicato l’assessore al Lavoro ella Regione Piemonte, Gianna Pentenero, durante l’incontro con gli 80 lavoratori della fabbrica di vernici, da dieci mesi in attesa della cassa integrazione autorizzata dal ministero.
La Bienne è una ditta specializzata in verniciature di componenti per automobili e, nello stabilimento di Moncalieri, lavorano 20 operai con contratto da metalmeccanici e 60 addetti con il contratto gomma plastica.

pc 10 dicembre - I governi imperialisti e guerrafondai di Francia e Gran Bretagna progettano uno pseudo- Kurdistan! E' la loro criminale politica che origina gli attentati che li colpiscono!

L’inconfessabile progetto di uno pseudo-Kurdistan

Parigi e Londra moltiplicano le dichiarazioni enfatiche contro Daesh, la sua pulizia etnica e i suoi attentati. Eppure preparano dietro le quinte la pulizia etnica del nord della Siria, al fine di creare uno pseudo-Kurdistan e ricollocare Daesh ad al-Anbar, per crearvi un Sunnistan

pc 10 dicembre - Ecco la "buona scuola" di Renzi che fa crollare parte della facoltà veterinaria all'università Federico II di Napoli

Questa è la scuola e l'università del governo Renzi e Giannini, che mette a serio rischio la vita degli studenti, mentre milioni di euro si spendono per la guerra imperialista e per la militarizzazione del nostro paese, come sta accadendo per ora al giubileo di Roma.
La legge di Stabilità, all'art.33, impone agli atenei la restituzione nelle casse dello Stato dei fondi destinati alla ristrutturazione e messa in sicurezza degli edifici che non siano stati completamente spesi entro il 2014, anche qualora gli atenei abbiano provveduto alla definizione degli interventi da realizzare. 



Da Ansa.it

Paura all'università di Napoli, crolla la palazzina di Veterinaria, nessun ferito

All'origine del cedimento una voragine nel sottosuolo


Parte di una palazzina in disuso rientrante nel complesso del dipartimento di Veterinaria dell'università Federico II di Napoli è crollata trascinando con se' anche parte dell'edificio limitrofo in uso, destinato al alcune attività di studio, frequentato da docenti e ricercatori.  Non si registrano feriti. Il palazzo in uso era stato fatto evacuare in mattinata dopo che si erano manifestate le prime crepe in quello disabitato che su di esso poggiava. All'origine del crollo una voragine.
Sul posto - in via santa Maria degli Angeli alle Croci alle spalle dell'orto botanico - sono intervenuti gli uomini della Protezione Civile, i vigili del fuoco e la polizia Municipale. Il tratto di strada compreso tra via Veterinaria e via del Pino è

pc 10 dicembre - ASSASSINI! 700 bambini morti nei viaggi della morte dei migranti fino ad oggi, con altri 5 innocenti... e ora Renzi/Alfano.... e Mattarella si faranno il Natale con il bambinello nel presepe! Lottare per spazzare via la merda borghese della guerra imperialista e del razzismo di stato al potere con la guerra popolare

MIGRANTI, LA STRAGE SILENZIOSA. 700 BAMBINI MORTI DA INIZIO ANNO 

Lo denuncia il Direttore Generale della Fondazione Migrantes, Mons. Gian Carlo Perego: "una vergogna che pesa sulla coscienza europea".

Stamattina 11 morti, tra cui 5 bambini, nel naufragio di un barcone nel Mar Egeo 

 Sono più che raddoppiate le cifre che raccontano il dramma dei migranti, una tragedia silenziosa che si consuma ogni giorno: dai 1600 morti del 2014 agli oltre 3200 dell'anno che sta per chiudersi. La denuncia arriva dal Direttore Generale della Fondazione Migrantes, Mons. Gian Carlo Perego che punta il dito contro l'Europa che se da una parte non ha difficoltà a trovare "le risorse per bombardare, non trova risorse per salvare vittime innocenti".  Una vergogna che pesa sulla coscienza europea "L'Europa sembra ora - sottolinea Mons. Perego - a fronte della minaccia terroristica, giustificare i muri e la chiusura delle frontiere, oltre che il disimpegno nel creare canali umanitari che avrebbero potuto, oltre che salvare vite umane, combattere il traffico degli esseri umani, una delle risorse del terrorismo"...

Naufragio nel mar Egeo, muoiono 5 bambini Almeno 11 migranti, tra cui cinque bambini, sono annegati questa notte nel naufragio della loro imbarcazione al largo dell'isola greca di Farmakonissi, nell'Egeo sudorientale, a una quindicina di chilometri dalla coste della Turchia. Lo ha riferito l'autorità portuale greca aggiungendo che, secondo le testimonianze dei sopravvissuti, una decina di persone risultano disperse. Ventisei dei circa 50 passeggeri a bordo dell'imbarcazione sono stati salvati.  

pc 10 dicembre - Jobs act: ovvero lo smantellamento di tutti i diritti dei lavoratori - una ricerca sugli effetti negativi. Ma c'era qualche dubbio?

(IlFattoQuotidiano).
Jobs act, prima ricerca sugli effetti: “Flop nel promuovere occupazione e ridurre precariato. Aumentati gli inattivi”

Uno studio dei ricercatori italiani Marta Fana, Dario Guarascio e Valeria Cirillo per conto di Isi Growth, finanziato dalla Commissione europea, evidenzia che solo il 20% dei nuovi assunti tra gennaio e luglio ha un contratto a tempo indeterminato ed è cresciuta l'incidenza di contratti a termine e part-time
“Il Jobs act sta fallendo nei suoi obiettivi principali: promuovere l’occupazione e ridurre la quota di contratti temporanei e atipici”, in una parola il precariato. Sono queste le conclusioni di quella che si può considerare la prima ricerca accademica sugli effetti della riforma del lavoro del governo Renzi. Si tratta dello studio “Labour market reforms in Italy: evaluating the effects of the Jobs Act”. Il

pc 10 dicembre - Bologna: la repressione non ferma l'occupazione per il diritto alla casa!


Bologna Kaputt!
Mercoledì, 09 Dicembre 2015 17:29  Ross@ -
Comunicato di ROSS@ Bologna, sull'’occupazione all’e ex-Poste di via Agucchi a Bologna, la repressione poliziesca e la resistenza degli occupanti in queste ore

***
Mentre gli occupanti resistono, sul tetto e nel cortile antistante lo stabile ex Poste di Via Agucchi, incuranti del freddo e delle notti che scendono ancora più gelide, perché consapevoli che solo la loro resistenza e la solidarietà della Bologna dal volto umano gli potranno permettere di avere una casa

mercoledì 9 dicembre 2015

pc 9 dicembre - PARIGI: L'AVEVAMO DETTO 10 ANNI FA...

MAO: ”CHIUNQUE VOGLIA CONOSCERE UNA COSA NON HA ALTRA STRADA CHE VENIRE A CONTATTO CON ESSA, OSSIA AGIRE NEL SUO AMBIENTE...".

Il PCm Italia 10 anni fa lo aveva fatto, era andato nelle banlieues. E la sua analisi, il suo orientamento oggi si confermano perfettamente, per coloro che hanno occhi per vedere e orecchie per sentire... 
Altri che lo dovevano fare non lo hanno fatto e poi... si meravigliano (!) di quanto accade oggi in Francia...

RIPORTIAMO STRALCI DELL'INTERVENTO FATTO DAL PCm ITALIA 10 ANNI FA NEL MEETING A PARIGI SULLA RIVOLTA DELLE BANLIEUES

Il testo completo sarà ripubblicato in seguito

25 mila poliziotti schierati nelle banlieues la notte del 31 dicembre 05 a difesa dell’ordine e della sicurezza contro la possibile ripresa della rivolta, hanno offerto l’immagine eloquente di quello che la rivolta ha costituito per la Francia e per i paesi imperialisti in generale. L’ostentata dimostrazione di forza dello Stato francese è risultata paradossalmente una smaccata dimostrazione di debolezza, la

pc 9 dicembre - Scandalo al tribunale/caserma di Taranto - il processo viene annullato e rinviato all'inizio per un cavillo giuridico

Da maxi processo a maxi scandalo! 

Ora basta - operai e cittadini devono muoversi diversamente - e devono farsi giustizia anche diversamente! 

Grottesco al Tribunale/caserma questa mattina - Per un cavillo combinato in sede di udienza preliminare, si ricomincia tutto da capo

Forte indignazione delle parti civili operaie e popolari

Contro i padroni assassini, l'unica giustizia è quella proletaria

Processo Ilva, atti al gup
il procedimento è stato annullato

Nel verbale d’udienza preliminare del 23 luglio scorso manca l’indicazione
del difensore d’ufficio per 10 imputati i cui legali erano assenti quel giorno

di Redazione online



TARANTO - Una battuta d’arresto: torna all’udienza preliminare il processo Ilva. La Corte d’Assise di Taranto ha annullato il decreto che dispone il giudizio in quanto nel verbale d’udienza preliminare del 23 luglio scorso mancava l’indicazione del difensore d’ufficio per 10 imputati i cui legali erano assenti quel giorno. Indicazione che compare nella sentenza del gup.
La vicenda
Il processo è quello per il presunto disastro ambientale causato dall’Ilva, chiamato Ambiente svenduto, che vede alla sbarra 44 persone fisiche e tre società. Il procuratore aggiunto, Pietro Argentino, ha sollevato una eccezione preliminare chiedendo alla Corte d’Assise un provvedimento chiarificatore in merito al verbale d’udienza del 23 luglio in cui non viene riportato il nome del difensore d’ufficio per 10 imputati i cui legali erano assenti quel giorno. Nome che invece compare nella sentenza del Gup Vilma Gilli, dove viene indicato come difensore d’ufficio l’avvocato Vincenzo Vozza.
Manca il nome di un difensore
I magistrati titolari dell’inchiesta si sono accorti che nel verbale, accanto al nome di dieci imputati, compariva uno spazio bianco lì dove il cancelliere avrebbe dovuto indicare il difensore d’ufficio. La questione non era stata eccepita dai difensori fino a questo momento, ma la procura temeva che un ricorso presentato successivamente possa annullare gli atti del processo. Nel decreto che dispone il giudizio del 23 luglio non viene riportata nemmeno l’indicazione dei ruoli ricoperti da alcuni imputati e dei periodi di riferimento. In questo caso, ha spiegato il procuratore aggiunto Argentino, si tratta di un mero errore materiale che può essere sanato con una integrazione che tenga conto della modifica del capo d’importazione disposta il 19 febbraio scorso.

pc 9 dicembre - Il maxi processo di Taranto contro Riva e complici oggi in un'altra udienza - è importante approfondirne natura e significato

Info dal processo slaicobasta@gmail.com tel. 3475301704

lo speciale si può richiedere anche online a pcro.red@gmail.com 

pc 9 dicembre - Il popolo NOTAV della valle in una grande manifestazione! 20.000 in marcia

Venaus 2005-2015: dieci anni dopo, la Valle resiste ancora! [diretta dalla marcia]
  • NoTav.Info

Venaus 2005-2015: dieci anni dopo, la Valle resiste ancora! [diretta dalla marcia]
ore 13.45: pochi minuti fa la testa del corteo è arrivata al presidio di Venaus! Dietro ancora tantissimi No Tav in marcia, 20.000 oggi a ribadire che oggi come ieri la resistenza continua.
ore 13: il corteo ha sostato al bivio dei passeggeri per ricordare che proprio qui 10 anni fa la polizia provò a bloccare con le cariche l’avanzata dei No Tav verso Venaus: non ci sono riusciti allora, non ci riusciranno nemmeno oggi! Dal furgone si leva poi un lungo applauso e un saluto resistente a tutti/e i/le No Tav che oggi non possono essere alla marcia perché sottoposti a misure restrittive per aver preso parte attivamente alla battaglia contro l’alta velocità: liber* tutt*!
ore 12.45: la marcia sta ripercorrendo la strada che 10 anni fa portò alla storica liberazione di Venaus. Una grossa parte del corteo non è ancora giunta al bivio dei passeggeri ma si trova ancora sui

pc 9 dicembre - Francia, il Front de Gauche - una banda di miserabili al servizio dello stato d'emergenza

il Front de Gauche al 2,5. - questo front de 'gauche' è una miserabile banda di opportunisti - sostenuti in francia da gruppi  quali il PCOF /simil piattaforma comunista- i cui deputati in Parlamento hanno votato a favore dello stato di emergenza

pc 9 dicembre - Le Pen: ecco chi difende i valori e lo stile di vita dei francesi e degli imperialisti - Questa Francia deve essere colpita, ma dalla guerra popolare e non dall'ISIS

La Francia agli xenofobi. 
La Francia agli xenofobi. Le Pen al primo posto
Vola destra razzista e xenofoba di Marine Le Pen, che ha ridotto di molto, negli ultimi anni, l'identità strettamente fascista a favore di un nazionalismo identitario più "presentabile",
Il Front National, al primo turno delle regionali (ridotte a soltanto tredici dalla recente riforma) è in testa in sei regioni e risulta complessivamente il primo partito con il 28%. Col 26,89% dei voti segue Nicolas Sarkozy, mentre i socialisticrollano al al 23%. Un'altra formazione di destra - Debout La France - guadagna comunque il 3,85%, mentre i Verdi si fermano al 3,87% e il Front de Gauche al 2,5.

Questo front de 'gauche' è una miserabile Banda di opportunisti - sostenuti in francia da gruppi simil piattaforma comunista- che ha votato a favore dello stato di emergenza

Marion Maréchal Le Pen, la nipote del fascista fondatore del Front National, si è invece imposta in Provenza, tradizionale feudo della destra oltranzista,con uno scarto altrettanto importante (il 40%), che rende difficile persino imaginare un sorpasso al secondo turno da parte dell'altretanto tradizionale "fronte repubblicano" del "tutti uniti per non far vincere la destra".

pc 9 dicembre - In Francia il primo partito è l'astensione e non Le Pen

Elezioni Francia, il primo partito è l’astensione

«C’è tuttavia un dato che salta agli occhi di questo primo turno, tanto eclatante quanto ignorato dai mezzi di informazione, ed è quello che riguarda la partecipazione a queste elezioni. A questo appuntamento elettorale hanno infatti partecipato meno della metà dei francesi. Il dato del 50% si riferisce infatti soltanto agli “iscritti sulle liste elettorali” e non al totale degli aventi diritto.
In Francia infatti, contrariamente all’Italia dove la cosa è automatica e legata alla residenza, per poter esercitare il diritto di voto bisogna iscriversi sulle liste elettorali. E’ quindi chiaro che se si prendono in considerazione anche coloro i quali sono in età di voto ma hanno scelto di non iscriversi sulle liste elettorali, la maggioranza assoluta dei francesi ha scelto di non partecipare a queste elezioni e tra quelli che invece lo hanno fatto più di 7 su 10 hanno votato tutto fuorché il partito di estrema destra di Marine Le Pen».
«Il Fatto Quotidiano», 7 dicembre 2015.

Ma c'è da aggiungere un altro dato importante sull'astensione, la percentuale più alta è stata tra i giovani della Banlieues!

pc 9 dicembre - Operaie in sciopero a Bologna - massima solidarietà MFPR


BOLOGNA: PROSEGUE LA LOTTA OPERAIA CONTRO IL JOBS ACT A HOLIDAY INN
Redazione, Settimo giorno di sciopero ad Holiday Inn di Bologna Fiera. Nuovo sostegno è arrivato alle 12 operaie messe alla porta con il ricatto della nuova cooperativa che pretendeva di […]



Settimo giorno di sciopero ad Holiday Inn di Bologna Fiera.
Nuovo sostegno è arrivato alle 12 operaie messe alla porta con il ricatto della nuova cooperativa che pretendeva di sottoscrivere contratti con la clausola del Jobs Act per sbarazzarsi di loro quando meglio avesse creduto (è da almeno 2 anni che studiava l’occasione, gli ha fornito un’arma in più la legge schiavista di Renzi&Poletti). Per ogni crumiro chiamato a sostituire le operaie, abbiamo opposto ed opporremo resistenza.
Ormai trasformato in una caserma ad uso civile, con tanto di guardianato che apre e chiude l’ingresso laterale ai clienti, anche oggi l’albergo si è svegliato con un muro sonoro prodotto dalle operaie che si è protratto per tutta la giornata, sino al pomeriggio.Non potevamo farci mancare l’occasione del giorno festivo.
L’assemblea operaia ha nuovamente ribadito la linea di guerra al ricatto ed all’indifferenza perdurante da una settimana. Nulla più da perdere e tutto da guadagnare da questa parte della barricata; per l’altra non si può dire altrettanto, ed i segnali sono sempre più evidenti.

pc 9 dicembre - Dichiarazione di proletari comunisti-PCmI taly sulle elezioni in Francia - traduzione inglese

 PCm Italy on events in France: December 2015

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France…Le Pen’s National Front advances
Hollande votes SARKOZY,
What is the response of communists? What is the way forward for the masses?

Reformism serves reaction, modern fascism is the only solution of imperialism in its war against the people. Modern fascism cannot be ended through the electoral road, but only by rooting oneself in the proletariat and the people and taking the path of people’s war.
War and modern fascism demand popular rebellion starting from the militarized and criminalized banlieues. The People’s War, from the periphery to the center,from the Parisian suburbs of the metropolis to the Paris of the bosses,of the rich and the middle and lower bourgeoisie, with a reconstituted proletarian and communist leadership, is the only strategic solution for the popular masses, the only alternative to the penetration and action of reactionary and fascist Islamic fundamentalist elements.
The PCF and the ‘French extreme left’ are not the solution, but part of the problem. The Front de Gauche who voted for Hollande’s state of emergency, with PCOF in support, are not part of the workers and Communist movement, but chains of social democracy serving reaction.
To take a stand against fascism, the war and the regime, gathering in one’s own ranks, forces which ‘in the name of terrorism’ give way to state fascism and ‘mass’ fascism, means only opportunism and confusion in the ranks of the proletariat, the youth and the people; this is not the united front, nor the anti-fascist front and this is the policy of the false Maoists of VP.
The Maoists in France should stay out of this confusing opportunist quagmire, but must apply self-criticism to the concrete reality, building the Party, United Front and combatant Forces here and now, in the heat of the class struggle, in close liaison with the masses, starting from the banlieus – as the internationalist meeting in Paris on 21 November clearly indicated – the unity between the proletariat of the imperialist countries like France and peoples oppressed by imperialism – primarily those bombarded by France, is built on the universal road of people’s war and not through ideological confusion – see the position on Rojava.
The imperialist war can be stopped, only if the people’s war advances!
Against the advancing modern fascism, now and forever Resistance!
Resistance must serve the initiation of people’s war.
Maoist Communist Party – Italy December 2015