martedì 16 settembre 2014

pc 16 Settembre - Al fianco del popolo Kurdo nella lotta contro l'ISIS, contro l'intervento imperialista!


Mentre gli imperialisti occidentali stanno organizzando la loro coalizione anti-ISIS con l'aiuto delle petro-monarchie loro alleate in Medio Oriente, i guerriglieri curdi siriani dello YPG, ala militare del PYD contrastano sul campo da 2 anni lo Stato Islamico nel Kurdistan Siriano o Royava amministrato dai kurdi stessi; recentemente in seguito all'estendersi dello Stato Islamico nel Kurdistan iracheno, anche il KDP di Barzani che amministra quel territorio è impegnato in una lotta feroce contro i miliziani dell'ISIS.

I media parlano genericamente di "aiuto militare ai curdi" ma in realtà le fazioni curde sono eterogenee e alcune di esse contrapposte da anni. Come in altre lotte di liberazione nazionale ciò è normale, nel quadro della lotta di indipendenza ci sono partiti che sono espressione di certe classi sociali altri ancora di altrettante altre. Ad esempio lo YPG (forza curdo-siriana) è politicamente legata al PKK di Ocalan (forza curdo-turca operante in Turchia) entrambe le formazioni hanno un orientamento di sinistra e storicamente anti-imperialista e di conseguenza la loro lotta per l'indipendenza si sviluppa in un quadro più ampio contro l'imperialismo in generale e in particolare contro il puntello dell'imperialismo nella regione rappresentato dalla Turchia, (membro NATO e storico alleato USA in particolare in funzione anti-sovietica durante la Guerra Fredda). Al contrario il KDP di Barzani, partito centrista ha sempre collaborato con l'imperialismo americano e occidentale durante le Guerre del Golfo e non ha disdegnato di sfruttare le contraddizioni tra il regime di Saddam Hussein e l'Iran chiedendo aiuto al dittatore ba'athista nel 1996 contro un'altra fazione curdo irakena il socialdemocratico PUK. Adesso entrambe queste fazioni governano la regione autonoma del Kurdistan irakeno all'interno del regime fantoccio dell'Irak post-Saddam minacciato dallo Stato Islamico.
Royava o Kurdistan Occidentale o Kurdistan siriano
Se quindi, come ci spiega l'articolo sotto, è naturale che l'imperialismo trovi come suoi naturali alleati i curdi filo-occidentali di Barzani e non i curdo-siriani del YPG, una nuova questione è emersa in seguito al ruolo militare svolto proprio dallo YPG nella lotta contro l'ISIS sul proprio territorio e nelle ultime settimane anche sul territorio iracheno venendo in soccorso della minoranza yazida irachena in fuga dalla furia genocida dell'ISIS, creando un corridoio umanitario tra Siria e Irak permettendo così agli yazidi di entrare nel proprio territorio e allo stesso tempo respingendo l'offensiva ISIS che contemporaneamente ha significato venire in aiuto militare ai "cugini" curdi di Barzani. Questo ha posto sul tavolo la necessità di una larga alleanza curda anti-ISIS.
Il punto è, devono i curdi allearsi tatticamente con l'imperialismo e la sua "coalizione dei volenterosi" con il fine di sconfiggere il pericolo ISIS?
Il KDP di Barzani lo ha sempre fatto e continua a chiedere l'aiuto dell'imperialismo compreso quello italiano.
Inoltre il KDP si è trovato in seria difficoltà prima dell'intervento in suo aiuto da parte dello YPG che al contrario è stato in grado di contenere e respingere l'offensiva dell'ISIS contro il Royava nonostante il povero equipaggiamento e continua a farlo senza il supporto aereo imperialista che al contrario fornisce copertura aerea alle contro-offensive del KDP in Irak. 

Kurdistan irakeno
Una parte del risultato militare dello YPG è rappresentato da alcune formazioni guerrigliere totalmente al femminile che infliggono duri colpi al nemico. E' noto l'odio viscerale dei fondamentalisti islamici contro le donne e cosa riservano loro quando le catturano. Chi meglio delle guerrigliere dello YPG può rimandare questo odio al mittente essendone obiettivo principale?
Non solo lo YPG sta continuando a fare da solo, ma insieme al PKK deve contrastare lo stato Turco che facilita l'ingresso di miliziani dell'ISIS in funzione anti-regime siriano di Assad. Per lo YPG sia Assad che l'ISIS sono nemici di pari livello come dichiarato recentemente da Salih Muslim portavoce del PYD, ma è anche vero che quest'ultimo è finanziato dalle petro-monarchie del golfo dalla CIA e dal Mossad israeliano, adesso che l'ISIS è diventata una forza troppo potente per essere controllata dai suoi sponsor iniziali può sfuggire di mano a quest'ultimi e quindi va fermata secondo l'ottica dell'imperialismo. Copione già visto a fine anni '80 in Afghanistan quando gli USA in funzione anti-URSS finanziarono un certo Osama Bin Laden, il resto della storia è noto...

Alla luce di ciò è evidente che il popolo curdo sbaglia se pensa di poter raggiungere l'obiettivo con l'aiuto, anche se esso sia tattico e congiunturale, dell'imperialismo il quale agisce per proprio interesse con la tattica del "divide et impera". Sbaglia Salih Muslim, presidente del PYD, quando auspica che l'imperialismo americano e occidentale bombardi le postazioni dell'ISIS e aiuti così il PYD nella sua duplice lotta anti-ISIS e anti-Assad per un Royava autonomo all'interno di una Siria "democratica" o indipendente da essa.
Va appoggiata la resistenza contro il movimento fascista e neo-medievale dell'ISIS creatura dell'imperialismo e proprio per questo contemporaneamente va respinto l'intervento imperialista in Irak e Siria. Tale operazione militare non porterà beneficio al popolo curdo, arabo e a tutte le minoranze in quella regione ma rappresenterà una presenza ancora più marcata dell'oppressione straniera nella regione Medio Orientale, il "pericolo ISIS" è conseguenza diretta delle manovre e politiche imperialiste nella regione avute negli ultimi anni.

Il popolo curdo può e deve raggiungere l'indipendenza nazionale in un quadro di lotta anti-imperialista contro i puntelli dell'imperialismo occidentale nella regione rappresentati in primis da Turchia e Irak contro il regime di Assad  e quello iraniano sostenuti dall'imperialismo russo-cinese. Può farlo mobilitando le proprie masse e  in stretto legame con le altre lotte di liberazione nazionale e rivoluzioni in particolare nella regione quali la Resistenza palestinese e il movimento rivoluzionario in Turchia che diretto dalla sua avanguardia proletaria ha l'obiettivo di rovesciare il regime turco con una rivoluzione di Nuova Democrazia. Nessuna illusione può essere posta nei confronti dell'imperialismo!

Glossario

ISIS, IS.ISI: Stato Islamico dell'Irak e della Siria

KDP: Partito Democratico Kurdo, partito centrista del Kurdistan iracheno

PKK: Partito Curdo dei Lavoratori, partito di sinistra e anti-imperialista del Kurdistan turco

PUK: Unione Patriottica del Kurdistan, partitosocial-democratico del Kurdistan iracheno

PYD: Partito dell'Unione Democratica, partito di sinistra del Kurdistan siriano

YPG: Unità di Protezione del Popolo, ala militare del PYD

Royava: Kurdistan Occidentale o Kurdistan siriano controllato dal PYD

I COMBATTENTI CURDI SIRIANI NON AVRANNO IL SOSTEGNO OCCIDENTALE

articolo di Alexander Whitcomb

Erbil, Kurdistan- Il presidente Obama ha annunciato Mercoledì che gli Stati Uniti e la coalizione di alleati, che adesso include quasi 40 paesi, sosterremo i membri dell'opposizione siriana nella lotta contro lo Stato islamico dell'Iraq e della Siria (ISIS). 
Ma per il momento, il curdo Protezione Unità Popolare (YPG) dalla Siria orientale - una delle forze più esperte ed efficaci nel combattimento contro l'ISIS negli ultimi anni, non sarà considerato partner ufficiale. 
"Gli Stati Uniti e altri paesi occidentali non si impegneranno direttamente con la Democratic Union Party (o PYD, ala politica della milizia), a causa dei suoi collegamenti con il Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK), classificato un'organizzazione terroristica", ha detto il dottor Harriet Allsopp , un esperto di curdi siriani. 
Mentre il PYD mantiene l'indipendenza formale dal PKK, classificato come organizzazione terroristica per la sua guerriglia decennale contro lo Stato turco, i due gruppi hanno una lunga storia di cooperazione e condividono lo stesso sfondo ideologico. Questo ha portato molti a definire il PYD come affiliato o organizzazione sorella del PKK. 
Ciò pone il PYD saldamente al di fuori del quadro dell'opposizione, in un momento in cui gli Stati Uniti stanno andando avanti con i piani per addestrare e armare gruppi di ribelli siriani nelle basi controllate in Arabia Saudita. 
Un grande ostacolo è che l'organizzazione non è un membro della Coalizione Nazionale Siriana (SNC) supportata dall'occidente, il rivale del governo di Bashar al-Assad, in quanto organo legittimo e rappresentante del popolo siriano. 
Per questo motivo, il PYD "non è considerato parte dell'opposizione siriana, perché non è un membro della Coalizione nazionale siriana", ha detto Alsopp Rudaw. "La SNC si oppone anche all'auto-amministrazione del PYD in Siria. Pertanto, gli Stati Uniti non cercano la cooperazione del PYD nella campagna anti-ISIS, né gli forniranno assistenza militare. "
La percezione che il gruppo ha beneficiato di lavorare con il governo siriano in passato è anche problematico, in quanto gli alleati occidentali rimuginano tra le opzioni militari che "degradare e distruggere" IS senza conseguire una vittoria contro il regime di Assad. Obama ha detto che il leader siriano "deve andare via", ma finora IS ha dimostrato di essere il nemico più efficace del regime in una guerra civile devastante di quattro anni. 
Ma i continui successi in battaglia e l'assistenza ai partner locali come il Peshmerga potrebbe portare ad un cambiamento di approccio. 
Le unità YPG e del PKK hanno guadagnato elogi nel combattere a fianco dei curdi irakeni Peshmerga a Shingal, Makhmour e in altre offensive, e il presidente della Regione del Kurdistan Massoud Barzani ha pubblicamente ringraziato i loro combattenti, riferendosi a loro come "fratelli". 
Il valore militare del gruppo e l'esperienza in combattimento può rivelarsi irresistibile per una coalizione guidata dagli Stati Uniti diffidente ad indossare "stivali sul terreno." 
"La politica sia negli Stati Uniti che nel Regno Unito è in fase di revisione," ha detto Michael Stephens della Royal United Service Institute, un think tank della difesa e della sicurezza. "La YPG è chiaramente vista come una forza che sta combattendo con successo l' IS ed è certamente molto capace." 
Richard Haass, presidente del Council of Foreign Relations, ha scritto che: "Hai bisogno di un partner locale. A mio avviso, le possibilità in Siria sono le tribù sunnite locali e le forze curde, sulla falsariga di quanto si sta facendo in Iraq, "dove i governi stranieri hanno condotto missioni congiunte con i curdi Peshmerga, le tribù sunnite e le milizie sciite, oltre alle forze di sicurezza irachene. 
Un veto turco sull'inclusione del gruppo può avere meno peso rispetto al passato. La Turchia ha ritirato il supporto chiave alla coalizione, vietando  l'uso della loro base aerea a Incirlik e rifiutando di firmare un comunicato impegnandosi a interrompere la fornitura di fondi e reclute nella Siria controllata dall'IS. 
"Può il YPG far parte della coalizione anti-IS? Assolutamente, "ha detto Stephens. "Ma un paio di problemi devono essere risolti prima che possa essere scolpito sulla pietra", tra cui un accordo politico globale che comprende tutte le parti nelle zone controllate curde della Siria, noti come Rojava. 
Il PYD ha avuto una disputa prolungata oltre la condivisione del potere con il Partito Democratico del Kurdistan in Siria (KDP-S), la filiale locale del partito del presidente Massoud Barzani nel Kurdistan iracheno. Questo ha creato divisioni all'interno del governo autonomo nei cantoni di Rojava e - forse ancora più importante - le tensioni di vecchia data con i principali alleati degli Stati Uniti nel Kurdistan iracheno. 
Risolvere le dispute interne "sarebbe in qualche modo portare il PYD dal freddo e rendere molto più facile il sostegno nella loro lotta contro IS", secondo Stephens. 
Come segretario degli Stato Usa John Kerry continua a raccogliere il sostegno di una coalizione anti-IS in tutta Europa e il Medio Oriente, le truppe supplementari degli Stati Uniti, Predator e Reaper droni, e Navy EA-18G aerei-radar disturbo armati sono impostati per arrivare a Erbil in preparazione per una nuova fase della contro offensiva ai jihadisti dell' IS  in Siria e in Iraq. 
Il generale  Marine in congedo John Allen, un ex comandante USA in Afghanistan e in Iraq, servirà come coordinatore per lo sforzo internazionale contro IS.

fonte: Rudaw

pc 16 settembre - A DOPODOMANI... CON MARX

MARX: "renderò onore agli operai che non hanno nulla, che sono considerati una classe pericolosa e parteciperò attivamente alla loro organizzazione, perchè essi sono il motore collettivo della Storia dell'emancipazione, i principali costruttori di una società egualitaria"


Dopodomani, GIOVEDI' 18 settembre
inizia il corso di formazione operaia on line
a partire da una sintesi di 
"Lavoro salariato e capitale" di Marx

...Il rapporto lavoro salariato e capitale, sfruttamento/profitti, operai/padroni non è eterno, non è una maledizione inevitabile, ma una contraddizione che inevitabilmente si acuirà sempre di più e che spetta proprio agli operai farsi i "becchini" del sistema capitalista ed essere il motore collettivo della nuova Storia.

pc 16 settembre - Turchia- Kurdistan.. Irak ..Intervista a Pinar Aydinlar, artista e militante comunista rivoluzionaria

Intervista a Pinar Aydinlar, artista e militante comunista rivoluzionaria

pc – vorrei che ci parlassi della tua scelta di mettere la tua arte al servizio del movimento rivoluzionario in Turchia e Nord Kurdistan. Come è nata, il suo significato, come la vivi quotidianamente, del prezzo che hai dovuto pagare …

Pinar – La prima cosa che voglio sottolineare è la realtà che si vive in Turchia, quella di una dittatura fascista, mascherata da democrazia parlamentare. Questa è la situazione che viviamo e subiamo e contro cui ci tocca prendere posizione là dove operiamo e lavoriamo. Io lo faccio da comunista.
Il sistema sviluppa campagne e attacchi di repressione ed eliminazione di ogni opposizione. Oltre al mio, ci sono altri 5 casi di altri incriminati, processati e condannati per aver cantato canzoni proibite, dedicate a IK o ad altri dirigenti comunisti, o per altre attività culturali di contenuto “sovversivo”.
Come rivoluzionaria e comunista è mio compito prendere posizione contro l’oppressione e la repressione. Come artista il mio lavoro è dare voce agli oppressi, mettere la mia arte al servizio delle alle masse di operai e studenti rivoluzionari, alle donne, al popolo curdo cui è negata l’identità, ai prigionieri politici rivoluzionari isolati in carcere per aver lottato in loro nome.
Per noi la cosa più importante deve essere come usare lo nostra arte, la nostra lotta nel campo della cultura, come strumento di lotta, senza badare alle conseguenze che possiamo subire per questo. E siamo in tanti ad aver fatti questa scelta, non soni certo la sola, né la più importante.
Io e tutti gli altri artisti rivoluzionari abbiamo scelto di schierarci dalla parte del popolo, di dargli voce. Di alzare la nostra voce contro la violenza e le torture.
Oltre al periodo che ho passato in carcere, mi è stato imposto il divieto di entrare ed esibirmi in diverse parti del paese, a Dersim e in altre regioni. Ma, se voglio continuare a essere una voce del popolo, non può essere ne sarà questo divieto a fermarmi,. Ho già disobbedito al divoeto e continuerò a farlo.
Nella storia ci sono stati tanti esempi illustri di scrittori, intellettuali e artisti rivoluzionari che hanno avuto il coraggio di dare voce agli oppressi con le loro opere, io mi considero solo l’ultima di questa tradizione gloriosa, sono solo una di loro.
Oltre a me, tanti artisti nuovi di recente hanno fatto la scelta di schierarsi dalla parte del popolo, in particolare, di recente, durante e dopo la rivolta per Taksim Square e Gezi Park. Il problema è che molti di loro, poi hanno fatto un passo indietro, sono rientrati nel sistema, hanno chiesto il dialogo con Erdogan.
Io non l’ho fatto, perché per me essere un attivista culturale non significa solo essere un artista, scrittore ecc., che dà voce al popolo. Per me significa essere un combattente del popolo su un fronte particolare,e un combattente non si arrende, non dialoga né accetta divieti, combatte senza compromessi.

pc – Nella riunione di Donna Nuova che ho seguito e a cui ho portato il saluto delle nostre compagne, ti ho sentito proporre una campagna internazionale a sostegno delle combattenti curde della regione di Rojawa/Kobane. Una lotta di cui nel nostro paese si sa poco. Potresti parlarmi meglio di questa lotta?

Pinar – A Rojawa c’è una guerriglia di liberazione nazionale che va avanti da molto tempo e che negli ultimi mesi sta vivendo una situazione molto difficile, sotto attacco congiunto delle forze dell’ISIS e degli altri eserciti che combattono nel Kurdistan siriano. Ma, rispetto ad altre guerriglie e lotte rivoluzionarie di liberazione nazionale, la particolarità di questa lotta è il ruolo importante che vi giocano le donne rivoluzionarie curde.
Donne che hanno rifiutato il ruolo subordinato, gli affetti familiari, per prendere le armi e combattere. E, cosa più importante, nessuna di loro si è mai arresa. Io, nel mio piccolo mi sento vicina a loro. Anche io ho scelto di essere qui, in questo campeggio a fare il mio lavoro di attivista culturale rivoluzionaria, invece di prendermi cura dei gemellini che ho avuto da poco, e sento di dover fare di più per queste rivoluzionarie, per questo voglio impegnarmi in una campagna internazionale a loro sostegno.
È una lotta antimperialista. L’imperialismo si oppone da sempre all’autonomia del popolo curdo nella regione e, soprattutto, perché sa bene che questo movimento è diverso dagli altri movimenti autonomisti, proprio grazie al ruolo in esso delle donne rivoluzionarie.
Quando son stata a Kobane, la regione turca al confine con Rojawa, ho conosciuto una situazione durissima e difficilissima, fatta di guerra, stupri, massacri di bambini, ma ho visto anche come a questo 300 compagne rivoluzionarie curde hanno fatto la scelta di attraversare la frontiera per unirsi alla guerriglia di Rojawa.
Nei prossimi giorni Partizan lancerà ufficialmente un appello internazionale per una campagna e una delegazione che vada a Kobane per realizzare un progetto concreto di solidarietà. Ma anche prima dell’appello, già ora è importante chiamare tutti a prendere posizione e realizzare iniziative di solidarietà. Sono lieta e ti ringrazio dell’opportunità che mi dai di comunicare alle compagne in Italia l’importanza di questa lotta, l’importanza di questa campagne.
Questa non è certo una campagna solo “delle donne”, ma, proprio per il ruolo che in essa vi svolgono le donne assume un grande valore per tutti i rivoluzionari, i comunisti, gli antimperialisti e, allo stesso tempo, chiama tutte le rivoluzionare a assumere l’iniziative e avere un ruolo in prima linea a sostegno di questa lotta antimperialista.
In questi giorni mi hai parlato della campagna fatta dalle compagne in Italia con il popolo di Gaza. Ho visto i vostri manifesti contro che chiedono di far pagare ai sionisti il sangue e le lacrime di donne e bambini palestinesi. Anche a per Rojawa vale lo stesso discorso, anche lì donne e bambini sono le prime vittime della guerra e dell’ideologia dell’ISIS, ma, molto più che a Gaza, le donne di Rojawa non sono solo le prime vittime, sono le prime combattenti.
Come a Gaza, riguardo ad Hamas, non contano le differenze che abbiamo con la direzione di questa lotta, che a Rojawa è dei peshmerga dell’YPG. Per noi conta che è una lotta di liberazione di un popolo che l’imperialismo vuole sottomesso e, soprattutto, che il ruolo in essa delle donne rivoluzionarie ne fa una lotta per la liberazione sociale, non solo nazionale.
Le donne che lasciano le case per combattere non lottano solo per l’autodeterminazione del loro popolo, lottano per la loro stessa liberazione.
Esse chiedono alle donne di non stare a casa, di prendere le armi e questo la rende una lotta rivoluzionaria. E se si guarda alla condizione delle donne nel resto del Medio Oriente e alla loro posizione all’interno della lotte che si sviluppano nella regione, risalta ancora di più l’importanza di questa lotta, che è una “rivoluzione di donne” potremmo dire.
Quanto a me è parte del mio lavoro di artista rivoluzionaria dare voce come posso a queste combattenti, e pagarne il prezzo, se occorre.

pc 16 settembre - verso il 10° anniversario della Fondazione del PCIm India -


pc 16 settembre - Pillole comuniste - contro la guerra imperialista....

Contro la guerra imperialista, l'opposizione vera non può essere pacifista, anche se quest'ultima gioca un ruolo, ma è l'opposizione classista, rivoluzionaria, antimperialista e internazionalista che detta tempi e possibilità effettive di combattere la guerra.

da Pillole comuniste - 2 -
1-9-2013

pc 16 settembre - Eco internazionale del manifesto di proletari comunisti-PCm Italia per i fatti di Traiano


PC maoista Italia: De Ferguson a Nápoles… la rebelión contra los esbirros asesinos es justa y necesaria


Nota – Los camaradas de Proletari Comunisti – Partido Comunista Maoísta – Italia han editado recientemente un cartel que reproducimos, el cual hemos extraído de su blog http://proletaricomunisti.blogspot.it y cuyo texto Gran Marcha Hacia el Comunismo hemos traducido al español:

DE FERGUSON A NÁPOLES… LA REBELIÓN CONTRA LOS ESBIRROS ASESINOS ES JUSTA Y NECESARIA
La muerte a sangre fría de jóvenes en los barrios populares, en la periferia, es el fruto de la impunidad de los policías y carabineros de Génova 2001, dejando mano libre y son el rosario de una cadena de crímenes innobles, hijos de la arrogancia y de la ideología fascista y racista que los caracteriza.

Los gobiernos, de Berlusconi a Renzi, los miserables personajes nombrados Ministros del Interior, hoy Alfano, los jefes de la policía y carabineros, no han suspendido del servicio y expulsado de la policía o del arma de carabineros a ninguno de los asesinos, los que masacran, los torturadores, los perseguidores,…
Por el contrario, la clase dominante, su Estado, su prensa santifica a las fuerzas del órden y edifica un auténtico Estado de policía fascista moderno.
Que la movilización popular se convierta en permanente y nacional y golpee la responsabilidad del Gobierno, del Estado y la clase dominante.
Contrainformemos y denunciemos en todas partes los actos contra las mentiras de la policía, el Gobierno y los medios de comunicación de masas.
¡Lo pagaréis caro, lo pagaréis todo!
Proletari Comunisti – PC maoísta Italia
Email: prolcompa@libero.it
Blog: http://proletaricomunisti.blogspot.it

pc 16 settembre - ILVA: L'ARROGANZA E LA PAURA DEI PADRONI - LA NECESSITA' DELLA LOTTA DI CLASSE - SULL'ISTANZA DI TRASFERIMENTO DEL PROCESSO

E' leggibile e scaricabile l'opuscolo completo di commento dell'Istanza presentata dagli avvocati di Riva, in testa l'Avv. Coppi, legale di Andreotti e oggi di Berlusconi, affinchè il processo Ilva - che riprende oggi - venga trasferito da Taranto. 

Non è affatto un'istanza tecnico-legale (anzi non ha nulla di legale), ma una vera e propria ARRINGA POLITICA DEL "CAPITALE" (che Marx si divertirebbe molto a leggere...).


http://digilander.libero.it/fl194/TrasfProcIlvaOK.pdf

lunedì 15 settembre 2014

pc 15 settembre - CONTESTATO RENZI A PALERMO - CONTRO "LA BUONA SCUOLA" MA SOLO PER I PADRONI

Comunicato stampa - Palermo, 15 settembre 2014

CONTESTARE E LOTTARE CONTRO IL GOVERNO RENZI IN OGNI AMBITO PER CACCIARLO

CONTRO LA "BUONA SCUOLA"  DEL GOVERNO RENZI/GIANNINI SOLO E UNICAMENTE PER I PADRONI!

I precari  delle coop sociali organizzati nello Slai Cobas per il sindacato di classe e militanti del circolo proletari comunisti di Palermo stanno contestando  Renzi, presenti nella strada anche studenti medi e universitari, docenti precari scuola, disoccupati, edili, lavoratori call center, ex pip, slogan e forte denuncia contro il presidente del Consiglio,  "protetto" nella macchina blu,    che oggi ha avuto la faccia di bronzo di presentarsi nella scuola intitolata a Padre Pino Puglisi per inaugurare l'inizio dell'anno scolastico propagandando la sua "buona scuola" e cioè una scuola solo e sempre più al servizio dei padroni…

Nell'attesa è stata contestata anche l'assessore regionale Scilabra responsabile, insieme a Crocetta, del disastroso e fallito Piano Giovani!


http://video.repubblica.it/edizione/palermo/renzi-a-palermo-accolto-dalla-protesta-dei-docenti-precari/177202/175916




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 Materiali diffusi dai militanti del circolo di proletari comunisti e dai precari slai cobas s.c.

Articolo
Renzi: "passodopopasso" verso la scuola sempre più al servizio del Capitale
Le linee programmatiche per la scuola del futuro del governo, su cui Renzi non ha perso tempo anche questa volta a spargere prima della loro uscita ufficiale annunci mediatici ad effetto per suscitare l'attenzione di massa per poi postarle in bella mostra in un sito on line apposito "passodopopasso", sono pienamente dentro il percorso di smantellamento della scuola pubblica e  di trasformazione della stessa in una scuola sempre più al servizio del capitale.

Il Passodopopasso di Renzi verso un nuovo "patto educativo", "una buona scuola", la"rivoluzione" diventa infatti "un coraggioso cambio di passo" sia ideologico che pratico per i padroni che, sebbene auspicherebbero un Renzi ancora più veloce e rapido nell'ascoltarli e agire in loro funzione, considerano, come si legge in un articolo del Sole 24 ore di venerdì 5 settembre, "le linee guida per la riforma della scuola… una spinta significativa ad un sistema educativo che ha bisogno di profondo rinnovamento… è necessario un coraggioso cambio di passo… abbiamo bisogno di una scuola che restituisca dignità al lavoro degli insegnanti  ma anche alla cultura del lavoro e di impresa…".
Una scuola sempre più scuola/azienda quindi: "tra le voci più importanti –leggiamo nell'articolo del Sole 24 ore – per la rinascita della scuola c'è finalmente (i padroni apprezzano!) una grande attenzione all'alternanza scuola-lavoro… una questione cruciale che determinerà la qualità del nostro capitale umano nei prossimi vent'anni…", cruciale sì! per i padroni affinché venga agevolata la preparazione degli studenti all'ingresso nel mondo del lavoro-salariato, nel mondo dello sfruttamento dell'uomo sull'uomo, soffocandone via via invece tutta la potenzialità nel maturare menti critiche e autonome (la conferma dell'imposizione dei test INVALSI anche da parte del governo Renzi/Giannini sin dal suo insediamento dall'alto che si atteggia nell'ascoltare le masse ma che poi è diventato totalmente sordo dinanzi alle legittime proteste di tanti docenti contro la scuola-quiz ha questa chiara funzione); uniformare gli studenti ad un unico modello sociale per trasformarli appunto in quel capitale umano fresco, prezioso e sempre disponibile per il mantenimento e la salvaguardia della produzione capitalistica secondo "…il modello Federmeccanica, già oggetto di uno specifico protocollo siglato con il Miur con il raddoppio del numero delle ore di formazione in azienda (da 100 a 200)"  rendendo obbligatorio l'apprendistato in azienda/fabbrica negli ultimi tre anni degli istituti tecnici, il tutto naturalmente a COSTO ZERO per i padroni, il "modello tedesco" docet, e questo il giornalista del Sole lo evidenzia nell'articolo.
Ma per fare tutto questo occorre che la scuola sia organizzata sempre meglio secondo l'ottica verticistico/aziendale: ecco quindi la ripresa dalla Gelmini/Aprea ma potenziata del ruolo di manager dei dirigenti scolastici, una sorta di neo-padroni cui si dà il potere di dettare legge liberamente sulla scelta dei docenti impegnatinelle attività di innovazione didattica, di orientamento, di valutazione…, di decidere in stile fascistoide a chi elargire "il premio" economico (lo scatto stipendiale non più legato all'anzianità di servizio ma al merito che spetterà periodicamente, ogni tre anni, e solo ai due terzi dei docenti (66%) di tutta la scuola o della rete di scuole che avranno maturato più crediti) per il maggiore impegno profuso da alcuni insegnanti rispetto agli altri, presidi affiancati da una sorta di neo-caporale, ildocente mentor, che farà da supporto "nella valorizzazione delle risorse umane"aprendo inevitabilmente a logiche sempre più clientelari, discriminanti, corruttive, di induzione a sempre più subalternità nei confronti di presidi il cui unico interesse, come già accade ora nelle scuole, è quello di raggiungere i migliori risultati  per incassare i lauti compensi loro destinati per il "raggiungimento degli obiettivi" generali in competizione con le altre scuole, scuole in cui già tra i lavoratori con la contrattazione di istituto svuotata per molti aspetti dalla reazionaria legge Brunetta si sono innescati meccanismi di guerra tra poveri per compensi accessori sempre più miseri a causa dei continui tagli dei vari governi alle risorse del cosiddetto fondo di istituto.
Una scuola sempre più privatizzata, vedi le linee guida in merito alla richiesta di risorse ai privati in cambio di concessioni di  incentivi fiscali come lo "school bonus", una sorta di bonus fiscale per un portafoglio di investimenti privati da parte di imprese, fondazioni, associazioni, insomma altre regalie ai padroni.
Ma come far passare tutto questo a livello di massa come giusto e necessario? Gli annunci che  hanno riempito tutte le testate giornalistiche e televisive sulla mega stabilizzazione dei precari servono  allo scopo:  “Noi diciamo basta ai precari e alla “supplentite”- ha detto Renzi - ma ci vuole anche il coraggio di dire che si devono giudicare gli insegnanti e che gli scatti di stipendio devono essere sulla base del merito e non dell’anzianità”
Frasi ad hoc, annunci ad effetto: mettere fine al precariato, chiudere le graduatorie ad esaurimento, far fronte al turn-over, la novità dell'organico funzionale, cioè una quota di personale docente, privo di posto in classe, che può servire alla scuola ad ampliare l’offerta formativa, alla sostituzione dei docenti assenti  e che come nuovi pendolari sarà a disposizione  di reti di scuole.
Ma il governo dove trova i tre miliardi di euro necessari per la spesa? Renzi si è affrettato a rassicurare che le risorse si ricaveranno dalla spending review che sarà non di 17 miliardi ma di 20 miliardi di euro, ma certo è che oggi i soldi per tutta l'operazione non ci sono, di freschissima  memoria è l'operazione dei 4000 docenti "quota 96", odiosamente impediti dalla riforma Fornero ad andare in pensione nonostante il diritto pienamente maturato, letteralmente beffati dal governo Renzi che prima questa estate ha annunciato il provvedimento di collocamento a riposo e poi si è tirato letteralmente  indietro per mancanza di risorse.
Per non parlare della questione dell'eliminazione del precariato… dietro l' operazione mediatica si cela invece il fatto concreto che, sempre che ci siano le risorse, non tutti i precari verranno assunti e stabilizzati perché una buona fetta di essi (i docenti delle cosiddette terze fasce per esempio dei non abilitati che in questi anni hanno lavorato con le supplenze temporanee come veri e propri tamponi usa e getta) saranno tagliati fuori per sempre andando ad ingrossare le file dei disoccupati e in questo senso li elimina davvero!
E non una parola il governo spende poi per l'altra grande fetta di lavoratori che popolano il mondo della scuola, di cui tanti sono i precari,  che sembra rimanere fantasma, i lavoratori ATA...
Il passodopopasso del governo Renzi che promuove provvedimenti reazionari in ogni ambito, rientranti nel moderno fascismo che avanza, come questo sulla scuola sempre più a misura del capitale, con la collaborazione  verso questo processo dei sindacati confederali, vedi la Cisl e la Uil Scuola  aperti sulla introduzione degli scatti legati al merito, così come la disponibilità al dialogo anche della Cgil, pone la necessità di rispondere contro con decisivi e determinati passi sviluppando una lotta  visibile che ostacoli l'azione del governo al fine della sua caduta.
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Volantino
Diritto allo studio per chi?                   
 La giunta regionale siciliana  di Crocetta ha approvato questa estate la legge sul diritto allo studio. "La Sicilia ha finalmente la possibilità di tutelare e valorizzare il diritto allo studio, ai saperi e alle conoscenze di tutti i ragazzi della nostra terra" hanno proclamato ai primi di agosto il presidente della Regione e l'assessore all'Istruzione e alla formazione professionale, Nelli Scilabra.
 "UNA SVOLTA STORICA", "UN CAMBIO DI PASSO IMPORTANTE E STRAORDINARIO" a proposito di passi alla renziana maniera " che finalmente consente alla Sicilia di non essere più l'unica regione d'Italia a non possedere una legge sul diritto allo studio. Gli alunni di tutte le età, dai più piccoli ai ragazzi delle scuole superiori finalmente avranno una legge che salvaguarderà i loro diritti…La Sicilia deve lasciarsi alle spalle il record nazionale del 25.8% di giovani che abbandonano prematuramente gli studi e ha il dovere di tutelare tutti i giovani che intendono studiare pur non avendo, in molti casi, i mezzi per poterlo fare…"
 Ma che belle parole scritte sulla carta!, perchè questo è il punto che RIMANGONO APPUNTO SULLA CARTA! 
 IL DIRITTO ALLO STUDIO, di cui Crocetta e la sua intoccabile Scilabra si riempiono tanto la bocca, anche quest'anno, alle porte dell'apertura dell'anno scolastico, rischia di essere un DIRITTO A META' di cui  in Sicilia potrà beneficiare, sin dall'inizio in cui suoneranno le campanelle nelle scuole, solo una fetta di studenti mentre un'altra fetta rischia ancora una volta di rimanere illegittimamamente al palo! 
 Stiamo parlando, purtroppo, ANCORA UNA VOLTA! DEGLI STUDENTI DISABILI, 1200 nelle scuole superiori solo nella provincia  o per meglio dire ex provincia di Palermo per non parlare delle altre province siciliane, la cui frequenza a scuola è strettamente legata alla ripartenza dei servizi di assistenza igienico-personale, del trasporto, e dell' assistenza alla comunicazione. 
 Servizi di assistenza ESSENZIALI COME LI DEFINISCE TUTTA LA LEGGE VIGENTE, A PARTIRE DALLA COSTITUZIONE, L104/92, L.328 … essenziali per tutelare il diritto allo studio e all'integrazione scolastica dei ragazzi disabili, per i quali a tutt'oggi LE ISTITUZIONI CON  IN PRIMIS LA REGIONE DI CROCETTA/SCILABRA cosi' "solleciti" SOLO A PAROLE! NON HANNO FATTO NULLA DI SERIAMENTE CONCRETO CIRCA LO STANZIAMENTO DELLE RISORSE NECESSARIE PER L'ANNO SCOLASTICO, mentre nel palazzo della  ex Provincia si latita in attesa di "UN MIRACOLO"!
 E in questo non vediamo nessuna differenza tra governo locale e governo nazionale! Mentre in questi giorni la notizia della  "BUONA SCUOLA" del governo RENZI/GIANNINI impazza su tutti i mass media con l'annuncio di una nuova "rivoluzione" che si vuole mettere in campo scolastico denunciamo con forza "SAREBBE QUESTA LA VOSTRA BUONA SCUOLA??? QUELLA  IN CUI ANCORA UNA VOLTA  SI CONFERMA CHE IN QUESTA SOCIETA' CAPITALISTA LE DISUGUAGLIANZE E LE DISCRIMINAZIONI SONO UNA NORMA E CHE DIRITTI BASILARI PER LA NOSTRA CONDIZIONE DI VITA, DIRITTO ALLO STUDIO, AL LAVORO… VENGONO SISTEMATICAMENTE ATTACCATI, MENTRE I VOSTRI "DIRITTI" ALLE POLTRONE DEL POTERE, AGLI STIPENDI D'ORO, ALLE RUBERIE, AL MALAFFARE SAREBBERO INTOCCABILI  ???
 MA LA SOLA DENUNCIA NON BASTA!
 NECESSARIA E'  SOPRATTUTTO LA LOTTA per resistere agli attacchi e difendere diritti che sono a base dell'esistenza e della dignità di vita, E PER QUESTO GIA' DA DOMANI RISCENDEREMO IN CAMPO, ma con la consapevolezza che la lotta contro il sistema che produce tutto questo è e deve essere ben più ampia. 
 
Precari Coop Sociali – Assistenti igienico-personale agli studenti disabili
organizzati nello Slai cobas per il sindacato di classe Palermo

pc 15 settembre - Renzi inaugura l'anno scolastico a Palermo ma non trova l'accoglienza che vorrebbe ma quella che si merita da Buffone a Pezzo di m

Renzi atteso a Palermo, oltre cento precari
davanti all’Istituto don Puglisi: «Lavoro, lavoro»
La polizia ha transennato la zona, agenti in tenuta antisommossa. Il premier non è ancora arrivato

PALERMO - Un centinaio di manifestanti tra edili e docenti precari della scuola sta protestando a pochi metri dall’ingresso dell’Istituto don Pino Puglisi a Palermo, dove è atteso il premier Matteo Renzi per l’inaugurazione dell’anno scolastico. La polizia ha transennato la zona, gli agenti sono in tenuta antisommossa. Gli edili urlano «lavoro... lavoro». Ad attendere Renzi ci sono gruppi di precari della scuola che chiedono di essere stabilizzati ma anche vincitori del concorso del 2012, che attendono l’immissione in ruolo. Poco distante un gruppo di disoccupati che per anni ha lavorato nel settore dell’edilizia, invece, rivendicano l’applicazione di un protocollo di intesa stipulato nel 2013 dal Comune di Palermo e dalle associazioni sindacali e di categoria.
LE VOCI DEI MANIFESTANTI - Daniele Midolo è uno degli insegnanti che da anni lavora con contratti a termine nella scuola, da 28 anni insegna educazione musicale a Catania, così come Antonio Geraci, che di anni ne ha 60 e da 35 è precario. «Chiediamo la stabilizzazione - dicono i due docenti - l’immediata immissione in ruolo. A Matteo Renzi diremo che nella scuola ci sono cattedre vuote». «Non siamo grasso che cola - gli fa eco Claudia Platania, dell’Anief di Catania, insegnante di musica - è inutile fare concorsi quando da anni nelle scuole insegnano docenti come noi». I manifestanti hanno striscioni con scritto «Premiate il merito», «Esclusi senza motivo». Gli edili sono scesi in piazza con gli elmetti gialli. «Siamo qui per chiedere i nostri diritti - dice Salvatore Bruno, operaio di 29 anni - Chiediamo a Renzi di fare rispettare il protocollo di intesa firmato con il Comune di Palermo per promuovere politiche attive del lavoro funzionali ai bisogni occupazionali del settore».
15 settembre 2014
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e naturalmente per poter fare il suo veloce passaggio si è dovuto blindare per bene

blindatura che ha penalizzato l'intera città

Effetto Renzi a Palermo, città blindata e paralizzata: è caos

15 settembre 2014
di Redazione
Slitta di due ore l’arrivo a Palermo del Premier Matteo Renzi, che oggi nell’anniversario dell’uccisione di Don Pino Puglisi parroco di Brancaccio inaugurerà l’anno scolastico. E in città è caos. Strade di accesso alla città bloccate, gruppi di manifestanti e forze dell’ordine dispiegate in tenuta anti sommossa.
Più di un chilometro di coda si registra per entrare in città dall’Autostrada Catania-Messina. E’ chiuso alla circolazione il ponte di via Giafar. Code anche nella zona Sud di Palermo.
Davanti alla scuola nel quartiere Brancaccio un cordone di poliziotti separa i manifestanti dall’ingresso della struttura.
“Buffoni, buffoni, andate via…” urlano i manifestanti. A protestare sono i vincitori di concorso a cattedra delle scuole, gli operai edili che chiedono lo sblocco delle opere e che non credono all’efficacia dello ‘Sblocca Italia’, i senza casa di Palermo che vorrebbero potere usufruire dei beni confiscati alla mafia da utilizzare come alloggi e le mamme degli alunni siciliani secondo cui il Governo nega loro il diritto allo studio.

In prima fila a contestarlo i compagni di proletari comunisti

pc 15 settembre - Operai Fiat Termini Imerese: salta l'incontro con la Grifa... e si avvicina la scadenza della cassa in deroga

Gli operai dello stabilimento Fiat di Termini Imerese sono delusi e aspettano con una certa ansia che in questo mese si risolva in qualche modo il problema della ripresa del lavoro o male che vada, e questa sembra essere la cosa più realistica, la continuazione della cassa in deroga. E anche questo "ammortizzatore sociale", come si sa, viene progressivamente modificato in peggio e le "maglie si stringono" come dicono i giornali. In più, proprio per giustificare questa deroga, è necessario un "piano" di rilancio qualsiasi.
Anche per questo ci sono stati già incontri con la Grifa in questo mese di settembre, che però non hanno dato i risultati sperati soprattutto perché la Grifa, se mai partisse davvero il programma che prevede un "investimento di 250 milioni, produzione di 150 auto ibride al giorno per un totale di 35mila l'anno, assorbimento di 476 lavoratori." assorbirebbe appunto solo 476 operai del totale di circa 1200 tra Fiat e indotto. "L'azienda ha confermato di aver perfezionato l'aumento di capitale con l'ingresso di un Fondo di investimento brasiliano (il fondo di Kbo è gestito dal Banco Brj guidato da Luiz augusto Queiro). Aumento di capitale che però sarebbe vincolato al via libera all'investimento a Termini Imerese." (Il sole 24 ore del 9 settembre, sottolineatura nostra). Come abbiamo già detto i banchieri non sono fessi e prima di mettere i propri vogliono vedere i soldi che ci mette la Regione e lo Stato.
La Grifa, quindi, dice chiaro che non intende assumere tutti gli operai, ma solo 476 e nemmeno tutti in una volta ma a regime cioè, una volta che la produzione entrerebbe nella fase completa, nel 2018! "Grifa vorrebbe farle pescando dal bacino della mobilità mentre i sindacati chiedono che vi sia continuità e che vengano fatte in costanza di Cig che scade il 31 dicembre". "In costanza di cig" come dicono i sindacati, se da un lato è un dato "tecnico" che permette agli operai di rimanere agganciati alla vecchia promessa di Marchionne di cedere lo stabilimento solo quando tutti gli operai saranno reimpiegati, dall'altro li tiene comunque agganciati ad una cassa integrazione che rischierebbe di diventare infinita, come successo ad altre aziende come la Keller, ma sempre che come abbiamo detto, la deroga non venga definitivamente abolita dal governo!
"In questo momento resterebbero fuori circa 300 operai di Fiat e Magneti Marelli e quasi 400 operai dell'indotto di cui 150 già licenziati." E davanti a queste cifre la Uil addirittura propone la soluzione degli "esodati" per "snellire di parecchio il bacino". Veramente una bella soluzione! Di fatto sembra proprio che sia la Uil a volersi "liberare" degli operai dato che fino a questo momento è stato proprio il numero a permettere una certa pressione nei confronti del governo.

Ci doveva essere un altro incontro qualche giorno fa a Palermo ma la Grifa non si è presentata. E dopo quello che abbiamo detto è chiaro il perché.
Le promesse di questi anni, in generale, e quelle di Renzi in particolare, non si sono fino ad ora avverate: del suo "collega cinese", per esempio, cioè del capo del governo che dovrebbe essere in Italia il 16 ottobre, nemmeno l'ombra e tutta l'operazione che coinvolgerebbe la casa automobilistica Brilliance, ci si permetta il gioco di parole, non brilla proprio per niente.
A quanto pare non è servita nemmeno la lettera di ringraziamento che i sindacati confederali, Cgil, Cisl e Uil hanno inviato a Renzi per la "visita" a Termini Imerese il 14 agosto scorso. (E non sono serviti nemmeno i loro selfie con Renzi mentre era in municipio!). Tra le altre cose la lettera dice: "La scelta di incontrare direttamente le lavoratrici e i lavoratori dello stabilimento Fiat e delle aziende dell’indotto che da anni si battono per riaprire i cancelli dei propri stabilimenti e tonare al lavoro, è per noi importante per rompere la condizione di solitudine con cui spesso abbiamo fatto i conti." Questa storia della solitudine, ripetuta costantemente, è davvero ridicola, dovrebbe fare impietosire il capo del governo?
Una lettera che definire vergognosa è poco, e che rispecchia lo stato di totale servilismo cui sono arrivati i sindacati di regime che hanno fatto perdere agli operai tutta la dignità conquistata con le dure lotte di tutti questi anni.
Preoccupato della scadenza di ottobre, con possibile arrivo delle lettere di licenziamento, anche il sindaco Burrafato con un tweet ricorda al mondo che il 23 settembre c'è il tavolo politico a Roma, dal quale non si cosa uscirà.

La lunga esperienza degli operai in questa vertenza suggerisce certamente la necessità di una ripresa della forte mobilitazione…

pc 15 settembre - NOTAV vogliamo Graziano fuori dall'isolamento nel carcere di Lecce - Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò in sciopero dell’aria

da Soccorso Rosso Proletario
riprendiamo la denuncia e rilanciamo la mobilitazione
SRP TARANTO
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Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò, ancora attualmente detenuti, hanno iniziato uno sciopero dell’aria per protestare contro la carcerazione di Graziano, detenuto nel carcere di Lecce dall’11 luglio scorso, dove vive una condizione di isolamento di fatto: è solo in cella, le celle intorno a lui sono vuote, fa l’aria e la socialità da solo, la corrispondenza gli viene sottratta settimanalmente, le semplici necessità quotidiane come ricevere un pacco o far uscire la biancheria sporca gli vengono continuamente ostacolate o rallentate.
Graziano è stato arrestato con Lucio e Francesco in merito all’inchiesta che ha portato Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò in carcere con l’accusa di terrorismo, bocciata poi dalla corte costituzionale.
Chiara, Claudio, Mattia, Nicco, Lucio e Francesco hanno iniziato diverse forme di sciopero, per protestare contro l’isolamento di Graziano, possiamo fare qualcosa tutti: fare pressione sui responsabili del trattamento indegno riservato a Graziano!
Inviamo un fax alla Procura di Torino: 0114327453 e al carcere di Lecce: 0832387496
FUORI GRAZIANO DALL’ISOLAMENTO!
ps: errata corrige. Avevamo dato comunicazione che fossero detenuti nel carcere di Torino, invece Nicolò e Mattia sono ancora al carcere di Alessandria  (San Michele),  Claudio in quello di Ferrara, Chiara in quello romano di Rebibbia.
E’ possibile che prima della ripresa del processo Chiara e Claudio vengano trasferiti al carcere di Torino, ma ciò non è ancora successo.
Pubblicato in NO TAV&BENI COMUNI

pc 15 settembre - La brutalità poliziesca è coperta e sotto la responsabilità del Governo Renzi - portare la denuncia e ribellione a lotta generale contro il Governo - proletari comunisti/Pcm Italia

Palermo La polizia aggredisce dei sedicenni. Seminano terrore, raccoglieranno conflitto

sbirri 45Palermo, via Libertà, è un tranquillo pomeriggio di fine estate. Un gruppo di studenti lo trascorre come tanti altri, nei larghi marciapiedi che suddividono le carreggiate di via Libertà. Ma ecco come, un famoso luogo di ritrovo dei ragazzi della Palermo ovest, chiamato “le panche”, fondamentalmente tre aiuole che si trovano rialzate rispetto alla strada, può trasformarsi in uno scenario di violenza e intimidazione: la polizia di stato credendo forse di poter trovare latitanti (…che magari girano in tre su di un motorino!) è arrivata con due volanti e un piccolo van dell'unità cinofila; fin qui tutto nella norma, molestie, perquisizioni e controlli ingiustificati che trattano dei sedicenni come dei pericolosi criminali, fanno parte del loro mestiere tanto quanto ammazzare a bruciapelo un ragazzino perché scappa con altri due in motorino.

“Già prima avevamo notato strani movimenti nella zona”, ci dice uno degli studenti coinvolti: “persone che su un transalp e senza casco percorrevano via Libertà in senso opposto di marcia; poliziotti che con aria sospetta si aggiravano passeggiando in mezzo alle aiuole senza comunque fermare nessuno, così, immobili con le mani conserte; e ancora, giro di volanti, poliziotti in borghese e chi più ne ha più ne metta”.
Arrivati quelli che avrebbero dovuto fare il blitz ai pericolosi criminali, hanno cominciato immediatamente la perquisizione con i cani, e con il consueto e colorito linguaggio di chi nel nostro paese va in giro con la pistola in tasca e di tanto in tanto spara sui ragazzini che scappano: “…testa di cazzo, testa di minchia, cazzone, drogato…”. Insomma, come se fosse normale offendere dei ragazzini di sedici anni che con i propri amici trascorrono gli ultimi giorni di vacanza prima dell'inizio della scuola. Continua a raccontarci uno degli studenti presenti: “Appena si sono trovati davanti quei due, tre ragazzi che non li hanno guardati propriamente con ammirazione, hanno alzato il tiro, con gravissime minacce, del tipo “ti butto da qua sopra, testa di cazzo”, alludendo alla possibilità di spingerli sotto le macchine in corsa.
“Ci si chiede dopo perché non abbiamo rispetto per le forze dell'ordine”.
Difficile individuare con esattezza cosa induca le forze del disordine all’esasperazione di atteggiamenti e abusi di potere che tutti conosciamo; se l’aver identificato tra loro, alcuni studenti politicamente attivi in questi anni di movimento e che già con fermento si preparano a respingere la riforma del governo Renzi, o se sia il diffuso malumore antipolizia dovuto all’uccisione nel napoletano di Davide, a soli diciassette anni da parte di un carabiniere, a indurli a irrigidire forme di controllo e repressione quotidiana. Di certo, il clima di movimento studentesco e la già avviata preparazione per la costruzione di un autunno di lotta, non lasciano evidentemente dormire sonni tranquilli alla questura di Palermo. Per questa loro debolezza e timore, che con gli sbirri che vanno in giro a prendersela con i ragazzini di sedici anni vorrebbero trasformare in clima di terrore ribaltando la paura, non possiamo che ringraziarli per averci palesato quanto stanno messi male.
Ma torniamo a noi. L'operazione fermiamo i pericolosi narcotrafficanti di sedici anni, si è conclusa con zero fogli per detenzione di marijuana, zero latitanti trovati, tanta paura per i ragazzini e un bel buco nell'acqua per la polizia. Paura è ovvio, si tratta solo di un gruppo di sedicenni circondato da cani e uomini in divisa con la pistola nella fondina. Ma è lo stesso ragazzo con cui abbiamo parlato, a riferirci che, dopo l’accaduto, l’indignazione e lo stupore si sono pian piano trasformati in - lasciatecelo dire - sana, sanissima rabbia: “è in una semplice frase che raccolgo il pensiero di tutti dopo l'accaduto, fuori la polizia dalle piazze e dalle scuole”.
Seminano terrore. Raccoglieranno conflitto.