Lo
Slai cobas per il sindacato di classe e i rappresentanti dei migranti
di Taranto sono d'accordo per una mobilitazione unitaria dei migranti delle
varie situazioni. Perchè al di là di situazioni diverse (dai
migranti che stanno nei centri di accoglienza (o Cie, Cara) e
Hotspot, ai migranti che lavorano nelle campagne, ai migranti che da
anni risiedono in Italia e che in particolare al nord sono sfruttati
nella logistica (o altri settori lavorativi) e/ hanno problema di
salario, case, ecc.), tutti sono uniti dall'attacco delle leggi
passate e recenti dei governo italiani, come dalla legislazione
europea; e tutti vengono attaccati nei diritti fondamentali di vita e
umani; verso tutti vengono portate avanti azioni e un clima di
razzismo e repressione quando lottano e si organizzano.
Per
quanto poi riguarda i migranti nei centri di accoglienza è lo stesso
Stato che con le deportazioni dal nord al sud (per es. in questo mesi
da Ventimiglia, Como a Taranto) unisce situazioni anche lontane.
Questa
mobilitazione è necessaria anche come messaggio verso i lavoratori
italiani e altri movimenti sociali di lotta nel nostro paese, perchè
per realizzare un'unità di classe contro i comuni nemici è
necessaria la voce e l'azione di lotta autonoma dei migranti e delle
migranti - cosa che in parte già si realizza in alcune situazioni
locali, ma che è bene che abbia forza nazionale. Questa lotta
rafforza la battaglia di tutta la classe e delle masse popolari nel
nostro paese.
La
piattaforma di questa manifestazione è il frutto delle lotte che ha
visto in questi anni e mesi i migranti diretti protagonisti.
A
Taranto i migranti hanno lottato in varie fasi e spesso, con il
sostegno dello Slai cobas sc, hanno strappato dei risultati.
Taranto,
per questo, da città in cui unicamente "depositare" i
migranti, sta diventando una città e una provincia in cui i migranti
si organizzano si ribellano e sono anche d'esempio sia per la
determinazione della loro lotta sia per i risultati.
Questo
è accaduto anni fa a Manduria (provincia di Taranto), dove grazie
alla rivolta di migliaia di Tunisini, rinchiusi in una specie di
campo militare di concentramento - una grande rivolta in cui si
intrecciò la lotta nostra esterna e la ribellione dei migranti - si
riuscì ad ottenere per la prima volta per tutti, indistintamente, un
permesso di soggiorno umanitario di 6 mesi e i migranti dal giorno
dopo erano liberi di uscire o viaggiare in Italia.
Questa è
accaduto, e sta continuando ad accadere anche in questi giorni, nella
città di Taranto, dove circa 150 migranti, con lo Slai cobas sc
hanno fatto per tutta un'estate una lunga e dura lotta, e sono
riusciti a conquistare i documenti di identità per tutti, mentre in
tante altre situazioni della provincia o della regione ancora non li
hanno; questo è avvenuto contrastando prima l'azione di sabataggio
dell'associazione del centro, e del Comune, l'azione da "ponzio
pilato" della prefettura, e poi la repressione della questura.
Questi migranti sono diventati poi d'esempio ad altri migranti di
altri centri, che in questi giorni si stanno mobilitando per i
permessi di soggiorno, i documenti, e condizioni dignitose di vita
nei centri.
Ma c'è il grosso problema per tutti del diritto
d'asilo, che sempre più si deve scontrare con norme sempre più
restrittive, commissioni che ormai fanno fotocopia dei loro dinieghi,
con magistrati e avvocati burocrati, ecc.
L'altro
grosso problema è la presenza dell'Hotspot a Taranto. Un luogo in
cui può succedere di tutto e nessuno deve saper niente, perchè
nessuno può accedervi, se non i parlamentari, soprattutto PD - che
dicono che va tutto bene.
Un luogo gestito direttamente da forze
militari, con la complicità di un'associazione e del Comune. Noi
abbiamo notizie di obbligo alla registrazione portato avanti anche
con metodi violenti.
Così
come i respingimenti, e le deportazioni, che avvengono sempre nel
silenzio in città.
Dobbiamo
lottare (indichiamo
qui alcune rivendicazioni limitatamente ai migranti che stanno nei
centri, mentre per le altre realtà differenti dei migranti,
appoggiamo le rivendicazioni che portano avanti)
per:
- permessi di soggiorno umanitario per tutti, e documenti di
ientità, indipendentemente dal paese di provenienza e dalle ragioni
(guerra o miseria, o persecuzione, ecc.) per cui sono in Italia;
-
diritto di asilo per tutti - perchè violenza e rischio di vita è
anche per fame, persecuzione, discriminazioni (con aumento delle
commissioni, un iter speciale e di urgenza nei tribunali)
-
nessun respingimento
-
libertà di circolazione
- lavoro dignitoso, secondo i contratti
collettivi, contro l'ipersfruttamento dei migranti
- assunzione dei migranti che stanno nei centri in attività
socialmente utili, retribuite e assicurate, e/o corsi di formazione
retribuiti
- NO agli hotspot - ma subito: nessuna imposizione
di registrazione, libertà di circolazione; possibilità di accesso
per associazioni, sindacati di base, solidali.
Ma per noi in
Italia, un paese imperialista, in prima linea nelle guerre per la
difesa dei profitti delle multinazionali e per mettere le mani nelle
zone strategiche, e responsabile della condizione di miseria delle
popolazioni dell'Africa, del medio Oriente, nonchè amico dei
peggiori regimi, come l'Egitto, essere
uniti ai migranti vuol dire
soprattutto
lottare contro il nostro imperialismo, il nostro Stato, il
nostro
governo Renzi, le sue leggi, le sue guerre.
QUESTO E' IL
MIGLIOR SOSTEGNO CHE POSSIAMO DARE ALLA LOTTA DEI MIGRANTI!
Questo
è l'aiuto che la lotta dei migranti dà alla nostra battaglia per
rovesciare i governi imperialisti della guerra, della miseria, della
repressione.
SLAI
COBAS per il sindacato di classe - Taranto
23
ottobre 2016