lunedì 24 ottobre 2016

pc 24 ottobre - Renzi in Sicilia, ben protetto dai suoi, promette opere pubbliche, assunzioni e tanto altro... tra una protesta e l'altra



Renzi aveva già fatto un giro del genere nel 2014 in Sicilia, facendo promesse a destra e a manca, da Gela a Termini Imerese e poi lo ha ripetuto lo scorso anno firmando “patti” con Orlando, Crocetta ecc. e in questi giorni li ha firmati con il sindaco di Messina… insomma fa di tutto pur di recuperare qualche “Sì” in più per il suo referendum costituzionale visto che i sondaggi danno il NO vincente in Sicilia.

Ma l’accoglienza che ha ricevuto a Palermo e a Trapani gli ha ricordato che chi combatte e lotta sa bene che si trova davanti un rappresentante della borghesia moderno fascista, e che non sarà affatto facile per i suoi scagnozzi nell’isola, a cominciare da Faraone, recuperare qualche voto in più!
E dire che di promesse ne ha fatte davvero tante, infrastrutture, innanzi tutto, anche se sul Ponte sullo stretto ha dovuto fare un po’ marcia indietro dicendo che prima bisogna sistemare strade, ferrovie, scuole… ha detto infatti: "Ci sono cose che non funzionano, che, è vero, sono molte di più di quelle che pensiamo,” ma Renzi è ottimista per definizione e quindi soprattutto ha insistito sugli “asset”(?) “ma possediamo soprattutto asset e opportunità impressionanti. Basta con chi si lamenta soltanto, e alimenta la cultura della rassegnazione”, insomma ci vuole appunto “fiducia” perché in fondo che cosa vuole il mondo secondo Renzi? “Il mondo chiede bellezza, cultura. Questo è il ruolo dell'Italia, del Mezzogiorno e della Sicilia…" ha il coraggio di dire tutto questo mentre sbarcano migliaia di migranti compreso i morti, bambini morti, e morti in tale modo che anche i medici piangono!
Ma lui è un imbonitore per passione e ricorda a tutti che farà anche il G7 a Taormina (ricorda anche il sostegno di Obama che ripete ad ogni minuto!): "Sarà una gigantesca operazione sul brand, Taormina, certo, ma sul brand Sicilia. Tutte le operazioni di successo degli ultimi dieci anni, si sono accompagnate a una brillante operazione di comunicazione.” E quali sarebbero queste operazioni di successo??? “Senza una buona storia da raccontare, anche il prodotto migliore non sarà venduto. Senza una buona storia da raccontare la Sicilia continuerà ad avere un quinto dei turisti delle Canarie o delle Baleari".
Sono i fatti che contano, e non le “buone storie da raccontare”! e i fatti dicono che in Sicilia le fabbriche chiudono, che la disoccupazione è alle stelle e la precarietà gli va appresso, e che come nel resto del Paese i proletari che subiscono gli effetti veri delle politiche, e non solo le chiacchiere, di Renzi e del suo governo, si devono attrezzare realmente, bene e prima possibile per dargli le risposte adeguate.

pc 24 ottobre - L'imperialismo in crisi fa saltare gli accordi economici come il Ceta e il Ttip e acuisce la contraddizione interimperialista



Altro che abbracci e complimenti tra Renzi e Obama, per fare un esempio. Quello che sta avvenendo a livello di rapporti tra gli Stati è esattamente il contrario: si tratta di una guerra scatenata ai vari livelli, economico, politico, militare… uno scontro teso a rafforzare l’uno o l’altro paese imperialista e che perciò deve per forza cercare di indebolire quanto più possibile il proletariato e le masse popolari.
Nella crisi economica più profonda dell’imperialismo che stiamo vivendo, infatti, e che in queste forme non si vedeva dagli anni ’30 del secolo scorso, tutte le contraddizioni si acutizzano, in particolare si acutizza quella tra gli stessi paesi imperialisti, appunto, per cui ogni paese prova a “fare da sé” per reggere alla concorrenza mondiale.
Nei “vecchi” termini dell’economia politica si dice che si sta sviluppando ancora una volta il “protezionismo”, e cioè il governo di ogni paese deve difendere il proprio imperialismo, i profitti dei propri padroni. Ed è proprio quello che sta facendo per esempio il governo Renzi con l’immensa quantità di aiuti alle industrie, piccole medie e grandi, alle banche ecc. del paese. I padroni naturalmente ringraziano, e tanto anche, ma proprio per affrontare meglio la concorrenza hanno la necessità di agire a livello globale, ma non vorrebbero che altri godessero degli stessi aiuti statali, per cui criticano per esempio, da un lato l’Unione Europea che non permette di sforare il tetto di spesa, e dall’altro il mancato accordo chiamato Ceta, un accordo con il Canada che avrebbe abbattuto molte tariffe doganali e il mancato accordo chiamato Ttip che, ancora più importante, avrebbe abbattuto molte tariffe con gli Stati Uniti!
In questa confusione generale, in cui per i padroni niente è più come prima, si fanno più chiari i rapporti di forza tra i vari paesi. E ministri e “analisti” si accusano l’un l’altro. A proposito dell’accordo “Ceta” per esempio il ministro italiano Calenda dice che “è assurdo che un complesso accordo transcontinentale, negoziato per anni dalla Commissione europea a nome di tutta la UE, venga sottoposto alla ratifica dei parlamenti nazionali, per non parlare dei sub-parlamenti regionali come quello della Vallonia.” come si legge in un articolo di Affari&Finanza di oggi. E ci si accusa a vicenda sul fatto che a forza di cercare manodopera a bassissimo costo: “industrie a bassa specializzazione, come molti settori del tessile e del manifatturiero, sono state letteralmente cancellate dall’Europa.”
Insomma, l’attuale sviluppo del sistema imperialista mette a dura prova ogni iniziativa tesa a salvaguardare i profitti e i portavoce dei padroni italiani temono la “frammentazione europea” sul piano della guerra economica globale perché essa agevola solo i più forti!

pc 24 ottobre - DALL'ASSEMBLEA NAZIONALE PER LA MANIFESTAZIONE DEI MIGRANTI - UN PRIMO REPORT E L'INTERVENTO DA TARANTO

L'assemblea nazionale tenutasi ieri, 23, a Roma delle realtà in lotta per preparare la manifestazione nazionale dei migranti, ha visto una buona partecipazione di varie realtà, dal nord al sud, con il protagonismo dei lavoratori immigrati.
Si sono indicati i punti delle richieste da fare al governo, che rappresentano la situazione dei vari settori di migranti: 
Dalle rivendicazioni portate dai lavoratori  delle campagne in lotta di Foggia, che portando la loro esperienza e volontà di continuare la lotta, chiedono un contratto, condizioni di vita dignitose e umane, e che il governo regolarizzi chi lavora nelle campagne con o senza i documenti;
alle richieste di libertà di movimento collegata a chi è costretto a lavorare nelle campagna (cara-hot spot sono bacini di manodopera a baso costo); 
al diritto ad abitare -residenza - servizi sanitari - no ai ghetti controllati dalla polizia e alla repressione
ai problemi generali dei permessi di soggiorno, dei documenti, e soprattutto del riconoscimento del diritto d'asilo.
Sono intervenuti vari migranti che hanno denunciato come non sia vero che le leggi sono uguali per tutti: noi immigrati siamo vittime di un sistema di leggi che ci fanno vivere da apartheid. Vogliamo il permesso di soggiorno= riconoscimento identità, basta tendopoli del governo e istituzioni locali... 
Hanno denunciato che anche chi ha il contratto di lavoro si vede pagare le ore in meno, poi ci sono le difficoltà ad avere una residenza, non si può pagare affitto. 
Altri hanno attaccato il ruolo di certe associazioni volta a tenere buoni i migranti e a dare una falsa fotografia della realtà.
Vogliono - si è detto - che le prefetture interrompano i fogli di via.
Noi lottiamo per una battaglia per essere tutti umani.

Lo Slai cobas per il sindacato di classe da Taranto a Bergamo ha portato la voce e le lotte dei migranti, a Taranto dei centro di accoglienza, a Bergamo dei lavoratori della logistica. 

RIPORTIAMO L'INTERVENTO DA TARANTO

Lo Slai cobas per il sindacato di classe e i rappresentanti dei migranti di Taranto sono d'accordo per una mobilitazione unitaria dei migranti delle varie situazioni. Perchè al di là di situazioni diverse (dai migranti che stanno nei centri di accoglienza (o Cie, Cara) e Hotspot, ai migranti che lavorano nelle campagne, ai migranti che da anni risiedono in Italia e che in particolare al nord sono sfruttati nella logistica (o altri settori lavorativi) e/ hanno problema di salario, case, ecc.), tutti sono uniti dall'attacco delle leggi passate e recenti dei governo italiani, come dalla legislazione europea; e tutti vengono attaccati nei diritti fondamentali di vita e umani; verso tutti vengono portate avanti azioni e un clima di razzismo e repressione quando lottano e si organizzano.

Per quanto poi riguarda i migranti nei centri di accoglienza è lo stesso Stato che con le deportazioni dal nord al sud (per es. in questo mesi da Ventimiglia, Como a Taranto) unisce situazioni anche lontane.

Questa mobilitazione è necessaria anche come messaggio verso i lavoratori italiani e altri movimenti sociali di lotta nel nostro paese, perchè per realizzare un'unità di classe contro i comuni nemici è necessaria la voce e l'azione di lotta autonoma dei migranti e delle migranti - cosa che in parte già si realizza in alcune situazioni locali, ma che è bene che abbia forza nazionale. Questa lotta rafforza la battaglia di tutta la classe e delle masse popolari nel nostro paese.

La piattaforma di questa manifestazione è il frutto delle lotte che ha visto in questi anni e mesi i migranti diretti protagonisti.

A Taranto i migranti hanno lottato in varie fasi e spesso, con il sostegno dello Slai cobas sc, hanno strappato dei risultati.
Taranto, per questo, da città in cui unicamente "depositare" i migranti, sta diventando una città e una provincia in cui i migranti si organizzano si ribellano e sono anche d'esempio sia per la determinazione della loro lotta sia per i risultati.
Questo è accaduto anni fa a Manduria (provincia di Taranto), dove grazie alla rivolta di migliaia di Tunisini, rinchiusi in una specie di campo militare di concentramento - una grande rivolta in cui si intrecciò la lotta nostra esterna e la ribellione dei migranti - si riuscì ad ottenere per la prima volta per tutti, indistintamente, un permesso di soggiorno umanitario di 6 mesi e i migranti dal giorno dopo erano liberi di uscire o viaggiare in Italia.
Questa è accaduto, e sta continuando ad accadere anche in questi giorni, nella città di Taranto, dove circa 150 migranti, con lo Slai cobas sc hanno fatto per tutta un'estate una lunga e dura lotta, e sono riusciti a conquistare i documenti di identità per tutti, mentre in tante altre situazioni della provincia o della regione ancora non li hanno; questo è avvenuto contrastando prima l'azione di sabataggio dell'associazione del centro, e del Comune, l'azione da "ponzio pilato" della prefettura, e poi la repressione della questura.
Questi migranti sono diventati poi d'esempio ad altri migranti di altri centri, che in questi giorni si stanno mobilitando per i permessi di soggiorno, i documenti, e condizioni dignitose di vita nei centri.

Ma c'è il grosso problema per tutti del diritto d'asilo, che sempre più si deve scontrare con norme sempre più restrittive, commissioni che ormai fanno fotocopia dei loro dinieghi, con magistrati e avvocati burocrati, ecc.

L'altro grosso problema è la presenza dell'Hotspot a Taranto. Un luogo in cui può succedere di tutto e nessuno deve saper niente, perchè nessuno può accedervi, se non i parlamentari, soprattutto PD - che dicono che va tutto bene.
Un luogo gestito direttamente da forze militari, con la complicità di un'associazione e del Comune. Noi abbiamo notizie di obbligo alla registrazione portato avanti anche con metodi violenti.
Così come i respingimenti, e le deportazioni, che avvengono sempre nel silenzio in città.

Dobbiamo lottare (indichiamo qui alcune rivendicazioni limitatamente ai migranti che stanno nei centri, mentre per le altre realtà differenti dei migranti, appoggiamo le rivendicazioni che portano avanti) per:

- permessi di soggiorno umanitario per tutti, e documenti di ientità, indipendentemente dal paese di provenienza e dalle ragioni (guerra o miseria, o persecuzione, ecc.) per cui sono in Italia;
- diritto di asilo per tutti - perchè violenza e rischio di vita è anche per fame, persecuzione, discriminazioni (con aumento delle commissioni, un iter speciale e di urgenza nei tribunali)
- nessun respingimento
- libertà di circolazione
- lavoro dignitoso, secondo i contratti collettivi, contro l'ipersfruttamento dei migranti
- assunzione dei migranti che stanno nei centri in attività socialmente utili, retribuite e assicurate, e/o corsi di formazione retribuiti

- NO agli hotspot - ma subito: nessuna imposizione di registrazione, libertà di circolazione; possibilità di accesso per associazioni, sindacati di base, solidali.

Ma per noi in Italia, un paese imperialista, in prima linea nelle guerre per la difesa dei profitti delle multinazionali e per mettere le mani nelle zone strategiche, e responsabile della condizione di miseria delle popolazioni dell'Africa, del medio Oriente, nonchè amico dei peggiori regimi, come l'Egitto,
essere uniti ai migranti vuol dire soprattutto lottare contro il nostro imperialismo, il nostro Stato, il nostro governo Renzi, le sue leggi, le sue guerre.

QUESTO E' IL MIGLIOR SOSTEGNO CHE POSSIAMO DARE ALLA LOTTA DEI MIGRANTI!
Questo è l'aiuto che la lotta dei migranti dà alla nostra battaglia per rovesciare i governi imperialisti della guerra, della miseria, della repressione.


SLAI COBAS per il sindacato di classe - Taranto

23 ottobre 2016

domenica 23 ottobre 2016

pc 23 ottobre - Comunicato del Comitato internazionale di sostegno alla guerra popolare in india - info csgpindia@gmail.com - leggi il blog - guerrepopolari



DOMENICA 23 OTTOBRE 2016


NUOVE INIZIATIVE PER LA CAMPAGNA DI SOSTEGNO INTERNAZIONALE E INTERNAZIONALISTA



ICSPWI
Dopo la consultazione internazionale sulle decisioni prese nell’incontro del 17 settembre in Italia, il piano finale è il seguente:
1.    Una grande campagna aperta e prolungata, concretizzata in due giorni di azione:

24 novembre 2016 – 5° anniversario dell’assassinio di Kishenji
Azioni presso ambasciate, consolati, ecc. indiani, secondo le condizioni nazionali e locali

28 gennaio 2017 – incontri pubblici con video-discorsi-musica…
Libertà per Ajit – Kobad Gandhy e per tutti i prigionieri politici in India – Stop Green Hunt – Abbasso il regime filo-imperialista e fascista di Modi – Sostenere la guerra popolare!

2.    Invito per un giro in Europa di un rappresentante di intellettuali e organizzazioni impegnati in India contro Green Hunt e il regime fascista di Modi – primavera 2017

3.    Manifestazione internazionale e internazionalista in Europa in occasione del 50° anniversario della Rivolta di Naxalbari 1967-2017 – probabilmente nel mese di maggio 2017

Un nuovo incontro-discussione organizzerà il giro e la manifestazione
Data e luogo di questo incontro-discussione saranno comunicati nelle prossime settimane
ICSPWI
Ottobre 2016
Per informazioni-pubblicazioni-manifesti-appelli-invio di decisioni locali ecc. scrivere a:
csgpindia@gmail.com