mercoledì 29 settembre 2010

pc quotidiano 29 settembre - Militari all’estero:Impunità assoluta per legge! …Storie di taskforce, ambulanze, civili mitragliati

In queste ore sui media di tutto il mondo girano le immagini del video dell’interrogatorio dei giovanissimi componenti del KILL TEAM , un gruppo di soldati americani ventenni che plagiati dal loro sergente ammazzavano e collezionavano dite di civili afgani innocenti per puro divertimento. Se la Corte marziale li riterrà colpevoli il rischio per loro è la morte o il carcere a vita.
Ma…in Italia quali sono le misure che impediscano che si commettano abusi nelle operazioni militari all’estero?
Impunità assoluta per legge , o meglio, grazie al solito decreto milleproroghe…

Con il nostro articolo che pubblichiamo su http://www.pugliantagonista.it/osservbalcanibr/afghan_15_killteam.htm



riteniamo opportuno aprire uno squarcio sul velo plumbeo della legislazione di “emergenza” che da pochi mesi permette la totale impunità sui reati che i militari possono fare durante le operazioni all’Estero.

Un’impunità che non siamo noi a definirla tale, ma, bensì, esperti civili e militari di diritto penale che ha approfondito questo argomento sulla rivista più prestigiosa delle nostre Forze Armate, Informazioni della Difesa, periodico a firma dello Stato Maggiore della Difesa, nel numero 3/2010, giunto un mese fa agli abbonati.

Esso è una conferma autorevole a quanto denunciato da troppo tempo da associazioni pacifiste eantimilitariste, come noi dell’Osservatorio sui Balcani di Brindisi: siamo arrivati ad un punto di deriva democratica tale che, in nome dell’unanime consenso patriottico, le quotidiane polemiche politiche tra poli son state messe da parte per approvare una legge, quella che è entrata in vigore il 1 gennaio 2010, la 197/2009, che praticamente rende non punibili i militari che usassero le armi o altro mezzo coercitivo contro tutti coloro che gli si oppongano, in qualunque modo, impedendo l’esecuzione di ordini e direttive impartite e/o nel rispetto delle Regole d’Ingaggio, ROE.

I due esperti , autori dell’articolo ( Paolo Maria Ortolani e Francesco Zamponi ) nel loro particolareggiato studio, si dichiarano perlomeno sconcertati ( se non addirittura scandalizzati NdR) su come , provvedimenti amministrativi ( redatti da Generali e sotto la pressione di Paesi -gli USA- o Alleanze - la NATO- NdR) possano diventare norme di rilevanza penale tali da ledere il principio costituzionale dell’uguaglianza di tutti i cittadini dinanzi alla legge.



Leggi su richiesta NATO-USA
Durante il 2009 , dopo il fallimento delle elezioni afgane e le polemiche su come uscire dal pantano afgano, Obama e il Pentagono richiedevano che l’impegno italiano in Afghanistan fosse più aggressivo e reparti speciali nazionali facessero parte dei team delegati alla eliminazione della minaccia degli insorti.

Come fare per evitare che nostri militari coinvolti in operazioni di “killeramento” di capi talebani, trafficanti di oppio ed armi , potessero andare sotto processo se vi fossero vittime civili? Come evitare che in operazioni multinazionali a guida americana, i nostri uomini, lavorando in team con soggetti come la Kill Team, la squadra di statunitensi che ammazzava afgani tagliando poi loro dita e altre parti del corpo per puro sadismo, potesse ritrovarsi su un tavolo di tribunale? Si scatenava una ridda di ipotesi su come cambiare il codice penale militare di pace o crearne uno apposito riguardante le operazioni di “controguerriglia” e/o di peacekeping.

Alla fine, come al solito, si trovava una soluzione all’italiana che aggirava discussioni parlamentari e coinvolgimento di pericolose Consulte .

Nel solito documento multiproroghe , salva missioni di fine anno, il n 152 del 4 novembre 2009,(disposizioni urgenti proroga missioni internazionali ed altro…) veniva fatta una legge di modifica che , esplicitando la non punibilità degli atti fatti sotto ordine superiore, derubrica a colposo qualunque tipo di violazione nell’uso eccessivo della forza”.

Praticamente una vera e propria licenza di ammazzare o infliggere danni a tutti coloro che anche inconsapevolmente si trovassero a traversare la strada di un nostro gruppo di armati all’estero.

Prendiamo per esempio l’ultima operazione di una nostra Task force andata a male, quella dove il tenente Romani ha perso la vita. quando ha avuto la sfortuna di imbattersi in un gruppo di prede talebane decise a non farsi “terminare”.

Nel quadro specifico della missione del tenente Romani, nel caso che nell’irruzione nel covo talebano fossero stati killerati donne e bambini , lì presenti , la stessa procura di Roma competente per i reati commessi dai nostri militari all’estero non avrebbe dovuto aprire nessuna inutile pratica, poiché il reato, quello che prima si sarebbe potuto configurare come mancata osservanza di norme atte a preservare le vite dei civili, uso eccessivo della forza, ecc è stato cancellato, per adesso soltanto per i militari all’Estero, ma che si prevede di poterlo estendere in tutte le operazioni dove sia richiesto l’intervento di militari in un ambiente urbano, ovvero dove il “nemico” si confonda o sia appoggiato dalla popolazione civile.

Questo non significa che, prima del gennaio 2010, atti di violenza inutile o di stupidità nell’osservanza degli ordini siano stati censurati con condanne!!! Assolutamente no!

Son passati i tempi in cui lo scandalo torture in Somalia, fece oscurare il mito del Buono Soldato Italiano portandolo nell’aula di tribunale. Dal 2001 tutto ciò che è avvenuto di “sporco” all’estero è stato di fatto assolto con motivazioni incredibili in nome della lotta al terrorismo internazionale.



Ambulanze mitragliate, civili giustiziati: la catena delle assoluzioni

Ve la ricordate la famosa battaglia dei ponti a Nassirya in Iraq? Lì vi fu una vera e propria strage di miliziani e civili che contesero al nostro contingente l’accesso ai ponti della città.

Le vittime furono tutte classificate insorti e quindi non-degne neanche di uno sputo di condoglianza, ma choccò tutti l’ambulanza mitragliata, nonostante che portasse i contrassegni della Mezzaluna rossa. In quel caso i nostri soldati ammazzarono 4 occupanti dell’ambulanza, compresa una donna partoriente: ebbene, con sentenza n33 del 7 maggio 2007 il Gup del tribunale militare di Roma ha mandato assolti i nostri militari. ( exart44 cpmp)

Così è stato, in un’altra occasione, per un civile, un manifestante iracheno freddato dai nostri militari.

La vicenda è di una crudeltà rivoltante: lui, l’iracheno che protestava, fu reco “reso inoffensivo” ovvero pestato e gettato, svenuto, per terra. Nonostante ciò, veniva freddato, da un altro soldato italiano che lo colpiva con la canna del fucile dal quale, “inavvertitamente”, gli partiva un colpo. Non ci dilunghiamo sui particolari macabri dell’effetto del proiettile da guerra sulla sua testa ….Ebbene, la Corte militare di Appello con sentenza n27/06 del 5 maggio 2006 n.27 ha assolto il militare per aver agito in stato di necessità militare (exart 44 e 59 cpmp) ponendo a suo fondamento l’interesse militare che aveva come obbiettivo la sicurezza del posto dove i manifestanti si erano radunati.

Su tutto ciò aleggia un silenzio, complice trasversale e chi lo viola , come noi, è additato come sabotatore, antipatriottico e alleato ai terroristi che un giorno potrebbero anche colpire il nostro paese.

Invece, a portare la barbarie della guerra nel nostro paese, sono proprio sentenze e leggi simili, poiché, negli scenari futuri che si prefigurano, vi sarà un sempre più maggiore presenza di militari nelle aree di crisi interne, di controllo e presidio di centrali nucleari, ponti sullo Stretto, Ferrovie Alta Velocità TAV in costruzione, ecc, in caso di gravi crisi sociali, controllo di aree metropolitane a rischio, ecc.

In quel caso ad avere la canna del fucile puntata , saremo tutti noi e non ci potremo appellare a nessuna giustizia, poiché noi siamo rimasti in silenzio quando a cadere sotto i mitra e i silenziatori erano gli altri , gli alieni, gli oppositori della democrazia occidentale.

Antonio Camuso

Osservatorio sui Balcani di Brindisi

Brindisi 28 settembre 2010

pc quotidiano 29 settembre - manifesto mfpr

pc quotidiano 29 settembre - il commissario stupratore di joy rinviato a giudizio

From: "donnecontroiC.I.E."

Rinvio a giudizio per Vittorio Addesso


Abbiamo saputo ora dall'avvocato di Joy che Vittorio Addesso è stato
rinviato a giudizio!
Entro breve dovrebbe essere fissata l'udienza.
Noinonsiamocomplici





Siamo molto contente! Un altra vittoria della battaglia di Joy, delle
immigrate e del movimento delle donne.
Ora dobbiamo con la mobilitazione ottenere la sua condanna.
Non abbiamo fiducia nella giustizia
Abbiamo fiducia solo nella nostra lotta!

Movimento Femminista Proletario Rivoluzionario

pc quotidiano 29 settembre - da milano a palermo - organizziamoci insieme e subito - appello di red block

Sabato 25 settembre è stata una giornata particolare che ha visto due città lontanissime geograficamente, Milano e Palermo, protagoniste di scontri tra fascisti e antifascisti ma con esiti diametralmente opposti!
A Milano,da diverso tempo a questa parte la situazione politica al liceo Manzoni, storicamente di sinistra, è piuttosto tesa: ma sabato i fascisti che cercano d'infiltrarsi tra gli studenti propagandando idee razziste e xenofobe hanno avuto una buona risposta da parte di una sessantina di militanti antifascisti che organizzati hanno cacciato via la feccia nera che cercava di fare un volantinaggio proprio davanti l'ingresso del Manzoni.
Gli studenti del collettivo del Manzoni hanno esposto uno striscione: «Fuori i fascisti da scuola» e nel pomeriggio hanno scritto un comunicato per denunciare «le incursioni di Forza Nuova nelle scuole» e «ribadire che il Manzoni antifascista non accetta messaggi xenofobi e razzisti»
A Palermo invece la situazione è stata diversa un gruppo di compagni ha subito un'aggressione di una decina di militanti di Azione Giovani (Giovane Italia, PDL) che hanno attaccato i compagni davanti il liceo classico Umberto I con caschi e cinture provocando danni piuttosto seri a qualcuno di loro.
Anche al liceo classico Umberto I di Palermo da diverso tempo a si vedono i fascisti che cercano di strappare una scuola agli studenti antifascisti che oppongono resistenza e sono costretti a fare i conti anche con la macchina repressiva dello stato.
Qui la questione si è riscaldata quando un militante di Red Block ha giustamente impedito l'intervento a una'assemblea d'istituto di un attivista del blocco studentesco che era appoggiato da dieci simpatizzanti.
Da quel momento in poi Casapound ha cominciato ad intensificare i volantinaggi con la presenza di militanti universitari che proteggevano i più "piccoli" dall'esterno ma ciò non bastò e infatti prima della fine dello scorso anno scolastico Red Block ha ulteriormente bloccato fisicamente un volantinaggio di Casapound.
Digerita la batostadiverse organizzazioni di destra hanno stretto alleanza per contrastare i compagni e cercare di imporsi nella scuola una scuola che a questo punto diventa un simbolo di questa lotta. Questo avrebbe dovuto essere chiaro per tutti, ma alcune realtà anziché fare fronte unito contro il fascismo determinati preferiscono agire da soli con presunzione di avere sempre la meglio e provocando invece una frammentazione delle forze che giova soltanto ai fascisti.

Red Block continua a ribadire che a Palermo come in altre città è necessario fare fronte unito tra le realtà antifasciste e costruire la Raf (rete antifascista) che agisca sotto il punto di vista militante ma anche ideologico,culturale, politico, sociale perchè spesso ci si trova di fronte a studenti o giovani dei quartieri che ricevono costantemente un vero e proprio lavaggio del cervello dai mass media.
Questa rete ancora non è presente e non c'è da parte di alcune realtà la volontà di costruirla a causa di alcuni settarismi tipici dell'area autonoma palermitana e anarchica...
In questo l'esempio della azione di red block all'Umberto è positiva e va generalizzata.
Le diverse realtà antifasciste milanesi si sono organizzate insieme per cacciare i fascisti da una scuola simbolo è stata quindi una iniziativa positiva e una indicazione che va raccolta anche a Palermo, sulla base di questo orientamento è stata convocata una assemblea martedì 27 settembre.
Alla assemblea hanno partecipato diversi giovani antifascisti di diverse realtà sia collettivamente che a titolo individuale.
Dopo l'introduzione, è stato proposto un sit-in davanti alla scuola organizzato meticolosamente e pronto a eventuali provocazioni.
La proposta ha trovato l'accordo subito da parte di studenti dell'Umberto, del collettivo 20 luglio e di altri studenti presenti e si è deciso di costruire un percorso di 10 giorni 'per accumulare forze' fatto di 1 propaganda militante, 2 scrittura volantino e locandina per ulteriore propaganda, 3 propaganda finale al corteo studentesco dell'8 ottobre.
E' spiacevole che nonostante invitati .. non abbiano partecipato la realtà dell'ex carcere e il coordinamento anarchico, questa assenza ha però rafforzato l'area presente, dato che ha messo in luce la natura settaria di queste forze
Bisogna comunque lavorare affinchè queste forze cambino atteggiamento e si uniscano all'iniziativa, tenendo conto che il settarismo produce malcontento tra i giovani studenti dell'anomalia/ex carcere, alcuni dei quali cercano anche una alternativa.

Red Block Palermo

pc quotidiano 29 settembre - BRESCIA : PROTESTA A OLTRANZA PER LA SANATORIA COLF E BADANTI

Sanatoria subito e per tutti: con questo slogan e’ partita questa mattina a Brescia una protesta ad oltranza per richiedere la regolarizzazione di tutte le persone migranti che hanno presentato la domanda di sanatoria nel settembre del 2009. Ad un anno di distanza si registrano ritardi clamorosi oltre a rigetti delle domande e si configura una vera e propria truffa ai danni dei migranti. A livello nazionale su 300mila domande, solo 170mila sono state esaminate e 130mila restano inevase; i rigetti sono stati oltre 20mila. A Brescia, secondo i dati forniti oggi dalla Prefettura, le domande sono state 11200, circa 7000 hanno avuto risposta e circa 4000 sono ancora in attesa; i rigetti sarebbero circa 1000 anche se per l’ufficio immigrati della CGIL e per gli avvocati dell’associazione Diritti per tutti sono molti di piu’.

La motivazione principale per i rigetti e’ la condanna per clandestinita’ che molti migranti hanno subito negli anni scorsi, cioe’ la condanna senza aver commesso reati ma solo per il fatto di essere stati fermati senza permesso di soggiorno.

La protesta e’ cominciata in Piazza Loggia verso le ore 10 poi dopo un breve corteo che si e’ ingrossato man mano arrivando a contare diverse centinaia di persone ci si e’ spostati sotto il Palazzo della Prefettura dove una delegazione e’ stata ricevuta dal viceprefetto. Il corteo e’ poi ripartito lungo le vie del “ring” cittadino, arrivando sotto la sede del TAR per un presidio di protesta e ripartendo in seguito per concludersi verso le 16,30 davanti all’ufficio unico della Prefettura di via Lupi di Toscana (ex caserma Randaccio) dove si e’ insediato il presidio permanente ed e’ iniziato lo sciopero della fame: la protesta proseguira’ ad oltranza, 24 ore su 24 e davanti all’ufficio delle Prefettura sono state montate tende dove trascorrere la notte.

Associazione Diritti per tutti



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reteantirazzista mailing list
reteantirazzista@circuito.info
http://circuito.info/mailman/listinfo/reteantirazzista_circuito.info

pc quotidiano 29 settembre - i fascisti di forza nuova entrano nella maggioranza berlusconiana e agiscono come componente squadristica di essa

il governo berlusconi nella marcia verso un regime moderno fascista, spiana la strada in parlamento del dissenso finiano e imbarca nuovi parlamentari acquistati, mentre nella società raccoglie tutte le componenti reazionarie per fare essenzialmente di esse la base attivistica e anche squadristica della sua azione.
in questo quadro al nord la mobilitazione punta essenzialmente sulla base leghista, ma intorno a essa raccoglie ampiamente i fascio-nazisti, mentre altrove imbarca la destra di storace e al seguito tutta la galassia neofascista..all'interno di essa forza nuova e casapound fanno la parte del leone
l'antifascismo di massa e militante deve constantemente mettere in relazione la sua mobilitazione antifascista con la lotta contro il governo e il sistema moderno fascista in formazione
questo non avviene e anche per questo le reti antifasciste segnano il passo e non riescono a consolidarsi come strumenti, momenti e forme della lotta
al sud e in campania particolarmente , i fasci fanno dell'antimmigrazione il cavallo di battaglia per cercare di darsi una base popolare
in questo senso l'iniziativa preannunciata da forza nuova a caserta, merita la massima attenzione e la cecessità di una contro mobilitazione
la notizia è tratta da Indymedia

CASETELVOLTURNO (Caserta), 24 settembre 2010 - Il Segretario Nazionale di Forza Nuova, Roberto Fiore, chiama a raccolta la cittadinanza di Castelvolturno (Caserta) giovedì 30 settembre 2010 alle ore 19,30 in via S. Rocco all'altezza di via Domiziana per una fiaccolata contro l'immigrazione.La manifestazione indetta da Forza Nuova ha l'obbiettivo di denunciare l'assenza dello stato, che ha ridotto Castelvolturno, città di antiche tradizioni, ad essere il ricettacolo di più di 15.000 immigrati clandestini, oltre metà della popolazione indigena, moltissimi dei quali dediti alla delinquenza. In questo scenario di degrado, violenza e illegalità in cui versa Castelvolturno, Forza Nuova raccoglie il grido di protesta del Sindaco e lancia la proposta dei Comitati Popolari Permanenti, composti dalla popolazione e dai militanti del movimento, per garantire la sicurezza e sostituire uno Stato che già da troppo tempo ha abbandonato i cittadini nelle mani della mafia e della criminalità. Per Forza Nuova e per l'Italia è iniziata una sfida che avrà come esito o il crollo sociale di una città o la prima liberazione di una parte del territorio occupato da crimine e caos.

martedì 28 settembre 2010

pc quotidiano 28 settembre - blog basta morte sul lavoro!

Riprende il blog della Rete nazionale sulla sicurezza sul lavoro
all'indirizzo: http://bastamortesullavoro.blogspot.com/ con articoli,
denunce, lotte, iniziative.

contro i padroni assassini e il governo che considera un "lusso"
insopportabile la legislazione sulla sicurezza sul lavoro

pc quotidiano 28 settembre - Marcegaglia assolto per l'uccisione di un operaio

Per gli infortuni e la morte sul lavoro di un operaio, assolto a Ravenna
Steno Marcegaglia!



E' possibile che il reato per lesioni colpose ed omicidio colposo per la
morte sul lavoro degli operai

debba essere prescritto? Che giustizia è mai questa se i padroni possono
evitare i processi?

La prescrizione evita il rinvio a giudizio per Steno Marcegaglia per i quale
il gup Anna Mori del

Tribunale di Ravenna ha emesso la sentenza del "non luogo a procedere" al
termine dell'udienza

preliminare. La lunga scia d'infortuni nel sito di Ravenna della Marcegaglia
dal 1996 al 2003, un

operaio morto sul lavoro nel 2003, Antonio Rauso di 28 anni di Santa Maria
Capua Vetere (Caserta),

sono senza colpevoli! O, meglio, non è stato sufficiente che un direttore di
stabilimento, Zangaglia, sia

stato pluricondannato e, nonostante questo, fosse stato riconfermato da
Steno Marcegaglia alla

direzione del sito di Ravenna. Invece che un processo e una condanna
esemplari, è bastato il

risarcimento di padron Marcegaglia per il "non luogo a procedere". Vergogna!

L'indagine preliminare della pm D'Aniello aveva dato seguito agli atti
inviati in Procura nella

primavera del 2005 in cui il giudice di allora diceva chiaramente: "neppure
l'omicidio colposo

verificatosi il 14 gennaio 2003 sembra avere intaccato un sistema rivelatesi
inadeguato rispetto al

dovere di protezione della incolumità dei lavoratori".

Ma anche chi "predica bene ma razzola male" ha le sue responsabilità in
questa ennesima ingiustizia.

Ci riferiamo alla Fiom che aveva dato indicazione, a livello nazionale, di
costituirsi parte civile nei

processi per la morte degli operai, invece niente, anzi non ha trovato di
meglio da fare che

polemizzare con la Rete per la sicurezza sul lavoro perchè avevamo
denunciato l'emergenza sicurezza

nel sito di Ravenna.

Senza una partecipazione attiva degli operai e l'unità autoorganizzata nella
Rete per la sicurezza sul

lavoro non è possibile ottenere giustizia.







Rete Nazionale per la sicurezza sul lavoro- Ravenna

c/o Slai Cobas per il sindacato di classe via G. Di Vittorio, 32 (Bassette)

tel. 339/8911853

e mail: cobasravenna@ libero.it



bastamortesullavoro@domeus.it

visita il blog: bastamortesullavoro.blogspot.com




__________ Informazione NOD32 5485 (20100928) __________

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pc quotidiano 28 settembre - 50° suicidio in carcere

Detenuto di 26 anni uccide con un mix di farmaci: è il 50° suicidio dell’anno
I due terzi delle vittime avevano meno di 40 anni, 38 erano italiani e 12 stranieri
Nove mesi di suicidi nelle carceri italiane

Con la morte di Ajoub Ghaz nel carcere di Ancona salgono a 50 i detenuti che si sono tolti la vita nelle carceri italiane da inizio 2010. In nemmeno nove mesi è stato così eguagliato il numero di suicidi avvenuti nell’intero anno 2006 e superato quelli degli anni 2007 (45 casi) e 2008 (46 casi). Il 2009 è stato l’anno del tragico “record”, con 69 suicidi (72 secondo alcune fonti), che quest’anno potrebbe essere superato.

Gli italiani suicidi sono stati 38 (76%) e gli stranieri 12 (24%). A fine agosto gli stranieri presenti nelle carceri italiane erano 24.981 sul totale di 68.345 detenuti (il 36%), quindi il tasso suicidario più elevato si è registrato tra gli italiani (8,7 casi su 10mila, contro 4,8 su 10mila).

Ad uccidersi in cella sono soprattutto i giovani: 13 dei detenuti suicidi avevano tra i 20 e i 30 anni; 19 avevano tra i 31 e i 40 anni (quindi il totale degli “under 40” è pari al 64% del totale); 11 avevano tra i 41 e i 50 anni; 5 avevano tra i 51 e i 60 anni e 2 avevano più di 60 anni. La carceri nelle quali nel 2010 si è verificato il maggior numero di suicidi sono: Padova Casa di Reclusione (3); Roma Rebibbia (3); Siracusa (3) e Sulmona (3); seguono Catania Bicocca (2); Lecce (2); Napoli Poggioreale (2) e Reggio Emilia (2). L’impiccagione è la “tecnica” più utilizzata per togliersi la vita in carcere (41 detenuti si sono impiccati alle sbarre, utilizzando quasi sempre un cappio fabbricato con strisce di lenzuolo, ma in alcuni casi anche capi di vestiario fatti a brandelli. Cinture e stringhe delle scarpe sono vietate in quasi tutte le carceri e quindi vengono utilizzate raramente). Le bombolette di gas butano del fornello da camping, in uso ai detenuti per cucinare e riscaldare cibi e bevande, sono state utilizzate in 6 casi per asfissiarsi (poiché l’inalazione del gas viene anche utilizzata per ricercare lo “sballo”, in sostituzione delle sostanze stupefacenti, abbiamo considerato soltanto i casi nei quali il detenuto è stato ritrovato con la testa chiusa in un sacchetto di plastica).

In 2 casi i detenuti si sono avvelenati con un mix di farmaci. In genere si tratta di farmaci regolarmente prescritti dai medici del carcere, che dovrebbero essere assunti davanti all’infermiere al momento della somministrazione, ma evidentemente vengono nascosti e accumulati in cella per molti giorni, fino a raggiungere la quantità necessaria per ottenere l’effetto letale. Più raramente i medicinali sono introdotti dall’esterno del carcere, in maniera illegale.

Infine 1 detenuto è morto dissanguato, dopo essersi tagliato la carotide con una lametta: le lamette da barba sono spesso utilizzate per autolesionismi, a scopo rivendicativo o dimostrativo, tuttavia i detenuti solitamente si feriscono le braccia e le gambe, a volte si infliggono ferite sull’addome e il torace. Tagliarsi le vene del collo fa quindi propendere per l’ipotesi di un suicidio, piuttosto che di un atto dimostrativo finito in tragedia.



Ieri pomeriggio l’ultimo caso ad Ancona

La vittima si chiamava Ajoub Ghaz, 26 anni, originario della Tunisia. Il fatto è accaduto nel primo pomeriggio di ieri all’interno di una delle celle di detenzione del carcere di Montacuto ad Ancona, quando alcuni compagni di cella del tunisino hanno dato l’allarme. Immediato l’intervento dei sanitari, ma una volta nella cella i medici si sono resi subito conto che per il giovane detenuto non c’era più nulla da fare. Anche i ripetuti tentativi rianimatori non hanno dato alcun esito. Nel carcere è successivamente arrivato il dottore Luongo, della medicina legale dell’ospedale di Torrette, che ha effettuato una prima ispezione cadaverica. Stando alle modalità dell’episodio, agli indizi trovati sul posto, alle testimonianze e alle prime indagini, sembra sia emersa con forza su tutte le altre l’ipotesi di un mix fatale di farmaci. Tipologia e quantità non sono ancora state specificate, certamente una dose piuttosto robusta, tanto da stroncare la vita ad un giovane di appena 26 anni.

Se l’indiscrezione fosse confermata c’è da valutare con la massima attenzione come sia stato possibile che un detenuto sia riuscito ad entrare in possesso di medicinali viste le ferree regole e restrizioni vigenti all’interno di un istituto di pena. Nel tardo pomeriggio la salma del giovane è stata trasferita all’istituto di medicina legale dove si trova, a disposizione della magistratura. Salvo rinvii dell’ultima ora l’autopsia sul corpo di Ghaz potrebbe essere effettuata già domani. Solo allora, e una volta avvisati i parenti della vittima, sarà possibile inviare la salma di Ajoub Ghaz in Tunisia per le esequie.



I detenuti suicidi nel 2010 (in ordine di data, dal più recente)



Cognome-Nome Età Data morte Metodo Istituto

Ghaz Ajoub 26 anni 25-set-10 Avvelenamento farmaci Ancona

Minniti Bruno 23 anni 23-set-10 Impiccagione Reggio Calabria

Marocchino Detenuto 22 anni 22-set-10 Impiccagione Venezia

Maggi Ivan 22 anni 08-set-10 Impiccagione La Spezia

Consolo Francesco 32 anni 08-set-10 Inalazione gas Napoli Poggioreale

Ajadi Moez 33 anni 05-set-10 Avvelenamento farmaci Pisa

Algerino Detenuto 27 anni 26-ago-10 Impiccagione Siracusa

Panariello Raffaele 31 anni 24-ago-10 Impiccagione Sulmona (AQ)

Carbogani Matteo 34 anni 22-ago-10 Impiccagione Parma C.C.

Greco Riccardo 50 anni 11-ago-10 Impiccagione Roma Rebibbia

Hattabi Mohamed 43 anni 05-ago-10 Impiccagione Brindisi

Ramon Berloso 35 anni 04-ago-10 Impiccagione Udine

Liotta Corrado 44 anni 27-lug-10 Impiccagione Siracusa

Corallo Andrea 39 anni 23-lug-10 Taglio vene Catania Bicocca

Manfrè Rocco 65 anni 18-lug-10 Impiccagione Caltanissetta

Saba Italo 53 anni 18-lug-10 Impiccagione Sassari

Spada Antimo 35 anni 14-lug-10 Impiccagione Torino

Mantice Santino 25 anni 30-giu-10 Impiccagione Padova Reclusione

Mento Marcello 37 anni 28-giu-10 Impiccagione Giarre (Ct)

Di Marco Antonio 43 anni 15-giu-10 Inalazione gas Catania Bicocca

Coluccello Luigi 55 anni 12-giu-10 Impiccagione Lecce

Caneo Francisco 44 anni 12-giu-10 Impiccagione Opera (Mi)

Lomagna Alessandro 34 anni 06-giu-10 Impiccagione Salerno

Straniero Detenuto 30 anni 28-mag-10 Impiccagione Lecce

Caselli Aldo 44 anni 19-mag-10 Impiccagione Reggio Emilia

Franzese Domenico 45 anni 15-mag-10 Impiccagione Siracusa

Ivanov Kirilov Vasiline 33 anni 08-mag-10 Impiccagione San Vittore (Mi)

De Magro Eraldo 56 anni 06-mag-10 Impiccagione Como

Protino Gianluca 34 anni 27-apr-10 Impiccagione Teramo

Palumbo Giuseppe 34 anni 23-apr-10 Impiccagione Firenze

Bellante Daniele 31 anni 13-apr-10 Impiccagione Roma Rebibbia

Italiano Detenuto 39 anni 11-apr-10 Inalazione gas Santa Maria C.V. (Ce)

B. Carmine 39 anni 07-apr-10 Impiccagione Benevento

Iaria Romano 54 anni 03-apr-10 Impiccagione Sulmona (AQ)

Italiano Detenuto 47 anni 28-mar-10 Inalazione gas Reggio Emilia

Russo Angelo 31 anni 10-mar-10 Impiccagione Napoli Poggioreale

Sorrentino Giuseppe 35 anni 07-mar-10 Impiccagione Padova Reclusione

Giuliani Roberto 47 anni 25-feb-10 Impiccagione Roma Rebibbia

Furuli Alessandro 42 anni 24-feb-10 Impiccagione Vibo Valentia

Balsamo Vincenzo 40 anni 23-feb-10 Impiccagione Fermo

Aloui Walid 28 anni 23-feb-10 Impiccagione Padova Reclusione

Tunisino Detenuto 26 anni 22-feb-10 Impiccagione Brescia

Ben Massoud Adel 57 anni 12-feb-10 Inalazione gas Livorno

Volpi Ivano 29 anni 19-gen-10 Impiccagione Spoleto (PG)

Mohamed El Abbouby 25 anni 15-gen-10 Impiccagione Milano San Vittore

Abellativ Eddine 27 anni 13-gen-10 Impiccagione Massa Carrara

Tammaro Antonio 28 anni 07-gen-10 Impiccagione Sulmona (AQ)

Attolini Giacomo 49 anni 07-gen-10 Impiccagione Verona

Frau Celeste 62 anni 05-gen-10 Impiccagione Cagliari

Ciullo Pierpaolo 39 anni 02-gen-10 Inalazione gas Altamura (BA

pc quotidiano 28 settembre - Fincantieri Palermo ...Agli operai non possono bastare più le promesse!

Fincantieri: forse commessa da 5 miliardi e impegni a non licenziare, promesse
da marinaio?

Le lotte di questi ultimi giorni degli operai Fincanteri in quasi tutti gli
stabilimenti del paese con cortei occupazioni di uffici e scontri con la
polizia hanno ottenuto un primo risultato: dirigenti dell’azienda e politici
cominciano a fare promesse:
- per Palermo i dirigenti si sono impegnati a mantenere le tre attività di
produzione che lo rendono esclusivo: costruzione, trasformazione e
riparazione.
Lo hanno assicurato il direttore dello stabilimento Raffaele
Davassi e il capo del personale Lorenzo Scilipoti ai sindacati nel corso
dell'incontro nella sede di Confindustria a Palermo. I dirigenti di Fincantieri
dunque hanno smentito le indiscrezioni sul piano industriale. A Palermo sono in
arrivo alcune navi da crociera e altri mezzi per le riparazioni (di costruzione
ancora nemmeno l’ombra!);
- a livello nazionale c’è la notizia data ad una festa del Pdl friulano dal
sottosegretario alla Difesa, Guido Crosetto, che ha ammesso l'esistenza di una
trattativa avviata con il governo di Brasilia per una commessa da 5 miliardi di
euro. (Certo soprattutto per “tranquillizzare” gli operai dove esistono almeno
tre stabilimenti molto vicini come quello di Trieste, Monfalcone e Marghera).
L’accordo dovrebbe chiudersi entro dicembre.
Secondo il sottosegretario, inoltre, “la firma del contratto potrebbe generare
una maggiore tranquillità occupazionale in favore dei lavoratori della società,
estesa ad almeno 4 o 5 anni”.

E all'incontro a Roma tra i vertici dell'azienda e i sindacati, come riporta
l’ansa, la società ha ammesso che il piano di tagli è stato redatto ma non sarà
applicato, confermando sia il numero degli organici che quello dei siti
produttivi. Positivi i commenti dei sindacati ma resta confermato lo sciopero
nazionale del primo Ottobre in attesa della convocazione da parte del
Governo.

Naturalmente di promesse di questo tipo la Fincantieri ne ha fatte durante
tutti questi anni e non le ha mai mantenute, anzi, ha continuato a fare
profitti per milioni mentre la condizioni degli operai da ogni punto di vista è
peggiorata.


Palermo, 27/9/2010

da Slai cobas per il sindacato di classe
Via g. del duca 4 – Palermo
Telefax - 091/203686 - 338.7708110

lunedì 27 settembre 2010

pc quotidiano 27 settembre - giro di propaganda, proposta e contatti in Emilia Romagna a sostegno della guerra popolare in India

Il giro a Bologna di sabato 24 fatto dal responsabile per il Comitato di sostegno per l'Emilia Romagna è andato relativamente bene. Locandine e materiale di propaganda è stato portato all’XM24, al laboratorio crash e al comitato iqbal masiq. All’iqbal masiq è stato presentato il comitato e chiesto di organizzare una serata. Locandine sono state affisse nella zona universitaria
A Modena sono stati incontrati i compagni di modena del collettivo comunista, proponendo una iniziativa a modena sulla solidarietà all’india. Sono stati d’accordo di realizzarla nel nuovo spazio sociale “guernica” nei pressi della stazione e con il coinvolgimento del collettivo autonomo per il mese di ottobre. Sono state date locandine, appello, bollettino azad.

Sempre a Bologna è stata proposta nelle settimane scorse la realizzazione di una iniziativa ai compagni della Rete dei Comunisti, che hanno ritenuto che ci voglia più tempo per realizzarla
Da parte nostra abbiamo rilevato e scritto
....

Cari compagni, riguardo i tempi: la nostra proposta fatta al gruppo di
Bologna della RdC non è certo nuova... Ci fa piacere comunque che siete interessati più avanti ad organizzare un appuntamento sulla questione dello sviluppo del
movimento comunista maoista in india". ....la nostra proposta era, ed è, di fare conoscere e di dare vita ad un comitato anche a Bologna che fosse punto di riferimento di raccolta di documentazione, video, che facesse conoscere gli avanzamenti della gp con mostre, volantini, petizioni e ogni altra iniziativa. Quindi
non una serata "una tantum" ma un'attività sistematica.
Noi stiamo portando avanti il lavoro di Comitato internazionale: noi
abbiamo fatto una riunione nazionale a Milano il 29 Maggio per dare vita al
Comitato nel nostro paese...nell'occasione l'invito è stato fatto anche ai compagni
della RdCa Bologna..
Il comitato internazionale non è certo espressione di gruppi, bensì di
partiti e organizzazioni maoiste,tra cui noi, su scala internazionale-
compreso gli indiani stessi su un documento comune approvato che ne traccia
i contenuti e la sua attività in diversi paesi del mondo
...noi lavoriamo per la nascita ovunque di comitati di sostegno alla guerra
popolare in india con tutti i compagni che vogliono
il comitato di sostegno è altra cosa dall'asp e dalle sue iniziative, perchè
la questione indiana
è innanzitutto, non la barbare repressione che va sotto il nome di operazione Green Hunt ma lo straordinario avanzamento della guerra popolare guidata dal partito
comunista maoista che stà cambiando i rapporti di forza mondiali e chiama i
proletari di tutto il mondo, a sostenere l'India come nel passato si è
sostenuto la russia, la cina, il vietnam, il perù, il nepal ..
La nostra proposta vuole raggiungere questi obiettivi a partire
da serate di discussione... Con la guerra popolare in India, verso la sua vittoria!

pc quotidiano 27 settembre - L'INTEGRATIVO ILVA UNA CONTROTENDENZA ALL'ACCORDO FIAT DI POMIGLIANO? LA FIOM BLEFFA!

In questi giorni sono in corso le assemblee all’Ilva di Taranto sul contratto integrativo recentemente firmato da tutte e tre le OO.SS fiom, fim, uilm.
Questo contratto viene presentato dalla Fiom sia locale che nazionale come una buona intesa, in controtendenza agli accordi separati e soprattutto all’accordo Fiat di Pomigliano - Fiom: “la parte normativa rappresenta il massimo delle mediazioni possibili; segr. Prov.le Zappa: “non è che a Roma si litiga (con le altre OO.SS.) e a TA ci vogliamo bene… l'effetto Pomigliano si arresta alle soglie del contratto integrativo all'Ilva”; Cremaschi: “un effettivo incremento dei salari, miglioramenti normativi su organizzazione del lavoro, salute e sicurezza, mercato del lavoro; intesa frutto dell'eccezionale mobilitazione dei lavoratori; impegno dei lavoratori e dei sindacati premiato”.
Giudizio entusiasta viene poi espresso, guarda caso, dall’azienda e dal sindacato più filo aziendale, la Uilm del segr. Palombella, lo stesso che ha firmato, con altrettanto entusiasmo, l’accordo a Pomigliano - Per l'lva: “è un successo importante in una fase ancora critica (azienda alle prese con pesanti polemiche sulle questioni ambientali); la sottoscrizione dell'accordo è un segnale per la città”; Per la Uilm: importante e notevole risultato in presenza di una grave crisi economica, Palombella “altrove ci sono razionalizzazioni e tagli, all'Ilva di TA si rinnova la contrattazione di secondo livello”

Ma al di là dei risultati miseri ottenuti, molto inferiori a quelli già inadeguati richiesti nella piattaforma contrattuale soprattutto su aumenti salariali e livelli, al di là del fatto che una serie di richieste non sono state ancora o per niente raggiunte su: appalti, interinali, riduzione orario di lavoro, cambio tuta, mensa, questione organici/impianti per la sicurezza, ecc., quello che qui vogliamo mettere in evidenza è il gioco falsato che fa il sindacato.

Questo contratto integrativo è partito da metà 2008 e le richieste erano in rapporto alla fase buona dell'Ilva; oggi Uilm, Fim, Fiom parlano di importante, buon risultato, ma l’accordo viene rapportato alla fase attuale di crisi dell'Ilva e generale.
La premessa dell'accordo dice, infatti: “il 2009 è stato caratterizzato da una gravissima crisi economica... La siderurgia è stato uno dei settori che più profondamente ha risentito del crollo globale... Le prospettive per il 2010 e gli anni seguenti sono profondamente incerte... Il presente accordo... si propone di porre le basi... per una gestione condivisa, come sinora attuata, della crisi....”.
Ma i soldi e i miglioramenti normativi che i lavoratori attendevano erano rapportati a quanto già nel 2008 l'azienda aveva guadagnato sul lavoro degli operai; ciò che era richiesto era un credito da parte degli operai, già realizzato e dovuto dall'Ilva sulla base dei risultati fino al 2008.
Tant'è che le stesse OO.SS. scrivevano nella ipotesi di piattaforma integrativa: “L'andamento complessivo del gruppo è stato e continua ad essere buono (dal 2004)... L'impegno e la professionalità dei lavoratori hanno permesso il raggiungimento dei lusinghieri risultati economici... quindi questa piattaforma rivendicativa cade in un momento ancora interessante... tutto ciò premesso, riteniamo doveroso e oltremodo corretto, far sì che ci sia un ritorno in termini di salario e di migliori condizioni di lavoro per tutti i lavoratori del gruppo in quanto protagonisti attivi del raggiungimento dei risultati...”.
Ora invece, i giudizi sui risultati dell'integrativo per le OO.SS. compresa la Fiom vengono fatti in rapporto alla crisi, con un gioco bleffato: per l’Ilva gli effetti della crisi partono da fine 2008/inizio 2009, per gli operai, invece, gli effetti della crisi partono evidentemente da prima del 2008.

Facciamo un esempio. Dei lavoratori hanno fatto guadagnare 1000 euro al loro padrone con il lavoro già fatto. Quando vanno a chiedere i soldi per il lavoro fatto, il padrone dice che non li ha più, li ha persi per la crisi, che gli dispiace... I lavoratori dicono: ma noi il lavoro l'abbiamo fatto; tu potevi perdere i tuoi soldi ma non i nostri, dispiace anche a noi, ma ora ce li devi dare!
Avete mai visto il contrario? Che una ditta, per esempio ha lavorato per aggiustare una casa ad un lavoratore e alla fine il lavoratore gli dice: mi dispiace, i soldi che dovevo darti per il tuo lavoro non li ho più, li ho persi... Che farebbe la Ditta?

La Fiom dice che questo accordo è in controtendenza all’accordo di Pomigliano.
Ma è proprio così? La Fiom dovrebbe andarsi a rivedere la parte normativa dell’accordo di Pomigliano relativa all’orario di lavoro e in particolare, turni , prolungamento orario di lavoro, pause, attacco al diritto di sciopero, che hanno stravolto diritti contrattuali, di legge, lo Statuto dei dei lavoratori, e dovrebbe ricordarsi che proprio questi aspetti dell’accordo Fiat sono da tempo già in atto all’Ilva di Taranto, grazie ad accordi sindacali firmati unitariamente.
Dovrebbe ricordarsi che chi ha firmato quell’accordo per la Uilm, il neo segretario nazionale Palombella, aveva fatto prima esperienza di attacco a diritti inviolabili dei lavoratori all’Ilva di Taranto e quegli accordi e risultati svendita di Taranto sono oggi portati ad esempio per nuovi accordi.

pc quotidiano 27 settembre - a Palermo molti giovani a sostegno della guerra popolare in India

A Palermo sabato 24 serata di presentazione della campagna pro guerra popolare in india. Presenti una ventina di partecipanti:
giovani rb,immigrati tamil, studentesse-i del collettivo accademia, giovani militanti di movimento area collettivo 20luglio/labz, giovani rifondazione altri ragazzi, lavoratori e lavoratrici dirigenti slai cobas per il sindacato di classe e movimento femminista proletario rivoluzionario.

L'assemblea si è aperta con un quadro generale fatto dal compagno che si occupa del lavoro internazionale per redblock scorrendo le immagini commentate e integrate se necessario.
E' seguita subito una cena solidale con il cibo tamil fatti in casa.
Si è ripreso con la relazione del compagno del comitato internazionale di sostegno alla guerra popolare che ha presentato la campagna india e parlato in generale della gp nei suoi vari aspetti (militare, resistenza popolare, donne, sviluppo nelle citta, connessioni tra guerra popolare in India e sistema imperialista monddiale, i legami nel settore auto tra fiat/tata ecc).
Poi è stato proiettato il video da peacereporter con l'intervento della nota scrittrice indiana arundathy roy, solidale e attenta alla guerra popolare guidata dal Partito comunista maoista delll'India maoista e per questo perseguitata.

Al termine del video ci sono stati interventi su diversi aspetti: sulle forme di lotte pacifiche/violente, sul ruolo della lotta delle donne, e altri approfondimenti.

In conclusione si è ufficializzata la nascita del Comitato a Palermo definendo il suo funzionamento e la sua attività.
l'aspetto più positivo è stata la partecipazione dei giovani che sono rimasti colpiti dalla qualità dell'iniziativa e tutti sono rimasti interessati dalla questione. Un immigrato tamil ha detto di aver rivisto in molte immagini il suo paese. L'iniziativa è stata totalmente autofinanziata.
Tutti i compagni hanno fatto la loro parte per la riuscita dell'iniziativa sia a livello politico che organizzativo.
Il comitato lavorerà di più per favorire una maggior partecipazione dei lavoratori, ancora poco presenti all'assemblea.







Inviato dalla nuova Alice mail

__________ Informazione NOD32 5481 (20100926) __________

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http://www.nod32.it

pc quotidiano 27 settembre - video del mfpr

E' su http://femminismorivoluzionario.blogspot.com/
la versione ridotta del video del movimento femminista proletario rivoluzionario su "Bagagli per un
viaggio delle donne in lotta", insieme all'omonimo dossier.

Il DVD con la versione completa e ad alta definizione del video, nonché il dossier in formato
cartaceo vi verranno spediti per posta con un piccolo contributo per le spese di spedizione

Richiedeteli a mfpr@libero.it

pc quotidiano 27 settembre - da napoli a taranto.. solidali con la lotta contro la discarica e contro la repressione

massima solidarietà ai compagni e agli abitanti di terzigno e boscoreale, che da giorni e notti con coraggio si stanno opponendo alla riapertura della discarica e quindi alla continua devastazione ambientale ad opera dei cosiddetti signori di governo, che incuranti della salute dei cittadini continuano a riversare spazzatura lì dove già c'è saturazione. noi come movimento di lotta x il lavoro banchi nuovi, in passato già attivi nella lotta x la difesa ambientale, non possiamo che sostenere pienamente la lotta di questi compagni e questa gente, purtroppo le manganellate erano e sono nel conto ma la loro repressione non deve scoraggiare chi come noi quotidianamente alza la testa e dice no alle barbarie di questa classe dirigente

movimento di lotta x il lavoro
banchi nuovi
lo slai cobas per il sindacato di classe -taranto
sottoscrive questa presa di posizione


__________ Informazione NOD32 5481 (20100926) __________

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domenica 26 settembre 2010

pc quotidiano 26 settembre - ALESSANDRIA CONTRO LA REPRESSIONE E I CIE

SABATO 25 SETTEMBRE
si è tenuto un presidio di un centinaio di compagni contro la repressione ed i Cie, organizzato da: Laboratorio anarchico Perla Nera, Federazione anarchica italiana, CSA Lacandona di Valenza Po (area dell'autonomia), Associazione immigrati di Alessandria e provincia; sono inoltre presenti il CSA Subbuglio (anch'esso dell'area dell'autonomia) e l'Unione sindacale italiana-Associazione internazionale dei lavoratori.
Il programma prevedeva il concerto di tre gruppi musicali locali, intervallati da due interventi politici: quello di Salvatore del Perla Nera, e quello di Vincente Taquias detto Urbano, rappresentante dell'Associazione immigrati;
All'interno dell'area si trovano, oltre al palco sistemato sul cassone di un camion: una mostra, con immagini molto crude, sulle torture inflitte ai prigionieri dalle 'forze dell'ordine'; due banchetti informativi con libri anarchici, magliette dello stesso tenore, e materiale NO TAV.
Inoltre c'è anche il momento ludico, proposto dai compagni valenzani, che hanno ideato un simpatico gioco a premi in cui per vincere occorre prendere a pallate delle fotografie di alcuni esponenti del governo, e non solo, facendole cadere dal piedistallo.
Particolarmente visibili sono anche due grossi striscioni: uno degli anarchici tortonesi, che recita 'Potere militare, leggi da rispettare per uno Stato forte. Basta con questi giochi di morte'; l'altro è firmato dalla Fai e si legge 'Né Cie né frontiere. Ribellarsi è giusto' (una citazione del presidente Mao Tsetung).
Alessandria, 26 settembre 2010
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Torino

pc quotidiano 26 settembre - info da Red block-studenti da Palermo

da Red Block studenti

0gni giovedì sera si tiene un'assemblea di red block su tutti fronti in cui siamo impegnati.A queste assemblee riservati ai militanti, discutiamo e organizziamo il lavoro. Tra gli studenti si sviluppa studio, assemblee, iniziative...
Impariamo che non bisogna mai dare nulla per scontato, vediamo studenti che sembrava non sarebbero mai diventati militanti di red block e invece grazie al 'campeggio della gioventù ribelle' di qtesta estate sono cambiati e sono attivi con buoni interventi, volantinaggi, affissioni e voglia di conoscere e crescere, anche altri compagni crescono bene..

info

Il Collettivo autorganizzato dell'accademia delle belle arti - cail - ha tenuto una assemblea per affrontare le iniziative da prendere; la situazione generale del Collettivo è di crescita e nella assemblea ci sono state molte precisazioni e chiarimenti. Attraverso la discussione anche con momenti di contrasto, si è avanzato.

All'Istituto artistico Catalano siamo di fronte a un edificio di 11 piani, ovvero non una scuola ma un palazzo con evidenti carenze strutturali. Stiamo facendo un lavoro interessante e si sta cercando di organizzare il collettivo , si vuole affrontare oltre che lo stato della scuola anche la questione della preside-sceriffo che appena arrivata ha eliminato i distributori di snak dicendo che sono schifezze.
Si affiggono locandine del collettivo che rimangono anche diversi giorni e tra gli studenti si sta diffondendo l'idea di fare questo collettivo.

All'Umberto ancora il lavoro non è ingranato bene, bisogna oltre a proporre il collettivo, far partire delle proteste ed esserne promotori. Tuttavia la situazione è sempre calda e sappiamo che si può dare una svolta dall'interno.
Questa scuola è importante anche dal punto di vista antifascista c'era nelle vicinanze un gruppo di 10 universitari di Casapound. Proprio in questa settimana gli studenti dell'excarcere mentre attaccavano locandine e facevano volantinaggio a questa scuola sono stati assaliti da azione giovani che a quanto pare li hanno presi a colpi di catene. .



Si è tenuta l'assemblea del Coordinamento
Il Cail ha aperto l'assemblea con un'analisi generale spiegando il perchè dell'assemblea, il progetto, cosa vogliamo.

Il Collettivo 20 luglio è stato d'accordo con le proposte in toto sia pure con un bilancio più negativo che positivo del movimento 'no gelmini' 2008.

Posizioni diverse sono state espresse dal collettivo carlo giuliani: innanzitutto dagli studenti di giurisprudenza che hanno provato a fare i maestrini chiedendoci se conoscevamo la riforma ecc . poi hanno avuto un atteggiamento negativo su tutto ma quello che dicevano erano posizioni espresse da chi non ha mai fatto realmente una lotta e ha costituito un collettivo a tavolino...
Gli studenti di red block hanno con numerosi interventi hanno dato forza all'intervento iniziale. Una studentessa di Medicina che era d'accordo su tutto quello che era stato detto ha proposto di allargare il coordinamento ai precari dello spettacolo.
Finito il primo giro di interventi il cail ha attaccato chiaramente il collettivo carlo giuliani di giurisprudenza spiegando che la pratica e l'analisi sono strettamente correlate, così come ha rilevato che quelli del collettivo giuliani in tema di antifascismo non si erano mai visti.
Il collettivo 20 luglio ha cercato di svolgere un ruolo di mediazione.
Il coordinamento si è quindi costituito, sarà scritto nella prossima settimana un documento mentre continua la discussione.

pc quotidiano 26 settembre - si organizzano e sviluppano i circoli operai di 'proletari comunisti'- da Marghera

Si è svolta la prima presentazione pubblica del nascente circolo operaio di Proletari Comunisti.
Operai ed operaie, immigrati in particolare hanno discusso come avviare il corso di studio del marxismo-leninismo-maoismo e hanno incontrato una delegazione di compagni del Movimento Popular Perù in viaggio in Italia, nel giorno dell'anniversario del discorso del Presidente Gonzalo dalla gabbia del regime peruviano il 24.9.1992. All'entrata, con striscioni e bandiere rosse, ed una grande falce e martello, anche una scritta su un grande tazebao: "24 settembre 1992-2010, Perù, la Guerra Popolare vive-vince".
Il corso di studio si terrà un martedì al mese con esposizione - studio collettivo riflessioni, scambio di materiali.

Alla iniziativa hanno partecipato 30 operai ed operaie in particolare del Bangla Desh operai di Fincantieri, ma anche della Romania, Moldavia, Marocco, Albania, Nigeria; operai-operaie delle cooperative, disoccupati, autisti operai.
Lo Slai cobas per il sindacato di classe ha curato l'organizzazione della cena conclusiva.
La presentazione è stata ricca di interesse, così come l'esposizione.Il dibattito si è sviluppato con molte domande fatte dai lavoratori presenti e hanno riguardato l'importanza della esperienza della Guerra Popolare del Perù, la questione del sostegno alla Guerra Popolare in India,il confronto tra le varie eperienze (compresa la esperienza passata in Banga Desh). Si è messo inoltre a confronto la situazione della Rivoluzione Proletaria Mondiale del 1992, e quella di oggi, la giustezza di quanto affermato dal Presidente Gonzalo nello storico discorso del 24.9.1992
Nel dibattito è stato inoltre denunciato il fascismo padronale della Fiat e quello della Federmeccanica con la disdetta del contratto dei metalmeccanici, il fascismo padronale alla Fiat e la questione della disdetta del contratto dei metalmeccanici da parte dei padroni
Una ricca e felice cena interetnica organizzata dagli operai ed operaie stessi-e,con una sottoscrizione per gli ospiti ha concluso la serata.

pc quotidiano 26 settembre - stupri di Stato

due finanzieri del gruppo pronto impiego di Milano, sono stati condannati per violenza sessuale nei confronti di una prostituta romena. Secondo la ricostruzione i due finanzieri avrebbero abusato della giovane nel giugno 2009 su un'auto di servizio, durante un controllo di routine.

Il Comune di Milano si è costituito parte civile per "danno di immagine"(sic!)ed ha ricevuto 5.000 euro di risarcimento. A nessuno è passato per la mente che proprio le ordinanze antiprostitute, insieme all'introduzione del reato di clandestinità favoriscono ed incrementano gli abusi, come dimostrano le numerose denunce.
Salvo poi affermare che i proventi delle multe vanno per "salvare" le vittime di tratta!
Da tempo il comune di Milano non perde occasione, ipocritamente, di costituirsi parte civile in occasione di violenze sessuali: sembra un nuovo modo di far cassa; un comune che con le ordinanze per il coprifuoco, le campagne allarmistiche, la criminalizzazione delle prostitute desertifica le strade, i quartieri, rendendo più difficile la vita delle donne,le rende più insicure, le spinge a stare chiuse in casa.

milano, 25 settembre '10
mfpr-milano

pc quotidiano 26 settembre - studenti con l'elmetto

L'hanno chiamato “Allenati per la vita” il protocollo firmato tra la direzione scolastica della Lombardia e il comando militare dell'esercito “supportato dalla sinergia” tra i ministri della Difesa La Russa e dell'Istruzione Gelmini; un titolo allettante che allude al futuro, al ruolo attivo dei giovani nel prendere in mano la propria vita, ma, in realtà, un vero e proprio corso paramilitare così ipocritamente presentato dal ministro Gelmini:” Le attività in argomento permettono di avvicinare, in modo innovativo e coinvolgente, il mondo della scuola alle forze armate, alla protezione civile, alla croce rossa e ai gruppi volontari del soccorso”. Fino a dichiarare;” Tiro con l'arco e al bersaglio sono sport olimpici”

Attività in argomento che richiamano alla mente gli addestramenti dei sabati fascisti, veicolo di irrigimentazione ideologico-organizzativo della gioventù, in cui gli studenti diventano cadetti e le squadre “pattuglie”. Con l'immancabile riconoscimento come credito formativo. Si spazia dal diritto costituzionale fino a cultura militare con esercitazioni al poligono di tiro, compreso un corso di sopravvivenza e tecniche di salvataggio. Si cerca di mascherare con “l'educazione” al volontariato e, addirittura, al lavoro in gruppo come parte della lotta contro il bullismo, quella che è una “educazione” alla politica guerrafondaia, militarista di questo governo. Saranno impegnati militari in pensione, ma anche militari di ritorno dalle “missioni” e, già, il ministro La Russa, in seguito alle proteste annuncia:”In futuro potremmo decidere di sospenderlo e destinare i fondi alla mini naja”. Cioè invece di destinare i soldi per una istruzione vera, si continuano a sottrarre fondi, a snaturare ruolo e funzione.

Ma questo progetto che tanto scalpore sta suscitando in questi giorni, in realtà, rappresenta un salto di qualità una “naturale evoluzione” ,con relativo nuovo nome, del progetto introdotto nel 2006 e che si chiamava “La pace si fa a scuola", certo meno militaresco, ma sempre in linea con le finalità di spacciare e propagandare per “umanitarie” le guerre del guerrafondaio centrosinistra, le finalità di quel progetto erano”..Avviare un forum di discussione che rappresenti uno spazio di confronto per le scuole sui temi della pace e della cooperazione e che metta in contatto gli studenti con i nostri soldati in missione”, quindi “addestrare” i giovani, arruolarli alla guerra, sì, ma “umanitaria”.




Si vuole sempre più la scuola assoggettata a ruolo di irregimentazione ideologica, politica, pratica dei giovani, ora per “prepararli”, leggi alla precarietà, alla flessibilità, al mondo del lavoro poi a “militanti” del regime in formazione, a profondere a piene mani a militarismo, machismo, l'uso e possesso di armi sempre più diffusi hanno già dato risultati visibili di “bravi ragazzi” con la passione per “sport olimpici”che, sempre più spesso ammazzano le fidanzate che osano lasciarli. Dopo i militari nelle città, si rende sempre più “normale” e quotidiana la presenza dei militari nelle scuole.

Milano, 25 settembre'10