venerdì 24 maggio 2019

pc 24 maggio - Il vento del '68 soffia sulle lotte di oggi. "Vogliamo tutto!", uno spettacolo teatrale da vedere *

* con una precisazione: un parallelismo meccanico tra ieri e oggi, e soprattutto tra le grandiose lotte, scioperi, mobilitazioni del 68 interne al vento rivoluzionario e le lotte di oggi, non è corretto - anche se possiamo comprendere le intenzioni -; rischia di sminuire il 1968/69 e cosa esso è stato e significhi per la storia/via rivoluzionaria del nostro paese.   

"Perché dobbiamo ricordare il Sessantotto? Per poter farne un altro domani!"

Abbiamo visto questo spettacolo a Ravenna e ne vogliamo segnalare il suo valore.
E' stato realizzato dalla compagnia ErosAntEros di Davide Sacco e Agata Tomsic che hanno curato questa edizione di Polis teatro festival. L'immagine che accompagna questa edizione è una donna combattente, una brigantessa resistente simbolo della scelta di questo teatro resistente.
Lo spettacolo porta il titolo "Vogliamo tutto!"
"Con il nostro spettacolo, non abbiamo voluto compiere un’operazione meramente commemorativa, ma cercare di portare alla luce rotture e analogie tra gli anni ‘67-’68-’69 e il nostro presente, con la speranza che gli spettatori escano dallo spettacolo con il desiderio di cambiare il proprio futuro, come hanno fatto i giovani di tutto il mondo cinquant’anni fa", dicono gli autori.
Nel buio della sala si vede il palcoscenico sbarrato da un nastro che ne delimita il divieto d'accesso e dalla sala parte una ragazza (l'attrice Agata Tomsic) e va e lo strappa, sale sul palco e comincia a dare voce militante a quella che è stata la rivolta contro il Capitale, contro i padroni, lo Stato, la polizia, il partito revisionista, il PCI, lontano e ostile a operai e ai giovani del movimento, oramai diventato l'ala sinistra della borghesia.
Ma i primi interventi audio non sono i protagonisti di cinquant'anni fa ma le lotte di oggi.
Le immagini e le parole sul '68 vanno dall'autunno '67 alla strage di Stato di piazza Fontana, 12
dicembre 1969 e sono montate con le immagini di oggi: la battaglia di corso Traiano a Torino per esempio, Valle Giulia, le contestazioni alla Bussola, i video e le parole erano unite a quelle della mattanza poliziesca del G8 di Genova, di Carlo Giuliani ucciso a terra, così come le manifestazioni operaie di Mirafiori assieme a quelle del Si Cobas, e c'è pure un frammento di video con la Rete per la sicurezza e salute nei luoghi di lavoro. E poi le canzoni di ieri e di oggi.
"E' ora di armarci davvero fino ai denti...." dice l'attrice militante, e richiama il bi-sogno della rivoluzione come esigenza reale e non immaginaria. E lo slogan "E' giusto ribellarsi!", oggi come ieri, è il messaggio di questo spettacolo politico il cui titolo richiama Nanni Balestrini.
E quindi non possiamo che chiudere con le parole del compagno scomparso di recente: «...Vogliamo tutto il potere vogliamo tutta la ricchezza. Sarà una lunga lotta di anni con successi e insuccessi con sconfitte e avanzate. Ma questa è la lotta che noi dobbiamo adesso cominciare una lotta a fondo dura e violenta. Dobbiamo lottare perché non ci sia più il lavoro. Dobbiamo lottare per la distruzione violenta del capitale. Dobbiamo lottare contro uno Stato fondato sul lavoro. Diciamo Sì alla violenza operaia».









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