lunedì 16 dicembre 2024

pc 16 ottobre - Conte non è di sinistra, nè antifascista... Un commento

Le giornate della festa fascista Atreju vedono presenti tutte, o quasi, le “barbe finte” – in questo caso identificabili non con agenti dei servizi segreti, ma come coloro che al grande pubblico si presentano in un modo, ma nel privato sono tutt’altro – della politica italiana.

Sabato quattordici dicembre, tra gli altri, tocca anche al leader del Movimento 5 Stelle, l’avvocato Giuseppe Conte, stare sul palco a dialogare con quel sedicente giornalista che risponde al nome di Mario Sechi e di mestiere fa il direttore della latrina intasata chiamata “Libero Quotidiano”.

A riportare le parole del successore di Giuseppe Piero Grillo è, come ci si può aspettare, il quotidiano telematico di riferimento della cricca fascio/revanscista organizzatrice della kermesse, il Secolo d’Italia, attraverso un pezzo – firmato da tale Stefania Campitelli – presente sull’edizione dello stesso giorno.

Il passaggio dell’articolo che qui interessa, perché chiarisce bene chi sia il capo pentastellato, è quella nella quale il professionista di Volturara Appula (Foggia) risponde alla domanda, posta dall'interlocutore, «Presidente Conte, io un grande interrogativo: ma lei è di sinistra?».

Ecco la risposta dell’ex Presidente del Consiglio dei Ministri: «Se sinistra significa combattere nel nome dell’antifascismo io non ci sto....

da stefano ghio - stralci

Bosio (Al), 16 dicembre 2024

pc 16 ottobre - Con i martiri della rivoluzione palestinese - Con i giovani palestinesi (GPI) fino alla vittoria!

pc 16 dicembre - La marcia contro la guerra imperialista avanza su tutti gli scacchieri - info

L'asse anti-Russia tra Finlandia e Giappone: la mossa del Paese Nato

Decisivo l'incontro, avvenuto a Tokyo, tra il primo ministro finlandese, Petteri Orpo, e il suo omologo locale, Shigeru Ishiba. Si rafforzano i legami tra la Nato e i partner dell'Alleanza Atlantica dell'Indo-Pacifico

L'asse anti-Russia tra Finlandia e Giappone: la mossa del Paese Nato

Le mosse di Finlandia e Giappone

Ishiba ha dichiarato che il legame tra Giappone e Finlandia si è rafforzato nonostante la "grave"

domenica 15 dicembre 2024

pc 15 dicembre - Voci e immagini dalla grande manifestazione contro il DDL 1660 di ieri a Roma

Corrispondenza dai compagni di Soccorso Rosso Proletario

Una manifestazione davvero grossa, forse non di 100mila, ma quel che è certo e che a fine corteo Piazza del Popolo è stata riempita tutta

La maggioranza degli spezzoni erano di realtà di lotta sui vari territori, occupazioni, studenti. Quelli di CGIL e sinistra ex parlamentare stavano in fondo.
A sentire gli interventi dal camion  avanza la consapevolezza che questo DdL non sarà fermato senza la caduta del governo, anche se per la maggior parte manca ancora la chiarezza che questo risultato si può ottenere solo attraverso il salto di una vera "rivolta sociale" verso una "nuova resistenza" e si confida piuttosto nella "continuità del conflitto" e "convergenza di tutte le lotte". Buon intervento quello fatto da un compagno del CPA a nome della Rete liberi di lottare (vedi video), che ha detto buona parte delle cose da noi condivise.
Lungo il percorso le azioni contro Eni e Carrefour hanno lasciato un segno militante per lo più condiviso.
La Rete "liberi di lottare" era  in questa occasione poco numerosa  e poco attrezzata alle dimensioni della manifestazione. Da fuori Roma della Rete erano presenti, solo delegazioni da Napoli e Firenze.
 
SRP ha diffuso diverse centinaia di volantini - Testo già pubblicato su questo blog.


  
info dopo Roma 
i movimenti da parte loro rilanciano: tre giorni di assemblee, incontri, discussioni a Roma dal 10 al 12 gennaio dell’anno nuovo indette dalla Rete nazionale “No ddl Sicurezza – A pieno regime” e una assemblea nazionale a Firenze a Cpa l’11 gennaio indetta dalla Rete nazionale Liberi e Libere di lottare – Fermiamo il ddl 1660

L'intervento della rete "liberi di lottare"





In una nostra intervista, la rabbia delle donne immigrate











Sanzionato il Carrefour di Viale Regina Margherita




pc 15 dicembre - Una breve riflessione sugli sviluppi in Siria - Unione Democratica Arabo-Palestinese (UDAP)

 

pc 15 dicembre - Brescia - i fasci possono sfilare con beneplacito appoggio dello Stato borghese, governo Meloni... Ma dov'era l'antifascismo militante?

Brescia, la parata dei gruppi neofascisti: in 500 con tricolori, cori e slogan

Un bis di quanto già visto a Bologna il 9 novembre. Ma questa volta – dal punto di vista dell’ordine pubblico - tutto è filato liscio, non ci sono state contromanifestazioni né incidenti. La parata nera è andata in scena a Brescia, dove un serpentone nero ha attraversato la città al grido "Brescia è nostra e ci appartiene". Una manifestazione sta facendo molto discutere, con dure prese di posizione da parte di sinistra, associazioni antifasciste e sindacato. Che parlano di “normalizzazione e legittimazione del neofascismo” e di “sfregio alla memoria della città medaglia d’argento al valor militare per la lotta partigiana”, e già macchiata dallo stragismo eversivo.

pc 15 dicembre - LEONARDO ASSASSINA!

Video Cau su aggressione poliziesca a studenti di Torino il 13 per una scritta al Politecnico


pc 15 dicembre - Scuole sempre più militarizzate da Crosetto e da Leonardo

 

Il Ministero della Difesa ribattezza l’acronimo IFTS (scuola professionae post-diploma) per veicolare la “collaborazione tra Forze Armate e industria nazionale, cioè l’onnipresente Leonardo SpA, la ricerca di economie di scala e la capacità di operare e addestrarsi insieme ad Alleati (USA e NATO n.d.r.) e Partner internazionali – definita dalla Difesa – come essenziale per affrontare sfide emergenti (…) anche attraverso la creazione di poli addestrativi all’avanguardia, come l’International Flight Training School ”,  l’IFTS! Così il Ministro Guido Crosetto, in visita alla Scuola di Volo internazionale (IFTS) dell’Aeronautica Militare ha sentenziato gettando le basi per la formazione di un sistema di istruzione ad uso e consumo dell’economia di guerra, lacrime e…fiotti di sangue che ci aspetta nei prossimi anni.

Un altro passaggio dell’alleanza sempre più istituzionalizzata tra industria bellica (soprattutto Leonardo SpA) e le scuole secondarie superiori. 

Tra queste ultime c'è  in testa il primo liceo digitale, il Matteucci, inaugurato a Roma nell’A.s. 2022-23 da Luciano Violante (alla guida della Fondazione Leonardo-Civiltà delle macchine e oggi presidente di Futuri Probabili - Associazione per la Formazione del Capitale Umano, sempre legata a Leonardo)

pc 15 dicembre - Il capo dell’esercito italiano: «Prepariamoci alla peggiore delle ipotesi...- Signori, è la guerra imperialista, e l'imperialismo italiano ci chiama a prepararci

carmine masiello generale africa

Il capo dell’esercito italiano: «Prepariamoci alla peggiore delle ipotesi: il prossimo fronte sarà l’Africa»

12 Dicembre 2024

Il generale Masiello: dobbiamo cambiare la cultura militare. «Oggi bisogna prepararsi all’ipotesi peggiore. È un ritorno al passato, perché quando mi sono arruolato eravamo formati alla prospettiva di un conflitto totale. Oggi però ci vogliono militari diversi: le guerre attuali mettono in discussione lo stereotipo del militare come figura improntata alla rigidità». Il capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale Carmine Masiello, a Repubblica spiega oggi che l’esercito italiano deve cambiare .«C’è bisogno di una capacità di adattamento che è in contrasto con i canoni dell’organizzazione gerarchica. E

pc 15 dicembre - Rizzo un rossobruno grottesco e ridicolo in servizio permanente effettivo al festa fascio/governativa della Meloni

quello che dice è esattamente quello che la Meloni vuole nel teatrino dei pupi da essa allestito dove c'è posto per i 'comunisti alla Rizzo

comunque rizzo non va .. criticato ma menato..

La sera di venerdì tredici dicembre, la pagina di Marco Rizzo presente su una nota rete sociale presenta un post nel quale egli tenta di giustificare la propria presenza – il giorno successivo – ad Atreju, la festa di Fratelli d’Italia: di seguito il testo del comunicato.

«MARCO RIZZO: ECCO PERCHÉ VADO AD ATREJU E SCHLEIN NO.

È la prima volta che Marco Rizzo va alla festa del presidente Meloni, Atreju. L’incontro sarà domani mattina, sabato 14 dicembre, alla kermesse del Circo Massimo a Roma per parlare di Stellantis col ministro Urso, il presidente di Confindustria Orsini e il capo delle relazioni istituzionali di Stellantis, Manca.

“Il partito democratico e purtroppo anche la Cgil si sono sempre dimostrati molto morbidi sulla vicenda Fiat-Stellantis, osserva Rizzo, si tratterebbe di capire quanto questa vicenda sia collegata nell’ultimo periodo al fatto che la famiglia Elkann Agnelli ha preso in mano, col gruppo Repubblica, tutta la stampa mainstream che appoggia questa cosiddetta sinistra”.......

.un commento

Da queste poche righe si evince che l’ex aderente a Lotta Continua giustifica il trovarsi sul palco di una festa apertamente revanscista con il fatto che il Partito Democratico e la Confederazione Generale Italiana del Lavoro sarebbero sin troppo disponibili ai voleri della famiglia Agnelli-Elkann, ancor più da quando i fogliacci da costoro posseduti sono schierati dalla loro parte.

Non appare quasi nemmeno il caso di sottolineare l’evidente esagerazione per cui l’ex “comunista” torinese scrive che l’editore Gedi – questo è il nome dato dalla famiglia sabauda alla propria creatura editoriale – «ha preso in mano, col gruppo Repubblica, tutta la stampa mainstream».

E' vero che la "potenza di fuoco" scatenata da colossi del calibro di "la Repubblica" e "La Stampa" teme pochi rivali, ma per sostenere che tutta la stampa dominante sarebbe in mano alla famiglia di Villar Perosa ci vuole davvero del coraggio: anche altri attori compongono l'oligarchia del settore.

Urbano Cairo possiede il "Corriere della Sera", la famiglia Angelucci raccoglie quasi tutte le schifezze immonde della destra radicale e fascista, mentre i Monti-Riffeser (gruppo Monrif) hanno in portafoglio il "Quotidiano Nazionale": insomma, le grandi concentrazioni non mancano nel settore editoriale.

Chiarito questo, appare evidente la forzatura operata dall’ex presidente onorario del Partito Comunista attualmente guidato da Alberto Lombardo: crediamo che questa non possa assolutamente essere una motivazione sufficiente per compiere un gesto che né Giuseppe Di Vittorio né, persino, lo sciagurato Enrico avrebbero mai compiuto.

Bosio (Al), 15 dicembre 2024


Stefano Ghio - Proletari comunisti Alessandria/Genova

http://pennatagliente.wordpress.com

sabato 14 dicembre 2024

pc 15 dicembre - Stellantis nel quadro internazionale della crisi dell'auto

(dal responsabile Slai cobas sc per il gruppo Stellantis)

Il Sole24Ore del 12 dicembre in prima pagina a tutto campo scrive del rischio per 40.000 posti di lavoro nel settore auto in Italia, anticipato al 2025 sulle previsioni che collocavano l’onda lunga della crisi automotive al 2030. Si tratta della ricerca di Alix-Partenrs e Anfia, società di studi per grandi gruppi industriali e principale associazione della filiera auto, che parla della perdita di mercato e di potenzialità produttiva per l’Europa, un ridimensionamento che potrebbe significare il rischio chiusura per 10 stabilimenti di assemblaggio, di fronte alla Cina ora protagonista assoluta nel comparto auto (Vavassori Anfia).
Numeri che seguono agli annunci di Volkswagen che ha dichiarato 15.000 esuberi con la chiusura di tre stabilimenti, la vendita della fabbrica a Bruxelles di Audi, 9.000 lavoratori in esubero per Nissan, 4.000 per Ford, Mercedes che dichiara il taglio di 5 miliardi di costi e di parte dei lavoratori.


Nel nostro paese al centro della crisi vi sono crisi gli stabilimenti Stellantis al minimo produttivo, dentro una forte ristrutturazione e delocalizzazione, con Termoli, la più grande fabbrica italiana di motori che resterà in cassa integrazione fino a metà 2025 con riduzione di orario e stipendio, Pomigliano in cassa a dicembre fino a dopo le feste, come probabilmente Cassino, Melfi dove l’attività procede a singhiozzo per un paio di giorni la settimana, 1.500 in cassa integrazione ad Atessa e un vero e proprio “pacco di Natale” per Mirafiori, con la nuova cassa integrazione per oltre 2000 operai prolungata per altri sette mesi tra i reparti delle presse carrozzeria Maserati e le linee della 500. Un colpo durissimo proprio il giorno dopo l’incontro che i sindacati hanno avuto il 12 dicembre con il responsabile europeo Stellantis JP Imparato, che promette ancora che lo stabilimento non si estinguerà, ma nessun nuovo modello in vista tanto da dire a proposito della situazione produttiva del 2025 ‘che sarà come per il 2024’.

In questo quadro ci sono state le dimissioni di Tavares Ceo di Stellantis del 2 dicembre, ‘punito dove era riuscito con metodi energici a rendere il suo gruppo automobilistico uno dei più redditizi al mondo, riorganizzando PSA, Opel, fino alla fusione con Fiat Chrysler, formando il quarto gruppo automobilistico più grande al mondo… messo in crisi dai risultati del mercato americano’ (LeMonde). Indirettamente Le Monde ricorda i 23 miliardi di utili realizzati da Tavares e divisi tra gli azionisti in 4 anni, ricorda quale è la tendenza dei piani industriali dei padroni: per cui rendere "redditizio un gruppo automobilistico più grande del mondo" vuol dire da un lato usare soldi per fare soldi, concentrandoli su processi di finanziarizzazione del settore piuttosto che su interventi produttivi, dall'altro scaricare sugli

pc 14 dicembre - Riesce alla grande la manifestazione contro il Ddl sicurezza “Siamo 50mila” - info stampa

Ddl Sicurezza, manifestazione a Roma per dire no. Gli organizzatori: “Siamo 50mila”

La partenza da piazzale del Verano il cartello del bacio tra Meloni e Mussolini; arrivo a piazza del Popolo.

Sono oltre duecento le realtà che, da ogni regione del Paese, sono scese oggi in piazza a Roma per manifestare contro il ddl Sicurezza. Il corteo è partito alle 14 da piazzale del Verano, dove erano attese circa 25mila persone che secondo gli organizzatori sono il doppio “Siamo in cinquantaila”. Il programma prevede l’arrivo a piazza del Popolo.

"Il ddl Sicurezza rappresenta un attacco senza precedenti ai diritti fondamentali e alla democrazia - si legge in una nota della Rete No ddl Sicurezza -. Criminalizza il dissenso, reprime il conflitto sociale e colpisce lavoratori, studenti, migranti e chi lotta per giustizia sociale e ambientale". "Siamo donne, uomini, identità non binarie, lavoratori, studenti e attivisti. Difendiamo la democrazia contro chi vuole trasformare l'Italia in un Paese autoritario" dichiarano i promotori della manifestazione. "Non c'è sicurezza in questo disegno di legge, solo paura del dissenso e delle piazze," sottolineano.

Corteo Roma, petardi contro Carrefour, danneggiata vetrina

Petardi contro la vetrina e la scritta "assassini". Alcuni studenti pro Pal durante il corteo contro il ddl sicurezza hanno danneggiato un punto vendita del supermercato Carrefour di viale Regina Margherita. 'Assassini', la scritta degli studenti pro Pal sul market. Blitz di un gruppo di ragazzi incappucciati che hanno preso di mira un distributore Eni in via Amilcare Ponchielli. Scritte pro Palestina e contro Eni: Free Palestine, Eni Kills e Eat the rich accompagnata dalla A di anarchia.

Fiom, fermare il “decreto paura” del governo

"Oggi, la Fiom insieme alla Cgil, ad associazioni, movimenti, studenti, è in piazza a Roma per fermare il ddl sicurezza. Un provvedimento scellerato e pericoloso che minaccia di limitare le libertà individuali e collettive dei cittadini, cancellare il diritto di sciopero e restringere gli spazi di democrazia e il diritto al dissenso". Lo dichiara Michele De Palma segretario generale Fiom-Cgil alla manifestazione nazionale a Roma contro il ddl Sicurezza. "Abbiamo bisogno di sicurezza, non del 'decreto paura' del governo. La sicurezza è quella di avere un posto di lavoro, di non morire nei luoghi di lavoro, di avere un salario dignitoso. La sicurezza di impedire i femminicidi, la sicurezza di avere scuola, università, sanità. Questo decreto del Governo invece serve esclusivamente a impedirci di manifestare, di scioperare. Ma noi non ci fermeremo", assicura il leader dei metalmeccanici di Corso d'Italia.

Presidio dei movimenti per la casa

I movimenti per il diritto all'abitare hanno lasciato il corteo principale e si stanno dirigendo in piazza Indipendenza dove terranno un presidio, già concordato con la questura. Intanto dal camion che guida il corteo è stato lanciato un appello ai residenti di Calenzano: "con il Ddl sicurezza corrono il rischio di essere criminalizzati se dovessero protestare contro il deposito Eni".

Ddl Sicurezza: Bonelli, misure illiberali, ciniche e feroci

"Il ddl Sicurezza è un provvedimento che non affronta assolutamente il tema della sicurezza dei cittadini. E' un disegno di legge illiberale: trasforma in narcotrafficanti tremila aziende che coltivano la canapa, causando il licenziamento di circa 15 mila lavoratori e lavoratrici". Lo afferma il co-portavoce di Europa Verde e deputato di Avs, Angelo Bonelli, parlando con i giornalisti a margine della manifestazione contro il ddl Sicurezza. "Oltre al danno, per queste persone, arriva anche la beffa: se quei lavoratori e lavoratrici che subiscono il licenziamento decidono di manifestare, magari occupando una strada, questo governo di destra applica una misura che prevede il carcere fino a 7 anni.
Questo provvedimento è semplicemente cinico e feroce", conclude Bonelli.

(@Vincenzo Tersigni)

Da Zerocalcare a Germano: attori e artisti in piazza

Tra gli artisti in piazza ci sono gli attori Valerio Mastandrea, Elio Germano e Michele Riondino, che dice : “Oggi bisogna essere qui e non altrove perché con questo ddl vogliono criminalizzare il pensiero critico”. 

Flash mob Amnesty: non criminalizzare blocco stradale

Un flash mob di Amnesty International che durante il corteo contro il ddl sicurezza per alcuni minuti ha bloccato il passaggio della strada all'altezza di piazza Galeno, a Roma. Una azione, hanno spiegato, contro la criminalizzazione del blocco stradale contenuta nel ddl sicurezza. Sui cartelli gialli esposti da Amnesty, la scritta: 'Sicurezza? No minacce alla libertà di espressione'.

La piazza a Meloni: "Italia non diventerà una nuova Ungheria"

"Questa piazza si rivolge a Giorgia Meloni per dire una cosa semplice: stiamo venendo a prendervi. Questo ddl non passa e quando lo affonderemo verremo a prenderci anche questo governo. Vogliamo riprenderci tutto". È l'intervento di un rappresentante della rete 'liberi di lottare' nel corso del corteo contro il ddl sicurezza che, partito da piazzale del Verano, ha appena superato piazza Galeno ed è diretto in piazza del Popolo. "Non consentiremo che l'Italia diventi una nuova Ungheria. Daremo vita a una resistenza democratica diffusa. Non ci fermeremo finché non faremo cadere questo governo", ha aggiunto una rappresentante della rete romana no ddl.

Ddl sicurezza: Fratoianni, in piazza per il diritto al dissenso

"Oggi in piazza tantissimi e tantissime contro un ddl della paura, contro una destra che ha come obiettivo quello di cancellare i diritti di libertà e il diritto al dissenso. Contro questo progetto noi ci siamo e li contrasteremo". Lo dice Nicola Fratoianni deputato di Avs arrivando al corteo di Roma e parlando con i cronisti. "Si fermino dalle parti del governo e della sua maggioranza".

Organizzatori corteo: “Delmastro? Via chi occupa abusivamente il Parlamento”

“Delmastro ha detto che vuole dare calci nel sedere a chi occupa le case. E noi diciamo che vogliamo cacciare chi occupa abusivamente il Parlamento". Così gli organizzatori del corteo contro il ddl sicurezza a Roma in apertura della marcia che si è mossa da piazzale del Verano e arriverà a piazza del Popolo. Poi i cori: "Siamo tutti antifascisti, siamo tutte antifasciste”.

Il corteo parte dal Verano

"Bentornate zecche rosse - il saluto dal megafono degli organizzatori – Siamo qui con una sola voce per fermare il ddl paura che minaccia la democrazia. Ieri Delmastro ha detto che prenderebbe a calci in culo chi occupa le case abusivamente. Noi vogliamo prendere a calci chi occupa abusivamente il parlamento. Questo governo ci vuole dividere e impaurire. Ma noi non ci faremo intimidire. Questo ddl criminalizza il dissenso e punisce La solidarietà. Chi osa sfidare il potere diventa un criminale".

Il corteo studenti è arrivato al Verano

Il corteo degli studenti, partito dalla Sapienza, ha raggiunto il Verano dove sono già presenti la CGIL, l'Anpi e gli organizzatori della Rete no ddl

(@Vincenzo Tersigni)

La gigantografia della premier Giorgia Meloni che bacia Mussolini



Contro il ddl sicurezza", occupata Lettere alla Sapienza

"Contro il ddl paura", la facoltà di Lettere dell'università Sapienza è stata occupata ieri sera. Come azione di rilancio contro il ddl sicurezza e il corteo di oggi a Roma, gli studenti di alcuni collettivi che hanno appunto aderito alla rete no ddl sicurezza, sono rimasti in aula questa notte e ora si apprestano a prepararsi per la manifestazione, dando appuntamento alle 13 a piazzale Aldo Moro.
"Come studenti di questo Paese abbiamo occupato la facoltà di Lettere della Sapienza, per costruire un'opposizione studentesca, universitaria e giovanile al ddl 'sicurezza', un progetto di legge liberticida che svuota la nostra democrazia, individuando in migranti, studenti, attivisti e movimenti sociali dei nemici da reprimere e silenziare", scrivono sui social gli attivisti.
"Abbiamo una visione chiara di quella che dovrebbe essere la sicurezza nelle nostre università, nelle nostre scuole, nelle nostre città: contro la vostra repressione, i vostri tagli e la vostra censura opponiamo un modello di formazione finanziato, accessibile a tutti e gratuito", sottolineano rilanciando la piazza di oggi. "Contro ddl sicurezza, ddl Bernini e guerra saremo in piazza e continueremo a mobilitarci in tutto il Paese per costruire un'alternativa a questo sistema", precisano. precisano.

pc 14 dicembre - L'importanza del ciclo di Formazione marxista avviato - Dall'intervento iniziale della riunione a Taranto

La "lezione" tenuta a Taranto dal Prof. marxista Di Marco è disponibile sia in forma audio che scritta. Si può richiedere a WA 3519575628

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La formazione marxista per i lavoratori è un impegno che è sempre stato presente nel lavoro dei compagni che hanno un ruolo attivo nello Slai Cobas e che fanno capo a proletari comunisti e portano avanti oltre che il lavoro verso le fabbriche e posti di lavoro, l'attività sociale e politica generale che facciamo a Taranto.

Questa Formazione la riaffermiamo nel quadro della ricostruzione di un'opposizione politica e sociale in funzione di una alternativa politica e sociale, della necessità che le avanguardie dei lavoratori abbiano una formazione adatta a valutare la realtà e che vogliano elevare la propria coscienza di classe.

Marx nel Capitale scrive: presuppongono naturalmente lettori che vogliono imparare qualcosa di nuovo e che quindi vogliano anche pensare da sé.

Ecco lo scopo della formazione marxista. Ci rivolgiamo soprattutto a quei compagni e lavoratori che già lottano, che sono impegnati socialmente, politicamente nelle file più radicali del sindacalismo, rappresentate oggi dal sindacalismo di base, di cui noi siamo parte.

Sin da un'assemblea nazionale anticapitalista che tenemmo a Roma con presenza dei compagni di diverse aree, venne forte l'esigenza che i movimenti in sé non sono sufficienti, non solo perché sono frammentati e quindi non hanno una forza che possa rovesciare i governi, ma anche perché molti di essi non si basano su un'analisi scientifica della realtà. Molto spesso la loro logica è: il movimento è tutto il fine è nulla.

E quando si parla di fine, evidentemente bisogna partire dal tipo di società in cui viviamo, dal tipo di sistema, dal tipo di leggi che lo guidano e le forme per superarlo.

La formazione marxista è rivolta innanzitutto agli operai, ai lavoratori, lavoratrici, ai giovani, perché una cosa deve essere assolutamente certa, Marx non ha scritto Il Capitale per gli intellettuali, l'ha scritto per la classe operaia genericamente intesa, perché abbia le armi per conoscere e trasformare il sistema sociale in cui vivono.

La formazione marxista è una guida in funzione della crescita della lotta di classe, non tanto in termini di quantità, ma di qualità. Perché la quantità non dipende certo solo dalla formazione ma da condizioni politiche sociali, dalla spontaneità, dalla situazione generale del paese e così via.

Siamo impegnati nell'organizzare lotte tra i lavoratori, tra gli operai anche se è molto difficile, e a sviluppare movimenti di opposizione politica sui temi che sono centrali di fase in fase nella situazione

pc 14 dicembre - “Costretti a dormire in fabbrica”: gli operai di Forlì bloccano l’azienda

13 Dicembre 2024 

Immaginate di essere stati assunti come operai per una ditta che produce mobili. Siete disoccupati, il lavoro è a 200 km da casa, ma vi promettono un alloggio e uno stipendio adeguato. Accettate l’offerta e partite alla ricerca di un futuro migliore. Invece vi ritrovate a lavorare 12 ore al giorno, venendo pagati solo per 8, per sei giorni alla settimana. Le condizioni di lavoro sono prive di sicurezza e vi tocca dormire nello stesso capannone in cui lavorate, senza riscaldamento, su materassi buttati per terra. È quanto accaduto a un gruppo di operai pakistani reclutati a Prato da una ditta, la Sofalegname, che produce mobili imbottiti a Forlì. «Avevano detto che col tempo ci avrebbero trovato una casa – racconta uno di loro – ma il tempo passava e noi restavamo sempre lì, nel magazzino». Dopo otto mesi, con l’arrivo dell’inverno, la situazione è diventata insostenibile. Così i 17 operai della ditta hanno occupato gli uffici riscaldati dello stabilimento, dove ora dormono, e hanno allestito un presidio davanti alla Gruppo 8, l’azienda madre che subappalta il lavoro alla Sofalegname. La sede della Gruppo 8 si trova a poche centinaia di metri di distanza.

Da sabato 7 dicembre, ogni mattina, gli operai accendono un fuoco per scaldarsi e si siedono davanti ai cancelli, bloccando di fatto la produzione di entrambi gli stabilimenti. Sopra di loro sventolano alcune bandiere con scritto «8 X 5». «Significa 8 ore per 5 giorni di lavoro – spiega Sarah Caudiero, sindacalista di Sudd Cobas – è questa la loro richiesta, oltre naturalmente a ottenere una sistemazione

pc 14 dicembre - Governo Meloni e i suoi squadristi di stato 'sono fascisti e devono morire', come recita uno slogan storico dell'antifascismo militante

Delmastro  “Calci nel sedere a chi occupa le case. Fiero di essere liberticida", “Noi vogliamo prendere per la pelle del culo chi occupa la casa degli anziani, dargli un calcio nel sedere e ridare il possesso della casa all'anziano". Così Andrea Delmastro ospite di Atreju, dove partecipa al dibattito "La via italiana per garantire la proprietà privata". 

Torna dunque a far discutere il sottosegretario alla Giustizia che giusto un mese fa aveva provocato una bufera politica dopo aver detto di provare gioia nel togliere il respiro ai detenuti in regime di massima sicurezza.

Il sottosegretario difende il ddl sicurezza che, tra le misure, prevede un inasprimento delle pene per chi occupa gli immobili: "È liberticida? temo di no, ma se fosse liberticida quel ddl sono fiero di essere liberticida, per tutelare quell'Italia normale che fino a oggi è stata mortificata e umiliata da una sinistra che difende lo Ius salis".

 

 

pc 14 dicembre - Israele interviene in Siria - un testo utile alla comprensione, denuncia e azione

...per proseguire il suo piano genocida, di Grande Israele, gendarme e potenza regionale per conto dell'imperialismo in tutto il Medio Oriente l’invasione israeliana della Siria. pc

un testo utile alla comprensione, denuncia azione

 *Palestine Chronicle

Mentre il futuro dello Stato siriano è incerto, le intenzioni di Israele sono trasparenti e piuttosto prevedibili.

Quasi immediatamente dopo la caduta di Damasco nelle mani delle forze di opposizione siriane, l’esercito israeliano ha deciso di invadere e cambiare quello che era stato lo status quo dal 1974. Israele ha dichiarato pubblicamente la sua intenzione di creare la sua zona cuscinetto a lungo desiderata in tutte le alture del Golan, ma il quadro è diventato molto più complesso.

La caduta del governo di Bashar al-Assad in Siria ha ora creato una situazione di relativa incertezza all’interno del paese. Anche se la vittoria di questa sanguinosa guerra che dura da 13 anni è saldamente di quella che una volta era l’opposizione siriana, la nuova realtà sul terreno non si affermerà per un po’ di tempo e coinvolge una miriade di gruppi diversi, molti con diversi finanziatori internazionali, il che rende quasi tutte le analisi che dipingono un ipotetico futuro per ora inutili.

Come Israele si inserisca in questo quadro è in qualche modo più chiaro, tuttavia, soprattutto da quando ha deciso di lanciare immediatamente una guerra e l’espropriazione illegale di terre all’interno del paese, mentre il nuovo governo siriano aveva a malapena rilasciato dichiarazioni di vittoria.

Il ruolo di Israele in Siria è sempre stato con lo scopo di destabilizzare in mente. Nel 2013 ha iniziato a fornire sostegno materiale e finanziario ai gruppi di opposizione siriani, pagando anche ai singoli

venerdì 13 dicembre 2024

pc 14 dicembre - Cariche al politecnico di Torino contro gli studenti che manifestavano per la Palestina


Diverse cariche su studenti e studentesse fuori dal Politecnico. Alcuni studenti sono stati fermati violentemente dal personale Digos con mani al collo e ginocchia sopra la testa una volta buttati per terra. Nonostante i diversi feriti il corteo non si è fatto intimidire ma con determinazione prosegue la contestazione per le strade di Torino. Dal microfono uno studente "Noi siamo giovani e non ci fermeremo davanti alle vostre provocazioni: i violenti siete voi!" e un altro studente "Oggi sono incazzato, ci chiamano violenti ma i violenti veri sono loro: in cinque con le mani al collo di un ragazzino di 14 anni".

pc 13 dicembre - La lotta contro il DDL 1660 da Stato di polizia e moderno fascismo deve essere legata alla lotta per cacciare il governo Meloni

Il decreto-legge 1660 approvato alla Camera a settembre scorso è un decreto liberticida, da Stato di polizia, generato dalla natura ideologica/politica di stampo fascista del governo Meloni, interno alla marcia verso una dittatura moderna nel nostro paese. 

Il testo, che contiene 38 articoli e che è ora all’esame delle commissioni congiunte giustizia e affari costituzionali del Senato, si unisce ai precedenti “pacchetti sicurezza” ma nello stesso tempo ne rappresenta un salto di qualità perché l’intento è quello di impedire di fatto e sempre più in ogni ambito ogni opposizione.

Il governo Meloni invece di dare serie e concrete risposte ai problemi sociali in generale, dal lavoro, al reddito, alle case che mancano, alla sanità, scuole sempre più allo sfacelo, alle alluvioni, alla stessa emergenza dell’acqua in alcune regioni, alle condizioni nelle carceri, ecc., con questo decreto risponde solo con più repressione, più polizia, più carcere. Un decreto che prevede l’inasprimento delle pene per

pc 13 dicembre - Roma 14 dicembre contro il Ddl 1660 manifestazione a Roma - appuntamenti

 Soccorso Rosso Proletario è al concentramento della Rete 

pc 13 dicembre - "Potere ex lege per blindare l’esistente" - Un contributo della Prof. Alessandra Algostino


 Alessandra Algostino

Marginalità sociale e divergenza politica sono reato. Ma una democrazia senza dissenso è autocrazia, una democrazia senza emancipazione è oligarchia, una democrazia senza uguaglianza nega la sua essenza. Il disegno di legge sicurezza è incostituzionale nell’anima e nelle disposizioni...

Primo: delegittima e criminalizza il dissenso e il conflitto sociale, coniugando repressione e intimidazione, in violazione dei diritti costituzionali che presidiano la protesta (diritto di riunione, libertà di manifestazione del pensiero, diritto di sciopero) e in contrasto con l’«effettiva partecipazione», che è strumento e obiettivo della democrazia. Evoca un ordine pubblico ideale che non può avere spazio in una democrazia conflittuale.

Due esempi: gli operai in agitazione che escono da una fabbrica, gli studenti in mobilitazione che percorrono le vie della città, avranno una pena da sei mesi a due anni per il reato di blocco stradale; chi si mobilita «al fine di impedire la realizzazione di un’opera pubblica o di un’infrastruttura strategica» è oggetto di una specifica aggravante (in relazione al reato di violenza o minaccia a pubblico ufficiale). È una legislazione come «creazione di potere» e «manifestazione diretta della violenza» (Benjamin); una violenza istituzionale, strutturale rispetto alla deriva autoritaria e allo stesso tempo